Glossario



Concerto in si minore per violino e orchestra, op. 61

Musica: Edward Elgar
  1. Allegro
  2. Andante
  3. Allegro molto
Organico: violino solista, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, controfagotto, 4 corni, 2 trombe, 3 tromboni, basso tuba, timpani, archi
Composizione: aprile 1909 - 5 agosto 1910
Prima esecuzione: Londra, Queen’s Hall, 10 novembre 1910
Edizione: Novello & Co., Londra, 1910
Dedica: Fritz Kreisler

Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Sir Edward Elgar, uno dei maggiori musicisti e compositori inglesi ebbe la prima educazione musicale dal padre, organista nella chiesa di San Giorgio. Fu per qualche tempo violinista e direttore d'orchestra a Worcester. Nel 1885 ebbe l'ufficio già occupato dal padre. Dal 1905 al 1908 fu professore di musica nell'Università di Birmingham.

Fra le sue numerose composizioni ricordiamo particolarmente: due Sinfonie, Variazioni sinfoniche, Ouverture e Preludi vari, Suites, Studi sinfonici per il Falstaff, per grande orchestra; Introduzione e Allegro e altre composizioni per archi; Concerti per violino e orchestra e per violoncello e orchestra, Oratori (Gli Apostoli, Il regno, Il sogno di Geronzio); Salmo XLVIII per basso, coro e organo; Salmo XXIX per coro, organo e orchestra; sonate e pezzi vari per violino e pianoforte; quartetti, quintetti, musica per canto e pianoforte.

L'odierno concerto è stato composto nel 1910. Dopo l'introduzione sinfonica del Tutti e l'entrata del solista con un recitativo-fantasia, il primo tempo si svolge secondo la forma convenzionale. L'Adagio si svolge in forma piana e dolce; il Finale è esteriormente brillante.

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

Completato nel 1910 ed eseguito nel novembre dello stesso anno a Londra da Fritz Kreisler - il celebre solista che nutriva profonda stima nei confronti del compositore inglese (quella sera sul podio) e a cui il Concerto in si maggiore op. 61 fu dedicato - questo ambizioso lavoro, ardente e appassionato, sta cominciando a ritagliarsi lo spazio che merita all'interno del repertorio concertistico odierno. Per sistemare tecnicamente la parte solistica, esigente per il solista anche se non dichiaratamente di bravura, Elgar nonostante una discreta conoscenza dello strumento dovette avvalersi dell'aiuto di W. H. Reed, futuro primo violino della London Symphony Orchestra.

"Aquí está encerrada el alma de..." (Qui sta rinchiusa l'anima di...) è la dedica che Elgar scrisse in testa alla partitura, una citazione dal romanzo Gil Blas di Alain-René Lesage, e dietro la quale si nascondeva probabilmente il nome dell'amica inglese Alice Smart Wortley, soprannominata confidenzialmente "Windflower", e che verrà ritratta nel secondo tema del primo movimento del Concerto stesso. Il vigoroso Allegro, organizzato in forma sonata ampliata, inizia con una lunga introduzione orchestrale durante la quale vengono presentati il primo gruppo tematico costituito da due motivi ardenti che sembrano scaturire da una stessa sorgente emozionale, e il secondo tema (Windflower) più intimo e cantabile. Solo all'entrata del solista viene stabilita la tonalità d'impianto e poi il movimento procede serrato ed estroverso fino alla sua conclusione, con il violino che alterna arpeggi e rapide scalette ad oasi espressive più tenere e sognanti. Il nobile Andante, nella imprevedibile tonalità lontana di si bemolle maggiore, si alimenta della molteplice alternanza di due soggetti tematici, il primo in ritmo anapestico e di andamento quasi processionale, il secondo più lirico e sfociante in una frase appassionata ripresa anche dall'intera orchestra. Il violino varia le frasi musicali infiorettando volatine, ma sa anche cantare poeticamente. Ad un attento ascolto si può scorgere più di una somiglianza fra il materiale tematico di questo movimento e quello dell'Allegro d'apertura. Ancora due temi contrastanti, e sempre omologabili motivicamente al resto della composizione, appaiono nel variegato e più virtuosistico Finale, che inizia quasi con un'improvvisazione del violino (gruppetti ascendenti) e che giunge, dopo un tragitto dialetticamente ben contrastato, alla Cadenza accompagnata, cuore, emotivo dell'intera composizione, dove compaiono la citazione dell'affermativo secondo elemento del primo soggetto dell'Allegro e di altre melodie già ascoltate in precedenza, come quella di Windflower. Nella Coda seguente Elgar, in una sorta di ricapitolazione tematica, sigla ciclicamente il suo prezioso lavoro.

Massimo Viazzo


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 22 dicembre 1983
(2) Testo tratto dalla Guida alla Musica da Concerto a cura di Claudio Bolzan,
Zecchini Editore, Varese, ottobre 2014

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Ultimo aggiornamento 25 luglio 2016
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