Hymnus (Inno), op. 33 n. 3

Lied per voce e orchestra

Musica: Richard Strauss (1864 - 1949)
Testo: autore ignoto Organico: mezzosoprano o baritono, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, clarinetto basso, 2 fagotti, 4 corni, tromba, 3 tromboni, timpani, triangolo, arpa, archi
Composizione: Monaco, 5 gennaio 1897
Prima esecuzione: Londra, 5 giugno 1903
Edizione: Bote & Bock, Berlino, 1897
Testo

Hymnus Inno
Daß du mein Auge wecktest zu diesem goldenen Lichte,
daß mich dein Aether umfließt,
daß ich zu deinem Aether hinauf einen Menschenblick
richte, der ihn edler genießt,
daß du einen unsterblichen Geist, der dich, Göttliche
denket, und in die schlagende Brust
Gütige, mir des Schmerzes wohlthätige Warnung
geschenket und die belohnende Lust,
Daß du des Geistes Gedanken, des Herzens Gefühle
zu tönen mir ein Saitenspiel gabst,
Kränze des Ruhms und das buhlende Glück deinen stolzeren Söhnen,
mir ein Saitenspiel gabst,
Daß dem trunkenen Sinn von hoher Begeistrung beflügelt,
schöner das Leben sich mahlt,
schöner in der Dichtung Crystall die Wahrheit sich spiegelt,
heller die Dämmernde strahlt,
Große Göttin, dafür soll, bis die Parzen mich fodern,
dieses Herzens Gefühl
zarter Kindlichkeit voll in dankbarem Strale dir lodern,
Soll aus dem goldenen Spiel
Unerschöpflich dein Preiß, erhabne Bildnerinn, fließen
Soll dieser denkende Geist
an dein mütterlich Herz in reiner Umarmung sich schließen,
bis der Tod sie zerreißt.
Tu hai destato il mio occhio a questa luce d'oro,
il tuo etere mi circonda,
ed io volgo in alto al tuo etere uno sguardo umano,
che lo gode in modo nobile;
tu mi hai dato uno spirito immortale, che pensa a te, Divina,
e nel petto palpitante,
Benigna, mi infondi il prezioso monito del dolore
e la gioia che ricompensa;
tu mi hai dato uno strumento per dare suono al pensiero
dello spirito, ai sentimenti del cuore,
hai dato serti della gloria e fortuna propizia ai tuoi figli più fieri,
a me hai dato uno strumento;
ai sensi ebbri, alati da elevato incanto,
più bella si dipinge la vita,
più bella nel cristallo della poesia si specchia la verità,
più chiaro splende nel crepuscolo:
grande dea, per questo deve, fin che le Parche mi tengono in vita,
il sentimento di questo cuore,
pieno di tenerzza infantile, in grato splendore ringraziarti,
deve dall'aureo gioco
la tua lode infinita, sublime creatrice, scorrere,
deve questo memore spirito
al tuo cuore materno in puro abbraccio stringersi,
fin che morte lo distrugga!
(Traduzione di Amelia Maria Imbarrato)


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Ultimo aggiornamento 5 ottobre 2025