Le romanze francesi di Wagner - mezza dozzina in tutto - non spostano di una virgola la nostra conoscenza del grande musicista e sono tutt'al più una curiosità. Ciò non toglie che la loro dignità artigianale mostri più di un motivo di interesse se messa in relazione con un conflitto in esse latente fin dall'origine: quello tra la volontà di compiacere, senza peraltro riuscirci, il gusto di un pubblico particolare (di cui, va aggiunto, Wagner aveva un'idea vagamente preconcetta) e la necessità di non tradire del tutto le proprie ambizioni. Ambizioni che non partivano affatto dal desiderio di seguire le tracce del Lied romantico tedesco — a Parigi, fra l'altro, non proprio disprezzato - ma semmai di uniformarsi allo stile medio della romanza da salotto, ricalcato sui moduli espressivi dell'opera francese.
Attente, su testo tratto dalle Orientales di Victor Hugo, adombra nella prima parte una concezione strumentale che ricorda le tempeste non lontane dell'Olandese volante, ma si irrigidisce poi nello stereotipo degli accordi ribattuti in tempo misurato, unico sostegno per larghi tratti di una linea vocale che sale e scende a ondate, con piglio drammatico. Nella seconda parte la scrittura si fa più discreta e avvolgente, con passaggi cromatici più insistiti, mentre la voce tende dal declamato arioso a un recitativo più continuo, che solo alla fine non sa resistere al gesto eclatante di un salto di settima ascendente per riconquistare il sol acuto in fortissimo (sol maggiore è la tonalità del brano, Très vive l'indicazione del tempo).
Sergio Sablich
| Attente | L'attesa |
| Monte, écureuil, monte au grand chêne, Sur la branche des cieux prochaine, Que plie et tremble comme un jonc. Cigogne, aux vieilles tours fidèle, Oh! vole! et monte à tire-d'aile De l'église à la citadelle, Du haut clocher au grand donjon. |
Sali, scoiattolo, sali sulla grande quercia, Sul ramo più vicino al cielo, Che si piega e trema come giunco. Cicogna, alle antiche torri fedele, Oh! Vola! E sali veloce Dalla chiesa alla rocca, Dall'alto campanile al grande torrione. |
| Vieux aigle, monte de ton aire A la montagne centenaire Que blanchit l'hiver éternel; Et toi qu'en ta couche inquiète nest, Jamais l'aube ne vit muette, Monte, monte, vive alouette, Vive alouette, monte au ciel! |
Vecchia aquila, sali dal tuo nido Alla montagna centenaria, Imbiancata dall'inverno senza fine; E tu, viva allodola, che nel giaciglio inquieto Mai l'alba vide silenziosa, Sali, sali, viva allodola, Sali su nel cielo! |
| Et maintenant, du haut de l'arbre, Des flèches de la tour de marbre, Du grand mont, du ciel enflammé, A l'horizon, parmi la brume, Voyez-vous flotter une plume, Et courir un cheval qui fume, Et revenir ma bien-aimée? |
Ed ora, dalla cima dell'albero, Dalle guglie della torre di marmo, Dall'alto monte, dal cielo in fiamme, All'orizzonte, fra la nebbia, Vedete forse fluttuare una piuma E correre un cavallo che fuma E la mia amata ritornare? |
| Traduzione di Maria Pia Ludovisi Bruzzese |