In quanto sede della corona di Boemia, che cingeva il capo dell'imperatore d'Austria, Praga era, al pari di Budapest, una delle capitali dei domini degli Asburgo e orbitava intorno a Vienna, dal punto di vista politico e anche musicale. Questo non generò alcun tipo di rivalità, almeno finché il cosmopolitismo del Settecento non cedette il passo al nazionalismo dell'Ottocento, quando la sempre più ricca, numerosa e potente borghesia ceca cominciò a mal sopportare il governo straniero. Il desiderio d'indipendenza politica ebbe come corollario la ricerca di una differenziazione dal dominatore anche in campo culturale e, più specificamente, musicale: nacque così la scuola nazionale ceca, una delle più vivaci fra quelle sbocciate verso la metà del Diciannovesimo secolo in quei paesi europei, dalla Spagna alla Norvegia e alla Russia, che erano stati fino ad allora colonizzati dalle nazioni musicalmente dominanti, cioè Italia, Francia e Germania. Ma la rivolta antitedesca dei musicisti cechi era in un certo senso paradossale, perché essi stessi erano profondamente intrisi di cultura austro-tedesca.
Anche Bedrich Smetana fu educato nella lingua tedesca e non scrisse una sola parola in ceco fino ai trentadue anni d'età. Quanto alla musica, da giovanissimo ammirava incondizionatamente Mozart e Liszt ("Con l'aiuto di Dio, sarò un Liszt della tecnica e un Mozart della composizione": che bizzarro abbinamento!) e poi conobbe personalmente Liszt, Schumann e Berlioz, subendone l'influenza, cui si può aggiungere quella di Weber. Ma una formazione di questo tipo era perfettamente conciliabile con un appassionato patriottismo, dunque si deve dare credito ai suoi connazionali, che hanno proclamato Smetana "il padre della musica ceca". Il suo nazionalismo consistette nello scrivere opere e poemi sinfonici ispirati alla storia, alla natura e alle leggende della patria e ad usare la lingua ceca nella musica vocale, ma, per quanto riguarda gli aspetti strettamente musicali, solo la sporadica citazione di melodie e danze popolari rivelava la mano d'un musicista ceco. Tuttavia anche questo - per quanto possa apparire poco - non va sottovalutato, se si pensa che ancora nel 1905 la semplice richiesta di poter usare la lingua ceca accanto al tedesco all'università di Praga fu respinta brutalmente dal governo austriaco.
Insieme e più delle opere teatrali, le composizioni emblematiche del nazionalismo musicale di Smetana sono i Poemi Sinfonici, soprattutto i sei composti dal 1874 al 1879 e riuniti col significativo titolo Ma Vlast (La mia patria).
Il programma di Dai prati e dai boschi di Boemia, composto tra il 3 giugno e il 18 ottobre 1875, è illustrato da Smetana stesso con fervido afflato poetico: "In una bella giornata d'estate siamo nei campi fioriti della Boemia, che con l'amabile profumo dei fiori e le fresche brezze ci colmano d'ispirazione. Nella profusione della natura risuona la nota naturalmente gioiosa della campagna appagata. Lontano dal tumultuoso trambusto dell'umanità, siamo condotti in un ombroso, quieto boschetto. Sospinto dalla leggera brezza, il sussurro delle foglie e dei rami giunge sempre più lontano e più forte, finché l'intero bosco risuona di echi, che si uniscono al cinguettante canto degli uccelli in un'infinita armonia. In questo inno alla natura, l'estatico suono dei corni risuona da lontano. Una forte raffica di vento interrompe questa pace solenne e porta alle nostre orecchie le melodie festose di una festa di campagna. Ci avviciniamo e ci troviamo nel mezzo di una vivace festa di contadini, che si divertono con musica e danze e sono felici d'essere vivi. Questa gioia di vivere risuona nei canti popolari ovunque in Boemia...". È l'esaltazione della natura in tutta la sua bellezza e poesia, in un'alternanza di momenti di serena tranquillità e di altri di gioiosa vivacità, espressi con una gran varietà di risorse musicali, dalle melodie di sapore popolare al fugato (il sussurro delle foglie nel bosco) e alla polka (la festa contadina), e con una struttura nitidamente articolata in quattro sezioni, con un Molto moderato iniziale seguito da un Allegro molto ma non troppo. Meno vivo, quindi da un Allegro. Moderato. Più mosso e da un finale Presto.
Mauro Mariani