Un concerto famosissimo, che si esegue per lo più affidando la parte solistica all'oboe. E per la verità, quella sarebbe la sua destinazione originale, tanto è vero che nel catalogo curato da Antonio Fanna il Concerto figura, appunto, fra quelli per oboe. E mentre nel caso del Concerto n. 12 la scelta fra violino od oboe è «ad libitum», né ha, in fondo, molta importanza, qui il ricorso al violino anziché all'oboe sembra per più di un motivo sconsigliabile. Non si tratta soltanto di un preciso rapporto di timbri che va perduto, anche se indubbiamente anche questo conta molto; il fatto è che il violino si trova a muoversi in certi registri in una maniera che sembra poco coerente con la prassi dell'epoca, e viene a mancare, qualche volta, proprio quell'evidenza strumentale che è condizione stessa della validità di un lavoro come questo. Nel suo insieme, il Concerto si presenta come una pagina elaborata, non priva di trovate armoniche di sicuro effetto.
Daniele Spini