Auf der Bruck, op. 93 n. 2, D. 853

Lied per voce e pianoforte

Musica: Franz Schubert (1797 - 1828)
Testo: Ernst Schulze Organico: voce, pianoforte
Composizione: marzo o agosto 1825
Edizione: Diabelli, Vienna, 1835
Testo

Auf der Bruck Sul ponte
Frisch trabe sonder Ruh' und Rast,
Mein gutes Roß, durch Nacht und Regen!
Was scheust du dich vor Busch und Ast
Und strauchelst auf den wilden Wegen?
Dehnt auch der Wald sich tief und dicht,
Doch muß er endlich sich erschließen,
Und freundlich wird ein fernes Licht
Uns aus dem dunkeln Thale grüßen.
Senza fermarti mai, trotta come il vento,
Mio buon cavallo, di notte fra la pioggia!
Perché la frasca o il cespuglio ti fa spavento
E incespichi sulla strada selvaggia?
Se anche il bosco è profondo e fitto si estende,
a un certo punto sarà più diradato;
e un luce amica che lontana risplende
dalla valle profonda ci darà il benvenuto.
Wohl könnt' ich über Berg und Feld
Auf deinem schlanken Rücken fliegen
Und mich am bunten Spiel der Welt,
An holden Bildern mich vergnügen;
Manch Auge lacht mir traulich zu
Und beut mir Frieden, Lieb' und Freude,
Und dennoch eil' ich ohne Ruh,
Zurück, zurück zu meinem Leide.
Bene potrei, sopra montagne e campi,
andare in volo sulla tua esile groppa,
del mondo godendomi i giochi variopinti
e il loro rivelarsi in ogni forma.
Molti occhi mi sorridono invitanti
Offrendomi pace, gioia e amore,
e tuttavia senza fermarmi vado avanti
per ritornare indietro al mio dolore.
Denn schon drey Tage war ich fern
Von ihr, die ewig mich gebunden;
Drey Tage waren Sonn' und Stern
Und Erd' und Himmel mir verschwunden.
Von Lust und Leiden, die mein Herz
Bey ihr bald heilten, bald zerrissen,
Fühlt' ich drey Tage nur den Schmerz,
Und ach, die Freude mußt' ich missen!
Perché ormai da tre giorni sono rimasto lontano
Da colei che a me è legata per sempre;
Per tre giorni è come se a me fosse venuto meno
il cielo con la terra, il sole con le stelle.
Della gioia e del tormento, che il mio cuore
Hanno a volte consolato, altre volte spezzato
Io sento , da tre giorni, solo il dolore,
E ah! Della gioia resto ancora privato!
Weit sehn wir über Land und See
Zur wärmern Flur den Vogel fliegen;
Wie sollte denn die Liebe je
In ihrem Pfade sich betrügen?
Drum trabe muthig durch die Nacht!
Und schwinden auch die dunkeln Bahnen,
Der Sehnsucht helles Auge wacht,
Und sicher führt mich süßes Ahnen.
Lontano, sopra la terra e sopra il mare,
vediamo uccelli volare verso una regione più calda;
Come allora potrebbe mai l'amore,
smarrirsi nel percorrere la sua strada?
Galoppa allora nella notte senza timore!
E se anche non si mostra la strada oscura,
la luce del desiderio sta a vegliare
e la dolce speranza sarà guida sicura.
(Traduzione di Ferdinando Albeggiani)


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 27 agosto 2025