Glossario



La valse

Poema coreografico - versione per pianoforte

Musica: Maurice Ravel
Organico: pianoforte
Composizione: Lapras, Dicembre 1919 - Febbraio 1920
Edizione: Paris, Durand & Cie., 1920
Commissione: Sergey Diaghilev

Vedi al 1919 n. 110 la versione per due pianoforti ed al 1919 n. 111 la versione per orchestra

Guida all'ascolto (nota 1)

Le circostanze di composizione del "poema coreografico" La Valse sono abbastanza note, e perciò basterà richiamarle qui sinteticamente. L'idea di scrivere «un grande valzer, una sorta di omaggio alla memoria del grande Strauss, non Richard, l'altro, Johann» risale al 1906, ed è testimoniata da una lettera a Jean Marnold da cui abbiamo tratto la frase prima citata. Più tardi Ravel pensò di intitolare Wien, Vienna, il lavoro; ma nel 1914, allo scoppio della guerra con gli imperi centrali, rinunciò al progetto.

Nel 1919 Ravel riprese gli abbozzi che aveva abbandonato, essendosi manifestato da parte di Diaghilev un vivo interesse per produrre un nuovo balletto di Ravel dopo i successi di Adelaide, ou le langage des fleurs (22 aprile 1912) e di Daphnis et Chloé (8 giugno 1912). Ravel completò dapprima (febbraio 1920) la versione per pianoforte solo della Valse, poi (marzo) la versione per due pianoforti, e infine (aprile) la versione per orchestra. Fece ascoltare il lavoro di Diaghilev, nella versione per due pianoforti eseguita da lui stesso e da Marcelle Meyer. La Valse non piacque a Diaghilev ed il progetto di produrre un balletto cadde immediatamente. La versione per due pianoforti venne eseguita a Vienna, il 23 ottobre 1920, da Ravel con Alfredo Casella, la versione per orchestra venne diretta per la prima volta da Camille Chevillard, a Parigi, il 12 dicembre 1920. Solo nel 1929 La Valse venne presentata come balletto, a Parigi, con coreografia di Ida Rubinstein.

Balletto non fortunato, sia nella versione della Rubinstein che nelle non poche versioni di altri coreografi, La Valse divenne invece uno dei brani più amati del repertorio sinfonico. Negli ultimi vent'anni circa è stata ripresa e molto eseguita la versione per due pianoforti. La versione per pianoforte solo cominciò ad acquistare una certa notorietà dopo una trasmissione radiofonica di France Musique (8 aprile 1984), in cui venne eseguita da Francois-Joèl Thiollier. Oggi è diventata quasi un pezzo di repertorio, perché dopo il Thiollier, che l'ha molto eseguita, è stata ripresa da vari altri interpreti.

Il manoscritto della versione per pianoforte, che è in realtà la prima versione, sia pure intesa come brogliaccio per la versione sinfonica, è custodito nella Pierpoint-Morgan Library di New York. Non abbiamo potuto consultarlo e non sappianno se differisca dalla versione a tutti nota, che fu pubblicata nel 1920. La tentazione di "ritrascrivere" per pianoforte solo dalla versione per orchestra è però forte per tutti gli interpreti, e vari pianisti, a cominciare dal Thiollier, hanno introdotto nel testo di Ravei qualche piccola aggiunta ricavata dalla partitura. Glenn Gould ritenne che la versione pianistica di Ravel fosse in complesso mediocre e preparò una sua trascrizione, molto virtuosistica e che risente dello stile di Liszt. La trascrizione di Gould non è stata fino ad oggi pubblicata. Ma il problema da lui sollevato resta aperto: la versione per pianoforte solo di Ravel è intangibile, è da integrare, è da sostituire?

Piero Rattalino


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 19 Aprile 1991

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