Concerto in fa maggiore per oboe, archi e basso continuo, RV 455


Musica: Antonio Vivaldi (1678 - 1741)
  1. Allegro giusto (fa maggiore)
  2. Grave (do maggiore)
  3. Allegro (fa maggiore)
Organico: oboe, archi, basso continuo
Composizione: 1717
Edizione: Ricordi, Milano, 1947
Guida all'ascolto (nota 1)

La musica di Antonio Vivaldi presenta una varietà che ben restituisce la ricchezza della Venezia del Settecento, e se le sue opere hanno perso in parte l'efficacia che all'epoca attirava il pubblico nei teatri, la produzione strumentale mantiene una comunicatività esemplare. Protagonista è spesso il violino, ma Vivaldi scrive concerti per altri strumenti; l'oboe al tempo aveva già un posto importante sia come elemento orchestrale sia come solista, con il suo timbro penetrante, brillante ma nello stesso tempo capace di calda espressività, riuscendo a essere triste, appassionato, ma anche scherzoso o, in maniera naturale, richiamare idilli pastorali.

L'altro aspetto che accomuna questi brani è la forma del concerto nei tre classici movimenti, veloce-lento-veloce, che trova nell'alternanza tra orchestra e solista l'aspetto peculiare; mentre il ritornello orchestrale assicura la coerenza tematica, maggior libertà è concessa al solista, sia in termini di virtuosismo sia di espressione lirica. La tonalità dei titoli indica lo schema armonico, che possiamo immaginare come il corrispettivo delle scenografie che a teatro ricostruiscono l'ambiente e l'atmosfera in cui si svolge l'azione.

Nel ritornello orchestrale dell'Allegro giusto del Concerto in Fa maggiore, sostenuto dalle baldanzose note ribattute, si presenta subito anche il solista con incisi che offrono poi lo spunto per i brillanti episodi successivi; musica dinamica, immagine sonora di una città mercantile sempre in movimento, una vitalità scandita dalle insistite note ribattute dell'orchestra, e che trova un momento più lirico nel penultimo episodio dell'oboe. Nel Grave la trama strumentale è alleggerita, e solo i violini accompagnano l'oboe. Il grazioso attacco del tema diventa anche l'elemento principale dell'accompagnamento, in una serie di imitazioni che, invece di suonare come un serioso artificio contrappuntistico, contribuiscono al clima di tranquilla serenata a due voci. Nel terzo movimento, Allegro, una festosa danza in tempo ternario, possiamo gustare uno degli aspetti tipici della musica barocca, la progressione, che potremmo spiegare con tante parole tecniche ... ma che in questo brano trova un esempio perfetto in cui un breve inciso melodico e ritmico viene ripetuto attraversando campi armonici diversi (in progressione appunto) fra loro legati da sensibili affinità, e ricorda il pittore che costruisce la forma attraverso pennellate di colore man mano differente.

Emiliano Buggio


(1) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 390 della rivista Amadeus


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Ultimo aggiornamento 13 agosto 2015