| Coronach (Totengesang der Frauen und Mädchen) |
Coronach (Canto funebre delle donne e delle vergini) |
| Er ist uns geschieden Vom Berg und vom Walde, Wie versiegte Quelle, Als Noth uns bedrängte. Die Quelle wird fließen, Genährt von dem Regen, Uns scheint nie mehr Freude, Dem Duncan kein Morgen. |
Si è diviso da noi, dalla montagna e dalla valle, come una fonte che si è prosciugata mentre la sete ci tormentava. La sorgente tornerà a stillare rinvigorita dalla pioggia; a noi non splenderà mai più la gioia, né a Duncan un nuovo mattino. |
| Die Hand des Schnitters Nimmt reife Aehren, Unser Trauergesang Klagt blühende Jugend, Der Herbstwind treibt Blätter Die gelben, die welken, Es blüht' unsre Blume, Als Mehlthau sie welkte. |
La mano del mietitore coglie le spighe mature; il nostro canto di lutto piange la giovinezza in fiore. Il vento d’autunno spinge via le foglie gialle e appassite; sbocciava il nostro fiore quando l’albugine lo ha disseccato. |
| Ihr flüchtigen Füße, Du Rath in Bedrängniß, Du Arm im Streite, Wie tief ist dein Schlummer! Wie Thau auf den Bergen, Wie Schaum auf dem Bache, Wie Blas' auf der Welle - Bist ewig geschieden. |
Tu con le ali ai piedi, tu consiglio nelle avversità, tu braccio fermo nella battaglia, come è grave il tuo sonno! Come la rugiada sul monte, come la schiuma nel ruscello, come il ribollire dell’onda, sei svanito per sempre. |
| (Traduzione di Antonio Zencovich) |