| Lied des gefangenen Jägers | Canzone del cacciatore prigioniero |
| Mein Roß so müd in dem Stalle sich steht, Mein Falk ist der Kapp' und der Stange so leid, Mein müßiges Windspiel sein Futter verschmäht, Und mich kränkt des Thurmes Einsamkeit. Ach wär' ich nur, wo ich zuvor bin gewesen, Die Hirschjagd wäre so recht mein Wesen, Den Bluthund los, gespannt den Bogen: Ja solchem Leben bin ich gewogen. |
E' stanco di stare nella stalla il mio cavallo, ed il mio falco soffre legato al trespolo e incappucciato, il mio levriero in ozio non vuole più mangiare, e la solitudine di questa torre mi fa ammalare. Potessi stare ora, dove stavo un tempo. Nella caccia al cervo era la mia vera natura! Sciolto il segugio, e con l'arco ben teso: Sì, quella è la vita cui ero destinato! |
| Ich hasse der Thurmuhr schläfrigen Klang, Ich mag nicht sehn, wie die Zeit verstreicht, Wenn Zoll um Zoll die Mauer entlang Der Sonnenstrahl so langsam schleicht. Sonst pflegte die Lerche den Morgen zu bringen, Die dunkle Dohle zur Ruh mich zu singen; In dieses Schlosses Königshallen Da kann kein Ort mir je gefallen. |
Odio il sonnolento rintocco dell'orologio della torre, non posso vedere come si consuma il tempo, quando a poco a poco, lungo la parete, i raggi del sole strisciano lentamente. Un tempo era l'allodola ad annunciare il mattino, e la taccola scura mi addormentava col canto. Nelle sale reali di questo castello, non c'è invece un posto che possa piacermi. |
| Früh, wenn der Lerche Lied erschallt, Sonn' ich mich nicht in Ellens Blick, Nicht folg' ich dem flüchtigen Hirsch durch den Wald, Und kehre, wenn Abend thaut, zurück; Nicht schallt mir ihr frohes Willkommen entgegen, Nicht kann ich das Wild ihr zu Füßen mehr legen, Nicht mehr wird der Abend uns selig entschweben: Dahin, dahin ist Lieben und Leben! - |
All'alba, quando l'allodola effonde il suo canto, più non mi delizia lo sguardo di Ellen, né più inseguo il cervo veloce nel bosco, per poi tornare a casa, quando scende la sera. Non più mi viene incontro il suo allegro benvenuto, non posso più deporre la cacciagione ai piedi di lei, la sera non si aprirà più davanti a noi, beata: svanito è l'amore, perduta è la vita. |
| (Traduzione di Ferdinando Albeggiani) |