Il ciclo di sei poemi sinfonici Má Vlast (La mia patria) venne composto da Bedřich Smetana nell'ultimo infelice periodo della sua vita quando, abbandonato il teatro perché completamente sordo e soggetto a quelle crisi nervose che sfoceranno nella pazzia degli ultimi anni, si dedicò alle composizioni sinfoniche. Col termine poema sinfonico si intende una composizione per orchestra cui l'autore fornisce un programma poetico-letterario, o comunque di natura extramusicale, che ne spieghi il significato guidando l'ascoltatore attraverso i diversi episodi della «vicenda» musicale. L'ispirazione letteraria non determina naturalmente la qualità del lavoro sinfonico, che dipende dalla musica, dalla sua sostanza spirituale ed emotiva e dalla sua forma artistica.
Nel corso degli anni 1858-61 Smetana compose tre poemi sinfonici basati su drammi di Shakespeare (Riccardo III), Schiller (Il campo di Wallenstein) e Oehlenschläger (Haakon Jarl). L'idea di un ciclo di poemi basati su episodi della storia e della mitologia cèca è invece più tarda: intorno al 1873 Smetana pensa a cinque composizioni intitolate Vyšehrad, Vltava, Ríp, Lipany e Bilá Hora (Montagna Bianca) da organizzare in un ciclo intitolato Vlast (Patria). Nel corso dei cinque anni di gestazione del suo progetto (dal 1874, anno di composizione dei primi due poemi, al 1879 dell'ultimo) Smetana modificò i titoli di quattro poemi, ne aggiunse un sesto e intitolò l'opera completa Má Vlast.
Il filo conduttore del ciclo è evidente e unitario: due poemi, La Moldava e Dai boschi e dai prati di Boemia, esaltano la natura del paesaggio boemo in relazione alla vita dei suoi abitanti (feste nuziali, allegre riunioni, scene di caccia). Sàrka è basato sulla leggendaria vicenda di una giovane amazzone cèca che vendica duramente l'onta di un amore tradito; Vyšehrad rievoca le gloriose gesta del mitico castello che domina Praga. Gli ultimi due poemi (Tábor e Blanik), accomunati dall'uso della stessa melodia di corale, celebrano invece episodi delle guerre hussite proiettandoli in una visione positiva di riscossa e vittoria di tutta la nazione cèca. Il legame musicale fra le sei composizioni è infine ravvisabile nel tema del Vyšehrad che, presentato da due arpe all'inizio del primo poema, risuona ancora alla fine del secondo per esplodere solenne e trionfale a conclusione del ciclo.
Ma Vlast rappresenta quindi un toccante omaggio del compositore boemo alla sua terra, alla sua gente, a tradizioni, storia, cultura e mitologia della sua patria: «Mai un paese nel suo carattere, nella sua natura, nei suoi episodi storici suscitanti eroismi o ispiranti riverenza fu più glorificato di quanto sia stata la Boemia da questo ciclo» scrive Alfred Einstein in un suo famoso saggio (La musica nel periodo romantico).
Il primo poema del ciclo, Vyšehrad, venne portato a termine a Praga il 18 novembre 1874 con l'autore oramai completamente sordo. In questa pagina Smetana celebra il maestoso castello di Vyšehrad, che domina dall'alto di un'imponente roccia la città di Praga, all'epoca del suo maggior splendore, quello della dinastia dei Premìslidi nel XIII secolo. Il mitico cantore bardo Lumir rievoca, al suono della sua arpa, i fasti della corte medioevale: i canti, le gioiose grida, lo scalpitìo dei cavalli, la vita quotidiana a Vyšehrad. Lumir ricorda poi le dure battaglie, le brillanti vittorie, i gioiosi festeggiamenti. Ma un ultimo, violento assalto abbatte definitivamente il glorioso castello, il cui splendore viene distrutto dalla furia nemica. Non resta che rimpiangere i tempi andati con una malinconica reminiscenza del clarinetto. Alla fine si ode ancora l'eco del dolce canto di Lumir, che mestamente si allontana fra le mute rovine. La pagina, formalmente tripartita (A Introduzione; B Battaglia; A' Epilogo), possiede una forte coesione tematico-motivica: tutto il materiale utilizzato da Smetana deriva infatti dal tema del Vyšehrad.
Alessandro De Bei