Inno delle nazioni
per tenore, coro e orchestra (per l'esposizione di Londra, 1862)
Musica: Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Testo: Arrigo Boito
- Allegro sostenuto. Allegro. Allegro vivo (re maggiore)
Organico: tenore, coro misto, ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti,
2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, cimbasso, timpani, grancassa, piatti, percussioni, 2 arpe, archi
Composizione: 1862
Prima esecuzione: Londra, Royal Opera House, 24 maggio 1862
Edizione: Ricordi, Milano, 1862
A completare il profilo verdiano, nel concerto odierno è stato incluso
l'Inno delle Nazioni per coro, tenore e orchestra,
una cantata scritta su commissione, su testo di Arrigo Boito per la Grande
Esposizione di Londra del 1862. Si tratta di un lavoro di occasione in cui
sono inseriti tre inni nazionali, inglese, francese e italiano, allo scopo
di celebrare i diritti dell'uomo e l'unione fra i popoli in un clima di libertà
civile e politica. E' un pezzo grandioso e magniloquente, il cui significato
va oltre il valore musicale, che resta un inno di intonazione patriottica,
valido in un momento in cui l'Italia stava per raggiungere il suo sogno
unitario. La cantata fu più volte eseguita durante l'Esposizione londinese,
suscitando successo ed entusiasmo nel Teatro di Sua Maestà ricolmo di pubblico
acclamante. Le parole rivolte alla Francia («O Francia, che spargesti il
generoso sangue per una terra incatenata») e all'Inghilterra («Salve Inghilterra,
regina dei mari, di libertà vessillo antico»), affiancate ai versi altisonanti
dell'Inno di Mameli, ebbero un effetto positivo
sull'idealismo libertario della folla inglese. L'Inno
delle Nazioni poi cadde nel dimenticatoio e si deve ad Arturo Toscanini
la sua ripresa in un concerto a New York il 31 gennaio 1943.
Con questo inno, dunque, all'insegna della musica verdiaana, si esaltano il
processo storico di affermazione della libertà dei popoli, auspicato dal nostro
musicista, ritenuto a buon diritto il maestro della rivoluzione italiana e il
cantore più vero e autentico dell'anima risorgimentale: un vero crocevia in cui
arte e società si incontrano e formano un blocco inscindibile, necessario per
capire, come scrisse Francesco De Sanctis, il primato della coscienza creatrice
dell'uomo.
Testo
CORO DI POPOLO
Gloria pel cieli altissimi,
Pei culminosi monti,
Pel limpidi orizzonti
Gemmati dí splendor.
In questo dí giocondo
Balzi di gioia il mondo,
Perchè vicino agli uomini
È il regno dell’ Amor,
Gloria! I venturi popoli
Ne cantin la memoria,
Gloria pel cieli! … Gloria!
BARDO (tenore)
Spettacolo sublime! … ecco … dai lidi
Remoti della terra, ove rifulge
Cocentemente il sol, ove distende
Bianco manto la neve, una migrante
Schiera di navi remigar per l’acque
Degli ampli oceani, ed affollarsi tutte
Verso un magico Tempio, ed in quel Tempio
Spandere a mille a mille i portentosi
Miracoli del genio! … E fuvvi un giorno
Che passò furiando, quel bieco
Fantasma della guerra; allora udissi
Un cozzar d’armi, un saettar di spade,
Un tempestar di carri e di corsieri,
Un grido di trionfo … e un ululante
Urlo … e colà ove fumò di sangue
Il campo di battaglia, un luttuoso
Campo Santo levarsi, e un’elegia
Di preghiere, di pianti e di lamenti …
Ma in oggi un soffio di serena Dea
Spense quell’ire, e se vi furon in campo
Avversari crudeli, oggi non v’ha
In quel Tempio che fratelli in Arte,
E a Dio che’l volle alziam di laudi un canto.
Signor, che sulla terra
Rugiade spargi e fior
E nembi di fulgori
E balsami d’amor;
Fa che la pace torni
Coi benedetti giorni,
E un mondo di fratelli
Sarà, la terra allor.
Salve, Inghilterra, Regina dei mari
vessillo antico di libertà! … Oh, Francia,
Tu, che spargesti il generoso sangue
Per una terra incatenata, salve, oh Francia, salve!
Oh Italia, oh Italia, oh Patria mia tradita,
Che il cielo benigno ti sia propizio ancora,
Fino a quel dí che libera tu ancor risorga al sole!
Oh Italia, oh Italia, oh Patria mia!
(1)
Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 16 dicembre 1977
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Ultimo aggiornamento 8 novembre 2026