Glossario



Sette pezzi da Mikrokosmos per due pianoforti, BB 120, SZ 108

Musica: BÚla Bartˇk
  1. Ritmo bulgaro (numero 113)
  2. Studi sugli accordi (numero 69)
  3. Perpetuum mobile (numero 135)
  4. Staccato e legato (numero 123)
  5. Nuova canzone popolare ungherese (numero 127)
  6. Invenzione cromatica (numero 145)
  7. Ostinato (numero 146)
Organico: 2 pianoforti
Composizione: 1940
Prima esecuzione: Budapest, 29 gennaio 1940
Edizione: Boosey & Hawkes, Londra, 1970

Per la versione originale di Mikrokosmos vedi BB 105

Guida all'ascolto (nota 1)

La raccolta del Mikrokosmos, 153 piccoli pezzi in ordine di difficoltÓ progressiva divisi in sei libri, a cui Bartˇk attese tra il 1926 e il 1939, Ŕ uno dei monumenti della didattica pianistica del nostro secolo, uno strumento per insegnare il pianoforte legandolo alla evoluzione della musica moderna. Bartˇk sembra qui riallacciarsi a ci˛ che Johann Sebastian Bach aveva fatto due secoli prima, coniugare la pratica dell'apprendimento sulla tastiera con la realizzazione rigorosa di un linguaggio ad essa applicato: e questo linguaggio non Ŕ solo quello della modernitÓ, ma anche della coscienza nazionale radicata nel canto popolare, nella quale nuovi modi, ritmi, scale e melodie prendono il posto della scala temperata e del sistema tonale. Nel trascrivere per due pianoforti 7 pezzi della grande raccolta Bartˇk sembra aver tenuto presente una sorta di rappresentativitÓ capace non soltanto di reggere il peso di una elaborazione ma anche di offrire uno spaccato della sua ricerca tecnica e linguistica sul pianeta pianoforte. Cosý il primo (Ritmo bulgaro, in origine n. 113) Ŕ una combinazione delle possibilitÓ metrico-ritmiche di un modello direttamente attinto alle fonti del materiale popolare e immesso in una sfera colta senza venir deformato; il secondo (Studi sugli accordi, n. 69) Ŕ invece un esempio di ricerca armonica affacciato sull'atonalitÓ; il terzo (Perpetuum mobile, n. 135) Ŕ una specie di toccata vertiginosa di piglio nuovamente barbarico; il quarto (Staccato e legato, n. 123 ) offre una soluzione originale, quasi umoristica, a problemi tecnico-esecutivi solo in apparenza contrapposti, mentre il quinto (Nuova canzone popolare ungherese, n. 127) Ŕ un prototipo di melodia popolare pittorescamente tzigana reinventata su spunti originali, con ironia e gusto impagabile; il sesto e il settimo (Invenzione cromatica e Ostinato, nn. 145 e 146) riassumono due principi basilari e peculiari dello stile di Bartˇk, l'esasperazione cromatica innervata di contrappunto e l'ossessione dell'ostinato, elemento primordiale del ritmo. Va da sÚ che ogni intenzione didattica viene trascesa in queste trascrizioni, che diventano a tutti gli effetti pezzi da concerto di straordinario impegno: un vero concentrato dello stile pianistico e compositivo bartˇkiano.

Sergio Sablich


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 7 maggio 1993

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietÓ delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione pu˛ essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.

Ultimo aggiornamento 9 Settembre 2012
html validator  css validator


Questo testo Ŕ stato prelevato sul sito http://www.flaminioonline.it. ed Ŕ utilizzabile esclusivamente per fini di consultazione e di studio.
Le guide all'ascolto sono di proprietÓ delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note e quindi ogni successiva diffusione pu˛ essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.