Simon Boccanegra

Melodramma in un prologo e tre atti

Testo del libretto


PROLOGO

[N. 1 Preludio]

Scena prima

Una Piazza di Genova. Nel fondo è la chiesa di San Lorenzo, che verrà poi illuminata internamente. A destra dello spettatore è il palazzo dei Fieschi in marmo, con portone e gran balcone praticabili. Nella facciata di fianco al balcone è un'immagine, davanti a cui arde un lanternino. Fra il palazzo e la chiesa è una strada. Alla sinistra una casa di povero aspetto; altra più regolare nel fondo. Fra tali due case entra una via. Comincia a far notte.

Paolo e Pietro in scena, continuando un discorso.

[N. 2 Recitativo, racconto e coro d'introduzione]
PAOLO
Che dicesti?... all'onor di primo abate
Lorenzin, l'usuriere?...
PIETRO
Altro proponi
di lui più degno!
PAOLO
Il prode che da' nostri
mari cacciava l'african pirata,
e al ligure vessillo
rese l'antica nominanza altera.
PIETRO
Intesi... e il premio?...
PAOLO
Oro, possanza, onore.
PIETRO
Vendo a tal prezzo il popolar favore.
(si dan la mano; Pietro parte)

Scena seconda

Paolo.
PAOLO
Aborriti patrizi,
alle cime ove alberga il vostro orgoglio,
disprezzato plebeo, salire io voglio.

Scena terza

Detto e Simone, ch'entra frettoloso.
SIMONE
Un amplesso... Che avvenne? ~ Da Savona
perché qui m'appellasti?
PAOLO
All'alba eletto
esser vuoi nuovo abate?
SIMONE
Io?... no.
PAOLO
Ti tenta
ducal corona?
SIMONE
Vaneggi?
PAOLO
(con intenzione)
E Maria?
SIMONE
O vittima innocente
del funesto amor mio!... Dimmi, di lei
che sai? Le favellasti?...
PAOLO
(additando il palazzo Fieschi)
Prigioniera
geme in quella magion...
SIMONE
Maria!
PAOLO
Negarla
al doge chi potria?
SIMONE
Misera!
PAOLO
Assenti?
SIMONE
Paolo...
PAOLO
Tutto disposi... e sol ti chiedo
parte ai perigli e alla possanza...
SIMONE
Sia...
PAOLO
In vita e in morte?...
SIMONE
Sia.
PAOLO
S'appressa alcun... T'ascondi...
Per poco ancor, mistero ti circondi.

(Simone entra in chiesa, Paolo s'appoggia al palazzo dei Fieschi in modo da essere illuminato dal lanternino. È notte)

Scena quarta

Paolo, Pietro, Marinai, Artigiani.
PIETRO
All'alba tutti qui verrete?
CORO
Tutti.
PIETRO
Niun pei patrizi?...
CORO
Niuno. ~ A Lorenzino
tutti il voto darem.
PIETRO
Venduto è a' Fieschi.
CORO
Dunque chi fia l'eletto?
PIETRO
Un prode.
CORO
Sì.
PIETRO
A Un popolan...
CORO
Ben dici... ma fra i nostri
sai l'uom?
PIETRO
Sì.
CORO
E chi?... Risuoni il nome suo.
PAOLO
(avanzandosi)
Simone Boccanegra.
CORO
Il corsar?
PAOLO
Sì... il corsaro all'alto scranno...
CORO
È qui?
PAOLO
Verrà.
CORO
E i Fieschi?
PAOLO
Taceranno.

(chiama tutti intorno a sé; quindi, indicando il palazzo de' Fieschi, dice loro con mistero)
PAOLO
L'atra magion vedete?... de' Fieschi è l'empio ostello,
una beltà infelice geme sepolta in quello;
sono i lamenti suoi la sola voce umana
che risuonar s'ascolta nell'ampia tomba arcana.
CORO
Già volgono più lune, che la gentil sembianza
non allegrò i veroni della romita stanza;
passando ogni pietoso invan mirar desia
la bella prigioniera, la misera Maria.
PAOLO
Si schiudon quelle porte solo al patrizio altero,
che ad arte si ravvolge nell'ombre del mistero...
Ma vedi in notte cupa per le deserte sale
errar sinistra vampa, qual d'anima infernale.
CORO
Par l'antro de' fantasmi!... O qual terror!...
(si vede il riverbero d'un lume)
PAOLO
Guardate,
la fatal vampa appare...
CORO
Oh ciel!...
PAOLO
V'allontanate.
Si caccino i demoni col segno della croce...
All'alba.
CORO
Qui.
PIETRO
Simon.
CORO
Simone ad una voce.
(partono)

Scena quinta

Fiesco esce dal palazzo, che chiude da fuori, scordando la chiave nella toppa; poi Donne e Servi a tempo.

[N. 3 Recitativo e romanza di Fiesco]
FIESCO
A te l'estremo addio, palagio altero,
freddo sepolcro dell'angiolo mio!...
Né a proteggerti io valsi!... Oh maledetto!...
E tu, vergin, soffristi
(volgendosi all'immagine)
rapita a lei la verginal corona?...
Ma che dissi!... deliro!... ah mi perdona!
(s'inginocchia)

Il lacerato spirito
del mesto genitore
di più crudele spasimo
era segnato al dardo. ~
Il serto a lei de' martiri
pietoso il cielo diè...
Resa al fulgor degli angeli,
prega, Maria, per me.

(s'odono lamenti dall'interno del palazzo)
DONNE
È morta!... È morta!... a lei s'apron le sfere!...
Mai più!... mai più non la vedremo in terra!...
UOMINI
Miserere!... miserere!...

Al suono di lugubre marcia Donne in lutto e Domestici escono dal palazzo, attraversano la scena e spariscono.

Scena sesta

Detto e Simone che allontanandosi dalla chiesa si dirige verso Fiesco.

[N. 4 Recitativo e duetto Simone Fiesco]
SIMONE
Suona ogni labbro il mio nome. ~ O Maria,
forse in breve potrai
dirmi tuo sposo!... alcun veggo!... chi fia?
FIESCO
Simon?...
SIMONE
Tu!
FIESCO
Qual cieco fato
a oltraggiarmi ti traea?...
Sul tuo capo io qui chiedea
l'ira vindice del ciel.
SIMONE
Padre mio, pietade imploro
supplichevole a' tuoi piedi,
il perdono a me concedi...
FIESCO
Tardi è omai. ~
SIMONE
Non sii crudel.
Sublimarmi a lei sperai sopra l'ali della gloria,
strappai serti alla vittoria
per l'altare dell'amor!
FIESCO
Io fea plauso al tuo valore,
ma le offese non perdono...
te vedessi asceso in trono...
SIMONE
Taci...
FIESCO
Segno all'odio mio
e all'anatema di dio
è di Fiesco l'offensor.
SIMONE
Pace...
FIESCO
No ~ pace non fora
se pria l'un di noi non mora.
SIMONE
Vuoi col sangue mio placarti?
(gli presenta il petto)
Qui ferisci...
FIESCO
(ritraendosi con orgoglio)
Assassinarti?...
SIMONE
Sì, m'uccidi, e almen sepolta
fia con me tant'ira...
FIESCO
Ascolta:
se concedermi vorrai
l'innocente sventurata
che nascea d'impuro amor,
io, che ancor non la mirai,
giuro renderla beata,
e tu avrai perdono allor.
SIMONE
No 'l poss'io!
FIESCO
Perché?
SIMONE
Rubella
sorte lei rapì...
FIESCO
Favella.
SIMONE
Del mar sul lido tra gente ostile
crescea nell'ombra quella gentile;
crescea lontana dagli occhi miei,
vegliava annosa donna su lei.
Di là una notte varcando, solo
A dalla mia nave scesi a quel suolo.
Corsi alla casa... n'era la porta
serrata, muta!
FIESCO
La donna?
SIMONE
Morta.
FIESCO
E la tua figlia?...
SIMONE
Misera, trista,
tre giorni pianse, tre giorni errò;
scomparve poscia, né fu più vista,
d'allora indarno cercata io l'ho.
FIESCO
Se il mio desire compir non puoi,
pace non puote esser tra noi!
Addio, Simone...
(gli volge le spalle)
SIMONE
Coll'amor mio
saprò placarti.
FIESCO
(freddo senza guardarlo)
No.
SIMONE
M'odi.
FIESCO
Addio.
(va alla chiesa e si ferma sui gradini della porta)

[N. 5 Scena e coro finale]
SIMONE
Oh de' Fieschi implacata, orrida razza!...
E tra cotesti rettili nascea
quella pura beltà?... Vederla io voglio...
Coraggio!
(dà tre colpi alla porta)
Muta è la magion de' Fieschi?
Dischiuse son le porte!...
Quale mistero!... entriam.
(entra nel palazzo)
FIESCO
(dai gradini della chiesa)
T'inoltra e stringi
gelida salma.
SIMONE
(comparisce sul balcone)
Nessuno!... qui sempre
silenzio e tenebra!...
(stacca il lanternino dalla immagine, ed entra; s'ode un grido poco dopo)
Maria!... Maria!
FIESCO
L'ora suonò del tuo castigo...
SIMONE
(esce dal palazzo atterrito)
È sogno!...
sì, spaventoso, atroce sogno il mio!...
VOCI
(lontane)
Boccanegra!...
SIMONE
Quai voci!
VOCI
(più vicine)
Boccanegra!
SIMONE
Eco d'inferno è questo!...

Scena settima

Detti, Paolo, Pietro, Marinai, Popolo d'ambo i sessi, con fiaccole accese.
CORO
Doge il popol t'acclama!
SIMONE
Via fantasmi!
PAOLO
Che di' tu?...
SIMONE
Paolo!... Ah... una tomba...
PAOLO
Un trono!...
FIESCO
(Doge Simon?... m'arde l'inferno in petto!...)
CORO
Viva Simon, del popolo l'eletto!

S'alzano le fiaccole, le campane suonano a stormo... tamburi ecc., ed alle grida di «viva Simone» cala il sipario.

ATTO PRIMO

Scena prima

Salotto di passaggio con porta nel fondo e largo poggiuolo, fuor del quale si vedrà la campagna ed il golfo di Genova. Una porta a sinistra mette alle stanze interne, altra alla destra dà in vari saloni. Qualche tempo dopo l'alzata del sipario albeggia.

Amelia sola, seduta presso il poggiuolo.

[N. 6 Scena e cavatina Amelia]
AMELIA
Come in quest'ora bruna
sorridon gli astri e il mare!
Come s'unisce, o luna,
all'onda il tuo chiaror!...
Amante amplesso pare
di due verginei cor!
Ma gli astri e la marina
che pingono alla mente
dell'orfana meschina?...
La notte atra, crudel,
quando la pia morente
sclamò: ~ «ti guardi il ciel».
O altero ostel, soggiorno
di stirpe ancor più altera,
il tetto disadorno
non obliai per te!...
Solo in tua pompa austera
amor sorride a me...
(è giorno)

Spuntò il giorno!... Ei non vien!... Forse sventura...
Forse altro amor!... No, no 'l consenta iddio!...
L'alma me 'l dice!... Ei m'ama! È il fido mio.
GABRIELE
(voce lontana)
Cielo di stelle orbato,
di fior vedovo prato,
è l'alma senza amor.
AMELIA
Ciel!... la sua voce!... È desso!...
Ei s'avvicina!... oh gioia!...
Tutto m'arride l'universo adesso!...
GABRIELE
(più vicina)
Se manca il cor che t'ama,
non empiono tua brama
gemme, possanza, onor.
AMELIA
Il palpito deh frena,
o core innamorato,
in questo dì beato,
no, non vorrei morir.
Ad iride somiglia
la dolce sua parola,
che in terra puote sola
calmare i miei sospir.

Scena seconda

Detta e Gabriele dalla destra.

[N. 7 Duetto Amelia Gabriele]
AMELIA
Ti veggo alfin. ~ Perché sì tardi giungi?
GABRIELE
Perdona, o core... I lunghi indugi miei
t'apprestano grandezza...
AMELIA
Pavento...
GABRIELE
Che?
AMELIA
L'arcano tuo conobbi...
a me il sepolcro appresti,
il patibolo a te!...
GABRIELE
Che pensi?
AMELIA
Io amo
Andrea qual padre, il sai;
pur m'atterrisce... In cupa
notte non vi mirai
sotto le tetre volte errar sovente
pensosi, irrequieti?
GABRIELE
Chi?
AMELIA
Tu, e Andrea,
e Lorenzino e gli altri...
GABRIELE
Ah taci... il vento
ai tiranni potria recar tai voci!
Parlan le mura... un delator s'asconde
ad ogni passo...
AMELIA
Tu tremi?...
GABRIELE
I funesti
fantasmi scaccia!
AMELIA
Fantasmi dicesti?

Vieni a mirar la cerula
marina tremolante;
là Genova torreggia
sul talamo spumante;
là i tuoi nemici imperano,
vincerli indarno speri...
ripara i tuoi pensieri
al porto dell'amor.
GABRIELE
Angiol che dall'empireo
piegasti a terra l'ale,
e come faro sfolgori
sul tramite mortale,
non ricercar dell'odio
i funebri misteri;
ripara i tuoi pensieri
al porto dell'amor.
AMELIA
(s'appressa alla finestra)
Ah!
GABRIELE
Che mai fia?
AMELIA
Vedi quell'uom?... qual ombra
ogni dì appar.
GABRIELE
(va alla finestra)
Forse un rival?...

Scena terza

Detti, un Servo ch'entra dalla destra, quindi Pietro dalla parte stessa.
SERVO
Del Doge
un messagger di te chiede.
AMELIA
S'appressi.
(esce)
GABRIELE
Chi sia veder vogl'io...
(va per uscire)
AMELIA
(fermandolo)
T'arresta.
PIETRO
(inchinandosi ad Amelia)
Il Doge
dalle cacce tornando di Savona
questa magion visitar brama.
AMELIA
Il puote.
(Pietro parte)

Scena quarta

Gabriele ed Amelia.
GABRIELE
Il Doge qui?
AMELIA
Mia destra a chieder viene.
GABRIELE
Per chi?
AMELIA
Pe 'l favorito suo. ~ D'Andrea
vola in cerca... Affrettatevi... prepara
il rito nuzïal… mi guida all'ara
AMELIA E GABRIELE
Sì, sì dell'ara il giubilo
contrasti il fato avverso,
e tutto l'universo
io sfiderò con te.

Di casto amore il palpito
è del destin più forte;
vivranno oltre la morte
in noi l'amor, la fé.
(Amelia parte dalla sinistra)

Scena quinta

Gabriele e Andrea.

(Gabriele va per uscire dalla destra e incontra Andrea)

[N. 8 Duetto e giuramento Gabriele Andrea]
GABRIELE
(Propizio giunge Andrea!)
FIESCO
(come Andrea)
Sì mattutino
qui?
GABRIELE
A dirti...
FIESCO
Che ami Amelia.
GABRIELE
Tu che lei vegli con paterna cura
a nostre nozze assenti.
FIESCO
Se umil sua culla fosse?
GABRIELE
Umile! una Grimaldi?...
FIESCO
No ~ la figlia
del Grimaldi morì tra consacrate
vergini in Pisa. Un'orfana raccolta
nel chiostro il dì che fu d'Amelia estremo
ereditò sua cella...
GABRIELE
Ma come de' Grimaldi
anco il nome prendea?...
FIESCO
De' fuorusciti
perseguia le ricchezze il nuovo doge;
e la mentita Amelia alla rapace
man sottrarle potea. ~
GABRIELE
L'orfana adoro!
FIESCO
Di lei se' degno.
GABRIELE
A me fia dunque unita.
FIESCO
In terra e in ciel! ~ Ma non rallenti amore
la foga in te de' cittadini affetti.
(squillo di tromba)
GABRIELE
Il Doge vien. ~ Partiam. ~ Benché la fama
ti dica estinto, ei ravvisar potria
Fiesco in Andrea...
FIESCO
S'appressa ora fatale;
già noi de' guelfi aspetta
il convegno forier della vendetta.
GABRIELE
Paventa, o perfido
Doge, paventa!...
D'un padre io vendico
l'ombra cruenta.
FIESCO
Paventa, o perfido
Doge, paventa!...
Mi chiede vindice
la figlia spenta.
(escono dal fondo)

Scena sesta

Il suono delle trombe s'avvicina ognor più, finché dalla destra entra il Doge seguito da Paolo, Pietro, Cacciatori, Guardie; Amelia viene dalla sinistra con alquante Damigelle.

[N. 9 Scena e duetto Doge Amelia]
SIMONE
(come Doge; a Paolo)
Il nuovo dì festivo
chiede presente alla cittade il doge. ~
Di qua partir convien.
PAOLO
Quando?
SIMONE
Allo squillo
dell'ora.
(ad un suo cenno il corteggio s'avvia dalla destra)
PAOLO
(guardando Amelia)
(Oh qual beltà!)

(ad un cenno d'Amelia le Damigelle rientrano a sinistra)

Scena settima

Amelia e il Doge.
SIMONE
(come Doge)
Favella il Doge
ad Amelia Grimaldi?
AMELIA
Così nomata sono.
SIMONE
E gli esuli fratelli tuoi non punge
desio di patria?
AMELIA
Possente... ma...
SIMONE
Intendo...
A me inchinarsi sdegnano i Grimaldi...
Così risponde a tanto orgoglio il Doge...
(le porge un foglio)
AMELIA
(leggendo)
Che veggo!... il lor perdono?
SIMONE
E denno a te della clemenza il dono.

Dinne, perché in quest'eremo
tanta beltà chiudesti?
Del mondo mai le fulgide
lusinghe non piangesti?
Il tuo rossor me 'l dice...
AMELIA
T'inganni, io son felice...
SIMONE
Agli anni tuoi l'amore...
AMELIA
Ah mi leggesti in core!
Amo uno spirto angelico
che ardente mi riama...
Ma di me acceso, un perfido,
l'or dei Grimaldi brama...
SIMONE
Paolo!
AMELIA
Quel vil nomasti!...
E poiché perdonasti
ai non fratelli miei,
dirò chi son.
SIMONE
Chi sei?...
AMELIA
Orfanella il tetto umile
m'accogliea d'una meschina,
dove presso alla marina
sorge Pisa...
SIMONE
In Pisa tu?
AMELIA
Grave d'anni quella pia
era solo a me sostegno;
io provai del ciel lo sdegno,
involata ella mi fu.
Colla tremola sua mano
pinta effigie mi porgea,
le sembianze esser dicea
della madre ignota a me.
Mi baciò, mi benedisse,
levò al ciel, pregando, i rai...
Quante volte la chiamai
l'eco sol risposta diè.
SIMONE
(Se la speme, o ciel clemente,
ch'or sorride all'alma mia,
fosse sogno!... estinto io sia
della larva al disparir!)
AMELIA
Come tetro a me dolente
s'appressava l'avvenir!
SIMONE
Dinne... alcun là non vedesti?...
AMELIA
Uom di mar noi visitava...
SIMONE
E Giovanna si nomava
lei che i fati a te rapir?...
AMELIA
Sì.
(trae dal seno un ritratto, lo porge ad Amelia, che fa altrettanto)
SIMONE
E l'effigie non somiglia
questa?
AMELIA
Uguali son!...
SIMONE
Maria!...
AMELIA
Il mio nome!...
SIMONE
Sei mia figlia.
AMELIA
Io!...
SIMONE
M'abbraccia, o figlia mia.
AMELIA
Padre, padre il cor ti chiama!
Stringi al sen Maria che t'ama.
SIMONE
Figlia!... a tal nome palpito
qual se m'aprisse i cieli...
Un mondo d'ineffabili
letizie a me riveli;
qui un paradiso il tenero
padre ti schiuderà...
Di mia corona il raggio
aureola tua sarà.
AMELIA
Padre, vedrai la vigile
figlia a te sempre accanto;
nell'ora malinconica
asciugherò il tuo pianto...
Avrem gioie romite
note soltanto al ciel,
io la colomba mite
sarò del regio ostel.
SIMONE
Ma sì teneri affetti a me, bersaglio
a patrizio livor, mostrar non lice.
AMELIA
Io nel mistero ancor vivrò felice.

(accompagnata dal Doge fino alla soglia, entra nella stanza a sinistra)

Scena ottava

Doge e Paolo dalla destra.

[N. 10 Scena e duetto Pietro Paolo]
PAOLO
Che rispose?
SIMONE
(come Doge)
Rinunzia ogni speranza.
PAOLO
Doge, no 'l posso!...
SIMONE
Il voglio.
(entra nella stanza di Amelia)
PAOLO
Il vuoi!... scordasti che mi devi il soglio?

Scena nona

Paolo e Pietro dalla destra.
PIETRO
Che disse?
PAOLO
A me negolla.
PIETRO
Che pensi tu?
PAOLO
Rapirla.
PIETRO
Come?
PAOLO
Sul lido a sera
la troverai solinga.
Si tragga al mio naviglio;
di Lorenzin si rechi
alla magion.
PIETRO
S'ei nega?
PAOLO
Digli che so sue trame,
e presterammi aita...
Tu gran mercede avrai...
PIETRO
Ella sarà rapita.
(escono da opposte parti)

Scena decima

Di fronte è il porto con legni pavesati. Più lontano a destra veggonsi colline con castelli e palazzi. A destra e sinistra, ricchi fabbricati sostenuti da fughe d'archi con balconi ornati a festa, dai quali leggiadre donne assistono alla solennità. Nel fondo a destra è una larga via, a sinistra ampia scalea per cui salesi a grandioso palazzo; presso alla bocca d'opera è un palco riccamente addobbato. Si festeggia l'anniversaria ricordanza dell'incoronazione di Boccanegra.

All'alzar della tela la piazza è inondata da Popolo d'ogni ordine che lietamente vi si aggira, portando bandiere, palme, verdi rami, e cantando il seguente coro, finché giungono il Doge e la Corte.

[N. 11 Finale I]
CORO I
(incontrandosi)
A festa!
CORO II
A festa, o liguri...
TUTTI
Splende sereno il giorno!
Già cinque lustri corsero
che d' ogni gloria adorno
siede Simon sul trono!...
CORO I
A festa!
CORO II
Udite!
TUTTI
Un suono
di giubilo dal mar!...
(tutti vanno al mare)
CORO
(da lontano avvicinandosi)
Sull'arpe, sulle cetere
tempriam soavi accenti...
L'eco di tanto giubilo
portin sull'ale i venti...
(arriva una barca con giovanetto in festivi abbigliamenti)
Nembi di mirto e fiori
tra festeggianti cori
copran la terra e il mar.

Scendono a terra e vanno ad incontrare il Doge, che seguito dai Senatori, da Paolo, Pietro e dalla sua Corte viene dalla scalea e va a prender posto sul destinato palco, mentre il Popolo con entusiasmo lo accoglie, e le Dame dalle finestre agitano bianchi lini, e gettano fiori sul suo passaggio.
CORO
Viva Simon!... di Genova
amor, sostegno e gloria;
tu sei di guerra il fulmine,
il sol della vittoria!
Delle tue gesta il grido
al più remoto lido
va ripetendo il mar.

Il Doge seduto, compariscono Prigioni e Donne africane, che formano gruppi e danze di carattere, mentre si canta.
UOMINI
Prode guerrier, qui sfolgori
ne' ludi il tuo valore.
DONNE
Intreccia, o figlia d'Africa,
la danza dell' amore...
TUTTI
Letizia di carole
agguagli i rai del sole
che scherzano col mar.

(la comune gioia è improvvisamente interrotta da grida)
VOCI
(interne)
Tradimento!
CORO
Quai grida!...
VOCI
(interne e più presso)
Tradimento!

Scena undicesima

Detti e Gabriele ch'entra con pugnale sguainato, seguito da Fiesco e da alcuni Servi.
SIMONE
(come Doge)
Chi sei tu che brandisci il pugnale?
GABRIELE
Qui prorompo tua infamia a scoprir.
Accoglienza tradivi ospitale,
festi Amelia a' tuoi sgherri rapir.
SIMONE
Forsennato!
GABRIELE
M'oltraggi.
SIMONE
Tu menti.
GABRIELE
Osi Adorno nomar menzognero?
PIETRO
(a Gabriele, a parte)
Vien ~ l'impresa de' guelfi cimenti.
CORO
(tra loro)
Qual si svolge improvviso mistero!
SIMONE
(piano a Paolo)
Ov' è Amelia?
PAOLO
(piano al Doge)
No 'l so.
SIMONE
(c. s.)
La tua vita
pagherà, se lei tosto non rendi.
PAOLO
(c. s.)
Doge!...
SIMONE
(a Gabriele)
Tu, che la vergin difendi,
va'... t'assolvo...
GABRIELE
Rifiuto... qui sto;
e alla ligure gente t'accuso...
A me ardisci parlar di perdono?...
Un pirata s'asside sul trono...
Sì, costui vergin casta involò.
FIESCO
(come Andrea; piano a Gabriele)
Ah! sei perduto!
GABRIELE
Il Doge è infame...
FIESCO
(c. s. a Gabriele)
Cessa...
SIMONE
Folle!...

Scena dodicesima

Detti ed Amelia, che viene frettolosa dalla destra.
AMELIA
Il Doge è innocente...
TUTTI
Amelia!... dessa!
AMELIA
(fissando Gabriele)
(Egli è salvo!... oh ciel respiro!
Lo perdea l'ardente affetto...
dal periglio il mio diletto
io col pianto involerò.)
SIMONE
(fissando Amelia)
(Ella è salva! alfin respiro!
Per due volte l'alma mia
sì bell'angelo smarria,
per due volte il ritrovò!)
GABRIELE
(fissando Amelia)
(Ella è salva! alfin respiro!
Come fulmine il mio brando
sulla fronte del nefando
rapitore piomberà.)
PAOLO E PIETRO
(tra loro)
(Ella è salva!... a sue promesse
fu Lorenzo mentitore!...
Maledetto traditore,
duro fio ne pagherà.)
FIESCO E CORO
(fra loro)
(Ella è salva!... ma chi osava
oltraggiar quel vergin fiore?
Maledetto il traditore!...
Per lui taccia in cor pietà).
SIMONE
Amelia, di' come tu fosti rapita,
e come al periglio potesti campar?
AMELIA
Nell'ora soave, che all'estasi invita
soletta me n' giva sul lito del mar.
Mi cingon tre sgherri, m'accoglie un naviglio...
CORO
Orror!...
AMELIA
Soffocati non valsero i gridi...
Io svenni, e al novello dischiuder del ciglio
Lorenzo in sue stanze presente mi vidi...
CORO
Lorenzo!
AMELIA
Mi vidi prigion dell' infame!
Io ben di quell'alma sapea la viltà.
Al doge, gli dissi, fien note tue trame,
se a me sull'istante non dai libertà.
Confuso di tema, mi schiuse le porte...
salvarmi 1'audace minaccia poteo...
CORO
Al vile Lorenzo la morte, la morte!
AMELIA
Non egli è di tanto misfatto il più reo;
io, salva, promisi serbargli la vita.
SIMONE
Ch'ei viva, ma tosto da Genova in bando.
GABRIELE
Or noma l' iniquo che t' ebbe rapita...
AMELIA
Al Doge dirollo...
CORO
A tutti...
SIMONE
Comando,
tacete!
TUTTI
Giustizia, giustizia tremenda,
gridiam palpitanti di sacro furor.
Del ciel, della terra l'anatema scenda
sul capo esecrato del vil traditor!

ATTO SECONDO

Scena prima

Ricco salone. Alla sinistra una porta che dà sul foro. Vicino al proscenio un uscio nascosto. Alla destra un uscio che mette alle sale interne. Nel fondo un lungo e largo terrazzo, fuor del quale si vede la piazza Doria. A mezza scena a destra seggiolone, tavola coll'occorrente per scrivere.

Paolo e Pietro.

[N. 12 Scena e duetto Paolo Andrea]
PAOLO
(a Pietro traendolo verso il poggiolo)
Quei due vedesti?
PIETRO
Sì.
PAOLO
Li traggi tosto
qui prigionieri per l'andito ascoso,
che questa chiave schiuderà.
PIETRO
T'intesi.

Scena seconda

Paolo solo.
PAOLO
O doge ingrato!... ch'io rinunci Amelia
e i suoi tesori?... fra tre dì a me il bando?
A me cui devi il trono?...
Tre giorni troppi alla vendetta sono.

Scena terza

Detto, Andrea e Gabriele dalla destra fra Soldati, che ad un cenno di Paolo si ritirano.
FIESCO
(come Andrea)
Prigioniero in quai loco mi trovo?
PAOLO
Nelle stanze del doge, e favella
a te Paolo.
FIESCO
Tal nome m' è nuovo.
PAOLO
Io so il nome che celasi in te.
Tu sei Fiesco.
FIESCO
Che parli?...
PAOLO
Al cimento
preparasti de' guelfi la schiera.
FIESCO
Io...
PAOLO
Ma vano fia tanto ardimento!
Questo doge, aborrito da me
quanto voi l'aborrite, v'appresta
nuovo scempio...
FIESCO
Mi tendi un agguato.
PAOLO
Un agguato?... di Fiesco la testa
il tiranno segnata non ha?...
Io t' insegno vittoria. ~
FIESCO
A qual patto?
PAOLO
Trucidarlo qui, mentre egli dorme...
FIESCO
Osi a Fiesco proporre un misfatto?
PAOLO
Tu rifiuti?
FIESCO
Si.
PAOLO
Stolido. ~ Va'.

(Fiesco parte dalla destra; Gabriele fa per seguirlo, ma è arrestato da Paolo)

Scena quarta

Paolo e Gabriele.

[N. 13 Scena ed aria]
PAOLO
Udisti?
GABRIELE
Vil disegno.
PAOLO
Amelia dunque mai tu non amasti?
GABRIELE
Che dici?
PAOLO
È qui.
GABRIELE
Qui Amelia!...
PAOLO
E del vegliardo
segno è alle infami dilettanze.
GABRIELE
Astuto
dimon, cessa...
(Paolo corre a chiuder la porta)
GABRIELE
Che fai?
PAOLO
Da qui ogni varco t'è conteso. ~ Ardisci
il colpo... o sepoltura
avrai fra queste mura.

(parte frettoloso dalla sinistra porta, che gli si chiude dietro)

Scena quinta

Gabriele solo.
GABRIELE
O inferno! Amelia qui! L'ama il vegliardo!...
E il furor che m'accende
m'è conteso sfogar!... Tu m'uccidesti
il padre... tu m'involi il mio tesoro...
Trema, iniquo... già troppa era un'offesa,
doppia vendetta hai sul tuo capo accesa.

Sento avvampar nell'anima
furente gelosia;
tutto il suo sangue spegnerne
l'incendio non potria;
s'ei mille vite avesse,
se mieterle potesse
d'un colpo il mio furor,
non sarei sazio ancor.

Che parlo!... ohimè!... deliro!...
piango!... pietà, gran dio, del mio martiro!...

Pietoso cielo, rendila,
rendila a questo core,
pura siccome l'angelo
che veglia al suo pudore;
ma se una nube impura
tanto candor m'oscura,
priva di sue virtù,
ch'io non la vegga più.

Scena sesta

Detto ed Amelia dalla sinistra.

[N. 14 Scena e duetto Amelia Gabriele]
AMELIA
(entra)
Tu qui?...
GABRIELE
Amelia!
AMELIA
Chi il varco t'apria?
GABRIELE
E tu come qui?
AMELIA
Io...
GABRIELE
Ah sleale!
AMELIA
Ah crudele!...
GABRIELE
Il tiranno ferale...
AMELIA
Il rispetta...
GABRIELE
Egli t'ama...
AMELIA
D'amor
santo...
GABRIELE
E tu?...
AMELIA
L'amo al pari...
GABRIELE
E t'ascolto
né t'uccido?
AMELIA
Infelice!... me 'l credi
pura io sono...
GABRIELE
Favella.
AMELIA
Concedi
che il segreto non aprasi ancor.
GABRIELE
Parla ~ in tuo cor virgineo
fede all'amante rendi. ~
Il tuo silenzio è funebre
vel che su me distendi.
Dammi la vita o il feretro,
sdegno la tua pietà.
AMELIA
Sgombra dall'alma il dubbio...
Santa nel petto mio
l'immagin tua s'accoglie
come nel tempio iddio.
No, procellosa tenebra
un ciel d'amor non ha.
(s'ode uno squillo)
AMELIA
Il Doge vien ~ scampo non hai. ~ T'ascondi!
GABRIELE
No.
AMELIA
Il patibol t'aspetta.
GABRIELE
Io non lo temo.
AMELIA
Nell'ora stessa teco avrò morte...
se non ti move di me pietà.
GABRIELE
Di te pietade?... (Lo vuol la sorte...
Si compia il fato... Egli morrà.)

(Amelia nasconde Gabriele sul terrazzo)

Scena settima

Amelia e il Doge, ch'entra dalla destra leggendo un foglio.

[N. 15 Scena e sogno del Doge]
SIMONE
(come Doge)
Figlia!...
AMELIA
Sì afflitto, o padre mio?
SIMONE
T'inganni...
Ma tu piangevi.
AMELIA
Io...
SIMONE
La cagion m'è nota
delle lacrime tue... Già me 'l dicesti...
ami; e se degno fia
di te l'eletto del tuo core...
AMELIA
O padre,
fra' liguri il più prode, il più gentile...
SIMONE
Il noma.
AMELIA
Adorno...
SIMONE
Il mio nemico!
AMELIA
Padre!...
SIMONE
Vedi qui scritto il nome suo?... congiura
coi guelfi...
AMELIA
Ciel!... perdonagli!...
SIMONE
No 'l posso.
AMELIA
Con lui morrò...
SIMONE
L'ami cotanto?
AMELIA
Io l'amo
di pura inestinguibil fiamma. O al tempio
con lui mi guida, o sopra entrambi cada
la scure del carnefice...
SIMONE
O crudele
destino! O dileguate mie speranze!
Una figlia ritrovo; ed un nemico
a me la invola... Ascolta:
s'ei ravveduto...
AMELIA
Il fia...
SIMONE
Forse il perdono
allor...
AMELIA
Padre adorato!...
SIMONE
Ti ritraggi ~
attender qui degg'io l'aurora...
AMELIA
Lascia ch'io vegli al fianco tuo...
SIMONE
No, ti ritraggi...
AMELIA
Padre!...
SIMONE
Il voglio...
AMELIA
(entrando nella segreta)
(Gran dio! come salvarlo?)

Scena ottava

Il Doge e Gabriele nascosto.
SIMONE
(come Doge)
Doge! ~ ancor proveran la tua clemenza
i traditor?... No, di paura segno
fora il perdono... Ahimè la mente oppressa...
(siede)
stanche le membra... ciel!... mi vince il sonno...
Oh Amelia... ami... un nemico!...
(s'addormenta)
GABRIELE
(entra con precauzione, s'avvicina al Doge e lo contempla)
Sento ritegno?... È riverenza o tema?...
Vacilla il mio voler?... Tu dormi, o veglio,
del padre mio carnefice, tu mio
rival... Figlio d'Adorno!... la paterna
ombra ti chiama vindice...

(brandisce un pugnale e va per trafiggere il Doge, ma Amelia, che era ritornata, va rapidamente a porsi tra esso ed il padre)

Scena nona

Detti ed Amelia.

[N. 16 Scena, terzetto e coro. Finale II]
AMELIA
Insensato!
Vecchio inerme il tuo braccio colpisce!
GABRIELE
Tua difesa mio sdegno raccende.
AMELIA
Santo, il giuro, è l'amor che ci unisce,
né alle nostre speranze contende.
GABRIELE
Che favelli?...
SIMONE
(come Doge destandosi)
Ah!...
AMELIA
Nascondi il pugnale,
vien... ch'ei t'oda...
GABRIELE
Prostrarmi al suo piede?
SIMONE
(entra improvvisamente fra loro, dicendo a Gabriele)
Ecco il petto... colpisci, sleale!
GABRIELE
Sangue il sangue d'Adorno ti chiede.
SIMONE
E fia ver?... chi t'aprì queste porte?
AMELIA
Non io.
GABRIELE
Niun quest'arcano saprà.
SIMONE
Il dirai fra tormenti...
GABRIELE
La morte,
tuoi supplizi non temo.
AMELIA
Ah pietà!
SIMONE
Ah quel padre tu ben vendicasti,
che da me contristato già fu...
Un celeste tesor m'involasti...
la mia figlia...
GABRIELE
Suo padre sei tu!

Perdono, Amelia. ~ Indomito
geloso amor fu il mio...
Doge, il velame squarciasi...
un assassin son io...
dammi la morte; il ciglio
a te non oso alzar.
AMELIA
(Madre, che dall'empireo
proteggi la tua figlia,
del genitor all'anima
meco pietà consiglia...
Ei si rendea colpevole
solo per troppo amor.)
SIMONE
(Deggio salvarlo, e stendere
la mano all'inimico?
Sì ~ pace splenda ai liguri,
si plachi l'odio antico;
sia d'amistanze italiche
il mio sepolcro altar.)
CORO
(interno)
All'armi, all'armi, o liguri,
patrio dover v'appella ~
scoppiò dell'ira il folgore;
è notte di procella.
Le guelfe spade cingano
di tirannia lo spalto ~
del coronato veglio,
su, alla magion, l'assalto.
AMELIA
(corre alla finestra)
Quai gridi?...
GABRIELE
I tuoi nemici...
SIMONE
Il so.
AMELIA
S'addensa
il popolo.
SIMONE
(a Gabriele)
T'unisci a' tuoi...
GABRIELE
Che pugni
contro di te?... mai più.
SIMONE
Dunque messaggio
ti reca lor di pace, e di perdono...
GABRIELE
Teco a pugnar ritorno,
se la clemenza tua non li disarmi.
SIMONE
(accennando Amelia)
Questo è il tuo premio.
AMELIA
O padre!
VOCI
All'armi!
SIMONE E GABRIELE
All'armi!
(Gabriele esce)

ATTO TERZO

Scena prima

Scena come nell'atto secondo. Le tende sono tirate sui veroni del fondo.
Una lucerna arde sulla tavola.

Il Doge entra dalla sinistra seguito da Gabriele, Paolo, Pietro, Senatori, Scudieri, Paggi ecc. ecc.

[N. 17 Coro d'introduzione]
SENATORI
Doge, a' tuoi passi è scorta
il sol della vittoria;
fronda di nuova gloria
aggiungi ai colti allor.
POPOLO
(dalla piazza)
Fra i procellosi nembi
delle fraterne offese,
doge, per te s' accese
astro serenator.
SIMONE
(come Doge)
Brando guerrier nella mia destra splende;
la vostra quel della giustizia impugni.
(poi a Gabriele)
Tu vieni al tempio, ove alla tua prodezza
degna mercé t' aspetta.
PIETRO
(a Paolo a parte)
Fa' cor, tutto disposi.
PAOLO
Alfin l'ora suonò della vendetta!...
(tutti, meno Paolo, escono dalla destra)

Scena seconda

Paolo, poi Fiesco dalla sinistra.
CORO
(interno)
Dal sommo delle sfere
proteggili, o Signor;
di pace sien foriere
le nozze dell'amor.
PAOLO
Oh mio furor!... perduta io l'ho per sempre!...
(apre la porta ed introduce Fiesco, cui dice)
Io la promessa tenni. ~ Ecco le stanze
del Doge... E i tuoi ch'esser dovean qui teco
ove sono?
FIESCO
No 'l so... Fuggìan...
PAOLO
Fuggiamo
noi pur...
FIESCO
Fuggir!...
PAOLO
Se complice alla morte
del Doge qui segnato esser tu vuoi?
FIESCO
La morte!... Che dicesti?...
PAOLO
Veleno ardente...
FIESCO
Infame!
PAOLO
Vendicati
siam tutti...
FIESCO
Orror!... va'... fuggi.
PAOLO
E tu?
FIESCO
Qui resto.
PAOLO
Io co' tuoi riederò.
(esce dalla sinistra)

Scena terza

Fiesco solo.

[N. 18 Scena e duetto Simone Fiesco]
FIESCO
Simon non questa
vendetta io chiesi ~ D'altra fine degno
eri... Al sospetto di cotanta infamia
saprà sottrarmi morte...
(si ritira sul fondo)

Scena quarta

Detto e Doge, seguìto da Pietro dalla destra.
SIMONE
(come Doge)
M'ardon le tempia. ~ Un fuoco io sento
serpeggiar per le vene... Alle marine
aure il veron dischiudi...
(Pietro alza le tende e si vede la piazza illuminata)
qual fulgore?
PIETRO
La tua vittoria il popolo festeggia.
SIMONE
Chi turbar degli estinti osa la pace?
E schernisce ai caduti?... Va' ~ comando ~
questa luce s'estingua.
(Pietro esce dalla sinistra)

Scena quinta

Doge e Fiesco nel fondo.
SIMONE
(come Doge)
Oh refrigerio!... la marina brezza!...
Il mare!... il mare!... quale in rimirarlo
di glorie e di sublimi rapimenti
mi si affaccian ricordi! ~ Il mare!... il mare!...
Perché in suo grembo non trovai la tomba?
FIESCO
(avvicinandosi)
Era meglio per te!
SIMONE
Chi osò inoltrarsi...
FIESCO
Chi te non teme...
SIMONE
(verso la destra chiamando)
Guardie?
FIESCO
Invan le appelli...
non son qui sgherri tuoi ~
m'ucciderai, ma pria m'odi...
SIMONE
Che vuoi?
FIESCO
Delle faci festanti al barlume
cifre arcane, funebri vedrai! ~
Tua sentenza la mano del nume
sopra queste pareti vergò.
Di tua stella s'eclissano i rai;
la tua porpora in brani già cade;
vincitor fra le larve morrai
cui la tomba tua scure negò.

(i lumi cominciano a spegnersi nella piazza, per modo che allo spirare del Doge non ne arderà più alcuno)
SIMONE
Quale accento?
FIESCO
Lo udisti un'altra volta.
SIMONE
Fia ver? ~ Risorgon dalle tombe i morti?
FIESCO
Non mi ravvisi tu?
SIMONE
Fiesco!...
FIESCO
Simone,
i morti ti salutano!
SIMONE
Gran dio!...
FIESCO
Compiuto alfin di quest'alma è il desio!

Come fantasima
Fiesco t'appar,
antico oltraggio
a vendicar.
SIMONE
Di pace nunzio
Fiesco sarà,
suggella un angelo
nostra amistà.
FIESCO
Che dici?
SIMONE
Un tempo il tuo perdon m'offristi...
FIESCO
Io?
SIMONE
Se a te l'orfanella concedea
che perduta per sempre allor piangea. ~
In Amelia Grimaldi a me fu resa,
e il nome porta della madre estinta.
FIESCO
Cielo!... perché mi splende il ver sì tardi?
SIMONE
Piangi!... Perché da me volgi gli sguardi?...
FIESCO
Piango, perché mi parla
in te del ciel la voce;
sento rampogna atroce
fin nella tua pietà.
SIMONE
Vien, ch'io ti stringa al petto,
o padre di Maria;
balsamo all'alma mia
il tuo perdon sarà.
FIESCO
Ahimè! morte sovrasta... un traditore
il velen t'apprestò.
SIMONE
Tutto favella,
il sento, a me d'eternità...
FIESCO
Crudele
fato!
SIMONE
Ella vien...
FIESCO
Maria...
SIMONE
Taci, non dirle...
Anco una volta benedirla voglio.

(s'abbandona sopra un seggiolone)

Scena ultima

Detti, Maria, Gabriele, Senatori, Paggi con torce, Scudieri, ecc. ecc.

[N. 19 Scena e quartetto. Finale III]
AMELIA
(come Maria vedendo Fiesco)
Chi veggo!...
SIMONE
(come Doge)
Vien...
GABRIELE
(Fiesco!)
AMELIA
(a Fiesco)
Tu qui!
SIMONE
Deponi
la meraviglia. ~ In Fiesco il padre vedi
dell'ignota Maria, che ti die' vita.
AMELIA
Egli?... Fia ver?...
FIESCO
Maria!...
AMELIA
Oh gioia! Dunque
gli odii funesti han fine!...
SIMONE
Tutto finisce, o figlia...
AMELIA
Qual ferale
pensier t'attrista sì sereni istanti?
SIMONE
Maria, coraggio... A gran dolor t'appresta.
AMELIA
(a Gabriele)
Quali accenti! oh terror!
SIMONE
Per me l'estrema
ora suonò!
(sorpresa generale)
AMELIA E GABRIELE
Che parli?...
SIMONE
Ma l'eterno
in tue braccia, o Maria,
mi concede spirar...
AMELIA E GABRIELE
(cadendo a' pie' del Doge)
Possibil fia?...
SIMONE
(sorge, e imponendo sul loro capo le mani solleva gli occhi al cielo, e dice)

Gran dio, li benedici
pietoso dall'empiro;
a lor del mio martiro
cangia le spine in fior.
AMELIA
No, non morrai, l'amore
vinca di morte il gelo,
risponderà dal cielo
pietade al mio dolor.
GABRIELE
O padre, o padre, il seno
furia mi squarcia atroce...
Come passò veloce
l'ora del lieto amor!
FIESCO
Ogni letizia in terra
è menzognero incanto,
d'interminato pianto
fonte è l'umano cor.
CORO
Sì ~ piange, piange è vero,
ognor la creatura;
s'avvolge la natura,
in manto di dolor!
SIMONE
T'appressa, o figlia... io spiro...
Stringi... il morente... al cor!...
CORO
Sì piange,
piange, è vero,
ognor la creatura;
s'avvolge la natura
in manto di dolor!
SIMONE
Senatori, sancite il voto estremo. ~
(i senatori s'appressano)
Questo serto ducal la fronte cinga
di Gabriele Adorno. ~
Tu, Fiesco, compi il mio voler... Maria!
(spira)
AMELIA E GABRIELE
(s'inginocchiano davanti al cadavere)
O padre!...
FIESCO
(s'avvicina al verone circondato da' Senatori e Paggi che alzano le fiaccole):
Genovesi!... In Gabriele
Adorno il vostro doge or acclamate. ~
VOCI
(dalla piazza)
No. ~ Boccanegra!
FIESCO
È morto...
Pace per lui pregate!...

Esclamazione generale; lenti e gravi tocchi di campana; Fiesco e i Senatori s'inginocchiano; cade la tela.


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Ultimo aggiornamento 23 luglio 2022