Glossario
Guida all'ascolto



Der Rosenkavalier (Il cavaliere della rosa), op. 59


Testo del libretto (nota 1)

PRIMO ATTO
La camera da letto della Marescialla. A sinistra, in un’alcova, il grande letto a baldacchino. Accanto al letto un paravento cinese a tre ante, dietro al quale si trovano alcuni abiti. Più in là un tavolinetto e un paio di sedie. Su un piccolo sofà a sinistra c’è una spada nel fodero. A destra grandi porte a battenti che danno nell’anticamera. Al centro, visibile appena, una porticina incassata nel muro. Non ci sono altre porte. Tra l’alcova e la porticina a muro, stanno una specchiera da toilette e due poltroncine a bracciuoli alla parete. Le cortine del letto sono sollevate. Per la finestra semiaperta irrompe la luce chiara del sole mattutino. In giardino cantano gli uccelli. Octavian è in ginocchio su un poggiapiedi davanti al letto e tiene mezzo avvinta la Marescialla, che è sdraiata sul letto. Di lei non
vediamo il volto, ma soltanto la bellissima mano e il braccio, dal quale scendono le trine della camicia.
Octavian
(con esaltazione)
Wie du warst! Wie du bist!
Das weiß niemand, das ahnt keiner!
Come sei stata! E come sei!
Nessuno lo sa, né lo immagina alcuno!
La Marescialla
(si solleva sui cuscini)
Beklagt Er sich über das, Quinquin?
Möcht’ Er, daß viele das wüßten?
In questo c’è un rammarico, Quinquin?
Vorrebbe che lo sapessero in molti?
Octavian
(con fuoco)
Engel! Nein! Selig bin ich,
daß ich der Einzige bin, der weiß, wie du bist!
Keiner ahnt es! Niemand weiß es!
Du, du, du! – was heißt das «Du»? Was «Du und ich»?
Hat denn das einen Sinn?
Das sind Worte, bloße Wo r t e, nicht? Du sag!
Aber dennoch: Es ist etwas in ihnen;
ein Schwindeln, ein Ziehen, ein Sehnen und Drängen,
ein Schmachten und Brennen:
Wie jetzt meine Hand zu deiner Hand kommt,
das Zudirwollen, das Dichumklammern,
das bin ich, das will zu dir;
aber das Ich vergeht in dem Du...
Ich bin dein Bub – aber wenn mir dann Hören und Sehen
[vergeht –
wo ist dann dein Bub?
Angelo mio! No! Sono felice,
a sapere io soltanto come sei!
Non lo immagina alcuno! E nessuno lo sa!
Tu, tu, tu! – Che dice «tu»? E «tu ed io»?
C’è un qualche senso?
Sono parole, vuote parole, o no? Dimmelo tu!
Eppure: nelle parole c’è qualcosa;
uno stupore, una brama, un’ansia e un impeto,
uno spasimo e un fuoco:
come ora la mia mano cerca la tua,
il desiderarti e stringerti,
questo son io che desidera te;
ma l’Io si dissolve nel Tu...
Sono il tuo bimbo – ma se la vista a me si dissolve e
[l’udito –
dove sta più il tuo bimbo?
La Marescialla
(sottovoce)
Du bist mein Bub, du bist mein Schatz! Tu sei il mio bimbo, il mio tesoro!
(con intimità)
Ich hab’ dich lieb! Ti amo tanto!
(Si abbracciano)
Octavian
(salta su)
Warum ist Tag? Ich will nicht den Tag!
Für was ist der Tag! Da haben dich alle!
Finster soll sein!
Perché è giorno? Il giorno io non lo voglio!
Che scopo ha il giorno? Allora sei di tutti!
Venga il buio!
(Corre alla finestra, la chiude e tira le cortine. S’ode distante un leggero scampanellio. La Marescialla ride sottovoce)
Lachst du mich aus? Mi prendi in giro?
La Marescialla
(con tenerezza)
Lach ich dich aus? Ti prendo in giro?
Octavian
Engel! Mio angelo!
La Marescialla
Schatz du, mein junger Schatz. Tesoro, mio giovane tesoro.
(Di nuovo lo scampanellio sottile)
Horch! Ascolta!
Octavian
Ich will nicht. No, non voglio.
La Marescialla
Still, paß auf! Buono, attento!
Octavian
Ich will nichts hören! Was wird’s denn sein? Non voglio udire nulla! Che sarà poi?
(Il suono è più vicino)
Sind’s leicht Laufer mit Briefen und Komplimenten?
Vom Saurau, vom Hartig, vom Portugieser Envoyé?
Hier kommt mir keiner herein! Hier bin ich der Herr!
Non saranno corrieri con lettere ed omaggi?
Da Saurau, da Hartig, dall’envoyé del Portogallo?
Non entra nessuno qui dentro! Qui sono io il capo!
(La porticina al centro si apre e oltre la soglia passa saltellando un piccolo negro, vestito di giallo e carico di campanelli d’argento, recante il vassoio con la cioccolata. Alle spalle delnegro la porta è chiusa da mani invisibili)
La Marescialla
Schnell, da versteck Er sich! das Frühstück ists. Lesto, si nasconda! È la colazione.
(Octavian scivola dietro il paravento)
Schmeiß Er doch Seinen Degen hinters Bett! E butti quella spada dietro al letto!
(Octavian con un salto afferra la spada e la nasconde. La Marescialla si sdraia di nuovo, dopo aver chiuso le cortine del letto. Il piccolo negro posa il vassoio sul tavolinetto che spinge in avanti, e gli avvicina il sofà, poi si inchina profondamente rivolto al letto, con le piccole braccia incrociate sul petto. Quindi con una danza graziosa indietreggia, il viso sempre girato verso il letto. Alla porta si inchina ancora e scompare. La Marescialla ricompare tra le cortine del letto. S’è gettata sulle spalle una leggera cappa guarnita di pelliccia. Octavian viene fuori tra il muro e il paravento)
Er Katzenkopf! Er Unvorsichtiger!
Läßt man in einer Dame Schlafzimmer seinen Degen
[herumliegen?
Hat Er keine besseren Gepflogenheiten?
Ah, che testone! Che sbadato!
Si lascia così in giro la spada nella stanza di una dama?

Non conosce maniere migliori?
Octavian
Wenn Ihr zu dumm ist, wie ich mich benehm’,
und wenn Ihr abgeht, daß ich kein Geübter in solchen
[Sachen bin,
dann weiß ich überhaupt nicht, was Sie an mir hat!
Se è da sciocco per Lei il mio contegno,
se Ella è delusa che io non ho esperienza in tali affari,

allora non so affatto che cosa apprezza in me!
La Marescialla
(sul sofà, teneramente)
Philosophier Er nicht, Herr Schatz, und komm Er her.
Jetzt wird gefrühstückt. Jedes Ding hat seine Zeit.
Niente filosofia, signor tesoro mio, e si avvicini.
Ora, la colazione. Ogni cosa a suo tempo.
(Octavian si siede vicinissimo a lei. Fanno colazione con tenera intimità. Octavian posa la testa sulle ginocchia di lei, ella gli accarezzai capelli. Octavian alza gli occhi verso di lei)
Octavian
(sottovoce)
Marie Theres! Marie Theres!
La Marescialla
Octavian! Octavian!
Octavian
Bichette! Bichette!
La Marescialla
Quinquin! Quinquin!
Octavian
Mein Schatz! Tesoro mio!
La Marescialla
Mein Bub! Mio bimbo!
(Continuano la colazione)
Octavian
(con allegria)
Der Feldmarschall sitzt im crowatischen Wald
und jagt auf Bären und Luchsen,
und ich sitz hier, ich junges Blut, und jag’ auf was?
Il Primo Maresciallo sta nei boschi croati
in caccia di linci e di orsi,
ed io sto qui, io un ragazzo, in caccia di che cosa?
(prorompendo)
Ich hab ein Glück, ich hab ein Glück! È buona la mia preda, è buona!
La Marescialla
(mentre un’ombra le sfiora il volto)
Laß Er den Feldmarschall in Ruh!
Mir hat von ihm geträumt.
Il Maresciallo lo lasci in pace!
L’ho sognato stanotte.
Octavian
Heut Nacht hat dir von ihm geträumt? Heut Nacht? Stanotte l’hai sognato? Questa notte?
La Marescialla
Ich schaff mir meine Träume nicht an. I sogni non me li creo a comando.

Octavian
Heute Nacht hat dir von deinem Mann geträumt?
Heute Nacht?
Stanotte hai sognato il tuo sposo?
Questa notte?
La Marescialla
Mach Er nicht solche Augen. Ich kann nichts dafür.
Er war einmal wieder zu Haus.
Ma non faccia quegli occhi. Non ne ho colpa.
Era tornato a casa all’improvviso.
Octavian
(piano)
Der Feldmarschall? Il Primo Maresciallo?
La Marescialla
Es war ein Lärm im Hof von Pferd und Leut und er war
[da.
Vor Schreck war ich auf einmal wach, nein, schau nur,
schau nur, wie ich kindisch bin: ich hör noch immer den
[Rumor im Hof.
Ich brings nicht aus dem Ohr. Hörst du leicht auch was?
Nel cortile un frastuono di gente e di cavalli ed era là.
Lì per lì mi sveglio nel terrore, no, guarda,
guarda un po’ che ingenua sono: sento ancora baccano
[nel cortile.
L’ho sempre negli orecchi. Forse anche tu senti
[qualcosa?
Octavian
Ja, freilich hör ich was, aber muß es denn dein Mann
[sein!?
Denk dir doch, wo der ist: im Raitzenland
noch hinterwärts von Esseg!
Veramente sì, sento, ma deve essere proprio il tuo
[sposo!?
Pensa dunque dov’è, nel Raitzenland
molto più in là di Esseg!
La Marescialla
Ist das sicher sehr weit?
Na dann wirds halt was anders sein. Dann is ja gut.
Sicuro tanto lontano?
Be’, sarà qualcos’altro. Allora tutto a posto.
Octavian
Du schaust so ängstlich drein,Theres? Hai uno sguardo così spaventato, Theres?
La Marescialla
Weiß Er, Quinquin, wenn es auch weit ist –
der Feldmarschall is halt sehr geschwind. Einmal –
Sappia, Quinquin, anche da molto lontano –
il Maresciallo, insomma, è assai veloce. Una volta –
(Si interrompe)
Octavian
Was war einmal? Che è successo una volta?
(Distratta, la Marescialla ascolta. Octavian geloso)
Was war einmal? Was war einmal?
Bichette, Bichette!Was war einmal?
Che è successo una volta? Che è successo?
Bichette, Bichette? Che è successo?
La Marescialla
Ach, sei Er gut. Er muß nicht alles wissen. Oh, stia buono. Non deve saper tutto.
Octavian
(si butta disperato sul sofà)
So spielt Sie sich mit mir! Ich bin ein unglücklicher
Mensch.
Lei si fa gioco di me! Sono un uomo disgraziato.
La Marescialla
(mentre ascolta)
Jetzt trotz’ Er nicht. Jetzt gilt’s. Es ist der
[Feldmarschall.
Wenn es ein Fremder wär’, so wär’ der
[Lärm da draußen in meinem Vorzimmer!
Es muß mein Mann sein, der durch die Garderob herein
[will
und mit den Lakaien disputiert –
Quinquin, es ist mein Mann!
Non sia ostinato. Ci siamo. È il Maresciallo.

Fosse un estraneo, il chiasso verrebbe di là,
[all’anticamera!
Dev’esser mio marito, che entra dal guardaroba

e discute con i lacchè –
Quinquin, è mio marito!
(Octavian con un salto afferra la spada e si precipita verso destra)
Nicht dort, dort ist das Vorzimmer.
Da sitzen meine Lieferanten und ein halbes Dutzend
[Lakaien.
Da!
Non là, là è l’anticamera.
Ci stanno i fornitori e mezza dozzina di lacchè.

Di là!
(Octavian corre dall’altra parte, verso la porticina)
Zu spät! Sie sind schon in der Garderob!
Jetzt bleibt nur eins!
Versteck’ Er sich!
È tardi! Son già nel guardaroba!
Solo uno scampo resta!
Si nasconda!
(dopo un breve momento di incertezza)
Dort! Di là!
Octavian
Ich spring ihm in den Weg! Ich bleib bei dir! Io gli taglio la strada! Resto vicino a te!
La Marescialla
Dort hinters Bett! Dort in die Vorhäng! Und rühr dich
[nicht!
Là dietro al letto! Nella tenda! E fermo!
Octavian
(esitante)
Wenn er mich dort erwischt, was wird aus dir, Theres? Se mi sorprende là, che accade a te, Theres?
La Marescialla
(supplicando)
Versteck Er sich, mein Schatz! Tesoro, si nasconda!
Octavian
(presso al paravento)
Theres! Theres!
La Marescialla
(batte con impazienza il piede)
Sei Er ganz still. Non faccia un fiato.
(con gli occhi sfavillanti)
Das möcht’ ich sehn,
ob einer sich dort hinüber traut, wenn ich hier steh.
Ich bin kein napolitanischer General: Wo ich steh, steh
[ich!
Voglio vedere,
se qualcuno s’arrischia là quando ci sono io.
Io non sono un generale napoletano: il posto mio, è mio!
(Si avvia con decisione verso la porticina e ascolta)
Sind brave Kerl’n, meine Lakaien.Wollen ihn nicht
[hereinlassen,
sagen, daß ich schlaf! Sehr brave Kerl’n!
Bravi ragazzi i miei lacchè, non lo lasciano entrare,

gli dicono che dormo! Bravi, bravi ragazzi!
(Nel guardaroba lo strepitio si fa sempre più alto. La Marescialla in ascolto)
Die Stimm’!
Das ist ja gar nicht die Stimm’ vom Feldmarschall!
Sie sagen Herr Baron zu ihm. Das ist ein Fremder.
La voce!
Ma non è affatto la voce del Primo Maresciallo!
Lo chiamano Barone. È un estraneo.
(allegra)
Quinquin, es ist ein Besuch. Quinquin, abbiamo visite.
(Ride)
Fahr Er schnell in seine Kleider,
aber bleib Er versteckt,
daß die Lakaien Ihn nicht sehn.
Die blöde, große Stimm’ müßte ich doch kennen.
Wer ist denn das? Herrgott, das ist ja der Ochs,
das ist mein Vetter, der Lerchenau, der Ochs maus
[Lerchenau.
Was will denn der? Jesus Maria!
Si rivesta in fretta,
però resti nascosto,
che i lacchè non La vedano.
Questo brutto vocione io lo conosco.
Chi è, chi è costui? È Ochs, Dio santo,
è mio cugino, il Lerchenau, Ochs di Lerchenau.

Che vorrà mai? Gesù Maria!
(Le viene da ridere)
Quinquin, hört Er?
Quinquin, erinnert Er sich nicht?
Quinquin, mi sente?
Quinquin, non si ricorda?
(Fa qualche passo verso sinistra)
Vor fünf, sechs Tagen – den Brief –
Wir sind im Wagen gesessen,
und einen Brief haben sie mir an den Wagenschlag
[gebracht.
Das war der Brief vom Ochs.
Und ich hab keine Ahnung, was drin gestanden ist.
La lettera – cinque, sei giorni fa –
Siamo in carrozza,
e m’hanno portato un biglietto allo sportello.

Era la lettera di Ochs.
Non ho nessuna idea di quel che c’era dentro.
(Ride)
Daran ist Er allein schuldig, Quinquin! Quinquin, è tutta colpa Sua!
La voce del Primo Maggiordomo
(da fuori, parlato)
Belieben Euer Gnaden in der Galerie zu warten! Si degni Vostra Grazia di attendere in ingresso!
La voce del Barone
(da fuori)
Wo hat Er Seine Manieren gelernt?
Der Baron Lerchenau antichambriert nicht.
Voi, dove avete imparato la creanza?
Non fa anticamera il Barone di Lerchenau.
La Marescialla
Quinquin, was treibt Er denn? Wo steckt Er denn? Quinquin, che sta facendo? Ma dove si nasconde?
Octavian
(in sottana e farsetto, i capelli con un fazzoletto e un nastro come in una cuffietta, compare e fa una riverenza)
Befehl’n fürstli’ Gnad’n, i’ bin halt noch nit recht lang in
[fürstli’n Dienst.
Comandi, Vossignoria, sa, sono non da molto al Suo
[servizio.
La Marescialla
Du, Schatz!
Und nicht einmal mehr als ein Busserl kann ich dir geben.
Tu, mio tesoro!
E non posso darti neanche un bacetto solo.
(Lo bacia in fretta. Da fuori nuovo strepito)
Er bricht mir ja die Tür ein, der Herr Vetter.
Mach Er, daß Er hinauskomm’.
Schlief Er frech durch die Lakaien durch.
Er ist ein blitzgescheidter Lump! Und komm Er wieder,
[Schatz.
Aber in Mannskleidern und durch die vordre Tür, wenn’s
[Ihm beliebt.
Ecco, il signor cugino mi butta giù la porta.
Trovi il modo di andarsene.
Sgusci via con coraggio in mezzo ai camerieri.
Lei è un monello prontissimo! Poi, tesoro, ritorni.

Ma in abiti da uomo, per la porta anteriore, se Le piace.
(Octavian corre alla porticina con l’intenzione di uscir di là. Nello stesso momento si spalanca la porta ed entra il Barone Ochs, che i Lacchè tentano invano di trattenere. La Marescialla si siede con le spalle alla porta e comincia a bere la cioccolata)

Il Barone
(ai Lacchè, con modi grandiosi)
Selbstverständlich empfängt mich Ihro Gnaden. Naturalmente Sua Grazia mi riceve.
(Octavian, che voleva filar via a testa bassa e di corsa, si scontra col Barone, poi, confuso, si appoggia al muro a sinistra, presso la porta. Tre Lacchè sono entrati insieme al Barone e restano lì disorientati. Il Barone s’avanza, i Lacchè alla sua sinistra tentano di sbarrargliil passo. Il Barone a Octavian, con interesse)
Pardon, mein hübsches Kind. Pardon, bella bambina.
(Octavian, confuso, si volta verso il muro. Il Barone con garbo e condiscendenza)
Ich sag’: Pardon, mein hübsches Kind. Dico: pardon, bella bambina.
(La Marescialla si volta a guardare, quindi si alza e muove verso il Barone. Il Barone a Octavian, con galanteria)
Ich hab’ Ihr doch nicht ernstlich weh getan? Ma non Le ho fatto male veramente?
I Lacchè
(sottovoce, tirando una manica al Barone)
Ihre fürstlichen Gnaden! Sua Altezza principesca!
(Il Barone fa l’inchino alla francese, con due ripetizioni della riverenza)
La Marescialla
Euer Liebden sehen vortrefflich aus. Vostro Onore ha un aspetto magnifico.
Il Barone
(ripete l’inchino, poi ai Lacchè)
Sieht Er jetzt wohl, daß Ihre Gnaden entzückt ist, mich
[zu sehn?
Ora vedete bene che Sua Grazia è felice di vedermi?
(S’avanza verso la Marescialla con mondana disinvoltura, le porge il braccio, l’accompagna verso il davanti, poi dice calmo)
Und wie sollte Euer Gnaden nicht?
Was tut die frühe Stunde unter Personen von Stand?
Hab’ ich nicht seinerzeit wahrhaftig Tag für Tag
unsrer Fürstin Brioche meine Aufwartung gemacht,
da sie im Bad gesessen ist,
mit nichts als einem kleinen Wandschirm zwischen ihr
[und mir?
Ich muß mich wundern,
E come non lo sarebbe Vostra Grazia?
L’ora mattutina che importa tra persone di rango?
Dopo tutto, a suo tempo e giorno dopo giorno
non ho recato omaggio alla nostra principessa Brioche,
quando stava nella vasca da bagno,
con nient’altro che un paraventino tra lei e me?

Non posso non stupirmi,
(guardandosi attorno con ira)
wenn Euer Gnaden Livree – se i servi di Vostra Grazia –
(Octavian è strisciato lungo il muro verso l’alcova e si dà da fare col letto cercando di restare invisibile. A un cenno della Marescialla i Lacchè hanno spinto in avanti il piccolo sofà e una poltrona e si sono poi ritirati. Il Barone si volta spesso a guardare dietro di sé. La Marescialla si siede sul sofà, dopo che ha invitato il Barone ad accomodarsi sulla poltrona)
La Marescialla
Verzeihen Sie,
man hat sich betragen, wie es befohlen.
Ich hatte diesen Morgen die Migräne.
Voglia scusare,
si sono comportati secondo gli ordini.
Ho avuto l’emicrania stamattina.
Il Barone
(prova a sedersi, ma è estremamente interessato alla presenza della bella cameriera. Tra sé)
Ein hübsches Ding! Ein gutes, saubres Kinderl! Una cosuccia fine! Un tipetto ben fatto!
La Marescialla
(si alza, e di nuovo invita ceremoniosamente il Barone ad accomodarsi)
Ich bin auch jetzt noch nicht ganz wohl,
der Herr Vetter wird darum vielleicht die Gnade haben –
Neppure adesso sto ancora bene,
quindi il cugino avrà la gentilezza forse –
(Esitando, il Barone si siede, ma si adopera di non voltare del tutto le spalle alla bella cameriera)
Il Barone
Natürlich. Naturalmente.
(Si gira per guardare Octavian)
La Marescialla
Meine Kammerzofe, ein junges Ding vom Lande.
Ich muß fürchten, sie incommodiert Euer Liebden.
È la mia cameriera, ragazzetta di campagna.
Devo temere che ella importuni Vostra Grazia.
Il Barone
Ganz allerliebst! Wie? Nicht im Geringsten! Mich? Im
[Gegenteil.
Adorabile! Che? Neanche un po’! Me? Al contrario.
(Il Barone fa un cenno con la mano a Octavian, poi rivolto alla Marescialla)
Euer Gnaden werden vielleicht verwundert sein,
daß ich als Bräutigam –
Vostra Grazia si sarà forse stupita
che io, un fidanzato –
(Si guarda intorno)
indess – inzwischen – tuttavia – nel frattempo –
La Marescialla
Als Bräutigam? Un fidanzato?
Il Barone
Ja , wie Euer Gnaden denn doch aus meinem Brief
[genugsam –
Sì, come Vostra Grazia già dalla mia lettera a lungo –
(tra sé)
Ein Grasaff, appetitlich, keine fünfzehn Jahr. Una pupetta, ghiotta, neppure quindici anni.
La Marescialla
(sollevata)
Der Brief, natürlich, ja der Brief, wer ist denn nur die
[Glückliche?
Ich hab’ den Namen auf der Zunge.
Naturale, la lettera, ma certo, e chi è la prescelta?

Ho il nome sulla punta della lingua.
Il Barone
Wie? Come?
(girandosi)
Pudeljung! Gesund! Gewaschen! Allerliebst! Che marmocchina! Sana! Pulita! Adorabile!
La Marescialla
Wer ist nur schnell die Braut!? Insomma, chi è la fidanzata!?
Il Barone
Das Fräulein Faninal. La signorina Faninal.
(con un’ombra di disappunto)
Habe Euer Gnaden den Namen nicht verheimlicht. A Vostra Grazia non ho taciuto il nome.
La Marescialla
Natürlich! Wo hab’ ich meinen Kopf?!
Bloß die Famili. Sinds keine Hiesigen?
Sicuro! Oggi dove ho la testa?!
La famiglia, però. Non sono di Vienna?
Il Barone
Jawohl, Euer Gnaden, Sì, certo,Vostra Grazia,
(con energia)
es sind Hiesige.
Ein durch die Gnade Ihrer Majestät Geadelter.
sono di Vienna.
Lui è stato fatto nobile dal favore di Sua Maestà.
(Octavian si dà da fare col vassoio, in modo da porsi ancor più alle spalle del Barone)
Er hat die Lieferung für die Armee, die in den
[Niederlanden steht.
Rifornisce l’armata che è di stanza in Olanda.
(Guardando Octavian la Marescialla cerca di dirgli impazientemente di andarsene. Il Barone fraintende completamente l’espressionedi lei)
Ich seh, Euer Gnaden runzeln Dero schöne Stirn ob der
[Mesalliance.
Allein, daß ich es sage, das Mädchen ist für einen Engel
[hübsch genug.
Kommt frischwegs aus dem Kloster. Ist das einzige Kind,
Vedo, per la mésalliance Vostra Grazia contrae la bella
[fronte.
Solo, lasci che dica, la fanciulla è graziosa come un
[angelo.
Arriva fresca fresca dal convento. Ed è l’unica figlia,
(con più energia)
dem Mann gehören zwölf Häuser auf der Wied’n, nebst
[dem Palais am Hof,
und seine Gesundheit
l’uomo possiede dodici case nella Wieden oltre al palais
[del Hof,
e la salute che ha
(sogghignando)
soll nicht die beste sein. non credo sia eccellente.
La Marescialla
Mein lieber Vetter, ich capier schon, wie viel’s
[geschlagen hat.
Sì, capisco, cugino, come stanno le cose.
(La Marescialla fa segni a Octavian di battere in ritirata)
Il Barone
Und mit Verlaub, fürstliche Gnaden,
ich dünke mir, guts adeliges Blut genug im Leib zu haben
[für ihrer Zwei;
man bleibt doch schließlich, was man ist, corpo di
[Bacco!
Den Vortritt, wo er ihr gebührt, wird man der Frau
[Gemahlin
noch zu verschaffen wissen, und was die Kinder
[anlangt, wenn sie denen
den goldnen Schlüssel nicht concedieren werden –
va bene!
Sie werden sich mit den zwölf eisernen Schlüsseln
zu den zwölf Häusern auf der Wied’n zu getrösten
[wissen.
E se Ella me lo consente, Eccellenza,
credo di avere in corpo sangue nobile bastante per loro
[due;
in fondo, noi restiamo ciò che siamo, corpo di Bacco!

Alla signora moglie le precedenze, ove n’abbia diritto,
[sapremo
assicurarle, e quanto ai figli, se poi a loro

l’aurea chiave non vorranno accordarla –
va bene!
Con dodici chiavi di ferro per dodici case
nella Wieden sapranno pur consolarsi.
La Marescialla
Gewiß! O sicherlich, dem Vetter seine Kinder,
die werden keine Don Quichotten.
Sicuro! Al cugino i figli
non saranno poveri Don Chisciotti.
(Octavian col vassoio retrocede verso la porta)

Il Barone
Warum hinaus die Chocolade!? Geruhen nur!
Da! Pst, pst, wieso denn!
Perché la cioccolata via!? Sia gentile!
Ehi là! Pst, pst, allora!
(Octavian s’arresta incerto, girando il viso)
La Marescialla
Fort, geh’ Sie nur! Via, se ne vada insomma!
Il Barone
Wenn ich Euer Gnaden gestehe,
daß ich so gut wie nüchtern bin.
Se alla Grazia Vostra io confesso
che sono quasi quasi digiuno.
La Marescialla
(rassegnata)
Mariandel, komm Sie her. Servier Sie Seiner Liebden. Venga qui, Mariandel. E serva l’Eccellenza.
(Octavian arriva e porge)
Il Barone
(prende una tazza, si serve)
So gut wie nüchtern, Euer Gnaden. Sitz im Reisewagen
[seit fünf Uhr früh, –
(recht ein gestelltes Ding!
Quasi digiuno,Vostra Grazia. Siedo in carrozza da
[stamane alle cinque, –
(ben piantata, davvero!
(a Octavian)
Bleib Sie hier, mein Herz!
Ich hab’ Ihr was zu sagen.)
Rimanga qui, cuor mio!
Ho da dirLe una cosa.)
(alla Marescialla, ad alta voce)
Meine ganze Livree, Stallpagen, Jäger, alles – La mia livrée al completo, stallieri, guardacaccia, tutti
[quanti –
(Mangia divorando)
Alles unten im Hof zusammt meinem Almosenier – Tutti giù nel cortile col mio elemosiniere –
La Marescialla
(a Octavian)
Geh’ Sie nur. Vada pure.
Il Barone
(a Octavian)
Hat Sie noch ein Biskoterl? Bleib Sie doch. C’è un altro biscottino? Resti qui.
(piano)
(Sie ist ein süßer Engel, Schatz, ein sauberer) – (Lei è un angioletto, un tesoruccio bello) –
(alla Marescialla)
Sind auf dem Wege zum «Weißen Ross»,
wo wir logieren, heißt bis übermorgen –
Siamo diretti al «Cavallo bianco»,
dove alloggiamo, pare, fino a dopodomani –
(a Octavian, sottovoce)
(Ich gäb was schönes drum, mit Ihr –) (Farei un bel regalo, per potere –)
(alla Marescialla, a voce molto alta)
bis übermorgen – fino a dopodomani –
(a Octavian, rapidamente)
(unter vier Augen zu scharmutzieren! Wie?). (scherzare con Lei, noi due a quattr’occhi! Le va?).
(La Marescialla è costretta a ridere della sfacciata commedia di Octavian. Il Barone alla Marescialla)
Dann ziehen wir ins Palais von Faninal.
Natürlich muß ich vorher den Bräutigamsaufführer –
Ci trasferiamo poi al palais Faninal.
Naturalmente è obbligo che io abbia già inviato –
(furibondo a Octavian)
will Sie denn nicht warten? –
an die wohlgeborne Jungfer Braut deputieren,
der die Silberrose überbringt
nach der hochadeligen Gepflogenheit.
vuole o non vuole attendere? –
alla nobile vergine fidanzata l’araldo delle nozze,
che consegni la rosa d’argento
secondo l’usanza nobiliare.
La Marescialla
Und wen von der Verwandtschaft haben Euer Liebden
für dieses Ehrenamt [sich] ausersehen?
E quale tra i parenti Vostro Onore
ha destinato a questo illustre ufficio?
Il Barone
Die Begierde, darüber Euer Gnaden Ratschlag
[einzuholen,
hat mich so kühn gemacht, in Reisekleidernbei Dero
[heutigem Lever –
L’ansia di avere un consiglio su ciò da Vostra Grazia,

mi ha fatto tanto ardito che in panni da viaggio al Suo
[lever –
La Marescialla
Von mir? Da me?
Il Barone
gemäß brieflich in aller Devotion getaner Bitte.

Ich bin doch nicht so unglücklich, mit dieser devotesten
[Supplik Dero Mißfallen –
come nella domanda che rispettosamente Le ho già
[fatto per lettera.
Non sarò così misero che con la rispettosa mia preghiera
[ho molestato –
(Si piega all’indietro, verso Octavian)
Sie könnte aus mir machen, was Sie wollte.
Sie hat das Zeug dazu!
Lei di me potrebbe fare ciò che vuole.
Ha tutto l’occorrente!
La Marescialla
Wie denn, natürlich! Einen Aufführer
für Euer Liebden ersten Bräutigamsbesuch,
aus der Verwandtschaft – wen denn nur? –
den Vetter Preysing? Wie? Den Vetter Lambert?
Ich werde –
Ma sì, naturalmente! Un araldo di nozze
per il primo convegno che Vostro Onore fa da fidanzato,
qualcuno dei parenti – e chi dunque? –
il cugino Preysing? Non so. Il cugino Lambert?
Io direi –
Il Barone
Dies liegt in Euer Gnaden allerschönsten Händen. È tutto nelle gentili mani di Vostra Signoria.
La Marescialla
Ganz gut.Will Er mit mir zu Abend essen, Vetter?
Sagen wir morgen, will Er? Dann proponier’ ich Ihm
[einen.
Bene, allora! Cugino, vuole far cena con me?
Diciamo domani, Le va? Lì Le propongo qualcuno.
Il Barone
Euer Gnaden sind die Herablassung selber. La Signoria Vostra è la benignità in persona.
La Marescialla
(fa per alzarsi)
Indeß... E ora...
Il Barone
(sottovoce)
Daß Sie mir wiederkommt! Ich geh nicht eher fort! Deve tornare qui! Se no, non me ne vado!
La Marescialla
(tra sé)
Oho! Oho!
(ad alta voce)
Bleib Sie nur da! Kann ich dem Vetter
für jetzt noch dienlich sein?
Sì, resti pure! Al cugino per ora
posso fare qualche altro servigio?
Il Barone
Ich schäme mich bereits:
an Euer Gnaden Notari eine Rekommandation
wäre mir lieb.
Es handelt sich um den Ehevertrag.
Mi sento già confuso:
una raccomandazione al notaio di Vostra Grazia
mi farebbe piacere.
Riguardo al contratto delle nozze.
La Marescialla
Mein Notari kommt öfters des Morgens. Schau Sie doch, Mariandel, ob er nicht in der Antichambre ist und wartet. Il mio notaio suol venire al mattino. Guarda, perciò, Mariandel, se non aspetta già nell’antichambre.
Il Barone
Wozu das Kammerzofel?
Euer Gnaden beraubt sich der Bedienung
um meinetwillen.
Perché la cameriera?
Ella si priva del servizio
per colpa mia.
(La trattiene)
La Marescialla
Laß Er doch, Vetter, sie mag ruhig gehen. No, la lasci, cugino, può andar tranquillamente.
Il Barone
(con vivacità)
Das geb ich nicht zu. Bleib Sie hier zu Ihrer Gnaden
[Wink.
Es kommt gleich wer von der Livree herein.
Ich ließ ein solches Goldkind, meiner Seel,
nicht unter das infame Lakaienvolk.
Non lo permetto. Resti qui ai cenni di Sua Grazia.

Entrerà prima o poi qualcuno dei domestici.
In fede mia, non manderei questo fiore,
in mezzo al branco infame dei lacchè.
(La accarezza)
La Marescialla
Euer Liebden sind allzu besorgt. Vostro Onore si dà troppa pena.
(Entra il primo Maggiordomo)
Il Barone
Da, hab ich’s nicht gesagt?
Er wird Euer Gnaden zu melden haben.
Là, non l’avevo detto?
Potrà lui riferire a Vostra Grazia.
La Marescialla
(al Maggiordomo)
Struhan, hab ich meinen Notari in der Vorkammer
[warten?
Struhan, il mio notaio è in anticamera che aspetta?
Il primo Maggiordomo
Fürstliche Gnaden haben den Notari,
dann den Verwalter, dann den Kuchelchef,
dann, von Excellenz Silva hergeschickt,
ein Sänger mit einem Flötisten.
Sua Altezza ha il notaio,
poi l’amministratore e il capocuoco,
quindi un cantante col flautista,
qui mandati da Sua Eccellenza Silva.
(asciutto)
Ansonsten das gewöhnliche Bagagi. Per il resto, la folla di ogni giorno.
(Il Barone ha spinto la poltrona dietro le ampie spalle del primo Maggiordomo e stringe teneramente la mano della presunta cameriera)

Il Barone
(a Octavian)
Hat Sie schon einmal
mit einem Kavalier im tête-à-tête
zu Abend gegessen?
Ha mai cenato Lei
nella Sua vita en tête-à-tête
con un gentiluomo?
(Octavian finge un’aria impacciata)
Nein? Da wird Sie Augen machen.Will Sie? No? Allora farà tanto d’occhi. Ci viene?
Octavian
(piano, con timidezza)
I weiß halt nit, ob i dös derf. Guardi, non so se mi è permesso.
(La Marescialla, mentre porge un orecchio distratto al Maggiordomo, osserva i due e non può trattenere un riso soffocato. Il primo Maggiordomo si inchina, retrocede e con ciò la coppia resta scoperta allo sguardo della Marescialla)
La Marescialla
(al primo Maggiordomo, ridendo)
Warten lassen. Fate attendere.
(Il primo Maggiordomo esce. Il Barone si siede con la maggiore naturalezza possibile. La Marescialla ridendo)
Der Vetter ist, ich seh es, kein Kostverächter. Il cugino, mi pare, sa godersi la vita.
Il Barone
(più disinvolto)
Mit Euer Gnaden Con la Grazia Vostra
(tira un respiro di sollievo)
ist man frei daran. Da gibts keine Flausen und keine
[Etikette
uno si sente libero. Non c’è finzione, non c’è etichetta
(Bacia la mano alla Marescialla)
und keine spanische Tuerei. né smanceria spagnola.
La Marescialla
(divertita)
Aber wo Er doch ein Bräut’gam ist? Ma ora che è fidanzato?
Il Barone
(alzandosi a metà, le si accosta)
Macht das einen lahmen Esel aus mir?
Bin ich da nicht wie ein guter Hund auf einer guten
[Fährte?
Und doppelt scharf auf jedes Wild, nach links nach
[rechts?
E questo fa di me un somaro zoppo?
Non sono un buon segugio sopra una buona traccia?

Pronto per ogni preda e da due parti, a destra e a
[manca?
La Marescialla
Ich sehe, Euer Liebden betreiben es als Profession. Vedo, è per Vostro Onore come una professione.
Il Barone
(si alza del tutto)
Das will ich meinen.
Wüßte nicht, welche mir besser behagen könnte.
Ich muß Euer Gnaden sehr bedauern,
daß Euer Gnaden nur – wie drück ich mich aus –
die verteidigenden Erfahrungen besitzen.
Parole d’honneur! Es geht nichts über die von der
[anderen Seite.
Quello che dico, appunto.
Non saprei quale altra mi garberebbe meglio.
Devo commiserare assai la Grazia Vostra,
ch’Ella solo conosce – come mi esprimo io –
le azioni difensive.
Parole d’honneur! Niente oltrepassa quelle dall’altra
[parte.
La Marescialla
(ride)
Ich glaube Ihm, daß die sehr mannigfaltig sind. Le credo che le altre siano molto varie.
Il Barone
So viel Zeiten das Jahr, so viel Stunden der Tag, da ist
[keine –
Quante stagioni ha l’anno, e ore il giorno, non ce n’è
[nessuna –
La Marescialla
Keine? Nessuna?
Il Barone
wo nicht – che non –
La Marescialla
wo nicht? – che non? –
Il Barone
wo nicht dem Knaben Cupido
ein Geschenkerl abzulisten war.
Dafür ist man kein Auerhahn und kein Hirsch,
sondern ist man Herr der Schöpfung,
daß man nicht nach dem Kalender forciert ist, halten zu
[Gnaden!
Zum Exempel der Mai ist recht lieb für’s verliebte
[Geschäft,
das weiß jedes Kind,
aber ich sage:
Schöner ist Juni, Juli,August.
Da hat’s Nächte!
Da ist bei uns da droben so ein Zuzug
von jungen Mägden aus dem Böhmischen herüber:
Ihrer zweie, dreie halt ich oft
bis im November mir im Haus.
Dann erst schick’ ich sie heim.
Zur Ernte kommen sie und sind auch ansonsten anstellig
[und gut –
che non valga a carpire
al piccolo Cupido un regalino.
Perciò l’uomo non è né un cervo né un fagiano,
è bensì signore del creato,
sì che non è costretto al calendario,Vostra Grazia
[perdoni!
Per esempio, maggio è ideale per gli affari amorosi,

lo sanno anche i bambini,
invece io dico:
migliore è giugno, luglio, agosto.
Quelle son notti!
Lassù da noi c’è allora un tale afflusso
di floride ragazze dal confine boemo:
di loro, due o tre le trattengo
con me spesso fino a novembre.
Allora solo le rimando a casa.
Per il raccolto vengono e sono anche abili e buone ad
[altro –
(sogghignando)
dann erst schick’ ich sie heim!
Und wie sich das mischt,
das junge, runde böhmische Völkel,
schwer und süß,
mit denen im Wald, und denen im Stall,
dem deutschen Schlag,
scharf und herb wie ein Retzer Wein –
wie sich das mischen tut!
Und überall steht was und lauert und schielt durch den
[Gattern,
und schleicht zueinander, und liegt beieinander,
und überall singt was
und schupft sich in den Hüften,
und melkt was
und mäht was
und plantscht und plätschert was im Bach und in der
[Pferdeschwemm.
allora solo le rimando a casa!
Come si unisce bene,
la gente fresca e rotonda di Boemia,
grave e soave,
con quelli di foresta e scuderia,
con il ceppo tedesco,
austero e acre come un vino di Retz –
come si unisce bene!
E stanno in ogni luogo, c’è chi si apposta e sbircia tra le
[steccaie,
c’è chi si intrufola e giace con qualcuno,
dappertutto si canta
e c’è chi agita i fianchi,
e chi munge
e chi miete
e chi sguazza e spruzza nel trogolo e nel fiume.
La Marescialla
(molto divertita)
Und Er ist überall dahinter her? E dappertutto Lei si dà da fare?
Il Barone
Wollt, ich könnt sein wie Jupiter selig
in tausend Gestalten!
Wär Verwendung für jede.
Vorrei poter essere come Giove beato
in mille figure!
Le userei tutte quante.
La Marescialla
Wie, auch für den Stier? So grob will Er sein?
Oder möcht Er die Wolken spielen und daher gesäuselt
[kommen
als ein Streiferl nasse Luft?
Che, anche il toro? Tanto rude vuol essere?
O vorrebbe fare la nube e scendere dal cielo sospirando
come un’umida folata?
Il Barone
(con grande vivacità)
Je nachdem, all’s je nachdem.
Das Frauenzimmer hat gar vielerlei Arten,
wie es will genommen sein.
Da ist die demütige Magd.
Und da: die trotzige Teufelskreatur,
haut dir die schwere Stalltür an den Schädel –
Und da ist die kichernd und schluchzend den Kopf
[verliert,
die hab ich gern,
und jener wieder, der sitzt im Auge ein kalter,
[rechnender Satan.
Aber es kommt eine Stunde,
da flackert dieses lauernde Auge,
und der Satan,
indem er ersterbende Blicke dazwischen schießt,
Dipende, tutto dipende.
La femmina ha modi assai diversi,
come vuol esser presa.
Qui c’è la serva umile.
E qui: la diavola arrogante,
sul cranio ti sbatte la porta della stalla –
Questa perde la testa tra risate e singhiozzi,

ed io la preferisco,
e quella ancora a cui nell’occhio è fisso un freddo
[Satana furbo.
Ma viene l’ora,
quando sfavilla quell’occhio indagatore,
e il Satana,
mentre ogni tanto saetta uno sguardo morente,
(con gusto)
der würzt mir die Mahlzeit unvergleichlich. mi condisce il pasto con spezie incomparabili.
La Marescialla
Er selber ist einer, meiner Seel’! È un demonio Ella stesso, in fede mia!
Il Barone
Und wär eine – haben die Gnad’ –
die keiner anschaut:
im schmutzigen Kittel schlumpt sie her,
hockt in der Asche hinterm Herd –
d i e, wo du sie angehst zum richtigen Stündl –
die hat’s in sich!
Ein solches Staunen – gar nicht begreifen können
und Angst und Scham;
und auf die letzt so eine rasende Seligkeit,
daß sich der Herr, der gnädige Herr
herabgelassen gar zu ihrer Niedrigkeit.
E ci sarebbe il tipo – Lei mi perdoni –
che nessuno guarda:
va ciabattando col grembiule sporco,
s’acquatta nel camino tra la cenere –
quella, se tu le parli nel momento adatto –
quella ci ha tutto!
Uno stupore enorme – da non potersi credere
e paura e vergogna;
e all’ultimo una felicità, un tripudio,
che il padrone, il nobile padrone
s’è abbassato fino alla sua miseria.
La Marescialla
Er weiß mehr als das A B C! Ella conosce ben più dell’abbiccì!
Il Barone
Da gibt es welche, die wollen beschlichen sein, Ci sono quelle che attendono le lusinghe gentili,
(Tutto in tono confidenziale, a mezza voce)
sanft, wie der Wind das frischgemähte Heu beschleicht.
Und welche – da gilt’s,
wie ein Luchs hinterm Rücken heran,
und den Melkstuhl gepackt,
daß die taumelt und hinschlägt.
Muß halt ein Heu
gentili, come il vento lusinga il fieno falciato fresco.
E un’altra – l’importante
è arrivarci alle spalle come una lince,
e mentre munge, afferri lo sgabello,
e quella barcolla e ruzzola.
Ci deve essere vicino
(Sogghigna pacioso)
in der Nähe dabei sein. un po’ di fieno.
(Octavian scoppia a ridere)

La Marescialla
Nein, Er agiert mir gar zu gut!
Laß Er mir doch das Kind.
No, Lei mi recita troppo bene!
Lasci però la ragazza.
Il Barone
(in tutta naturalezza a Octavian)
Weiß mich ins engste Versteck zu bequemen,
weiß im Alkoven galant mich zu nehmen.
Hätte Verwendung für tausend Gestalten,
tausend Jungfern festzuhalten.
Wäre mir keine zu junge, zu herbe,
keine zu niedrige, keine zu derbe.
Tät mich für keinem Versteck nicht schämen,
seh ich was Lieb’s, ich muß mir’s nehmen.
In un cantuccio so accomodarmi,
so in un’alcova ben comportarmi.
Vorrei usare mille figure,
per tener strette mille creature.
Non troverei nessuna dura,
nessuna indegna, né immatura.
In un cantuccio non mi vergogno,
sempre mi prendo quella cui agogno.
Octavian
(rientrato subito nella sua parte)
Na, zu dem Herrn, da ging i net,
da hätt’ i an Respect,
na, was mir da passieren könnt,
da wär i gar zu g’schreckt.
I waß net, was er meint,
i waß net, was er will.
Aber was z’viel is, das is zuviel.
Na, was mir da passieren könnt.
Das is ja net zum sagen,
zu so an Herrn da ging i net,
mir tats die Red’ verschlagen.
Da tät sich unsereins mutwillig schaden,
Non voglio andare con il signore,
no, io ne sento troppo timore,
che ne sarebbe della mia vita,
non so, mi sento tutta atterrita.
Non so ciò che lui intende,
né che vuole, purtroppo.
Ma è troppo quel che è troppo.
Chissà che accade della mia vita.
Di andar con lui non se ne parla,
col cavaliere certo non esco,
non so che dire, non ci riesco.
Per gente come me, sono sicura,
(rivolgendosi alla Marescialla)
ich hab solche Angst vor ihm, fürstliche Gnaden. è un danno, principessa, e ci ho paura.
La Marescialla
Nein, Er agiert mir gar zu gut!
Er ist ein Rechter! Er ist der Wahre!
Laß Er mir doch das Kind.
Er ist ganz wie die andern dreiviertel sind.
Wie ich Ihn so sehe, so seh ich hübsch viele.
Das sind halt die Spiele, die euch convenieren!
Und wir, Herr Gott! wir leiden den Schaden,
wir leiden den Spott,
und wir habens halt auch net anders verdient.
No, Lei mi recita troppo bene!
Lei è perfetto! Un uomo vero!
Ma lasci la ragazza.
Lei è in tutto come gli altri tre quarti.
La guardo e subito ne vedo molti.
Son questi i giochi, si sa, che vi divertono!
E noi, mio Dio!, patiamo il danno,
e patiamo la beffa,
ma anche non ci meritiamo nient’altro.
(con simulata fermezza)
Und jetzt sakerlott,
jetzt laß Er das Kind!
Ora, perbacco,
ora lasci la ragazza!
Il Barone
(riprende un contegno dignitoso)
Geben mir Euer Gnaden den Grasaff da
zu meiner künftgen Frau Gemahlin Bedienung.
Mi dia Vostra Grazia quella smorfiosa là
per il servizio della mia futura signora moglie.
La Marescialla
Wie, meine Kleine da? Was sollte die?
Die Fräulein Braut wird schon versehen sein
und nicht anstehn auf Euer Liebden Auswahl.
Che, la mia piccola? E per che fare?
La signorina fidanzata ha certo provveduto
e non aspetta la scelta di Vostro Onore.
Il Barone
Das ist ein feines Ding! Kreuzsakerlott!
Da ist ein Tropf gutes Blut dabei.
È una cosuccia fine! Accidentaccio!
Lì c’è sicuro un goccio di buon sangue.
Octavian
(tra sé)
Ein Tropf gutes Blut! Un goccio di buon sangue!
La Marescialla
Euer Liebden haben ein scharfes Auge! Vostro Onore ha l’occhio acuto!
Il Barone
Geziemt sich. Non disdice.
(in tono confidenziale)
Find’ in der Ordnung, daß Personen von Stand
in solcher Weise von adeligem Blut bedienet werden.
Führ’ selbst ein Kind meiner Laune mit mir –
Trovo regolare che la gente di rango
in tal modo sia servita da sangue nobile.
Io stesso ho con me un frutto delle mie voglie –
Octavian
(che seguita ad ascoltare spassandosela, tra sé)
Ein Kind seiner Laune? Un frutto delle voglie?
La Marescialla
Wie? Gar ein Mädel? Das will ich nicht hoffen! Come? Davvero una fanciulla? Non voglio crederlo!
Il Barone
(deciso)
Nein, einen Sohn. No, è un figlio.
Octavian, La Marescialla
Einen Sohn! Un figlio!
Il Barone
Trägt lerchenauisches Gepräge im Gesicht.
Halt ihn als Leiblakai.
Porta in viso lo stampo dei Lerchenau.
Lo tengo come mio cameriere personale.
La Marescialla
(ridendo)
Octavian
Als Leiblakai! Cameriere personale!
Il Barone
Wenn Euer Gnaden dann werden befehlen,
daß ich die silberne Rose darf Dero Händen übergeben,
wird er es sein, der sie herauf bringt.
Quando comanderà la Grazia Vostra,
che la rosa d’argento posso affidarla alle Sue mani,
quello che la consegna sarà lui.
La Marescialla
Soll mich recht freun. Aber wart Er einmal. Sarà un piacere. Ora attenda un momento.
(con un cenno a Octavian)
Mariandel! Mariandel!
Il Barone
Geben mir Euer Gnaden das Zofel! Ich laß nicht locker! Mi dia Vostra Grazia la serva! Non rinuncio!
La Marescialla
Ei! Geh Sie nur und bring Sie das Medaillon her! Ehi! Vada a cercare il médaillon!
Octavian
(piano)
Theres, Theres, gib acht! Theres, Theres, attenta!
La Marescialla
(come sopra)
Brings nur schnell. Ich weiß schon, was ich tu’! Portalo in fretta. So bene quel che faccio!
Il Barone
(osservando Octavian)
Könnt eine junge Fürstin sein –
Hab vor, meiner Braut eine getreue Copie
meines Stammbaums zu spendieren –
nebst einer Locke vom Ahnherrn Lerchenau, der ein
[großer Klosterstifter war
Forse è figlia di prìncipi –
Penso di regalare alla mia sposa
una copia fedele del mio albero nobile –
insieme a un riccio dell’antenato Lerchenau, che fu un
[fondatore di conventi
(con più energia)
und Obersterblandhofmeister in Kärnten
und in der windischen Mark.
e Primo Governatore Ereditario di Carinzia
e della Marca slovena.
(Octavian reca il medaglione)
La Marescialla
Wollen Euer Gnaden leicht den jungen Herren da
als Bräutigamsaufführer haben?
Gradisce forse Vostra Grazia di avere
questo nobile giovane come araldo di nozze?
(Tutto nel tono leggero della conversazione)
Il Barone
Bin ungeschauter einverstanden. Sono d’accordo a occhi chiusi.
La Marescialla
(esitando un po’)
Mein junger Vetter, der Graf Octavian. Il mio giovane cugino, il conte Octavian.
Il Barone
(sempre molto ossequioso)
Wüßte keinen vornehmeren zu wünschen.
Wär in Devotion dem jungen Herrn sehr verbunden.
Nessuno saprei scegliere più nobile.
Al giovane signore sarei in gratitudine obbligato.
La Marescialla
(rapida)
Seh Er ihn an! Ecco, lo guardi!
(Gli porge il medaglione)
Il Barone
Die Ähnlichkeit! Che somiglianza!
(Guarda ora il medaglione ora la cameriera)
La Marescialla
Ja, ja. Eh sì.
Il Barone
Wie aus dem Gesicht geschnitten! Ne è il ritratto preciso!

La Marescialla
Hat mir auch schon Gedanken gemacht. Anche a me ha già dato da pensare.
(indicando il medaglione)
Rofrano, des Herrn Marchese zweiter Bruder. Rofrano, il fratello minore del signor Marchese.
Il Barone
Octavian? Rofrano! Da ist man wer, wenn man aus
[solchem Haus,
Octavian? Rofrano! Si è qualcuno da una tale casata,
(con allusione alla cameriera)
und wärs auch bei der Domestikentür. foss’anche per la porta di servizio.
La Marescialla
Darum halt ich sie auch wie was besonderes. Per questo io l’ho anche molto cara.
Il Barone
Geziemt sich. Non disdice.
La Marescialla
Immer um meine Person. Sempre a me accanto.
Il Barone
Sehr wohl. Benissimo.
La Marescialla
Jetzt aber geh’ Sie, Mariandel, mach’ Sie fort. Ora si allontani, Mariandel, vada via.
Il Barone
Wie denn? Sie kommt doch wieder? E come? Però torna subito indietro?
La Marescialla
(intenzionalmente ignora il Barone)
Und laß Sie die Antichambre herein! E lasci entrare tutta l’antichambre!
(Octavian si dirige a destra verso la porta a battenti)
Il Barone
(gli va dietro)
Mein schönstes Kind! Bimba mia bella!
Octavian
(alla porta di destra)
Derfts eina geh’! Potete entrar dentro!
(Corre all’altra porta)
Il Barone
Ich bin Ihr Serviteur. Geb Sie doch einen Augenblick
[Audienz!
Sono Suo serviteur. Mi dia ascolto un momento!
Octavian
I komm glei. Subito torno.
(Sbatte la porticina sul naso del Barone. – In questo momento entra un’anziana governante dalla stessa porta. Il Barone indietreggia deluso. Da destra entrano due Lacchè e recano un paravento che era nell’alcova. La Marescialla va dietro il paravento e con lei va la governante. La specchiera da toilette è portata avanti al centro. I Lacchè aprono la porta a doppio battente di destra. Entrano il notaio, il capocuoco, dietro a questo un garzone di
cucina che reca la custodia del menu. Poi la marchande de modes, uno scienziato con un in-folio e il venditore di animali con minuscoli cagnolini e una scimmietta. Insinuandosi prestamente dietro costoro, Valzacchi e Annina prendono il primo posto a sinistra. Lungo il battente destro si schierano la madre nobile con le tre figlie, tutte in abiti da lutto. Il primo Maggiordomo conduce avanti il tenore e il flautista. Dal fondo il Barone chiama a sé un Lacchè e gli dà l’incarico col gesto: «Qui per la porta di servizio»)
Le tre nobili orfane
(gridando)
Drei arme, adelige Waisen – Tre povere orfane nobili –
(La madre nobile fa loro segno di non gridare tanto e di inginocchiarsi. Le tre orfane in ginocchio)
Drei arme, adelige Waisen
erflehen Dero hohen Schutz!
Tre povere orfane nobili
implorano l’alto Suo aiuto!
La Marchande de modes
(ad alta voce)
Le chapeau Paméla. La poudre à la reine de Golconde. Le chapeau Paméla. La poudre à la reine de Golconde.
Il venditore di animali
Schöne Affen, wenn Durchlaucht schaffen,
auch Vögel hab’ ich da, aus Afrika.
Scimmie belle, se Sua Altezza comanda,
possiedo anche uccelli, dall’Africa.
Le tre orfane
Der Vater ist jung auf dem Felde der Ehre gefallen,
ihm dieses nachzutun, ist unser Herzensziel.
Il padre ancor giovane cadde sul campo d’onore,
ad imitarlo in questo aspira il nostro cuore.
La Marchande de modes
Le chapeau Paméla! C’est la merveille du monde! Le chapeau Paméla! C’est la merveille du monde!
Il venditore di animali
Papageien hätt’ ich da
aus Indien und Afrika,
Hunderln so klein
und schon zimmerrein.
Avrei pappagalli
dell’Africa e d’lndia
e bei cuccioletti
domestici e netti.
(La Marescialla compare, tutti si inchinano, il Barone è venuto avanti a sinistra)
La Marescialla
(al Barone)
Ich präsentiere Euer Liebden hier den Notar. A Vostro Onore presento qui il notaio.
(Dopo un inchino verso la specchiera dove la Marescialla si è posta a sedere, il notaio si avanza verso il Barone a sinistra. Con un gesto la Marescialla chiama a sé la più giovane delle tre orfane, si fa dare dal Maggiordomo un borsellino di monete è lo dà alla fanciulla, baciandola sulla fronte. Lo scienziato vorrebbe farsi avanti e offrire il suo in-folio, ma Valzacchi lo precede con un salto e lo spingeda parte)
Valzacchi
(estraendo un foglio di giornale bordato di nero)
Die swarze Seitung! Fürstlike Gnade!
Alles ’ier ge’eim gesrieben!
Nur für ’ohe Persönlikeite.
Die swarze Seitung!
Eine Leikname in ’Interkammer
von eine gräflike Palais!
Eine Bürgersfrau mit der amante
vergiften den Hehemann
diese Nackt um dreie Huhr!
Il Messaggero Nero! Altezza!
Ci stanno scritte le cose segrete!
Solo per gente importante.
Il Messaggero Nero!
Un cadavere nel ripostiglio
di un palazzo di conti!
Una donna borghese con l’amante
avvelenano il marito
la scorsa notte alle tre!
La Marescialla
Laß Er mich dem Tratsch in Ruh! Mi lasci in pace con queste chiacchiere!
Valzacchi
In Gnaden!
tutte quante Vertraulikeite
aus die große Welt.
Di grazia!
Le confidenze tutte quante
del gran mondo.
La Marescialla
Ich will nix wissen! Laß Er mich mit dem Tratsch in Ruh! Non voglio saper niente! Mi lasci in pace con queste
[chiacchiere!
(Con un inchino che esprime rammarico Valzacchi salta indietro. Le tre orfane, e per ultima anche la madre, hanno baciato la manoalla Marescialla)
Le tre orfane
(pronte a uscire, un po’ lagnose)
Glück und Segen allerwegen Euer Gnaden hohem Sinn!
Eingegraben steht erhaben er in unserm Herzen drin!
Ogni bene e ricompensa sempre al prodigo suo cuor!
Chiuso in petto eternamente a Lei è volto il nostro amor!
(Se ne vanno insieme alla madre. Il parrucchiere si avanza frettoloso, l’aiutante gli si precipita dietro con le falde della giubba svolazzanti. Il parrucchiere osserva attentamente la Marescialla, si incupisce, arretra, studia l’aspetto che ella ha oggi. Nel mentre l’aiutante depone gli attrezzi sulla specchiera. Il parrucchiere spinge indietro qualche persona per farsi largo. Intanto si è fatto avanti il flautista e comincia la cadenza. I Lacchè si sono collocati proprio davanti a destra, altri stanno fermi in fondo. Dopo una breve riflessione il parrucchiere ha preso la sua decisione; si avvicina risolutamente alla Marescialla e comincia ad acconciarla. Entra un corriere in rosa, nero e argento, consegna un biglietto. Immediatamente è a disposizione il primo Maggiordomo con un vassoio d’argento e presenta il biglietto alla Marescialla. Il parrucchiere si interrompe perché ella legga con comodo. L’aiutante gli passa un altro ferro, il parrucchiere lo agita: è troppo caldo. Dopo uno sguardo di domanda alla Marescialla, la quale acconsente, l’aiutante porge il biglietto al parrucchiere, che sorridendo lo prende per freddare il ferro. Il cantante si è messo in posizione)
Il tenore
(con lo spartito in mano)
Di rigori armato il seno
contro amor mi ribellai,
ma fui vinto in un baleno
in mirar due vaghi rai.
Ahi! che resiste puoco
cor di gelo a stral di fuoco.
Di rigori armato il seno
contro amor mi ribellai,
ma fui vinto in un baleno
in mirar due vaghi rai.
Ahi! che resiste puoco
cor di gelo a stral di fuoco.
(Il parrucchiere dà da reggere il ferro all’aiutante e applaude il tenore. Poi continua a costruire l’acconciatura. Nel mentre un domestico ha introdotto per la porta piccola il cameriere personale del Barone, l’elemosiniere e il guardacaccia. Sono tre figuri biechi. Il cameriere personale è un giovane zoticone, dall’aspetto ottuso e sfrontato. Porta sotto il braccio un astuccio di marocchino rosso. L’elemosiniere è un abbrutito vicario di paese, uno gnomo alto tre palmi, ma di aspetto robusto e spregiudicato. Il maestro di caccia, prima di essere fìccato nella livrea a lui inadatta, deve aver trasportato letame. Pare che l’elemosiniere e il cameriere personale stiano litigando per la precedenza e si pestano i piedi a vicenda. Piegano a sinistra lungo la parete verso il loro padrone, presso il quale siarrestano)

Il Barone
(che è seduto, parla al notaio che gli sta davanti a ricevere le sue direttive. A voce bassa)
Als Morgengabe, ganz separatim jedoch –
und vor der Mitgift – bin ich verstanden, Herr Notar? –
kehrt Schloß und Herrschaft Gaunersdorf an mich
[zurück!
Von Lasten frei und ungemindert an Privilegien,
so wie mein Vater selig sie besessen hat.
Quale offerta maritale, separatim al tutto però –
e prima della dote – mi faccio intendere, notaio? –
tornano a me il castello e la baronia di Gaunersdorf!

Liberi da ipoteche e intatti nei privilegi,
così come li possedeva mio padre buonanima.
Il notaio
(asmatico)
Gestatten, hochfreiherrliche Gnaden, die submissesteù
[Belehrung,
daß eine Morgengabe wohl vom Gatten an die Gattin,
nicht aber von der Gattin an den Gatten
Conceda Vostra nobile Grazia che umilmente Le spieghi

che l’offerta maritale sì dallo sposo alla sposa,
non però dalla sposa allo sposo
(Tira il fiato dal profondo)
bestellet und stipuliert zu werden, fähig ist. è lecito sia fissata e stipulata.
Il Barone
Das mag wohl sein! Sarà così!
Il notaio
Das ist so. È così.
Il Barone
Aber im besondern Fall – Ma nel caso speciale –
(Dopo una prolungata conversazione col primo Maggiordomo la Marescialla si occupa della stesura del menu e poi congeda il capocuoco)
Il notaio
Die Formen und die Präscriptionen kennen keinen
[Unterschied.
Le regole e i precetti non sanno differenze.
Il Barone
(grida)
Haben ihn aber zu kennen! E le hanno da sapere!
Il notaio
(spaventato)
In Gnaden! Di grazia!
Il Barone
Wenn eines hochadeligen Blutes blühender Sproß sich
[herabläßt,
im Ehebette einer so gut als bürgerlichen Mamsel
[Faninal –
bin ich verstanden? – acte de présence zu machen –
vor Gott und der Welt und sozusagen,
angesichts kaiserlicher Majestät –
Se il florido virgulto di un nobilissimo sangue si degna,

di fare nel letto nuziale di una quasi borghese –
signorina Faninal acte de présence – mi faccio
[intendere? –
davanti a Dio e al mondo e, per così dire,
al cospetto dell’Imperiale Maestà –
(Il flautista ricomincia a preludiare)
da wird, corpo di Bacco! von Morgengabe
als geziemendem Geschenk dankbarer Devotion
für die Hingab so hohen Blutes
sehr wohl die Rede sein.
allora, corpo di Bacco! si dovrà pur parlare
di offerta maritale qual conveniente
largizione di una deferenza grata
per l’offerta di sangue sì elevato.
(Il cantante si appresta a ricominciare ma ancora attende che il Barone faccia silenzio)
Il notaio
(al Barone sottovoce)
Vielleicht, daß man die Sache separatim – Forse, che la questione separatim –
Il Barone
(sottovoce)
Er ist ein schmählicher Pedant; als Morgengabe will ich
[das Gütel!
Lei è un tremendo pedante; i beni li voglio per offerta
[maritale!
Il notaio
(come sopra)
Als einen wohl verklausulierten Teil der Mitgift. Come parte vincolata alla dote in ferma clausola.
Il Barone
(un po’ più forte)
Als Morgengabe! Geht das denn nicht in Seinen
[Schädel?
Offerta maritale! Ma non Le entra in zucca?
Il notaio
(come sopra)
Als eine Schenkung inter vivos oder... Come donazione inter vivos, oppure...
Il tenore
(durante la conversazione dei due)
Ma sì caro e ’l mio tormento
dolce è sì la piaga mia,
ch’il penare è mio contento
e ’l sanarmi è tirannia.
Ahi! Che resiste puoco
cor...
Ma sì caro è ’l mio tormento
dolce è sì la piaga mia,
ch’il penare è mio contento
e ’l sanarmi è tirannia.
Ahi! Che resiste puoco
cor...
Il Barone
(gridando, batte furiosamente sulla tavola)
Als Morgengabe! Offerta maritale!
(Il cantante si interrompe bruscamente. Con un gesto la Marescialla chiama a sé il cantante e gli porge la mano da baciare. Cantante e flautista si ritirano tra profondi inchini. Il notaio si ritrae spaventato in un angolo. Il Barone, come se non fosse accaduto nulla, fa un gesto benevolo verso il cantante, poi si avvicina alla sua servitù; al cameriere personale rassetta i capelli, che sono allisciati sulla fronte alla foggia contadina; poi, come se cercasse qualcuno, va alla porta piccola, la apre, spia all’esterno, si adira, scruta dalla parte delletto, scuote il capo, torna sul davanti.)
La Marescialla
(si guarda nello specchio, a mezza voce)
Mein lieber Hippolyte,
heut’ haben Sie ein altes Weib aus mir gemacht.
Hippolyte mio caro,
oggi mi avete fatto vecchia.
(Il parrucchiere, sbigottito, si getta febbrilmente sull’acconciatura della Marescialla e la cambia tutta da capo. Il volto della Marescialla rimane malinconico. Valzacchi, e appresso a lui Annina, dietro le spalle dei presenti hanno strisciato tutt’intorno la scena e si presentano al Barone con ossequio esagerato. La Marescialla girandosi a metà verso il primoMaggiordomo)
Abtreten die Leut! Escano tutti!
(I Lacchè, formando una catena, spingono la folla dei clienti fuori della porta che essi poi chiudono. Soltanto lo scienziato, accompagnato dal primo Maggiordomo presso la Marescialla, resta in conversazione con lei fino al termine dell’intermezzo tra Valzacchi, Annina e il Barone)
Valzacchi
(al Barone)
Ihre Gnade sukt etwas. Ik seh.
Ihre Gnade at eine Bedürfnis.
Ik kann dienen, ik kann besorgen.
Sua Grazia cerca una cosa. Lo vedo.
Sua Grazia ha un bisogno.
Posso servire, posso occuparmene.
Il Barone
(si ritrae)
Wer ist Er, was weiß Er? Chi è Lei, che ne sa?
Valzacchi
Ihre Gnade Gesikt sprikt ohne Sunge.
Wie ein Hantike. Come statua di Giove.
Il viso di Sua Grazia parla senza lingua.
Un monumento. Come statua di Giove.
Il Barone
Das ist ein besserer Mensch. Costui è un brav’uomo.
Valzacchi, Annina
Erlaukte Gnade, attachieren uns an sein Gefolge. Signoria serenissima, ci accolga nel Suo seguito.
(Valzacchi e Annina cadono in ginocchio)
Il Barone
Euch? Voi?

Annina
Nichte und Onkel. Nipote e zio.
Valzacchi
Onkel und Nickte:
su sweien maken alles besser.
Per esempio: Ihre Gnade at eine junge Frau –
Zio e nipote:
in due fanno tutto meglio.
Per esempio: Sua Signoria ha una moglie giovane –
Il Barone
Woher weiß Er denn das, Er Teufel Er? Lei è un diavolo, come fa a saperlo?
Valzacchi
(premuroso),
Annina
Ihre Gnade ist in Eifersukt: dico per dire!
Eut oder morgen könnte sein. Affare nostro!
Jede Sritt die Dame sie tut,
jede Wagen die Dame steigt,
jede Brief die Dame bekommt –
wir sind da!
An die Ecke, in die Kamin, ’inter die Bette,
in eine Schranke, in die Komode, unter die Dache,
wir sind da!
Ihre Gnade wird nicht bedauern!
Sua Signoria ha gelosia: dico per dire!
Potrebbe succedere oggi o domani. Affare nostro!
Ogni passo che fa la Signora,
in ogni carrozza in cui entra,
ogni lettera che riceve –
eccoci qua!
Nell’angolo, dentro il camino, dietro il letto,
nel cassettone, dentro l’armadio, sotto il tetto,
eccoci qua!
Sua Signoria non se ne pente!
(Protendono le mani per chiedere danaro, il Barone finge di non accorgersene)
Il Barone
(a mezza voce)
Hm! Was es alles gibt in diesem Wien.
Zur Probe nur: kennt Sie die Jungfer Mariandel?
Hm! Che cosa mai non c’è in questa Vienna.
Solo per prova: conoscete la ragazza Mariandel?
Annina
(a mezza voce)
Mariandel? Mariandel?
Il Barone
Das Zofel hier im Haus bei Ihrer Gnaden. La serva qui in casa di Sua Altezza.
Valzacchi
(piano ad Annina)
Sai tu? Cosa vuole? Sai tu? Cosa vuole?
Annina
Niente! Niente!
Valzacchi
(al Barone)
Sicker, sicker, meine Nickte wird besorgen,
seien sicker, Ihre Gnade!
Certo, certo, se ne cura mia nipote,
stia sicuro, Sua Eccellenza!
Valzacchi, Annina
Wir sind da! Eccoci qua!
Il Barone
(pianta i due Italiani e si rivolge alla Marescialla)
Darf ich das Gegenstück Posso presentare il simile
(con prudente confidenza)
zu Dero sauberm Kammerzofel präsentieren? della Sua graziosa servente?
(compiaciuto)
Die Ähnlichkeit soll, hör’ ich, unverkennbar sein. La somiglianza, mi dicono, pare che sia innegabile.
(La Marescialla annuisce. Il Barone ad alta oce)
Leopold, das Futteral! Leopold, l’astuccio!
(Il giovane cameriere personale presenta sgarbatamente l’astuccio)
La Marescialla
(sorridendo appena)
Ich gratuliere Euer Liebden sehr. Con Vostra Grazia mi congratulo molto.
Il Barone
(prende l’astuccio dalle mani del giovanotto e gli fa cenno di arretrare)
Und da ist nun die silberne Rose. E qui c’è la rosa d’argento.
(Fa per aprire)
La Marescialla
Lassen nur drinnen.
Haben die Gnad’ und stellens dorthin.
No, la lasci dentro.
Abbia la cortesia e la poggi lì sopra.
Il Barone
Vielleicht das Zofel soll’s übernehmen?
Ruft man ihr?
Forse la deve prendere la serva?
La chiamiamo?
La Marescialla
Nein, lassen nur. Die hat jetzt keine Zeit.
Doch sei Er sicher: den Grafen Octavian bitt’ ich Ihm
[auf,
er wird’s mir zulieb schon tun
und als Euer Liebden Kavalier
vorfahren mit der Rosen zu der Jungfer Braut.
No, lasci, lasci. Ora non ha tempo.
Ma sia sicuro: per Lei incarico io il conte Octavian,

ed egli lo farà per amor mio
e quale messo di Vostro Onore
La precederà con la rosa presso la vergine fidanzata.
(con leggerezza)
Stellen indeß nur hin.
Und jetzt, Herr Vetter, sag ich Ihm Adieu.
Man retiriert sich jetzt von hier.
Ich werd’ jetzt in die Kirchen gehn.
La poggi lì per ora.
Ora, cugino caro, devo dirLe adieu.
È tempo ora di ritirarsi.
Ora andrò in chiesa.
(I Lacchè aprono la porta a battenti)
Il Barone
Euer Gnaden haben heut
durch unversiegte Huld mich tiefst beschämt.
Vostra Grazia oggi profondamente
mi ha confuso con l’inesauribile favore.
(Fa l’inchino e si allontana secondo il cerimoniale. A un suo cenno il notaio gli è dietro. I tre famigli dietro al notaio con portamento sguaiato. I due Italiani, silenziosi e agili, si uniscono al gruppo senza farsi notare. Il primo Maggiordomo esce. I Lacchè chiudono la porta)
La Marescialla
(sola)
Da geht er hin, der aufgeblasne, schlechte Kerl,
und kriegt das hübsche, junge Ding und einen Pinkel
[Geld dazu,
Ecco lì, se ne va, quel tipaccio borioso,
e arraffa una creatura giovane, bella e in aggiunta una
[borsa d’oro,
(sospirando)
als mußt’s so sein.
Und bildet sich noch ein, daß er es ist, der sich was
[vergibt.
Was erzürn’ ich mich denn? ’s ist doch der Lauf der
[Welt.
Kann mich auch an ein Mädel erinnern,
die frisch aus dem Kloster ist in den heiligen Ehstand
[kommandiert word’n.
come se fosse giusto.
E s’immagina anche che chi si abbassa è lui.

Di che mi sdegno poi? Sempre così va il mondo.

E posso rammentare una fanciulla, dal convento
appena uscita, cui fu imposta la santa condizione delle
[nozze.
(Prende lo specchio)
Wo ist die jetzt? E dov’e ora?
(sospirando)
Ja, such’ dir den Schnee vom vergangenen Jahr. Sì, cerca la neve dell’anno passato.
(tranquilla)
Das sag ich so:
aber wie kann das wirklich sein,
daß ich die kleine Resi war,
und daß ich auch einmal die alte Frau sein werd...
Die alte Frau, die alte Marschallin!
«Siegst es, da geht, die alte Fürstin Resi!»
Wie kann denn das geschehen?
Wie macht denn das der liebe Gott?
Wo ich doch immer die gleiche bin.
Und wenn er’s schon so machen muß,
warum laßt er mich zuschau’n dabei,
mit gar so klarem Sinn? Warum versteckt er’s nicht vor
[mir?
Parlo così:
ma come può essere vero
che io sia stata la piccola Resi,
e che poi sarò un giorno una signora vecchia...
Una signora vecchia, la vecchia Marescialla!
«Guarda là, passa, la vecchia Principessa!»
Ma questo come accade?
Come il buon Dio può farlo?
Io resto sempre uguale.
E se anche deve fare così,
perché egli vuole inoltre che io assista a tutto,
con mente così chiara? Perché non me lo cela?
(sempre più piano)
Das alles ist geheim, so viel geheim,
und man ist dazu da,
Tutto è un mistero, un grande mistero,
ed esistiamo per questo,
(sospirando)
daß man’s ertragt.
Und in dem «Wie»
per sopportarlo.
E nel «come»
(con molta calma)
da liegt der ganze Unterschied. sta la vera differenza.
(Octavian entra da destra, in abito da mattino e stivali con speroni. La Marescialla tranquilla, con un mezzo sorriso)
Ah! Du bist wieder da! Ah! Sei qua di nuovo?
Octavian
(con tenerezza)
Und du bist traurig! E tu sei triste!
La Marescialla
Es ist ja schon vorbei. Du weißt ja, wie ich bin.
Ein halb Mal lustig, ein halb Mal traurig.
Ich kann halt meinen Gedanken nicht kommandiern.
È già passato. Conosci come sono.
Un momento allegra, un momento triste.
È solo che non posso impormi ai miei pensieri.
Octavian
Ich weiß, warum du traurig bist, mein Schatz.
Weil du erschrocken bist und Angst gehabt hast.
Hab ich nicht recht? Gesteh’ mir nur:
Du hast Angst gehabt,
du Süße, du Liebe,
um mich, um mich!
Lo so perché sei triste, mio tesoro.
Ti sei spaventata ed hai avuto timore.
Non ho ragione? Ammettilo:
hai avuto timore,
tu dolce, tu cara,
per me, per me!

La Marescialla
Ein bissel vielleicht,
aber ich hab’ mich erfangen und hab’ mir vorgesagt: Es
[wird schon nicht dafür steh’n.
Und wär’s dafür gestanden?
Un po’ forse,
ma mi sono ripresa e mi sono detta: no, non ne vale la
[pena.
E ne sarebbe valsa la pena?
Octavian
(contento)
Und es war kein Feldmarschall,
nur ein spaßiger Herr Vetter und du gehörst mir,
du gehörst mir.
Non era il Maresciallo,
era solo un ridicolo cugino e tu appartieni a me,
appartieni a me.
La Marescialla
(allontanandolo)
Taverl, umarm Er nicht zu viel.
Wer allzuviel umarmt, der hält nichts fest.
Taverl, non abbracci troppo.
Chi abbraccia troppo non trattiene nulla.
Octavian
(con passione)
Sag, daß du mir gehörst! Mir! Dimmi che tu sei mia! Mia!
La Marescialla
Oh, sei Er jetzt sanft, sei Er gescheidt und sanft und
[gut.
Oh, resti calmo adesso e sia assennato e buono.
(Octavian vuole rispondere vivacemente)
Nein, bitt’ schön, sei Er nur nicht wie alle Männer sind. No, La prego, non come gli altri uomini.
Octavian
(trasalendo con sospetto)
Wie alle Männer? Come gli altri uomini?
La Marescialla
(si domina immediatamente)
Wie der Feldmarschall und der Vetter Ochs. Come il cugino Ochs e il Maresciallo.
Octavian
(tuttavia inquieto)
Bichette! Bichette!
La Marescialla
(con energia)
Sei Er nur nicht, wie alle Männer sind. Lei non deve essere come gli altri uomini.
Octavian
(con ira)
Ich weiß nicht, wie alle Männer sind. Gli altri uomini, non lo so come sono.
(subito dolce)
Weiß nur, daß ich dich lieb hab.
Bichette, sie haben dich mir ausgetauscht.
Bichette, wo ist sie denn?
So soltanto che ti amo.
Bichette, qualcuno t’ha cambiata.
Bichette, dov’è ora Bichette?
La Marescialla
(tranquilla)
Sie ist wohl da, Herr Schatz. È qua, è qua, tesoro.
Octavian
Ja, ist sie da? Dann will ich sie halten,
daß sie mir nicht wieder entkommt.
Sì, è qua? Allora voglio stringerla,
che di nuovo non sfugga.
(con passione)
Packen will ich sie, packen, daß
sie es spürt, zu wem sie gehört –
zu mir! Denn ich bin ihr und sie ist mein!
Serrarla voglio, serrarla
che ella senta a chi appartiene –
a me! Perché io sono suo e lei è mia!
La Marescialla
(slacciandosi da lui)
Oh sei Er gut, Quinquin. Mir ist zu Mut,
daß ich die Schwäche von allem Zeitlichen recht spüren
[muß,
bis in mein Herz hinein,
wie man nichts halten soll,
wie man nichts packen kann.
Wie alles zerläuft zwischen den Fingern,
wie alles sich auflöst, wonach wir greifen,
alles zergeht, wie Dunst und Traum.
Oh, sia buono, Quinquin. Oggi mi sembra
che io debba provare la debolezza di ogni cosa effimera,

giù fino in fondo all’anima,
che nulla si può stringere,
nulla si può serrare.
Che tutto ci si disperde tra le dita,
che scompare tutto ciò che afferriamo,
tutto si disfa come nebbia o sogno.
Octavian
Mein Gott, wie Sie das sagt. Sie will mir doch nur
[zeigen,
daß Sie nicht an mir hängt.
Mio Dio, come lo dice. Vuole solo provarmi

che Lei non mi vuol bene.
(Piange)
La Marescialla
Sei Er doch gut, Quinquin!
Sei Er doch gut, Quinquin!
Ma sia buono, Quinquin!
Via, sia buono, Quinquin!
(Octavian piange più forte)
Jetzt muß ich noch den Buben dafür trösten,
daß er mich über kurz oder lang wird sitzen lassen.
Ora son io che devo consolare il mio bambino,
che egli mi lascerà presto o tardi.
(Lo accarezza)
Octavian
Über kurz oder lang? Presto o tardi?
(con impeto)
Wer legt dir heut die Wörter in den Mund, – Ma oggi chi ti pone le parole in bocca, –
La Marescialla
Daß Ihn das Wort so kränkt! E tanto La ferisce una parola!
Octavian
Bichette? Bichette?
(Si serra le orecchie)
La Marescialla
Die Zeit im Grunde, Quinquin, die Zeit,
die ändert doch nichts an den Sachen.
Die Zeit, die ist ein sonderbar Ding.
Wenn man so hinlebt, ist sie rein gar Nichts.
Aber dann auf einmal,
da spürt man nichts als sie.
Sie ist um uns herum, sie ist auch in uns drinnen.
In den Gesichtern rieselt sie, im Spiegel da rieselt sie,
in meinen Schläfen fließt sie.
Und zwischen mir und dir da fließt sie wieder.
Lautlos, wie eine Sanduhr.
È il tempo, Quinquin, è il tempo,
che pure nulla muta nei fatti.
Il tempo, cosa strana.
Passiamo così i giorni della vita, e un nulla è il tempo.
Ma poi ad un tratto,
ecco, altro non sentiamo che lui.
È intorno a noi, è anche dentro noi.
Sui volti cola, cola nello specchio,
e scorre nelle mie tempie.
Ed è tra te e me, e scorre ancora.
Silente, come una clessidra.
(con calore)
Oh, Quinquin!
Manchmal hör ich sie fließen – unaufhaltsam.
Oh, Quinquin!
Talvolta io l’odo che scorre – senza sosta.
(piano)
Manchmal steh ich auf, mitten in der Nacht
und laß die Uhren alle, alle stehn.
Allein man muß sich auch vor ihr nicht fürchten.
Auch sie ist ein Geschöpf des Vaters,
der uns alle erschaffen hat.
Talvolta mi alzo nel mezzo della notte
e arresto tutti gli orologi, tutti.
Però non dobbiamo neppure averne timore.
Anche il tempo è una creatura del Padre
che tutti noi ha creato.
Octavian
(con calma tenerezza)
Mein schöner Schatz, will Sie sich traurig machen mit
[Gewalt?
Wo Sie mich da hat,
wo ich meine Finger in Ihre Finger schlinge,
wo ich mit meinen Augen Ihre Augen suche,
wo Sie mich da hat –
gerade da ist Ihr so zu Mut?
Mio bel tesoro, Lei a forza vuole rattristarsi?

Se Lei mi ha qui,
se le mie dita intreccio alle Sue dita,
se col mio sguardo io cerco il Suo,
ora che Lei mi ha qui –
proprio ora Lei ha questi pensieri?
La Marescialla
(molto seria)
Quinquin, heut oder morgen geht Er hin
und gibt mich auf um einer andern willen,
die jünger
Quinquin, oggi o domani Lei s’allontana
e a me rinunzia per amore di un’altra,
che è più giovane
(con una certa esitazione)
und schöner ist als ich. e più bella di me.
Octavian
Willst du mit Worten mich von dir stoßen,
weil dir die Hände den Dienst nicht tun?
Con le parole tu vuoi respingermi,
perché rifiuta di farlo la tua mano?
La Marescialla
(calma)
Der Tag kommt ganz von selber.
Heut oder morgen kommt der Tag, Octavian.
Anche da sé quel giorno arriva.
Oggi o domani arriva, Octavian.
Octavian
Nicht heut, nicht morgen: ich hab dich lieb. Né oggi né domani: io ti amo.
(con più impeto)
Nicht heut, nicht morgen!
Wenn’s so einen Tag geben muß, ich denk ihn nicht!
Solch schrecklichen Tag!
Ich will den Tag nicht sehn.
Né oggi né domani!
Se deve esserci un tal giorno, io non ci penso!
Un giorno tanto orrendo!
Quel giorno, io non voglio vederlo.
(con grande passione)
Ich will den Tag nicht denken.
Was quälst du dich und mich,Theres?
Non voglio pensare a quel giorno.
Perché tormenti te e me, Theres?
La Marescialla
Heut oder morgen oder den übernächsten Tag.
Nicht quälen will ich dich, mein Schatz.
Ich sag, was wahr ist, sag’s zu mir so gut als wie zu
[dir...
Leicht will ich’s machen dir und mir.
Leicht muß man sein
mit leichtem Herz und leichten Händen,
halten und nehmen, halten und lassen...
Die nicht so sind, die straft das Leben und Gott erbarmt
[sich ihrer nicht.
Oggi, domani o l’altro giorno ancora.
Non voglio tormentarti, tesoro.
Dico quello che è vero, lo dico a me come a te...

Semplice voglio renderlo a te e a me.
Semplice deve essere ognuno
con cuore semplice e semplice mano,
a tenere e prendere, a tenere e cedere...
Chi non è tale, la vita lo punisce e Iddio non ha pietà.
Octavian
Sie spricht ja heute wie ein Pater.
Soll das heißen, daß ich Sie nie mehr
werde küssen dürfen,
bis Ihr der Atem ausgeht?
Ma oggi Lei parla come un prete.
Questo vuol dire che mai più
io La potrò baciare,
fino a che non Le manchi il respiro?

La Marescialla
Quinquin, Er soll jetzt gehn, Er soll mich lassen.
Ich werd jetzt in die Kirchen geh’n
und später fahr’ ich zum Onkel Greifenklau,
der alt und gelähmt ist,
und eß mit ihm: das freut den alten Mann.
Und Nachmittag werd’ ich Ihm einen Lauffer schicken,
Quinquin, und sagen lassen,
Quinquin, Lei ora deve andare, lasciarmi.
Io ora vado a messa,
più tardi mi faccio portare dallo zio Greifenklau,
che è vecchio e paralitico,
e pranzerò con lui: questo consola il vecchio.
Nel pomeriggio Le spedirò un corriere,
Quinquin, per farLe dire,
(esitando)
ob ich in den Prater fahr’.
Und wenn ich fahr’,
und Er hat Lust,
so wird Er auch in den Prater kommen
und neben meinem Wagen reiten...
Jetzt sei Er gut und folg’ Er mir.
se vado al Prater.
E se ci vado,
e Lei ha piacere,
viene al Prater anche Lei
e mi cavalca accanto alla carrozza...
Ora sia buono e mi obbedisca.
Octavian
(piano)
Wie Sie befiehlt, Bichette! Come vuole, Bichette!
(Esce)
La Marescialla
(trasale con passione)
Ich hab ihn nicht einmal geküßt! Non l’ho neanche baciato!
(Scuote violentemente il campanello. Da destra entrano i Lacchè)
Lauft’s dem Herrn Grafen nach
und bittet’s ihn noch auf ein Wort herauf.
Correte dietro al signor Conte,
ditegli di salire: ho ancora una parola.
(I Lacchè corrono via. La Marescialla molto agitata)
Ich hab ihn fortgehn lassen und ihn nicht einmal geküßt! L’ho lasciato andar via e non l’ho baciato!
(La Marescialla si lascia cadere sulla sedia davanti alla specchiera. I quattro Lacchè tornano senza fiato)
Il primo Lacchè
Der Herr Graf sind auf und davon – Il signor Conte è saltato su e via –
Il secondo Lacchè
Gleich beim Tor sind aufgesessen... Già sul portone è saltato in sella...
Il terzo Lacchè
Reitknecht hat gewartet. Lo staffiere aspettava.
Il quarto Lacchè
Gleich beim Tor sind aufgesessen wie der Wind. Già sul portone in sella come il vento.
Il primo Lacchè, poi il secondo, il terzo, il quarto
Waren um die Ecken wie der Wind. Se l’è svignata come il vento.
Il terzo Lacchè
Wir haben geschrien. Abbiamo gridato.
Il secondo Lacchè
Sind nachgelaufen. Lo abbiamo rincorso.
Il primo Lacchè
War umsonst. Inutile tutto.
Il terzo Lacchè
Waren um die Ecken wie der Wind. Se l’è svignata come il vento.
La Marescialla
Es ist gut. Geht nur wieder. Bene così.Andate pure.
(I Lacchè si ritirano. La Marescialla ordina ancora)
Den Mohammed! Qui Mohammed!
(Tra il suono dei suoi campanelli entra il piccolo negro e si inchina)
Das da trag’... Ecco, porta...
(Il negro afferra in fretta l’astuccio di marocchino)
Weißt ja nicht wohin. Zum Grafen Octavian.
Gib’s ab und sag’:
Ma se non sai a chi.Al Conte Octavian.
Consegnalo e di’:
(molto calma)
da drinn ist die silberne Ros’n.
Der Herr Graf weiß ohnehin...
qui dentro c’è la rosa d’argento.
Tanto il Conte già sa...
(Il negro corre via. La Marescialla appoggia il capo alla mano e resta così, in attitudine sognante, sino alla fine. Qui il sipario comincia a scendere, lentamente e senza rumore. Fine del primo atto)

SECONDO ATTO
Salone in casa del Signore di Faninal. Al centro una porta verso l’antisala. Porte a sinistra e a destra. A destra anche una grande finestra. Ai due lati della porta centrale sedie alla parete. I due angoli, che sono arrotondati, celano ognuno una porticina. Faninal, Sophie, Marianne Leitmetzerin, Duegna, il primo Maggiordomo, alcuni Lacchè.
Il Signore di Faninal
(accingendosi a congedarsi da Sophie)
Ein ernster Tag, ein großer Tag,
ein Ehrentag, ein heilger Tag!
Un giorno solenne, un gran giorno,
un giorno santo, una festa!
(Sophie gli bacia la mano)
Marianne
(alla finestra)
Der Josef fahrt vor, mit der neuen Karoß.
Hat himmelblaue Vorhäng’,
vier Apfelschimmel sind dran.
Josef arriva con la carrozza nuova.
Ha le tende turchine,
e poi quattro leardi pomellati.
Il primo Maggiordomo
(a Faninal, non senza confidenza)
Ist höchste Zeit, daß Euer Gnaden fahren.
Der hochadelige Bräutigamsvater,
sagt die Schicklichkeit,
muß ausgefahren sein,
bevor der silberne Rosenkavalier vorfahrt.
Wär nicht geziemend,
daß vor der Tür sie sich begegneten!
Davvero è tempo che Vostra Grazia parta.
L’illustre suocero,
così vuole il decoro,
deve essere già uscito
prima che arrivi l’argenteo cavaliere della rosa.
Non sarebbe opportuno
un loro incontro proprio sulla porta!
Faninal
In Gottesnamen.Wenn ich wiederkomm,
so führ ich deinen Herrn Zukünftigen bei der Hand.
Per l’amore del cielo. Quando torno,
ti riporto per mano il signor fidanzato.
Marianne
Den edlen und gestrengen Herrn auf Lerchenau! L’esimio e nobile patrizio a Lerchenau!
(Faninal esce. Sophie si avanza, sola, mentre Marianne è alla finestra)
Sophie
(avanzandosi sola)
In dieser feierlichen Stunde der Prüfung,
da du mich, o mein Schöpfer, über mein Verdienst
[erhöhen
und in den heiligen Ehestand führen willst –
Nel solenne momento della prova,
ora che tu, mio Creatore, oltre il merito vuoi

sollevarmi e condurmi al santo vincolo di nozze –
Marianne
Jetzt steigt er ein. Der Xaver und der Anton springen
[hinten auf.
Ecco, entra in carrozza. Dietro saltano su Xaver e
[Anton.
Sophie
(fa grande fatica a rimanere raccolta)
opfr’ ich dir in Demut – in Demut – mein Herz auf. ti offro con umiltà – con umiltà – il mio cuore.
Marianne
Der Stallpag’ reicht dem Josef seine Peitschen,
alle Fenster sind voller Leut.
Il garzone di stalla dà la frusta a Josef,
le finestre sono piene di gente.
Sophie
Die Demut in mir zu erwecken,
muß ich mich demütigen.
E per destare l’umiltà nell’animo
devo umiliar me stessa.
Marianne
(con grande concitazione)
Die halbe Stadt ist auf die Füß!
Aus dem Seminari schaun die Hochwürdigen von die
[Balkoner.
Ein alter Mann sitzt oben auf der Latern.
Mezza città è per strada!
Al seminario i reverendi guardano dai balconi.

Lassù sul lampione sta seduto un vecchietto.
Sophie
(si raccoglie a fatica)
Demütigen und recht bedenken: die Sünde, die Schuld,
[die Niedrigkeit,
die Verlassenheit, die Anfechtung!
Die Mutter ist tot und ich bin ganz allein.
Für mich selber steh’ ich ein.
Aber die Ehe ist ein heiliger Stand.
Meditare e umiliarmi: i peccati, la colpa, l’abiezione,

la solitudine, la tentazione!
La mamma è morta e sono proprio sola.
Di me stessa io rispondo.
Ma il matrimonio è una santa condizione.
(Dal basso, per strada, le voci a tre dei corrieri che precedono la carrozza di Octavian: Rofrano! Rofrano!)
Marianne
(grida con grande entusiasmo)
Er kommt, er kommt. In zwei Karossen.
Die erste ist vierspännig, die ist leer. In der zweiten,
sechsspännigen,
sitzt er selber, der Rosenkavalier.
Arriva, arriva. In due carrozze.
La prima è un tiro a quattro, è vuota. Nella seconda,
un tiro a sei,
c’è lui, il cavaliere della rosa.
Sophie
(alquanto turbata)
Ich will mich niemals meines neuen Standes überheben,
mich überheben...
Della nuova condizione non voglio insuperbire mai,
insuperbire...
(Non si trattiene)
Was rufen denn die? Ma che gridano?
Marianne
Den Namen vom Rosenkavalier und alle Namen
von deiner neuen fürstlichen Verwandtschaft rufen’s
[aus.
Il nome del cavaliere della rosa e ogni nome
gridano della tua nuova casata principesca.
(con gesti vivaci)
Jetzt rangier’n sich die Bedienten.
Die Lakaien springen rückwärts ab!
Ora si allineano i domestici.
I lacchè saltano giù dalle carrozze!
Sophie
Werden sie mein’ Bräutigam sein’ Namen
auch so ausrufen, wenn er angefahren kommt!?
Del fidanzato grideranno così il nome
in questo modo, quando arriva!?
Marianne
(piena di entusiasmo)
Sie reißen den Schlag auf! Er steigt aus.
Glanz in Silberstück’ ist er angelegt von Kopf zu Fuß.
Wie ein heil’ger Engel schaut er aus.
Aprono lo sportello! Scende.
L’abito che indossa è tutto argento da capo a piedi.
Sembra un angelo del cielo.
(Chiude in fretta la finestra)
Sophie
Herrgott im Himmel!
Ich weiß, der Stolz ist eine schwere Sünd’.
Aber jetzt kann ich mich nicht demütigen.
Jetzt geht’s halt nicht.
Denn das ist ja so schön, so schön!
Signore Iddio!
L’orgoglio, lo so, è peccato grave.
Ma ora non so umiliarmi.
Ecco, è impossibile.
Perché è così bello tutto, così bello!
(I Lacchè hanno spalancato in fretta la porta centrale. Entra Octavian, tutto in bianco e argento, a capo scoperto, la rosa d’argento in mano. Lo seguono i servitori nei suoi colori: bianco e verde pallido. I Lacchè, gli aiduchi con le ricurve sciabole ungheresi al fianco, i corrieri in pelle scamosciata bianca con piume verdi di struzzo. Subito dietro Octavian un negro porta il suo cappello e un altro Lacchè, con entrambe le mani, porta lietamente l’astuccio di marocchino per la rosa d’argento. Appresso la livrée di Faninal. Octavian, la rosa nella destra, s’avanza con nobile contegno verso Sophie, ma il suo giovane volto è teso e arrossato dalla timidezza. Per il turbamento provocatole dall’apparizione Sophie è mortalmente pallida. Sono fermi uno di fronte all’altro e a vicenda si confondono per illoro stesso impaccio e per la loro bellezza)
Octavian
(un po’ esitante)
Mir ist die Ehre widerfahren,
daß ich der hoch- und wohlgeborenen Jungfer Braut,
in meines Herrn Vetters Name,
dessen zu Lerchenau Namen,
die Rose seiner Liebe überreichen darf.
A me è stato dato questo onore,
che all’eletta e nobile vergine sposa,
nel nome del mio signor cugino,
nel suo titolo di Lerchenau,
io possa offrire la rosa del suo amore.
Sophie
(prende la rosa)
Ich bin Euer Liebden sehr verbunden.
Ich bin Euer Liebden in aller Ewigkeit verbunden.
Alla Grazia Vostra sono molto obbligata.
Alla Grazia Vostra sono obbligata per l’eternità.
(Un attimo di turbamento, mentre aspira l’odore della rosa)
Hat einen starken Geruch wie Rosen, wie lebendige. È forte il profumo come di rose, fresche e vive.
Octavian
Ja, ist ein Tropfen persischen Rosenöls darein getan. Sì, ci hanno messo una goccia di olio persiano di rose.
Sophie
Wie himmlische, nicht irdische, wie Rosen
vom hochheiligen Paradies. Ist Ihm nicht auch?
Rose del cielo e non di questa terra, come rose
del paradiso santo. Non pare anche a Lei?
(Octavian si china sulla rosa che ella gli porge; poi si rialza e guarda la bocca di lei)
Ist wie ein Gruß vom Himmel. Ist bereits zu stark,
als daß man’s ertragen kann.
Zieht einen nach, als lägen Stricke um das Herz
È come un saluto del cielo. È già troppo intenso,
per poterlo tollerare.
Ci attira come un laccio stretto al cuore.
(piano)
Wo war ich schon einmal
und war so selig?
Dove vissi già un tempo
e fui tanto felice?
Octavian
(ancora più piano, quasi incosciente)
Wo war ich schon einmal
und war so selig?
Dove vissi già un tempo
e fui tanto felice?
Sophie
(con espressione)
Dahin muß ich zurück, dahin, und müßt ich völlig sterben
[auf dem Weg.
Allein ich sterb ja nicht.
Das ist ja weit. Ist Zeit und Ewigkeit
in einem sel’gen Augenblick,
den will ich nie vergessen bis an meinen Tod.
Laggiù devo tornare, laggiù, dovessi morire per via.

Invece no, non muoio.
Questo è già tutto. Eternità e tempo
in un attimo beato,
che fino alla morte non voglio scordare.
Octavian
(insieme a lei)
Ich war ein Bub,
da hab ich die noch nicht gekannt.
Wer bin denn ich?
Wie ich komm denn zu ihr?
Wie kommt denn sie zu mir?
Wär’ ich kein Mann, die Sinne möchten mir vergehn.
Das ist ein sel’ger Augenblick,
den will ich nie vergessen bis an meinen Tod.
Io ero un bimbo,
e allora m’era ignota.
Chi sono adesso?
Come, come son giunto a lei?
Come giunge ella a me?
Non fossi un uomo, forse perderei i sensi.
È un attimo beato,
che fino alla morte non voglio scordare.
(Nel frattempo la livrée di Octavian retrocedendo si è allineata a sinistra, la servitù di Faninal col primo Maggiordomo a destra. Il Lacchè di Octavian passa l’astuccio a Marianne. Sophie si scuote dal suo stordimento e porge la rosa a Marianne che la ripone nell’astuccio. Dal fondo s’avanza verso Octavian il Lacchè che tiene il cappello e glielo porge. La livrée di Octavian si ritira, proprio mentre la servitù di Faninal porta tre sedie nel mezzo, due per Octavian e Sophie, una più indietro e di lato per la Duegna. Nello stesso momento il primo Maggiordomo di Faninal per la porta di destra porta via l’astuccio con la rosa. Immediatamente si ritirano anche gli altri servitori di Faninal per la porta centrale. Sophie e Octavian sono fermi uno di fronte all’altro, consapevoli, in qualche modo, del mondo circostante, ma assorti. A un cenno di Sophie entrambi si siedono e lo stesso fa la Duegna, nel momento in cui il primo Maggiordomo, invisibile, chiude da fuori la porta di destra)
Sophie
Ich kenn’ Ihn schon recht wohl, mon cousin! Io La conosco già bene, mon cousin!
Octavian
Sie kennt mich, ma cousine? Lei mi conosce, ma cousine?
Sophie
Ja,aus dem Buch, wo die Stammbäumer drin sind.
Dem Ehrenspiegel Österreichs.
Das nehm’ ich immer abends mit ins Bett
und such’ mir meine zukünft’ge, gräflich’ und [fürstlich’
[Verwandtschaft drin zusammen.
Sì, dal libro in cui sono le genealogie di famiglia.
Lo specchio dell’aristocrazia d’Austria.
Sempre la sera lo porto con me a letto
e metto insieme la mia prossima parentela di [conti e
[prìncipi.

Octavian
Tut Sie das, ma cousine? Lei fa così, ma cousine?
Sophie
Ich weiß, wie alt Euer Liebden sind:
siebzehn Jahr und zwei Monat.
Ich weiß all Ihre Taufnamen: Octavian Maria Ehrenreich

Bonaventura Fernand Hyazinth.
E so quant’anni ha Vossignoria:
diciassette anni e due mesi.
So tutti i Suoi nomi di battesimo: Octavian Maria
[Ehrenreich
Bonaventura Fernand Hyazinth.
Octavian
So gut weiß ich sie selber nicht einmal. Io stesso non lì so così bene.
Sophie
Ich weiß noch was. So anche altro.
(Arrossisce)
Octavian
Was weiß Sie noch, sag’ Sie mir’s, ma cousine. Che sa ancora, mi dica, ma cousine.
Sophie
(senza guardarlo)
Quinquin. Quinquin.
Octavian
(ride)
Weiß Sie den Namen auch? Conosce anche quel nome?
Sophie
So nennen Ihn halt Seine guten Freunde
und schöne Damen, denk’ ich mir,
mit denen Er recht gut ist.
Così La chiamano certo gli amici cari
e, immagino, le belle dame,
con cui ha confidenza.
(Breve silenzio. Ingenuamente)
Ich freu’ mich aufs Heiraten! Freut Er sich auch darauf?
Oder hat Er leicht noch gar nicht dran gedacht, mon
[cousin?
Denk’ Er: ist doch was andres als der ledige Stand.
Il matrimonio mi piace molto! Piace anche a Lei?
O forse non ci ha ancora pensato, mon cousin?

Rifletta: l’essere scapolo è un ben diverso stato.
Octavian
(piano)
Wie schön sie ist. Ma come è bella.
Sophie
Freilich, Er ist ein Mann, da ist Er was Er bleibt.
Ich aber brauch’ erst einen Mann, daß ich was bin.

Dafür bin ich dem Mann dann auch gar sehr verschuldet.
Però, Lei è uomo e allora Lei resta ciò che è.
Io invece ho bisogno anzitutto di un marito per essere
[qualcosa.
Perciò al marito sono anche assai grata.
Octavian
(con commozione, piano)
Mein Gott, wie schön und gut sie ist.
Sie macht mich ganz verwirrt.
Dio mio, è buona e bella.
Mi fa perder la testa.
Sophie
Ich werd ihm keine Schand’ nicht machen
und meinem Rang und Vortritt.
A lui io non farò mai offesa
né al mio rango e ai diritti.
(con molta vivacità)
Täte eine, die sich besser dünkt als ich,
ihn mir bestreiten
bei einer Kindstauf oder Leich’,
so will ich, wenn es sein muß,
mit Ohrfeigen ihr beweisen,
daß ich die vornehmere bin
und lieber alles hinnehme
wie Kränkung oder Ungebühr.
Se prova qualcuna, che si crede più in alto,
a contrastarmeli
in un battesimo o funerale,
voglio, se mai sia necessario,
dimostrarle a schiaffi
che son io la più nobile
e tutto accetto meglio
che uno sgarbo o un abuso.
Octavian
(vivacemente)
Wie kann Sie denn nur denken,
daß man Ihr mit Ungebühr begegnen wird,
da Sie doch immer die Schönste, die Allerschönste sein
[wird.
Ma come può pensare
che qualcuno La tratti mai con sgarbo,
se Ella sarà sempre la più bella, la più bella di tutte.
Sophie
Lacht Er mich aus, mon cousin? Vuol canzonarmi, mon cousin?
Octavian
Wie, glaubt Sie das von mir? Che? Crede questo di me?
Sophie
Er darf mich auslachen, wenn Er will.
Von Ihm laß ich alles mir gerne geschehn,
weil mir nie noch ein junger Kavalier
von Nähe oder Weitem also wohlgefallen hat wie Er.
Jetzt aber kommt mein Herr Zukünftiger.
Può canzonarmi, se vuole.
Da Lei ricevo tutto volentieri,
perché mai ancora un giovane cavaliere
da vicino o da lontano m’è piaciuto quanto Lei.
Adesso però arriva il signor fidanzato.
(La porta di fondo si apre. I tre si alzano e si avanzano verso destra. Con fare cerimonioso Faninal guida il Barone oltre la soglia verso Sophie, cedendogli il passo. La livrée del Barone gli sta alle calcagna: prima l’elemosiniere e il figlio che è anche cameriere personale. Seguono il maestro di caccia e un altro zotico suo pari, con un cerotto sul naso fracassato, e altri due della stessa risma, levati da un orto e ficcati in una livrea. Come il loro signore, tutti portano un mazzetto di mirto. La servitù di Faninal resta indietro)
Faninal
Ich präsentiere Euer Gnaden Dero Zukünftige. Presento a Vostra Grazia la fidanzata.
Il Barone
(fa la riverenza, poi a Faninal)
Deliciös! Mach’ Ihm mein Compliment. Deliziosa! Mi compiaccio con Lei.
(Bacia la mano a Sophie e quasi la studia)
Ein feines Handgelenk. Darauf halt ich gar viel.
Ist unter Bürgerlichen eine seltne Distinktion.
Un polso gentile. Cosa che apprezzo molto.
Nei borghesi è un segno raro.
Octavian
(a mezza voce)
Es wird mir heiß und kalt. Son di fuoco e di ghiaccio.
Faninal
Gestatten, daß ich die getreue Jungfer
Marianne Leitmetzerin...
Permetta che la fedele signorina
Marianne Leitmetzerin...
(Presenta Marianne che fa un triplice inchino profondo)
Il Barone
(ricusando con impazienza)
Laß Er das weg.
Begrüß Er jetzt mit mir meinen Herrn Rosenkavalier.
Lasci stare.
Ora con me renda omaggio al signor cavaliere della rosa.
(Con Faninal si avvicina a Octavian, mentre fa un inchino cui Octavian risponde. Il seguito del Barone di Lerchenau, dopo aver quasi travolto Sophie, finalmente si ferma e si ritrae di un paio di passi)
Sophie
(che con Marianne sta ferma a destra, dice a mezza voce)
Was sind das für Manieren? Ist da leicht ein
[oßtauscher
und kommt ihm vor, er hätt’ mich eingetauscht.
Ma che maniere sono? È forse un cavallaro costui

e si crede che mi sta barattando.
Marianne
Ein Kavalier hat halt ein ungezwungenes,
leutseliges Benehmen.
Sag dir vor, wer er ist
und zu was er dich macht,
so werden dir die Faxen gleich vergehn.
Un cavaliere, si sa, è spontaneo
e affabile nei modi.
Se pensi bene chi è
e che farà di te,
ti passano le smorfie in un momento.
Il Barone
(a Faninal)
Ist gar zum Staunen, wie der junge Herr jemand
[gewissem ähnlich sieht;
hat ein Bastardel, recht ein saubres, zur Schwester.
Strabiliante davvero come il nobile giovane assomiglia a
[qualcuno;
ha per sorella una bastardina, caruccia assai.
(con rozza familiarità)
Ist kein Geheimnis unter Personen von Stand.
Hab’s aus der Fürstin eignem Mund,
Non è un segreto tra persone di rango.
Lo so proprio dalla bocca della Principessa,
(con calma)
und weil der Faninal sozusagen jetzo
zu der Verwandtschaft gehört, –
mach’ dir kein Depit darum, Rofrano,
daß dein Vater ein Streichmacher war,
befindet sich dabei in guter Compagnie,
e giacché il nostro Faninal ormai,
diciamo, è della parentela, –
non farti cruccio, Rofrano,
se tuo padre era allegro,
si trova in buona compagnia,
(ridendo)
der sel’ge Herr Marchese.
Ich selber exkludier’ mich nicht.
il marchese buon’anima.
Io stesso mi ci metto.
Sophie
Jetzt läßt er mich so stehn, der grobe Ding!
Und das ist mein Zukünftiger.
Und blattersteppig ist er auch, o mein Gott!
Ora mi lascia qui, lo screanzato!
E costui è il mio promesso.
È anche butterato, santo Iddio!
Il Barone
(a Faninal)
Seh’, Liebden,schau dir dort den Langen an,
den blonden, hinten dort.
Ich will ihn nicht mit Fingern weisen,
aber er sticht wohl hervor
durch eine adelige Contenance.
Ist aber ein ganz besondrer Kerl,
sagt nichts, weil ich der Vater bin,
hat’s aber faustdick hinter den Ohren.
Vedi, mio caro, guarda laggiù quel lungone,
il biondo, là indietro.
Non voglio indicartelo col dito,
ma si distingue bene
per il suo aspetto nobile.
È un tipo non comune,
e non è perché sono suo padre,
ma ha molto sale in zucca.

Marianne
Na, wenn er dir von vorn nicht gefallt, du Jungfer
[Hochmut,
so schau ihn dir von rückwärts an:
da wirst was sehn, was dir schon gefallen wird.
Se non ti piace in faccia, madamigella Orgoglio,

guardatelo da dietro:
così vedrai qualcosa che ti piace senz’altro.
Sophie
Möcht’ wissen, was ich da schon sehen werd’. Vorrei sapere che cosa mai vedrò.
Marianne
(facendole il verso)
Möcht’ wissen, was ich da schon sehen werd’.
Daß es ein kaiserlicher Kämmerer ist,
den dir dein Schutzpatron
als Herrn Gemahl spendiert hat.
Das kannst sehn mit einem Blick.
Vorrei sapere che cosa mai vedrò.
Che è un camerlengo imperiale
quello che il tuo Santo patrono
t’ha elargito come signor marito.
Lo vedi al primo sguardo.
(Il primo Maggiordomo si avvicina cortesemente a quelli di Lerchenau e li accompagna fuori. Insieme si ritira anche la livrée di Faninal, meno due che servono vino e dolci)
Faninal
(al Barone)
Belieben jetzt vielleicht – ist ein alter Tokaier. Forse adesso gradisce – è un Tokai vecchio.
(Octavian e il Barone si servono)
Il Barone
Brav, Faninal, Er weiß was sich gehört.
Serviert einen alten Tokaier zu einem jungen Mädel.
Ich bin mit Ihm zufrieden.
E bravo Faninal, Lei sa le convenienze.
Una ragazza giovane la serve con un vecchio Tokai.
Sono assai soddisfatto.
(a Octavian)
Mußt denen Bagatelladeligen immer zeigen,
daß nicht für unsresgleichen sich ansehn dürfen,
muß immer was von Herablassung dabei sein.
Ai nobili da burla devi sempre mostrare
che non possono dirsi nostri pari,
e ci dev’essere sempre un po’ di degnazione.
Octavian
(sarcastico)
Ich muß Deine Liebden sehr bewundern.
Hast wahrhaft große Weltmanieren.
Könnt’st einen Ambassadeur vorstellen heut oder
[morgen.
Eccellenza, devo ammirarti molto.
Hai davvero i modi del gran mondo.
Saresti un buon Ambassadeur, dall’oggi al domani.
Il Barone
(rude)
Ich hol’ mir jetzt das Mädel her.
Soll uns jetzt Konversation vormachen,
damit ich seh, wie sie beschlagen ist.
Adesso mi prendo la ragazza.
Deve mostrarci come sa conversare,
così vedo quanto è esperta.
(Attraversa la sala, prende Sophie per mano e la conduce con sé)
Eh bien! Nun plauder’ Sie uns eins, mir und dem Vetter
[Taverl.
Sag’ Sie heraus, auf was Sie sich halt in der Eh’ am
[meisten freut.
Eh bien! Chiacchieri un po’, con me e col cugino.

Ci racconti che cosa più Le piace nelle nozze.
(Si siede e vuole quasi mettersela in grembo)
Sophie
(si sottrae)
Wo denkt Er hin? Che idee ha in testa?
Il Barone
(placido)
Pah! Wo ich hindenk? Komm Sie da ganz nah zu mir,
dann will ich Ihr erzählen, wo ich hindenk.
Bah! Che ho in testa? Lei mi venga vicino,
e Le racconto quello che ho in testa.
(Stessa manovra, Sophie si sottrae con furia maggiore. Il Barone placido)
Wär’ Ihr leicht präferabel, daß man gegen Ihrer
den Ceremonienmeister sollt’ hervortun?
Mit «mill pardon» und «dévotion»
und «Geh da weg» und «hab’ Respeckt»?
Forse Lei preferisce che in Sua presenza
ci si esibisca da gran cerimoniere?
Con «mille pardons» e «servo Vostro»
e «orsù via» e «io m’inchino»?
Sophie
Wahrhaftig und ja gefiele mir das besser! Sì, davvero mi sembrerebbe meglio!
Il Barone
(ridendo)
Mir auch nicht! Da sieht Sie! Mir auch ganz und gar
[nicht!
Bin einer biedern offenherzigen Galanterie recht
[zugetan.
A me per niente! Guardi! Proprio per niente!

Io sono fatto per una cortesia semplice e schietta.
(Fa per baciarla, lei si difende con energia)
Faninal
(dopo aver offerto a Octavian una sedia che questi rifiuta, dice fra sé)
Wie ist mir denn! Da sitzt ein Lerchenau
und karessiert in Ehrbarkeit mein Sopherl, als wär’ sie
[ihm schon angetraut.
Und da steht ein Rofrano, grad’ als müßt’s so sein –
ein Graf Rofrano, sonsten nix, –
der Bruder vom Marchese Obersttruchseß.
Che mi succede! Siede là un Lerchenau
e con decoro vezzeggia Sofiuccia quasi fosse già sua.

E là c’è un Rofrano, proprio come cosa normale –
un conte Rofrano, niente meno, –
fratello del marchese Primo Siniscalco.
Octavian
(tra sé, con ira)
Das ist ein Kerl, dem möcht’ ich wo begegnen
mit meinem Degen da,
wo ihn kein Wachter schreien hört.
Ja, das ist alles, was ich möcht’!
Quel tipo lo vorrei incontrare
con la mia spada,
dove non ci fossero guardie a sentirlo strillare.
Sì, vorrei solo questo!
Sophie
(al Barone)
Ei, laß Er doch, wir sind nicht so vertraut! Mi lasci, insomma, non siamo così intimi!
Il Barone
(a Sophie)
Geniert Sie sich leicht vor dem Vetter Taverl?
Da hat Sie Unrecht. Hör’ Sie, in Paris,
wo doch die hohe Schul’ ist für Manieren,
gibts frei nichts,
was unter jungen Eheleuten geschieht
wozu man nicht Einladungen ließ ergehn
zum Zuschau’n, ja an den König selber.
Ha soggezione forse del giovane cugino?
In questo ha torto. Senta, a Parigi,
che è la migliore scuola di condotta,
non c’è proprio nessuna delle cose
che accadono tra giovani sposi,
alla quale non si diffondono inviti
per assistere, perfino al re in persona.
(Si intenerisce sempre più, Sophie non sa che fare)
Faninal
(tra sé)
Wär’ nur die Mauer da von Glas,
daß alle bürgerlichen Neidhammeln von Wien
sie en famille beisammen so sitzen sehn!
Dafür wollt’ ich mein Lerchenfelder Eckhaus geben,
[meiner Seel!
Fossero di vetro quei muri,
che tutti gli invidiosi borghesi di Vienna
li vedano seduti così, radunati en famille!
Darei la casa di cantone a Lerchenfeld, sull’anima mia!
Octavian
(furibondo)
Daß ich das Mannsbild sehen muß,
so frech, so unverschämt mit ihr.
Könnt ich hinaus und fort von hier!
Ch’io debba vedere quel figuro
così insolente e sfrontato con lei!
Potessi scappare via di qui!
Il Barone
(a Sophie)
Laß Sie die Flausen nur! Gehört doch jetzo mir!
Geht all’s recht. Sei Sie gut! Geht all’s so wie am
[Schnürl!
Ma smetta queste storie! Lei ora mi appartiene!
Tutto a posto. Sia buona! Ogni cosa va liscia!
(quasi fra sé, accarezzandola)
Ganz meine Maßen! Schultern wie ein Henderl!
Hundsmager noch – das macht nichts, aber weiß,
weiß mit einem Glanz, wie ich ihn ästimier!
Ich hab’ halt ja ein Lerchenauisch’ Glück!
Proprio le mie misure! Spalle di pollastrella!
Anche troppo magre – ma non importa, e bianche,
bianche, d’un candore come a me piace!
Eccola qua per me, la fortuna dei Lerchenau!
(Sophie si libera e si alza battendo i piedi a terra. Il Barone divertito)
Ist Sie ein rechter Capricenschädel! Una testolina capricciosa!
(Si alza e segue Sophie)
Steigt Ihr das Blut gar in die Wangen,
daß man sich die Hand verbrennt?
Addirittura Le monta il sangue in faccia,
tanto che ci si scotta la mano?
Sophie
(pallida e rossa per l’ira)
Laß Er die Hand davon! E Lei la mano la tenga giù!
(Con muto furore Octavian rompe il bicchiere che ha in mano, e scaglia i pezzi a terra)
Marianne
(corre verso Octavian con modi leziosi, raccoglie i pezzi e gli sussurra estasiata)
Ist recht ein familiärer Mann, der Herr Baron!
Man delectiert sich, was er all’s für Einfälle hat!
È un uomo cordialissimo, il Barone!
Si prova gusto a tutto ciò che inventa!
Il Barone
(vicinissimo a Sophie)
Geht mir nichts darüber!
Könnt’ mich mit Schmachterei und Zärtlichkeit
nicht halb so glücklich machen, meiner Seel!
Per me non c’è nulla di meglio!
Non mi darebbe, con moine e carezze,
neppure la metà di questo spasso, sull’anima mia!
Sophie
(gli butta in faccia, con asprezza)
Ich denk’ nicht dran, daß ich Ihn glücklich mach’! Non ci penso nemmeno a darLe spasso!
Il Barone
(bonario)
Sie wird es tun, ob Sie daran wird denken oder nicht. Lei lo farà, che Lei ci pensi o no.
Octavian
(tra sé, pallido d’ira)
Hinaus, hinaus und kein Adieu!
Sonst steh’ ich nicht dafür,
daß ich nicht was Verwirrtes tu!
Hinaus aus diesen Stuben! Nur hinaus!
Via, via, senza congedo!
Altrimenti non posso garantire
di non fare qualche sproposito!
Fuori da queste stanze! E basta!
(Nel frattempo sono entrati il notaio e lo scrivano, introdotti dal primo Maggiordomo di Faninal. Il Maggiordomo, sottovoce, annuncia il notaio al signore di Faninal; questi gli va incontro, verso il fondo, parla con lui e scorre una cartella di documenti che gli ha porto loscrivano)
Sophie
(tra i denti)
Hat nie kein Mann dergleichen Reden nicht zu mir
[geführt!
Nessun uomo non m’ha tenuto mai discorsi simili!
(furibonda)
Möcht’ wissen, was Ihm dünkt vor mir und Ihm.
Was ist Er denn zu mir?
Vorrei sapere che Si immagina di me e Lei.
Insomma, chi è Lei per me?

Il Barone
(bonario)
Wird kommen über Nacht,
daß Sie ganz sanft
wird wissen, was ich bin zu Ihr.
Ganz wie’s im Liedel heißt.Kennt Sie das Liedel?
«La la la la la –
Accadrà presto presto
che Lei impari
con dolcezza quel che sono per Lei.
Proprio come dice la canzone. La conosce?
«La la la la la –
(molto sentimentale)
wie ich dein Alles werde sein!
Mit mir, mit mir keine Kammer dir zu klein,
ohne mich, ohne mich jeder Tag dir so bang,
sarò tutto per te!
Nessuna stanzetta con me ti sarà stretta,
senza me, senza me ogni giorno un crepacuore,
(rozzo e sguaiato)
mit mir, mit mir keine Nacht dir zu lang.» ma con me, ma con me ogni notte ha poche ore.»
(Poiché egli la attira a sé con forza sempre maggiore, Sophie si libera e lo respinge con violenza)
Marianne
(ora accorrendo verso Sophie)
Ist recht ein familiärer Mann, der Herr Baron!
Man delectiert sich, was er all’s für Einfäll’ hat!
È un uomo cordialissimo, il Barone!
Si prova gusto a tutto ciò che inventa!
(Molto agitata, cerca di persuadere Sophie)
Was er all’s für Einfäll’ hat! Der Herr Baron! Ma quante mai ne inventa! Il signor Barone!
Octavian
(senza guardare ma non perdendo nulla di ciò che accade)
Ich steh auf glüh’nden Kohlen!
Ich fahr’ aus meiner Haut!
Ich büß’ in dieser einen Stund’
all’ meine Sünden ab.
Sto sui carboni ardenti!
Non riesco a tenermi!
Sconto tutti i peccati
con quest’ora soltanto.
Il Barone
(divertito, fra sé)
Wahrhaftig und ja! Ich hab’ halt ein Lerchenauisch’
[Glück!
Gibt gar nichts auf der Welt, was mich so enflammiert
und also vehement verjüngt als wie ein rechter Trotz!
Veramente! Eccola qua per me la fortuna dei Lerchenau!

E non c’è niente al mondo che mi dia tanto fuoco
e giovane vigore quanto un vero rifiuto!
(Faninal e il notaio, e dietro ad essi lo scrivano, si sono avanzati verso sinistra. Il Barone, come ha visto il notaio, senza immaginare ciòche Sophie provi, le dice in fretta:)
Doch gibt’s Geschäfte jetzt: muß mich dispensieren:
bin dort von Wichtigkeit. Indessen
der Vetter Taverl leistet Ihr Gesellschaft!
Ora tocca agli affari: devo chiedere scusa:
lì sono necessario. Nel frattempo
Le tiene compagnia il cugino Taverl!
Faninal
Wenn es jetzt belieben tät’, Herr Schwiegersohn! Se adesso Le aggrada, signor genero!
Il Barone
(in fretta)
Natürlich wird’s belieben. Mi aggrada certo.
(passando vicino a Octavian, che egli prende familiarmente per un braccio)
Hab’ nichts dawider,
wenn du ihr möchtest Äugerl machen, Vetter,
jetzt oder künftighin.
Ist noch ein rechter Rühr-nicht-an.
Betracht’s als förderlich, je mehr sie dégourdiert wird.
Ist wie bei einem jungen ungerittenen Pferd.
Kommt all’s dem Angetrauten letzterdings zugut,
wofern er sein eh’lich Privilegium
zu Nutz’ zu machen weiß.
Non ho niente in contrario
se lei fa l’occhietto languido, cugino,
adesso o anche dopo.
Ancora è una vera Non-toccatemi.
Io credo mio vantaggio quanto più è dégourdie.
È come con un puledro non domato
Alla fine torna tutto a profitto dello sposo,
purché egli sappia avvalersi
del proprio privilegio maritale.
(Il Barone si avvia verso sinistra. In quel mentre il servitore che ha introdotto il notaio, ha aperto la porta di sinistra. Faninal e il notaio si dispongono a entrare. Con un’occhiata il Barone squadra Faninal e gli fa intendere di tenere tre passi di distanza. Umilmente Faninal si fa indietro. Il Barone prende la precedenza, si accerta che Faninal sia discosto tre passi ed esce solennemente per la porta di sinistra. Gli sta dietro Faninal, poi il notaio, poi lo scrivano. Il domestico chiude la porta di sinistra ed esce, ma lascia aperta la doppia porta che dà nell’antisala. Il cameriere con il vassoio è già uscito in precedenza. A destra, Sophie sta in piedi, confusa e vergognosa. Vicino a lei, la Duegna continua a far riverenze verso la porta fino a che non si èchiusa)
Octavian
(guardandosi alle spalle per esser certo che gli altri se ne sono andati, si accosta rapido a Sophie, tremando d’emozione)
Wird Sie das Mannsbild da heiraten, ma cousine? Lei sposerà quel tipo, ma cousine?
Sophie
(fa un passo verso di lui, piano)
Nicht um die Welt! No, mai al mondo!
(con un’occhiata alla Duegna)
Mein Gott, wär’ ich allein mit Ihm!
Daß ich Ihn bitten könnt’! daß ich Ihn bitten könnt’!
Mio Dio, fossi sola con Lei!
Per poterLa pregare! Sì, pregare!
Octavian
(a mezza voce, rapido)
Was ist’s, das Sie mich bitten möcht? Sag’ Sie mir’s
[schnell!
Di che cosa vuol pregarmi? Dica in fretta!
Sophie
(gli si accosta di un altro passo)
O mein Gott, daß Er mir halt hilft! Und Er wird mir
nicht helfen wollen, weil es halt Sein Vetter ist.
Dio mio, solo che Lei mi aiuti! E Lei non vuole
aiutarmi perché quello, si sa, Le è cugino.
Octavian
(con impeto)
Nenn’ ihn Vetter aus Höflichkeit;
Gott sei Lob und Dank,
hab’ ihn im Leben vor dem gestrigen Tage nie gesehn!
Lo chiamo cugino per complimento;
sia ringraziato Iddio,
non l’ho mai visto prima di ieri in vita mia!
(Alcune delle donne di casa attraversano l’antisala correndo, inseguite dappresso dalla servitù del Barone. Il cameriere personale e quello con il cerotto sul naso danno la caccia a una ragazzetta graziosa e pericolosamente la costringono al muro quasi sulla soglia chedà nel salone)
Il primo Maggiordomo presso Faninal
(entra di corsa, sconvolto)
Die Lerchenau’schen sind voller Branntwein gesoffen
und geh’n auf’s Gesinde los, zwanzigmal ärger
als Türken und Croaten!
Quelli di Lerchenau si sono ingozzati d’acquavite
e si buttano sulle serve, venti volte più barbari
dei Turchi e dei Croati!
Marianne
Hol Er von unseren Leuten, wo sind denn die? Chiami i nostri domestici, dove sono finiti?
(Corre via col primo Maggiordomo; ai due assalitori strappano la preda e recano in salvo la ragazza; tutti si dileguano, l’antisala rimanevuota)
Sophie
(ora che non è sorvegliata, con voce più franca)
Zu Ihm hätt’ ich ein Zutraun, mon cousin,
so wie zu Niemand auf der Welt,
daß Er mir könnte helfen,
wenn Er nur den guten Willen hätt’!
Con Lei, mon cousin, avrei tanta fiducia
quanto con nessun altro al mondo,
che Lei potrebbe soccorrermi,
se soltanto mi fosse ben disposto!
Octavian
Erst muß Sie sich selber helfen,
dann hilf ich Ihr auch.
Tu Sie das erst für sich,
dann tu ich was für Sie.
Prima è Lei che deve soccorrere Se stessa,
poi La soccorro anch’io.
Faccia Lei per Sé la prima cosa,
poi qualcosa per Lei la farò anch’io.
Sophie
(fiduciosa, quasi intenerita)
Was ist denn das, was ich zuerst muß tun? Che cosa, dunque, devo fare anzitutto?
Octavian
(piano)
Das wird Sie wohl wissen! Lei lo saprà di certo!
Sophie
(con lo sguardo fisso su di lui)
Und was ist das, was Er für mich will tun?
Nun sag Er mir’s!
Che cosa è quello che Lei vuol fare per me?
Ormai me lo dica!
Octavian
(deciso)
Nun muß Sie ganz allein für uns zwei einsteh'n! Bene, tutta sola Lei deve battersi per noi due!
Sophie
Wie? Für uns zwei?
O sag’ Er’s noch einmal!
Che? Per noi due?
Oh, lo ridica ancora!
Octavian
(piano)
Für uns zwei! Per noi due!
Sophie
(con estasiato trasporto)
Ich hab’ im Leben so was Schönes nicht gehört! Nella vita non ho mai udito nulla di così bello!
Octavian
(più energico)
Für sich und mich muß Sie sich wehren
und bleiben, was Sie ist.
Per Sé e per me Lei deve difendersi
e restare com’è.
(Sophie gli prende la mano, si china e gliela bacia prima che egli possa ritirarla; Octavian la bacia sulla bocca; teneramente, mentre chiude tra le braccia Sophie che si è stretta a lui)
Mit Ihren Augen voll Tränen
kommt Sie zu mir, damit Sie sich beklagt,
vor Angst muß Sie an mich sich lehnen,
Ihr armes Herz ist ganz verzagt.
Und ich muß jetzt als Ihren Freund mich zeigen,
und weiß noch gar nicht, wie!
Mir ist so selig, so eigen,
daß ich dich halten darf:
Gib Antwort, aber gib sie mit Schweigen:
Bist du von selber so zu mir gekommen?
Ja, oder nein? Ja, oder nein?
Du mußt es nicht mit Worten sagen –
hast du es gern getan?
Sag’, oder nur aus Not?
Nur aus Not so alles zu mir hergetragen,
dein Herz, dein liebliches Gesicht?
Sag’, ist dir nicht, daß irgendwo
in irgendeinem schönen Traum
das einmal schon so war?
Spürst du’s wie ich?
Sag’: spürst du’s so wie ich?
Mein Herz und Seel’
wird bei Ihr bleiben,
wo Sie geht und steht,
bis in alle Ewigkeit.
Con gli occhi pieni di lacrime
Ella viene da me per dirmi i Suoi dolori,
nell’ansia Ella deve cercare in me un sostegno,
e il Suo povero cuore è disperato.
Io devo adesso dimostrarmi Suo amico,
e non so neppure come!
È una felicità così strana,
stringerti tra le braccia:
e ora rispondimi, ma col silenzio:
per tuo volere a me sei giunta?
Sì o no? Sì o no?
Ma non devi dirlo con le parole –
l’hai fatto volentieri?
Dimmi, o fu necessità?
Dunque, nella necessità qui m’hai portato
il tuo cuore e il dolce tuo viso?
Dimmi, non credi che già altrove,
in un sogno stupendo,
tutto questo è accaduto un tempo?
Non credi come io credo?
Di’, non lo credi?
Il mio cuore e l’anima
resteranno con Lei,
ove Lei vada o stia,
eternamente.

Sophie
(a lui)
Ich möchte mich bei Ihm verstecken
und nichts mehr wissen von der Welt.
Wenn Er mich so in Seinen Armen hält,
kann mich nichts Häßliches erschrecken.
Da bleiben möcht’ ich, da!
Und schweigen, und was mir auch gescheh’,
geborgen wie der Vogel in den Zweigen,
stillstehn und spüren: Er ist in der Näh!
Mir müßte angst und bang im Herzen sein,
statt dessen fühl’ ich nur Freud und Seligkeit
und keine Pein,
ich könnt’ es nicht mit Worten sagen!
Hab ich was Unrechtes getan?
Ich war halt in der Not!
Da war Er mir nah’!
Da war es Sein Gesicht,
Sein Auge jung und licht,
auf das ich mich gericht’,
Sein liebes Gesicht –
und seitdem weiß ich halt nichts,
nichts mehr von mir.
Bleib’ Du nur bei mir,
o bleib’ bei mir.
Er muß mir Seinen Schutz vergönnen,
was Er will, werd’ ich können:
bleib’ Er nur bei mir!
Tra le Sue braccia vorrei celarmi
e non sapere più nulla del mondo.
E se così vuol stringermi,
nessuna bruttura mi spaventa.
Qui io vorrei rimanere, qui!
E tacere, e accada quel che deve,
star quieta come un piccolo alato nel nido
tra i rami, ed esser certa: è qui vicino!
Il cuore ora dovrebbe essere impaurito,
io invece provo solo consolazione e gioia
e non angoscia,
ma nulla so dire con parole!
È male quel che ho fatto?
Sì, la necessità mi stringeva!
Ed ecco che L’ebbi a me vicino!
Qui era il Suo viso,
gli occhi giovani e puri,
verso cui mi son mossa,
quel viso caro –
e da allora nulla più comprendo,
di me nulla più.
Restami accanto, questo solo,
restami accanto.
Ella deve concedermi il Suo appoggio,
ciò che Ella vorrà, saprò fare:
solo che resti a me accanto!
(Dagli angoli di fondo, per le due porte nascoste si insinuano senza far rumore, a sinistra Valzacchi, a destra Annina; origliano. Lentamente procedono, cauti e silenziosi, in punta di piedi. [Octavian trae a sé Sophie, la bacia sulla bocca.] – In questo momento i due Italiani, proprio alle loro spalle, s’appiattano dietro le poltrone. – Ora balzano fuori, Annina afferra Sophie, Valzacchi tiene fermoOctavian)
Valzacchi, Annina
(strillando in due)
Herr Baron von Lerchenau! Herr Baron von Lerchenau! Signor Barone! Signor Barone di Lerchenau!
(Octavian balza di lato, verso destra)
Valzacchi
(ansimante ad Annina, mentre fatica a trattenerlo)
Lauf’ und ’ol’ Seine Gnade.
Snell, nur snell! Ik muß’ alten diese ’err!
Sua Grazia, corri, portalo qui.
Ma spicciati, però! io devo tenere ’sto signore!
Annina
Laß ich die Fräulein aus, lauft sie mir weg! Lascio la signorina e questa scappa!
In due
Herr Baron von Lerchenau!
Herr Baron von Lerchenau!
Komm zu seh’n die Fräulein Braut,
mit eine junge Cavalier!
Kommen eilig, kommen hier! Ecco!
Signor Barone di Lerchenau!
Signor Barone di Lerchenau!
Vieni a vedere la tua fidanzata,
sta con un giovanotto!
Venga di corsa, venga! Ecco!
(Il Barone entra dalla porta di sinistra. I due Italiani lasciano le loro vittime, soltanto da una parte all’altra, si inchinano al Barone con gesti molto eloquenti. Impaurita, Sophie sistringe a Octavian)
Il Barone
(con le braccia conserte studia il gruppo. Silenzio minaccioso)
Eh bien, Mamsell, was hat Sie mir zu sagen? Eh bien, Mam’selle, che ha da dirmi?
(Sophie tace. Il Barone, che non ha perso affatto la calma)
Nun, resolvier’ Sie sich! Be’, Si decida!
Sophie
Mein Gott, was soll ich sagen:
Er wird mich nicht versteh’n!
Dio mio, che posso dire:
Lei non mi capirebbe!
Il Barone
(bonario)
Das werden wir ja seh’n. È da vedere questo.
Octavian
(fa un passo verso il Barone)
Euer Liebden muß ich halt vermelden,
daß sich in Seiner Angelegenheit
was Wichtiges verändert hat.
Vostra Grazia, guardi, devo avvertirLa,
che nei Suoi affari qualcosa
di gran peso non è più come prima!
Il Barone
(bonario)
Verändert? Ei, nicht daß ich wüßt’! Non è più come prima? Non che io sappia!
Octavian
Darum soll Er es jetzt erfahren!
Die Fräulein...
Per questo è bene che La informi!
Madamigella...
Il Barone
Ei, Er ist nicht faul! Er weiß zu profitieren,
mit Seinen siebzehn Jahr! Ich muß Ihm gratulieren!
Ehi là, non perde tempo! Già a diciassette anni
Lei trova i Suoi vantaggi! Me ne compiaccio!
Octavian
Die Fräulein... Madamigella...
Il Barone
Ist mir ordentlich, ich seh’ mich selber!
Muß lachen über den Filou, den pudeljungen!
Mi pare normale e rivedo me stesso!
Mi fa sorridere il filou, il marmocchio!
Octavian
Die Fräulein... Madamigella...
Il Barone
Ei, sie ist wohl stumm und hat Ihn angestellt
für ihren Advokaten!
Ehi, ha perso la parola e ha designato Lei
per suo avvocato!
Octavian
Die Fräulein... Madamigella...
(Si interrompe di nuovo, come per far parlare Sophie)
Sophie
(impaurita)
Nein! Nein! Ich bring’ den Mund nicht auf, sprech Er für
[mich!
No! No! Non apro bocca, parli Lei!
Octavian
(deciso)
Die Fräulein... Madamigella...
Il Barone
(facendogli il verso)
Die Fräulein! Die Fräulein, die Fräulein, die Fräulein!
Ist eine Kreuzerkomödi, wahrhaftig!
Jetzt echapier Er sich, sonst reißt mir die Geduld.
Madamigella! Madamigella e madamigella!
Una dannata farsa, per davvero!
Ora si tolga di mezzo, o perdo la pazienza.
Octavian
(ben risoluto)
Die Fräulein, kurz und gut,
die Fräulein mag Ihn nicht.
Madamigella, dunque, detto chiaro,
madamigella non La vuole affatto.
Il Barone
(bonario)
Sei Er da außer Sorg’.Wird schon lernen mich mögen. Lei non si dia pensiero. Imparerà a volermi.
(verso Sophie)
Komm’ Sie da jetzt hinein, wird gleich an Ihrer sein,
die Unterschrift zu geben.
Venga adesso di là, presto toccherà a Lei,
a mettere la firma.
Sophie
(arretrando)
Um keinen Preis geh’ ich an Seiner Hand hinein!
Wie kann ein Cavalier so ohne Zartheit sein!
A nessun costo io entro là al Suo braccio!
Come può un cavaliere esser tanto sgarbato!
Octavian
(che ora si trova in mezzo, tra i due e la porta di sinistra, dice aspramente)
Versteht Er Deutsch? Die Fräulein hat sich resolviert;
sie will Euer Gnaden ungeheirat’ lassen
in Zeit und Ewigkeit!
Lo capisce il tedesco? Madamigella ha deciso;
e lascia Vostra Grazia senza nozze
ora e per sempre!
Il Barone
(nell’atteggiamento di chi ha fretta)
Mancari! Jungfernred! Ist nicht gehau’n und nicht
[gestochen!
Verlaub Sie jetzt!
E allora? Chiacchiere di ragazza! Sono niente!

Ora permetta!
(Prende Sophie per mano)
Octavian
(ponendosi davanti alla porta, a braccia aperte)
Wenn nur so viel in Ihm ist
von einem Cavalier,
so wird Ihm wohl genügen,
was Er g’hört hat von mir.
Se solo tanto è in Lei
di un vero cavaliere,
Le è sufficiente certo
ciò che ha udito da me.
Il Barone
(come se non avesse udito, dice a Sophie:)
Gratulier’ Sie sich nur, daß ich ein Aug’ zudrück’!
Daran mag Sie erkennen, was ein Cavalier ist!
Stia contenta soltanto che ora chiudo un occhio!
Ecco dove Ella vede un vero cavaliere!
(Fa l’atto di avanzare con Sophie, scansando Octavian)
Octavian
(pone mano alla spada)
Wird doch wohl ein Mittel geben,
Seinesgleichen zu bedeuten!
Ci sarà pure un mezzo,
per farla capire a gente come Lei!

Il Barone
(che non lascia Sophie, la spinge davanti a sé verso la porta)
Ei, schwerlich, wüßte nicht! Non credo, non saprei!
Octavian
(prorompendo)
Ich acht’ Ihn mit nichten
für einen Cavalier!
Non La ritengo affatto
un vero cavaliere!
Il Barone
(con grandezza)
Wahrhaftig, wüßt ich nicht, daß Er mich respektiert,
und wär’ Er nicht verwandt,es wär’ mir jetzo schwer,
daß ich mit Ihm nicht übereinander käm’!
Davvero non direi che Ella mi rispetti,
e se non fosse un congiunto, mi sarebbe difficile,
adesso non scontrarmi con Lei!
(Con apparente disinvoltura fa l’atto di condurre Sophie verso la porta centrale, dopo che gli Italiani gli hanno fatto vivacemente segno di prendere quella via)
Komm Sie! Geh’n zum Herrn Vater dort hinüber!
Ist bereits der nähere Weg!
Venga! Andiamo da Suo padre per di là!
È la via più breve, mi pare!
Octavian
Ich hoff’, Er kommt vielmehr jetzt mit mir hinters Haus,
ist dort ein recht bequemer Garten.
Spero invece che Lei scenda con me dietro la casa,
c’è un giardino adattissimo.
Il Barone
(continua a camminare, sforzandosi con simulata disinvoltura di condurre Sophie in quella direzione, e dice girandosi:)
Bewahre, wär’ mir jetzo nicht genehm.
Laß um Alls den Notari nicht warten.
Wär’ gar ein Affront für die Jungfer Braut!
Dio guardi, ora mi è scomodo.
Non voglio affatto che il notaio aspetti.
Poi sarebbe un affronto alla promessa sposa!
Octavian
(lo afferra per la manica)
Beim Satan, Er hat eine dicke Haut!
Auch dort die Tür passiert Er mir nicht!
Ich schrei’s Ihm jetzt in Sein Gesicht:
Ich acht’ Ihn für einen Filou,
einen Mitgiftjäger,
einen durchtriebenen Lügner und schmutzigen Bauer,
einen Kerl ohne Anstand und Ehr’!
Und wenns sein muß, geb’ ich Ihm auf dem Fleck die
[Lehr’!
Diavolo, pelle dura è la Sua!
Anche la porta là Lei non la passa!
Ora Glielo grido sul viso:
io La credo un filou,
un cacciatore di dote,
un astuto impostore e un sudicio villano,
un tipo senza decenza e senza onore!
Se deve essere, Le insegno la lezione qui sul posto!
(Sophie si è slacciata dal Barone e si è precipitata dietro Octavian. Restano a sinistra, quasi davanti alla porta)
Il Barone
(si ficca due dita in bocca e lancia un fischio sonoro. Poi)
Was so ein Bub’ in Wien mit siebzehn Jahr
schon für ein vorlaut’ Mundwerk hat.
Guarda,un pupo a Vienna di diciassette anni
che insolente linguaccia sa già essere.
(Gira gli occhi verso la porta di mezzo)
Doch Gott sei Lob, man kennt in hiesiger Stadt
den Mann, der vor Ihm steht,
halt bis hinauf zu kaiserlicher Majestät!
Man ist halt, was man ist,und braucht’s nicht zu
[beweisen.
Das laß’ Er sich gesagt sein und geb’ mir den Weg da
[frei.
Ma, grazie a Dio, in questa città tutti conoscono
l’uomo che Le sta innanzi,
senz’altro fino a Sua Maestà Imperiale!
Si è quel che si è e non occorre prova.

Se lo tenga per detto e ora mi dia il passo.
(La livrée del Barone si è schierata al completo nella porta di mezzo; egli se n’è accertato con un’occhiata alle sue spalle. Adesso procede verso i due, risoluto ad assicurarsi Sophie e l’uscita)
Wär’ mir wahrhaftig Leid,wenn meine Leut’ dahinten... Mi dispiacerebbe davvero se là dietro i miei uomini...
Octavian
(furibondo)
Ah, untersteht’ Er sich, seine Bedienten
hineinzumischen in unsern Streit.
Jetzt zieh’ Er oder gnad’ Ihm Gott!
E Lei ha il coraggio di mischiare
i Suoi servi alla nostra contesa.
Tragga la spada o Iddio l’assista!
(Trae la spada. A questa vista gli uomini del Barone, che s’erano già avanzati di alcuni passi, restano un po’ incerti e interrompono l’avanzata. Il Barone fa un passo per impossessarsi di Sophie. Octavian gli urla:)
Zum Satan, zieh’ Er oder ich stech’ Ihn nieder! Per il demonio, tragga la spada o La trapasso a morte!
Sophie
Ach Gott! Was wird denn jetzt geschehn? Dio mio, e ora che succede?
Il Barone
(indietreggia un poco)
Vor einer Dame, pfui! So sei Er doch gescheit! C’è una signora, vergogna! E faccia il bravo!
(Octavian gli si lancia contro furente. Il Barone estrae la spada, fa una sortita malaccorta e immediatamente la punta della spada di Octavian gli arriva sull’omero destro. I suoi servi accorrono. Il Barone mentre lasciacadere la spada)
Mord! Mord! Mein Blut, zu Hilfe! Mörder! Mörder!
[Mörder!
Un delitto! Un delitto! Il sangue, aiuto! Assassino!
[Assassino! Assassino!
(I servi si buttano su Octavian. Questi balza verso destra e li tiene a distanza roteando intorno a sé la spada come un fulmine. L’elemosiniere, Valzacchi e Annina accorrono dal Barone per sostenerlo e poi depositarlo su una delle sedie nel mezzo. Il Barone circondato dagli Italiani e dai suoi e invisibile alpubblico)
Ich hab’ ein hitzig’ Blut! Um Ärzt’! Um Leinwand!
Verband her! Um Polizei! Um Polizei!
Ich verblut’ mich auf eins, zwei, drei!
Aufhalten den! Um Polizei! Um Polizei! Um Polizei!
Sono di sangue caldo! I medici! Le garze!
Qui fasce! Polizia! Polizia!
In un momento resto dissanguato!
Tenetelo! Polizia! Polizia! Polizia!
Quelli di Lerchenau
(incalzando Octavian più per ostentazione che per decisione)
Den haut’s z’samm! Den haut’s z’samm!
Spinnweb her! Feuerschwamm!
Reißt’s ihm den Spadi weg!
Schlagt’s ihn tot auf’m Fleck!
A pezzi, fatelo a pezzi!
Portate mussola! E muffa caustica!
Strappategli la spada!
Stendetelo qui morto!
(Tutta la servitù di Faninal, anche le fantesche, i cucinieri, gli stallieri, è arrivata a precipizio alla porta centrale)
Annina
(di loro, arringandoli)
Der junge Cavalier
und die Fräulein Braut, versteht’s?
waren im Geheimen
schon recht vertraut, versteht’s?
Il cavaliere giovane
e la signorina fidanzata, capito?
in segreto
s’erano già bene intesi, capito?
(Valzacchi e l’elemosiniere tolgono la marsina al Barone, che geme senza sosta)
La servitù di Faninal
G’stochen is einer? Wer?
Der dort? Der fremde Herr?
Welcher? Der Bräutigam?
Packt’s den Duellanten z’samm!
Welcher is der Duellant?
Der dort im weißen G’wand!
Wer, der Rosenkavalier?
Wegen was denn? Wegen ihr?
Wegen der Braut?
Wegen der Liebschaft!
Angepackt! Niederg’haut!
Wütender Haß is!
Schaut’s nur die Fräulein an,
schaut’s wie sie blaß is!
Qualcuno è ferito? E chi è?
Laggiù, il signore forestiero?
Quale, dunque? Lo sposo?
Prendete l’aggressore!
Qual è l’aggressore?
Quello vestito di bianco!
Il cavaliere della rosa, lui?
Per quale motivo? Per lei?
Per la promessa sposa?
Per una tresca!
Preso! Steso!
È odio scatenato!
Guardate la ragazza,
guardatela in che stato!
Sophie
(davanti, a sinistra)
Alles geht durcheinand!
Furchtbar war’s, wie ein Blitz,
wie er’s erzwungen hat!
Ich spür’ nur seine Hand,
die mich umschlungen hat!
Ich verspür’ nichts von Angst,
Ich verspür nichts von Schmerz,
nur das Feuer, seinen Blick,
durch und durch, bis ins Herz!
Tutto ora si confonde!
Era tremendo, un fulmine,
come ha sbandato tutti!
Vedo solo il suo braccio
che a sé mi ha stretto!
Angoscia non ne sento,
dolore non ne sento,
sento il fuoco, il suo sguardo
giù giù, fino nel cuore!
Octavian
(mentre tiene a distanza gli assalitori)
Wer mir zu nah kommt,
der lernt beten!
Was da passiert ist,
kann ich vertreten!
Chi mi si accosta,
al cielo chiede aiuto!
Mi dico responsabile
di quello che è accaduto!
Quelli di Lerchenau
(lasciano perdere Octavian e corrono con ogni energia verso le donne che stanno lì presso)
Leinwand her! Verband machen!
Fetzen aus’m G’wand machen!
Vorwärts, keine Spanponaden,
Leinwand her für Seine Gnaden!
Portate stoffe! Fate le bende!
Strappate strisce dai vostri abiti!
Via, via, coraggio, non fate storie!
Portate bende per Sua Eccellenza!
(Si apprestano a impadronirsi, per il loro scopo, delle camicie delle ragazze più giovani e più carine. Tumulto fino a quando comincia a parlare Faninal. In questo momento la Duegna, che si era allontanata di corsa, rientra carica di bende, ansimante; dietro di lei due ragazze con spugna e catinella. Tutte circondano il Barone con sollecita assistenza)
Duenna
So ein fescher Herr! So ein groß Malheur!
So ein schwerer Schlag! So ein Unglückstag!
Un signore così fine! Quale grande sventura!
Quale colpo tremendo! Che giorno disgraziato!
Sophie
(chiamando disperata Octavian)
Liebster! Amato!
Octavian
(chiamando disperato Sophie)
Liebste! Amata!
(Faninal entra a precipizio dalla porta di sinistra, dietro di lui il notaio e lo scrivano, che restano fermi sulla porta, spaventati)
Il Barone
(se ne ode la voce, senza che se ne veda granche)
Ich kann ein jedes Blut mit Ruhe seh’n,
bloß das meinig nicht! Oh! Oh!
Resto calmo se vedo il sangue di chiunque,
ma non il mio! Oh! Oh!
(urlando alla Duegna)
So tu Sie doch was gescheidt’s, so rett’ Sie doch mein
[Leben!
Oh! Oh!
Ma faccia qualcosa di utile, mi salvi, dunque, la vita!

Oh! Oh!
(Sophie, come ha scorto suo padre, è corsa a destra sul davanti e sta ferma accanto a Octavian, che ora ripone la spada)
Annina
(a sinistra sul davanti, inchinandosi parla zelante a Faninal)
Der junge Cavalier
und die Fräulein Braut, Gnaden,
waren im Geheimen
schon recht vertraut, Gnaden!
Wir voller Eifer
für’n Herrn Baron, Gnaden!
haben sie betreten
in aller Devotion, Gnaden!
Il cavaliere giovane
e la signorina fidanzata, Eccellenza,
in segreto
s’erano già bene intesi, Eccellenza!
Noi tutto zelo
per il signor Barone, Eccellenza!
li abbiamo sorpresi
con tutto il rispetto, Eccellenza!
Faninal
(si mette le mani nei capelli ed esplode:)
Herr Schwiegersohn! Wie ist Ihm denn? Mein Herr und
[Heiland!
Daß Ihm in mein’ Palais das hat passieren müssen!
Gelaufen um den Medicus! Geflogen!
Meine zehn teuren Pferd’ zu Tod gehetzt!
Ja, hat denn Niemand von meiner Livree
dazwischen fahren mögen?! Füttr’ ich dafür
ein Schock baumlange Lackeln, daß mir solche Schand’
passieren muß in meinem neuchen Stadtpalais?
Signor genero! Come sta, dica! Signore mio benedetto!

Che sia toccato a Lei tutto ciò nel mio palazzo!
Di corsa dal medico! In volata!
Frustati a sangue i dieci cavalli migliori!
Certo, dei miei domestici nessuno
poteva mettersi in mezzo?! Per questo io ingrasso
un mucchio di rozzi bietoloni, perché uno scandalo tale
mi toccasse nel mio nuovo palazzo cittadino?
(rivolto a Octavian, con collera soffocata)
Hätt’ wohl von Euer Liebden eines and’ren Anstands
[mich verseh’n!
Mi sarei attesa da Vostra Grazia davvero tutt’altra
[educazione!
Il Barone
(gemendo)
Oh! Oh! Oh! Oh!
Faninal
(rivolto al Barone)
Oh, um das schöne freiherrliche Blut, was auf den
[Boden rinnt!
Oh, quel bel sangue nobile che bagna il pavimento!
(contro Octavian)
O pfui! So eine ordinäre Metzgerei. Vergogna! Questa è volgare macelleria.

Il Barone
Hab’ halt so ein jung’ und hitzig’ Blut.
Ist nicht zum Stillen! Oh!
Sono di sangue giovane e caldo.
Niente lo può arrestare! Oh!
Faninal
(aspro, furente, aggredendo Octavian)
War mir von Euer Liebden hochgräflichen Gegenwart
[allhier –
wahrhaftig einer andern Freud’ gewärtig.
Qui dalla nobile presenza di Vostra Grazia –

mi pregustavo tutt’altra gioia.
Octavian
(cortesemente)
Er muß mich pardonnieren.
Bin außer Maßen sehr betrübt über den Vorfall.
Bin aber außer Schuld. Zu einer mehr gelegenen Zeit
erfahren Euer Liebden wohl den Hergang
aus Ihrer Fräulein Tochter Mund.
Ella mi deve perdonare.
Per l’incidente sono afflitto oltre misura.
Ma sono senza colpa. In un momento più adatto
saprà la Vostra Grazia bene i fatti
dalla bocca della signorina Sua figlia.
Faninal
(contenendosi a fatica)
Da möcht’ ich recht sehr bitten! Non chiederei di meglio!
Sophie
(decisa)
Wie Sie befehlen, Vater. Werd’ Ihnen Alles sagen.
Der Herr dort hat sich nicht so, wie er sollt’, betragen.
Come comanda, padre. Le dirò tutto.
Quel signore là non ha agito come doveva.
Faninal
(con ira)
Ei, von wem red’t Sie da? Von Ihrem Herrn Zukünft’gen?
Ich will nicht hoffen, wär’ mir keine Manier.
Ehi, di chi parlate Voi? Del Vostro fidanzato?
Spero di no, ché non mi sembra il modo.
Sophie
(tranquilla)
Ist nicht der Fall. Seh’ ihn mit nichten an dafür. Non è il mio caso. Per me colui non è più nulla.
Faninal
(con ira sempre maggiore)
Sieht ihn nicht an? Non è più nulla?
Sophie
Nicht mehr. Bitt’ Sie dafür um gnädigen Pardon. No, nulla più. La supplico di darmene indulgenza.
Faninal
(dapprima cupo tra sé, prorompendo poi in furore aperto)
Sieht ihn nicht an. Nicht mehr. Mich um Pardon!
Liegt dort gestochen.
Non è più nulla. Non più. La mia indulgenza!
Là disteso ferito.
(con asprezza)
Steht bei ihr. Der Junge. E sta con lei. Il ragazzo.
(prorompendo)
Blamage! Mir auseinander meine Eh’.
Alle Neidhammeln von der Wieden und der Leimgruben
auf! In der Höh! Der Medicus. Stirbt mir womöglich.
Che offesa! Il mio matrimonio a pezzi.
Tutti i gelosi della Wiede e Leimgrube
felici, trionfanti! Il medico. Come niente mi muore.
(a Sophie, nel massimo furore)
Sie heirat’ ihn! Ve lo sposate!
(Entra il medico e si avvicina subito al Barone per fasciarlo. Faninal si rivolge a Octavian, mentre il rispetto per il Conte Rofrano attutisce la sua rudezza in stridula cortesia)
Möcht’ Euer Liebden recht in aller Devotion
gebeten haben, schleunig sich von hier zu retirieren,
und nimmer wieder zu erscheinen!
Con tutto il riguardo vorrei pregare
la Grazia Vostra di ritirarsi in fretta,
e di mai più comparire!
(a Sophie)
Hör’ Sie mich!
Sie heirat’ ihn, und wenn er sich verbluten tät’,
so heirat’ Sie ihn als Toter!
Ascoltatemi Voi!
Ve lo sposate, e caso mai si dissangua,
lo sposate da morto!
(Con gesti rassicuranti il medico fa intendere che il ferito non corre nessun pericolo. Octavian cerca il cappello, che era finito sotto i piedi della servitù. Una ragazza gli porge il cappello con un inchino. Faninal fa a Octavian una riverenza esageratamente cortese, ma indiscutibile. Octavian deve andare, però vorrebbe intensamente dire ancora una parola a Sophie. Prima di tutto risponde alla riverenza di Faninal, con un gesto di ossequio altrettanto profondo)
Sophie
(si affretta a dire ancora questo, perché Octavian abbia il tempo di udirlo. Con un inchino)
Heirat’ den Herrn dort nicht lebendig und nicht tot!
Sperr’ zuvor in meine Kammer mich ein.
Quel signore io non lo sposo né vivo né morto!
Prima mi chiudo dentro in camera.
Faninal
(con furore e dopo che ha fatto verso Octavian un altro inchino iroso, al quale Octavian risponde subito)
Ah! Sperrst dich ein! Sind Leut’ genug im Haus,
die dich in Wagen tragen werden.
Ah! Ti chiudi dentro! Ci son servi abbastanza in questa
[casa
che potranno trascinarti in carrozza.
Sophie
(con una nuova riverenza)
Spring’ aus dem Wagen noch, der mich zur Kirche fährt! Salto anche dalla carrozza che mi conduce in chiesa!
Faninal
(ripete la stessa scena tra lui e Octavian, il quale fa ancora un passo verso l’uscita, ma in questo momento non sa staccarsi da Sophie)
Ah! Springst noch aus dem Wagen! Na, ich sitz’ neben
[dir,
und werde dich schon halten!
Ah! Anche dalla carrozza salti! Sì, ti siedo vicino,

e sta’ sicura, ti tengo!
Sophie
(con una nuova riverenza)
Geb’ halt dem Pfarrer am Altar
Nein anstatt Ja zur Antwort!
Al curato all’altare
do un no invece di sì come risposta!
(Il primo Maggiordomo intanto, fa allontanare la gente. La scena si vuota. Solo quelli di Lerchenau restano vicini al loro signore)
Faninal
(sempre la stessa scena)
Ah! Gibst Nein anstatt Ja zur Antwort.
Ich steck’ dich in ein Kloster. Stante pede!
Marsch! Mir aus meinen Augen! Lieber heut’ als morgen!
Auf Lebenszeit!
Ah! Dài un no invece di sì come risposta.
Io ti ficco in convento. Stante pede!
Marsch! Via dai miei occhi! Meglio adesso che poi!
Tutta la vita!
Sophie
(spaventata)
Ich bitt’ Sie um Pardon! Bin doch kein schlechtes Kind!

Vergeben Sie mir nur dies eine Mal.
Chiedo la Sua indulgenza! Non sono certo una figlia
[cattiva!
Mi perdoni soltanto questa volta.
Faninal
(si chiude le orecchie, furibondo)
Auf Lebenszeit! Auf Lebenszeit! Tutta la vita! Tutta la vita!
Octavian
(rapido a mezza voce)
Sei Sie nur ruhig, Liebste, um Alles!
Sie hört von mir!
Si calmi, amore mio, La supplico!
Avrà un mio cenno!
(La Duegna spinge Octavian ad allontanarsi)
Faninal
Auf Lebenszeit! Tutta la vita!
Duenna
(trascina con sé Sophie verso destra)
So geh’ doch nur dem Vater aus den Augen! Ma togliti dagli occhi tuo padre!
(Trascina Sophie per la porta a destra che poi chiude. Octavian è uscito per la porta centrale. Circondato dalla sua servitù, dalla Duegna e due ragazze, dagli Italiani e dal medico, il Barone è ora ben visibile in tutta la figura su un giaciglio creato alla meglio con alcune sedie)
Faninal
(grida ancora verso la porta di destra, dalla quale è uscita Sophie)
Auf Lebenszeit! Tutta la vita!
(Si affretta verso il Barone)
Bin überglücklich! Muß Euer Liebden embrassieren! Sono così felice! Devo abbracciare la Grazia Vostra!
Il Barone
(al quale Faninal ha causato dolore con l’abbraccio)
Oh! Oh! Jesus, Maria! Oh! Oh! Gesù, Maria!
Faninal
(verso destra, con nuovo furore)
Luderei! Ins Kloster! Svergognata! In convento!
(verso la porta centrale)
Ein Gefängnis!
Auf Lebenszeit!
Una prigione!
Tutta la vita!
Il Barone
Is gut! Is gut! Ein Schluck von was zu trinken. Bene, bene così! Da bere, un sorso di qualcosa.
Faninal
Ein Wein? Ein Bier? Ein Hyppokras mit Ingwer? Del vino? Della birra? Un amaro con zenzero?
(Il medico fa un segno di diniego con preoccupazione. Faninal lamentoso)
So einen Herrn zurichten miserabel,
in meinem Stadtpalais! Sie heirat’ Ihn um desto früher!
Bin Manns genug!
Ridurre un gentiluomo in questo stato,
nel mio palazzo! Colei sarà Sua moglie anche più presto!
Parola d’uomo!
Il Barone
(debole)
Is gut! Bene!
Faninal
(verso la porta di sinistra, con acceso furore)
Bin Manns genug! Parola d’uomo!

Il Barone
Is gut! Bene!
Faninal
(al Barone)
Küß’ Ihm die Hand für seine Güt’ und Nachsicht.
Gehört alls Ihm im Haus. Ich lauf’, ich bring’ Ihm –
Bacio le mani per la bontà e clemenza.
Nella mia casa Le appartiene tutto. Corro, Le porto –
(verso destra)
Ein Kloster ist zu gut. Il convento va bene.
(al Barone)
Sei’n außer Sorg’. Lei stia tranquillo.
(molto umilmente)
Weiß, was ich Satisfaction Ihm schuldig bin. So quale soddisfazione Le è dovuta.
(Si precipita fuori. Escono anche la Duegna e le ragazze. Durante la scena precedente sono sgusciati via i due Italiani)
Il Barone
(rimasto solo con i suoi servitori e con il medico sollevandosi un po’)
Da lieg’ ich! Was einem Cavalier nit alls passieren kann
in dieser Wienerstadt.
Wär’ nicht mein Gusto hier. Da ist ein’ gar zusehr in
[Gottes Hand.
Wär’ lieber daheim.
Eccomi qua! A un cavaliere che cosa mai non capita
in questa grande Vienna.
Qui non mi piacerebbe. Tutto è troppo affidato alla
[grazia di Dio.
Vorrei essere a casa.
(È entrato un cameriere per servire una brocca di vino. Il Barone vuole bere e fa un gesto che gli provoca il dolore al braccio)
Oh! Oh! Der Satan! Oh! Oh! Sakermentsverfluchter Bub’!
Nit trocken hinter’m Ohr und fuchtelt mit’n Spadi.
Oh! Oh! Demonio! Oh! Oh! Ragazzo maledetto!
Ha ancora il latte in bocca e sventola la spada.
(con ira sempre maggiore)
Wällischer Hundsbub’ das! Dich sollt’ ich nur erwischen,
in’ Hundezwinger sperr’ ich dich ein, bei meiner Seel’,
in’ Hühnerstall, in’ Schweinekofen –
tät’ dich couranzen! Sollst alle Engel singen hör’n.
Quel cagnetto italiano! Se solo potessi acchiapparti,
ti chiudo nel canile, sull’anima mia,
nel pollaio, nella stalla dei porci –
se ti pestassi! Ascolteresti i Serafini in cielo.
Quelli di Lerchenau
(prendono subito un attitudine torva e minacciosa in direzione della porta dalla quale è uscito Octavian. Con voce cupa)
Wenn ich dich erwisch’,
du liegst unterm Tisch,
wart’, dich richt’ ich zu,
wällischer Filou!
Quando t’ho preso,
finisci steso,
stendo la mano,
ladro italiano!
Il Barone
(al cameriere di Faninal, che attende)
Schenk’ er mir ein da, schnell! Mi versi adesso, svelto!
(Il medico versa e gli porge il calice. Il Barone con spirito via via migliore)
Und doch, muß lachen, wie sich so ein Loder
mit seinen siebzehn Jahr’ die Welt imaginiert:
meint, Gott weiß, wie er mich contreveniert, –
ha ha! umgekehrt ist auch gefahren! Möcht’ um all’s
[nicht,
daß ich dem Mädel sein rebellisch’ Aufbegehren nicht
[verspüret hätt’!
Eppure mi fa ridere come un birbante
s’immagina il mondo a diciassette anni:
Dio sa come, egli crede di poter contrastarmi, –
ah ah! È andata all’incontrario! E certo non vorrei,

non aver assaggiato nella bimba il suo ribelle umore!
(sempre più sereno)
’s gibt auf der Welt nichts, was mich so enflammiert
und also vehement verjüngt als wie ein rechter Trotz.
E non c’è niente al mondo che mi dia tanto fuoco
e giovane vigore quanto un vero rifiuto.
Quelli di Lerchenau
(con voce cupa)
Wart’, dich hau’ i z’samm,
wällischer Filou,
wart’, dich hau’ i z’samm,
daß dich Gott verdamm’!
Bada, ti faccio a pezzi,
italiano birbante,
bada, ti faccio a pezzi,
e che Dio ti sbattezzi!
Il Barone
(volgendosi al medico)
Herr Medicus, verfüg’ Er sich voraus!
Mach’ Er das Bett
Signor medico, vada Lei avanti!
E mi prepari il letto
(con una certa esitazione)
aus lauter Federbetten!
Ich komm’, erst aber trink’ ich noch! Marschier’ Er nur
[indessen.
soltanto di piumini!
Arrivo, bevo ancora qualcosa. Intanto Lei proceda.
(Il medico si allontana con il cameriere personale. Dall’antisala è arrivata Annina e scivola furtivamente dentro, una lettera in mano. IlBarone tra sé, vuotando il secondo bicchiere)
Ein Federbett. Zwei Stunden noch zu Tisch. Werd’
[Zeitlang haben.
«Ohne mich, ohne mich, jeder Tag dir so bang,
mit mir, mit mir, keine Nacht dir zu lang.»
Un bel piumino. Due ore per la cena. Sarà una noia.

«Senza me, senza me ogni giorno un crepacuore,
ma con me, ma con me ogni notte ha poche ore.»
(Annina si piazza in modo che il Barone debba vederla e con la lettera gli fa cenni misteriosi)
Für mich? Per me?
Annina
(più vicina)
Von der Bewußten. Dalla ben nota.
Il Barone
Wer soll damit g’meint sein? Di chi mai parli?
Annina
(vicinissima)
Nur eigenhändig insgeheim zu übergeben. Da consegnare a mano in gran segreto.
Il Barone
Luft da! Aria voi!
(I camerieri si ritirano, senza complimenti prendono la brocca del vino a quelli di Faninal e la tracannano tutta)
Zeig’ Sie den Wisch! Mostratemi il biglietto!
(Afferra la lettera con la sinistra. Tenta di leggerla tenendola molto distante)
Such’ Sie in meiner Tasch’ meine Brillen. Cercatemi gli occhiali nella tasca.
(diffidente)
Nein! Such’ Sie nicht. Kann sie Geschriebnes lesen?
Da!
No! Non cercate. Lo capite uno scritto?
Eccolo!
Annina
(prende la lettera e legge)
«Herr Cavalier! Den morgigen Abend hätt’ i frei.
Sie ham mir schon g’falln, nur g’schamt
hab i mi vor die fürstli’n Gnade,
weil i noch gar so jung bin. Das bewußte Mariandel,
Kammerzofel und Verliebte.
Wenn der Herr Cavalier den Namen nit schon vergessen
[hat.
I wart’ auf Antwort.»
«Signor Cavaliere! Sarei libera domani sera.
Voi mi piacevate assai, solo vergogna
avevo di Sua Eccellenza la Signora,
perché sono ragazzina proprio. La Mariandel che Voi
[sapete,
fantesca e innamorata.
Se il signor Cavaliere il nome non se l’è già scordato.
Aspetto una risposta.»
Il Barone
(deliziato)
Sie wart’ auf Antwort!
Geht all’s recht am Schnürl, so wie z’ Haus’
und hat noch einen andren Schick dazu.
Aspetta una risposta!
Davvero ogni cosa va liscia, come a casa
ma qui c’è in più un diverso buongusto.
(molto allegro)
Ich hab’ halt schon einmal ein Lerchenauisch’ Glück. Eccola sempre qua la fortuna dei Lerchenau.
(soddisfatto)
Komm’ Sie nach Tisch, geb’ Ihr die Antwort nachher
[schriftlich.
Venite dopo cena e Vi consegno una risposta scritta.
Annina
Ganz zu Befehl, Herr Cavalier. Vergessen nicht die Botin? Signore, sempre agli ordini. Ma non si scorda
[l’ambasciatrice?
Il Barone
(tra sé, fingendo di non udirla)
«Ohne mich, ohne mich, jeder Tag dir so lang.» «Senza me, senza me ogni giorno ha troppe ore.»
Annina
(più insistente)
Vergessen nicht der Botin, Euer Gnade! Non si scordi dell’ambasciatrice, Eccellenza!
Il Barone
Schon gut.
«Mit mir, mit mir, keine Nacht dir zu lang.»
Bene così.
«Accanto a me, accanto a me ogni notte ha poche
[ore.»
(Annina fa a gesti un’altra richiesta di soldi. Il Barone ad Annina)
Das später. All’s auf einmal. Dann zum Schluß.
Sie wart’ auf Antwort. Tret’ Sie ab indessen.
Schaff’ Sie ein Schreibzeug in mein Zimmer hin dort
[drüben,
daß ich die Antwort dann diktier!
Ma dopo.Tutto insieme quando sarà fatta.
Quella aspetta un biglietto. Andatevene adesso.
Procurate che ci sia da scrivere nella stanza di sopra,

in modo che Vi detto la risposta!
(Annina si allontana non senza aver dimostrato, con un gesto minaccioso alle spalle del Barone, che presto si vendicherà dell’avarizia di lui. Il Barone beve ancora un ultimo sorso, poi, accompagnato dai suoi uomini, si avvia, calmo e placido, alla sua stanza)
«Mit mir, mit mir, keine Nacht dir zu lang.» «Ma con me, ma con me ogni notte ha poche ore.»
(Il sipario cala lentamente. Fine del secondo atto)

TERZO ATTO
Una stanza riservata in una locanda. In fondo a sinistra un’alcova in cui c’è un letto. L’alcova si può nascondere con una tenda che uno tira a proprio comodo. A sinistra, a metà, un caminetto col fuoco e sopra uno specchio. Sul davanti, sempre a sinistra, una porta in comunicazione con la stanza accanto. Di fronte al camino c’è una tavola apparecchiata per due persone e su questa un grande candelabro a più braccia. In fondo, nel mezzo, porta sul corridoio. Vicino, a destra, una credenza. A destra, indietro, una finestra cieca, più avanti una finestra sulla via. Candelieri con candele sulla credenza, sul camino e pure alle pareti. Nei candelieri sul camino arde solo una candela ognuno. La stanza è semibuia. Nella stanza c’è Annina, vestita da signora in lutto. Valzacchi le accomoda il velo, qua e là tira la veste per assestarla, si scosta, osserva, trae dalla tasca un carboncino e la trucca sotto gli occhi. Cautamente si apre la porta di sinistra, una testa appare e scompare, poi dalla porta in fondo arriva di soppiatto una vecchia dall’aspetto non proprio rassicurante, ma decorosamente vestita, apre senza rumore la porta e fa entrare rispettosamente Octavian in abiti femminili, con in capo una cuffietta come portano le ragazze della borghesia. Octavian, seguito dalla vecchia, si dirige verso gli altri due ed è subito visto da Valzacchi, che interrompe le sue faccende e si inchina davanti a Octavian. Annina non riconosce subito il travestito, non può nascondere lo stupore, poi fa una profonda riverenza. Octavian mette la mano in tasca (non come una signora bensì come un uomo, e vediamo che sotto la crinolina indossa abiti da uomo e stivali senza speroni) e getta a Valzacchi una borsa. Valzacchi e Annina gli baciano le mani, poi Annina gli aggiusta ancora lo scialle. Entrano anche da sinistra, con ogni precauzione, cinque uomini equivoci. Con un cenno Valzacchi fa capir loro di attendere. Essi restano a sinistra presso la porta. Un orologio suona la mezza. Valzacchi tira fuori il suo orologio e mostra a Octavian che il tempo stringe. Octavian esce in fretta da sinistra, seguito dalla vecchia che fa la parte della sua accompagnatrice. Annina va allo specchio (sempre con circospezione, evitando qualsiasi rumore), si accomoda ancora, poi tira fuori un foglio da cui sembra che impari una parte. Valzacchi accompagna sul davanti i tipi equivoci, mentre esprime con tutte le mosse la necessità di un’estrema cautela. I tipi equivoci lo seguono in punta di piedi nel mezzo della scena. A uno di essi egli fa cenno di seguirlo: piano, pianissimo. Lo conduce verso la parete di destra, apre silenziosamente una botola vicina alla tavola apparecchiata, invita l’uomo a scendere giù e la richiude. Chiama a sé con un gesto altri due, li precede furtivamente verso la porta di ingresso, mette fuori la testa, si accerta che nessuno possa vedere, fa un cenno ai due e li fa uscire. Chiude poi la porta, conduce gli ultimi due, silenziosamente, alla porta che dà sulla stanza accanto e li spinge fuori. Fa cenno ad Annina di avvicinarsi e con lei esce cauto da sinistra, chiudendo la porta dietro di sé, senza rumore. Dopo un attimo rientra, batte le mani. Quello che si era nascosto si solleva su dal pavimento fino alla vita. Nello stesso momento appaiono delle teste sopra al letto e in altri punti. A un gesto di Valzacchi scompaiono altrettanto improvvisamente, gli sportelli segreti si chiudono senza rumore. Valzacchi guarda l’orologio un’altra volta, va verso il fondo, apre la porta d’entrata, poi trae di tasca un acciarino e comincia ad accendere con sollecitudine le candele sulla tavola. Un cameriere e un garzone entrano correndo con due pertiche per accendere le candele. Accendono i candelieri sul camino, sulla credenza, poi i numerosi candelieri sporgenti dalle pareti. Hanno lasciato aperta la porta alle loro spalle, si ode musica da ballo dall’antisala sul fondo. Valzacchi corre alla porta centrale, apre con modi premurosi anche il secondo battente, con un inchino salta da un lato. Appare il Barone Ochs, il braccio bendato ad armacollo, con Octavian al suo fianco sinistro, e dietro il cameriere personale. Il Barone studia la stanza. Octavian si guarda intorno, corre allo specchio, si accomoda i capelli. Il Barone nota il cameriere e il garzone che intendono accendere ancora altre candele e fa loro cenno che la smettano. Nel loro impegno essi non se ne accorgono. Impaziente, il Barone tira giù il garzone dalla sedia su cui era salito, smorza con la mano qualcuna delle candele che raggiunge. Valzacchi, con discrezione, indica al Barone l’alcova e, peruna fessura della tenda, il letto.
[Preludio e Pantomima]
L’Oste
(accorre con vari Camerieri per ossequiare l’ospite di riguardo)
Hab’n Euer Gnaden noch weitre Befehle? Sua Eccellenza comanda altro?
Quattro Camerieri
Befehln mehr Lichter? Comanda più luce?
L’Oste
Ein größeres Zimmer? Una stanza più grande?
I Camerieri
Befehln mehr Lichter auf dem Tisch? Mehr Silber? Vuole più luce a tavola? Più argenteria?
Il Barone
(con una salvietta che ha preso dal tavolo e ha spiegato, attende con furia a spegnere tutte le candele che riesce a raggiungere)
Verschwindt’s? Macht mir das Madel net verruckt!
Was will die Musi? Hab sie nicht bestellt.
Sparite o no? Non atterritemi la signorina!
Che ci fa quella musica? Non l’ho richiesta.
(Continua a spegnere candele)
L’Oste
Schaffen vielleicht, daß man sie näher hört?
Im Vorsaal da, is Tafelmusi!
Ordina forse che si senta meglio?
È nella prima sala, accompagna la cena.
Il Barone
Laß Er die Musi, wo sie ist. Lasciate la musica dov’è.
(Nota la finestra a destra nel fondo, dietro alla tavola apparecchiata)
Was ist das für ein Fenster da? Là, che finestra è quella?
L’Oste
Ein blindes Fenster nur. Una finestra cieca.
(Si inchina)
Darf aufgetragen werd’n? Possiamo servire?
(Tutti e cinque i Camerieri sono pronti a scattare)
Il Barone
Halt, was woll’n die Maikäfer da? Fermi, che vogliono là quei mosconi?
Tre Camerieri
(già sulla porta)
Servier’n, Euer Gnaden. ServirLa, Eccellenza.
Il Barone
(fa cenno di no)
Brauch niemand nicht. Di nessuno ho bisogno.
(poiché non se ne vanno, irritato)
Packts Euch! Servieren wird mein Kammerdiener da:
einschenken tu ich selber.Versteht Er?
Filate via! Mi servirà il cameriere mio:
e verso io stesso. Intesi?
(Valzacchi fa loro segno di obbedire senza replicare ai comandi di Sua Eccellenza. Li spinge tutti fuori della porta. Il Barone a Valzacchi)
Er ist ein braver Kerl. Bravo giovinotto.
(Continua a spegnere altre candele e con una certa fatica anche quelle che ardono alte alla parete)
Wenn Er mir hilft, die Rechnung runterdrucken,
dann fallt was ab für Ihn.Kost’ sicher hier ein
[Martergeld.
Se m’aiutate a tener basso il conto,
ci scappa qualcosa anche per Voi. Certo qui costa un
[accidente.
(Tra inchini Valzacchi esce. Octavian ora è pronto. Il Barone lo accompagna a tavola, si siedono. Alla credenza il Lacchè guarda con sfacciata curiosità lo svolgimento del tête-à tête e dalla credenza mette sulla tavola da pranzo boccali di vino. Il Barone mesce. Octavian assaggia. Il Barone gli bacia la mano. Octavian gliela sottrae. Il Barone fa cenni al Lacchè che se ne vada, ma è costretto a ripeterli molte volte sinché quello finalmente esce)
Octavian
(allontana il bicchiere)
Nein, nein, nein, nein! I trink kein Wein. No no, no no! Non bevo vino.
Il Barone
Geh, Herzerl, was denn? Mach doch keine Faxen. Andiamo, tesoro, che c’è? Non fare storie.
Octavian
Nein, nein, nein, nein, i bleib net da. No no, no no, qui non ci resto.
(Salta su e fa mostra di voler andar via)
Il Barone
(la agguanta con la sinistra)
Sie macht mich deschparat. Così mi fa ammattire.
Octavian
Ich weiß schon, was Sie glaub’n! O Sie schlimmer Herr! Lo so, lo so che pensa. Il signore è cattivo!
Il Barone
(a gran voce)
Saperdipix! Ich schwör bei meinem Schutzpatron. O caspita! Glielo giuro sul Santo del mio nome.
Octavian
(finge grande spavento e, come se si sbagliasse, corre verso l’alcova invece che verso la porta, spalanca la tenda, vede il letto. Cade in un esagerato stupore e tutto confuso torna indietro in punta di piedi)
Jesus Maria, steht a Bett drin, a mordsmäßig großes.
Ja mei, wer schlaft denn da?
Gesummaria, la dentro ci sta un letto, enormissimo.
Accidenti, e chi ci dorme?
Il Barone
(lo riconduce a tavola)
Das wird Sie schon sehen. Jetzt komm Sie. Setz’ Sie
[sich schön.
Kommt gleich wer mit’n Essen. Hat Sie denn keinen
[Hunger nicht?
Lo vedrà presto. Ora venga e si sieda per benino.

Subito arriva qualcuno con la cena. Nessuna fame,
[dunque?
(Gli cinge la vita con la sinistra)
Octavian
(lancia al Barone occhiate languide)
O weh! Wo Sie doch ein Bräutgam tun sein! Ahi, ahi! Ma Lei è fidanzato!
(Lo respinge)
Il Barone
Ach laß Sie schon einmal das fade Wort!
Sie hat doch einen Kavalier vor sich
und keinen Seifensieder:
ein Kavalier läßt alles,
was ihm nicht conveniert,
da draußen vor der Tür. Hier sitzt kein Bräutigam
und keine Kammerjungfer nicht:
hier sitzt mit seiner Allerschönsten ein Verliebter beim
[Souper.
Via, via, lasci perdere questa parola sciocca!
Un cavaliere Lei ha davanti a sé
e non un bottegaio:
un cavaliere lascia
laggiù fuori la porta
quello che lo disturba. Qui non c’è fidanzato
e non c’è cameriera:
qui c’è un innamorato a un souper con la diletta.
(Lo attira a sé. Con civetteria Octavian si getta all’indietro sulla sedia, gli occhi socchiusi. Il Barone si solleva, il momento del primo bacio gli sembra giunto. Quando il suo volto è vicinissimo a quello della compagna, lo colpisce improvvisamente la somiglianza con Octavian. Si ritrae e involontariamente si afferra il braccio ferito)
Ist ein Gesicht! Verfluchter Bub!
Verfolgt mich also wacher und im Traum!
E quella faccia! Dannato ragazzino!
Mi perseguita nei sogni e da sveglio!
Octavian
(apre gli occhi e lo guarda con sfacciata civetteria)
Was meint Er denn! Che sta dicendo?
Il Barone
Siehst einem ähnlich, einem gottverfluchten Kerl! Sei uguale a uno, una canaglia maledetta!
Octavian
Ah geh! Das hab i no net g’hört! Ma va’! Non l’ho sentito mai.
(il Barone, ora che è nuovamente sicuro che si tratta della cameriera, si sforza di fare un sorriso. Ma lo spavento non gli è ancora andato via tutto dalle ossa. Deve tirare il fiato, e così il bacio si rimanda. L’uomo dentro la botola la apre e compare troppo presto. Octavian, che gli siede di fronte, con prontezza gli indica di sparire. L’uomo sparisce subito. Il Barone, il quale ha fatto due passi per scuotersi di dosso lo spiacevole effetto e ora vuole abbracciarla e baciarla da dietro, proprio in quell’attimo vede l’uomo. Prova un violento terrore, addita da quella parte. Octavian comese non capisse)
Was ist mit Ihm? Ora che ha?

Il Barone
(indicando il posto dove si è dileguata l’apparizione)
Was war denn das? Hat Sie den nicht gesehn? Ma che era? Non l’ha visto?
Octavian
Da ist ja nix! Là non c’è niente!
Il Barone
Da ist nix? Non c’è niente?
(Impaurito le scruta di nuovo il volto)
So?
Und da is auch nix?
Dunque?
Niente neanche qui?
(Le passa la mano sul volto)
Octavian
Da is mei G’sicht. C’è la mia faccia.
Il Barone
(ansima, si versa un bicchiere di vino)
Da is Ihr G’sicht – und da is nix – mir scheint,
ich hab die Congestion.
C’è la Sua faccia – e là niente – credo
di avere una congestione.
(Si butta a sedere con un senso di angoscia. S’apre la porta e di nuovo si ode da fuori la musica. Arriva il Lacchè e serve)
Octavian
(molto lentamente)
Die schöne Musi! Che bella musica!
Il Barone
(di nuovo ad alta voce)
Is mei Leiblied, weiß Sie das? Lo sa? È la canzone che preferisco.
Octavian
(ascolta la musica)
Da muß ma weinen. Da piangere mi viene.
Il Barone
Was? Che?
Octavian
Weils gar so schön is. Perché è meravigliosa.
Il Barone
Was? Weinen? Wär nicht schlecht.
Kreuzlustig muß Sie sein, die Musi geht in’s Blut.
Che? Piangere? Sarebbe bella.
Tutta allegria Lei deve essere, la musica arriva al
[sangue.
(sentimentale)
G’spürt Sie’s jetzt Lo vede adesso
(Fa segno al Lacchè di andar via)
auf die letzt, g’spürt Sie’s dahier,
daß Sie aus mir
machen kann alles frei, was Sie nur will.
alla fine, lo vede qui
che Lei con me
può fare francamente proprio tutto ciò che vuole.
(Il Lacchè se ne va contro voglia, poi apre di nuovo la porta, guarda dentro con insolente curiosità e solo dopo un altro gesto furibondo del Barone sparisce definitivamente)
Octavian
(appoggiato allo schienale, come se parlasse tra sé, con grandissima malinconia)
Es is ja eh alls eins, es is ja eh alls eins,
was ein Herz [auch] noch so jach begehrt,
Ma tanto è tutto uguale, è tutto uguale
quello che il cuore aspetta magari con passione,
(Intanto il Barone le prende la mano)
geh’, es is ja alls net drumi wert. guarda, niente vale la pena.
Il Barone
(lascia andare la mano)
Ei, wie denn? Is sehr wohl der Müh wert. Ehi, e allora? Vale la pena, e come.
Octavian
(sempre con la stessa malinconia, lancia al Barone occhiate languide)
Wie die Stund hingeht, wie der Wind verweht,
so sind wir bald alle zwei dahin.
Menschen sin’ ma halt,
Come scorron l’ore, come il vento muore,
presto anche noi non ci saremo più.
Siamo mortali alla fine,
(Occhiata languida al Barone)
richtn’s nicht mit G’walt.
Weint uns niemand nach, net dir net und net mir.
non c’è niente che tenga,
nessuno resta a piangerci, non a te e certo non a me.
Il Barone
Macht Sie der Wein leicht immer so? Is ganz g’wiß Ihr Mieder, das auf’s Herzerl Ihr druckt. Sempre questo effetto Le fa il vino? Sicuramente è il busto che Le schiaccia il cuoricino.
(Octavian con gli occhi chiusi non risponde. Il Barone si alza per slacciarle il busto)
Jetzt wird’s frei mir a bissel heiß. Francamente ora sento un po’ caldo.
(Con rapida risoluzione si toglie la parrucca e cerca un posto dove deporla. In quel momento scorge un volto che di nuovo appare sopra l’alcova e lo fissa. Il volto anche questa volta scompare subito. Il Barone dice a se stesso: è la congestione, e allontana la paura, ma deve tergersi la fronte. Poi vede di nuovo la cameriera seduta con abbandono, le membra inerti. L’immagine è più forte di tutto ed egli le si avvicina affettuosamente. Nel far ciò riconosce ancora il viso di Octavian vicinissimo al suo e di nuovo arretra. Mariandel si muove appena. Per la seconda volta il Barone allontana la paura e con uno sforzo assume un’espressione allegra, ma poi di nuovo gli cade l’occhio su una testa ignota che lo fissa dalla parete. Ora il terrore del Barone è smisurato, egli dà in un grido soffocato, afferra il campanello della tavola e lo scuote come un pazzo)
Da und da und da und da... Là e là e là e là...
(All’improvviso si spalanca la finestra che si credeva cieca, compare Annina in abiti da lutto e mostra il Barone con le braccia tese. Il Barone fuori di sé dal terrore)
Da und da und da und da, da, da! Là e là e là e là, là, là!
(Cerca di assicurarsi la fuga)
Annina
Er ist es! Es ist mein Mann! Er ist’s ! Er ist’s ! È lui! È mio marito! È lui! È lui!
(Scompare)
Il Barone
(spaventato)
Was ist denn das? Insomma che succede?
Octavian
Das Zimmer ist verhext! La camera ha gli spiriti!
(Si fa il segno della croce. Annina, seguita dall’intrigante italiano, che in apparenza tenta di trattenerla, dall’Oste e da tre Camerieri, entra di furia per la porta centrale)
Annina
(adopera l’accento tedesco-boemo ma con un linguaggio colto)
Es ist mein Mann! Ich leg’ Beschlag auf ihn!
Gott ist mein Zeuge, Sie sind meine Zeugen!
Gericht! Hohe Obrigkeit, die Kaiserin
muß ihn mir wiedergeben!
È mio marito! Lo requisisco!
Mi è testimone Iddio, Loro sono miei testimoni!
Il tribunale! Le autorità supreme, I’Imperatrice
deve restituirmelo!
Il Barone
(all’Oste)
Was will das Weibsbild da von mir, Herr Wirt?
Was will der dort und der und der und der?
Signor oste, che vuole quella tizia là da me?
E quello e quello e quello e quello che vogliono?
(Indica in tutte le direzioni)
Der Teufel frequentier Sein gottverfluchtes Extrazimmer! Il demonio è cliente del Suo dannato séparé!

Annina
Er wagt mich zu verleugnen, ah!
Tut, als ob er mich nicht täte kennen!
Ahimè, egli osa rinnegarmi!
Fa come se non mi conoscesse!
(Il Barone si è messo un impacco freddo sulla testa e lo tiene fermo con la mano sinistra, poi si fa vicinissimo ai Camerieri, all’Oste e da ultimo ad Annina scrutandola intensamente per esser sicuro che sia vera)
Il Barone
Ist auch lebendig! È in carne e ossa!
(Getta via l’impacco. Poi con decisione)
Ich hab, wahrhaft’gen Gott, das Möbel nie gesehn! Quant’è vero Iddio, non ho mai visto quell’attrezzo!
(all’Oste)
Debarassier Er mich und laß Er fortserviern!
Ich hab Sein Beisl heut zum letztenmal betreten!
Me la tolga di dosso e continui il servizio!
Oggi è la prima volta e l’ultima che entro nella Sua
[bettola!
Annina
(come se scoprisse solo adesso la presenza di Octavian)
Ah! es ist wahr, was mir berichtet wurde,
er will ein zweites Mal heiraten, der Infame,
ein zweites unschuldiges Mädchen, so wie ich es war.
Ah! È vero quello che mi hanno detto,
una seconda volta l’infame sposa
una seconda vergine innocente, così com’ero io.
L’Oste (sconvolto), i tre Camerieri
Oh! Oh! Euer Gnaden! Oh! Oh! Vostra Grazia!
Il Barone
Bin ich in einem Narrnturm? Kreuzelement! Sono in un manicomio? Porco diavolo!
(Con la sinistra scuote violentemente Valzacchi che gli sta più vicino)
Bin ich der Baron von Lerchenau oder bin ich es nicht?
Bin ich bei mir?
Sono o non sono il barone di Lerchenau?
Sono o non sono in me?
(Mette un dito nella fiamma)
Is das ein Kerz’l, is das ein Serviettl? Questa è una candela, è una salvietta questa?
(Agita la salvietta in aria)
Annina
Ja, ja, du bist es, und so wahr als du es bist,
bin ich es auch, und du erkennst mich wohl,
Leupold, Leupold, bedenk:
Anton von Lerchenau, dort oben richtet dich ein Höherer – – –
Sì, sì, tu sei il Barone e quant’è vero che lo sei,
anch’io son io e bene mi conosci,
Leupold, Leupold, sta’ attento:
Anton von Lerchenau, lassù ti giudica l’Altissimo – – –
Il Barone
(la fissa sconcertato)
Kommt mir bekannt vor. Mi pare di conoscerla.
(Guarda Octavian nuovamente)
Hab’n doppelte Gesichter, alle miteinander! Tutti uno dopo l’altro hanno due facce!
L’Oste, i tre Camerieri
Die arme Frau, die arme Frau Baronin! Povera donna, povera Baronessa!
Quattro Bambini
(tra quattro e dieci anni si precipitano dentro troppo presto e gridano al Barone:)
Papa, Papa, Papa! Papà, papà, papà!
Annina
(in un primo momento si spaventa molto dell’interruzione, ma si riprende subito)
Hörst du die Stimme deines Blutes!?
Kinder, hebt die Hände auf zu ihm!
Odi la voce del tuo sangue!?
Bimbi, verso di lui sollevate le mani!
Il Barone
(con una salvietta che ha afferrato sulla tavola minaccia furibondo i bambini; e all’Oste)
Debarassier Er mich von denen da,
von der, von dem, von dem, von dem!
Questi me li tolga di dosso
e quella e quello e quello!
(Indica tutte le direzioni)
Octavian
(a Valzacchi)
Ist gleich wer fort, den Faninal zu holen? È già andato qualcuno a chiamare Faninal?
Valzacchi
(piano)
Sogleich im Anfang.Wird sogleich zur Stelle sein. Subito dall’inizio. Sarà qui a momenti.
L’Oste
(alle spalle del Barone, piano)
Halten zu Gnaden, gehn nit zu weit,
könnten recht böse Folgen g’spürn. Bitterböse!
Mi perdoni, non vada troppo oltre,
potrebbe averne conseguenze. Amarissime!
Il Barone
Was? Ich was g’spürn von dem Möbel da.
Habs nie nicht ang’rührt, nicht mit der Feuerzang.
Che? Conseguenze? Io da quell’attrezzo?
Se non l’ho mai toccata, nemmeno con le molle.
(Annina lancia un urlo acuto)
L’Oste
Die Bigamie ist halt kein G’spaß,
is ein Kapitalverbrechen.
La bigamia non è uno scherzo,
è colpa capitale.
Valzacchi
(al Barone, piano)
Ik rat Euer Gnaden, sein vorsiktig.
Die Sittenpolizei sein gar nicht tolerant.
Consiglio l’Eccellenza, sia prudente.
La polizia dei costumi non è davvero indulgente.
Il Barone
Die Bigamie? Die Sittenpolizei? La bigamia? La polizia dei costumi?
(imitando le voci dei bambini)
Papa, Papa! Papà, papà!
(Si stringe la testa, come smarrito, poi furibondo)
Schmeiß Er hinaus das Trauerpferd! Wer? Was? Er will
[nicht?
Was? Polizei! Die Lack’ln wollen nicht? Spielt das
[Gelichter
leicht Alls unter einem Leder?
Sein wir in Frankreich? Sein wir unter Kurutzen?
Oder in kaiserlicher Haupstadt? Polizei!
Cacci via quella cavalla funebre! Chi? Che? Non vuole?

Che? Polizia! Quei villani non vogliono? I farabutti

sono di un’unica banda tutti quanti?
Siamo in Francia? O in mezzo agli Unni?
O siamo nella città imperiale? Polizia!
(Spalanca la finestra che dà sulla strada)
Herauf da, Polizei! Gilt Ordnung herzustellen
und einer Standsperson zu Hilf zu eilen.
Qua, polizia! Bisogna ripristinare l’ordine
e correre in soccorso di una persona illustre.
(Dalla strada sentiamo chiamare la polizia a gran voce)
Polizei, Polizei! Polizia, polizia!
L’Oste
(lamentoso)
Mein renommiertes Haus! Das muß mein Haus erleben! Il mio onorato albergo! Che dovesse toccargli tutto
[questo!
I Bambini
(sbraitando)
Papa, Papa, Papa! Papà, papà, papà!
(Appare il Commissario con due guardie. Tutti si allineano da una parte per far loro posto )
Valzacchi
(a Octavian, piano)
O weh, was maken wir? Accidenti, che facciamo?
Octavian
Verlaß Er sich auf mich! und laß Er’s gehn, wie’s geht. Si fidi di me! E lasci che vada come va.
Valzacchi
Zu Euer Excellenz Befehl. Agli ordini di Vostra Signoria.

Il Commissario
(severo)
Halt! Keiner rührt sich! Was ist los?
Wer hat um Hilf geschrien? Wer hat Skandal gemacht?
Fermi! Nessun si muova! Che succede?
Chi ha gridato al soccorso? Chi ha scatenato il chiasso?
Il Barone
(rivolgendoglisi, con la sicurezza del gran signore)
Is alls in Ordnung jetzt. Bin mit Ihm wohl zufrieden.
Hab gleich erhofft, daß in Wien alls wie am Schnürl geht.
Ora va tutto a posto. Con Lei io mi compiaccio molto.
Ho subito sperato che a Vienna ogni cosa va liscia.
(soddisfatto)
Schaff Er das Pack mir vom Hals. Ich will in Ruh
[soupieren.
Mi tolga di torno questa banda.Voglio cenare in pace.
Il Commissario
Wer ist der Herr? Was gibt dem Herrn Befugnis?
Ist Er der Wirt?
Il signore chi è? Che cosa L’autorizza?
L’oste è Lei?
(Il Barone rimane a bocca aperta. Il Commissario severo)
Dann halt Er sich gefällig still
und wart’ Er, bis man Ihn vernehmen wird.
Allora abbia la compiacenza di star quieto
e attenda che La si interroghi.
(Il Barone si fa un po’ indietro, alquanto sconcertato, e si mette a cercare la parrucca che nel tumulto è andata perduta e resta introvabile. Il Commissario si siede, le due guardiesi pongono dietro di lui)
Wo ist der Wirt? Dov’è l’oste?
L’Oste
(con deferenza)
Mich dem Herrn Oberkommissarius schönstens zu
[rekommandieren.
Distintamente raccomando me stesso al signor
[Commissario.
Il Commissario
Die Wirtschaft da rekommandiert Ihn schlecht.
Bericht Er jetzt! Von Anfang!
Questa locanda qui Vi raccomanda male.
Adesso riferite! Da principio!
L’Oste
Herr Kommissar! Der Herr Baron – Signor Commissario! Il signor Barone –
Il Commissario
Der große Dicke da? Wo hat er sein Paruckl? Quel grassone là? La parrucca dove l’ha messa?
Il Barone
(che l’ha cercata tutto questo tempo)
Um das frag’ ich Ihn! Questo lo chiedo a Lei!
L’Oste
Das ist der Herr Baron von Lerchenau. È il signor Barone di Lerchenau.
Il Commissario
Genügt nicht. Non basta.
Il Barone
Was? Che?
Il Commissario
Hat Er Personen nahebei,
die für Ihn Zeugnis geben?
Lei ha persone qui presso
che diano per Lei garanzia?
Il Barone
Gleich bei der Hand. Da. Mein Sekretär: ein Italiener. A portata di mano. Qua. Il mio segretario: un italiano.
Valzacchi
(scambia con Octavian un’occhiata d’intesa)
Ik excusier mik. Ik weiß nix. Die Herr
kann sein Baron, kann sein auch nit. Ik weiß von nix.
Mi scuso. Non so niente. Il signore
può essere barone, può non essere. Non so niente.
Il Barone
(fuori di sé)
Das ist doch stark.Wällisches Luder, falsches! Ma questa è enorme. Carogna italiana, bugiardo!
(Gli si slancia contro con la sinistra alzata)
Il Commissario
(al Barone, con severità)
Für’s erste moderier Er sich! Prima di tutto usi moderazione!
(Il cameriere personale è molto imbarazzato di tutta la situazione. Adesso pare che abbia un’idea di salvezza e all’improvviso si precipita fuori per la porta centrale)
Octavian
(che fino a questo momento è rimasto tranquillo, a destra, ora fa finta di non trovare la via d’uscita, aggirandosi disperatamente qua e là, edi scambiare la finestra per una porta esterna)
O mein Gott, in die Erd’n möcht ich sinken!
Heilige Mutter von Maria Taferl!
Mio Dio, vorrei sprofondare sotto terra!
Madre santa di Maria Taferl!
Il Commissario
Wer ist dort die junge Person? Chi è quella fanciulla?
Il Barone
Die? Niemand. Sie steht unter meiner Protection. Quella? Non importa. Sono io il suo protettore.
Il Commissario
Er selber wird bald eine Protection sehr nötig haben.

Wer ist das junge Ding, was macht sie hier?
Presto sarà Lei stesso che avrà necessità di un
[protettore.
Chi è quella creatura e qui che fa?
(Si guarda intorno)
Ich will nicht hoffen, daß Er ein gottverdammter
[Debauchierer
und Verführer ist! Da könnt’s Ihm schlecht ergehn.
Wie kommt Er zu dem Mädel? Antwort will ich!
Voglio sperare che Ella non sia un turpe debosciato

e un corruttore! Potrebbe andarLe male.
Che relazione ha con la ragazza? Risposte voglio!
Octavian
I geh ins Wasser! Mi butto a fiume!
(Corre verso l’alcova come per trovar scampo e spalanca la tenda, sicché vediamo che v’è il letto, in una luce soffusa)
Il Commissario
(si alza)
Herr Wirt, was seh ich da?
Was für ein Handwerk treibt denn Er?
Signor oste, che vedo?
Ma che mestiere esercitate, dunque?
L’Oste
(imbarazzato)
Wenn ich Personen vom Stand zum Speisen oder
[Nachtmahl hab’...
Quando ho gente di rango per il pranzo o la cena...
Il Commissario
Halt Er den Mund. Ihn nehm ich später vor. Fate silenzio. Di Voi m’occuperò fra poco.
(al Barone)
Jetzt zähl ich noch bis drei, dann will ich wissen,
wie Er da zu dem jungen Bürgermädchen kommt!
Ich will nicht hoffen, daß Er sich einer falschen Aussag’
[wird unterfangen.
Adesso conto fino a tre, poi voglio conoscere
quale rapporto ha Lei con la signorina borghese!
Non voglio credere che Lei abbia il coraggio di un
[attestato falso.
(L’Oste e Valzacchi a gesti fanno intendere al Barone il pericolo della situazione e l’importanza dell’attestato di lui)
Il Barone
(con sicurezza fa segno di fidarsi di lui, che lui non è un novellino)
Wird wohl kein Anstand sein bei Ihm, Herr Kommissar,
wenn eine Standsperson mit seiner ihm verlobten Braut
um neune abends ein Souper einnehmen tut.
Lei, signor Commissario, non vorrà di sicuro badare
se una persona di rango alle nove di sera
prende un souper con la fanciulla a lui promessa.
(Si guarda intorno e attende l’effetto della sua furba dichiarazione)
Il Commissario
Das wäre Seine Braut? Geb Er den Namen an
vom Vater und’s Logis.Wenn Seine Angab stimmt,
mag Er sich mit der Jungfer retirieren!
Costei sarebbe Sua promessa? Dichiari il nome
di suo padre e l’indirizzo. Se i Suoi dati concordano,
Ella con la ragazza può anche ritirarsi!
Il Barone
Ich bin wahrhaftig nicht gewohnt, in dieser Weise – In questo modo, veramente non sono abituato –

Il Commissario
(aspro)
Mach Er sein Aussag oder ich zieh andre Saiten auf. Faccia la Sua notifica o io cambio registro.
Il Barone
Werd nicht mankieren. Is die Jungfer Faninal,
Sophia Anna Barbara, ehliche Tochter
des wohlgeborenen Herrn von Faninal,
wohnhaft am Hof im eignen Palais.
Non mancherò. È la ragazza Faninal,
Sophia Anna Barbara, figlia legittima
dell’illustrissimo signor di Faninal,
dimorante al Hof, nel suo proprio palazzo.
(Sull’uscio si sono raccolti per viva curiosità la servitù dell’albergo, altri ospiti e anche qualcuno dei musicisti dalla stanza accanto. – Il signor di Faninal, in mantello e cappello, si falargo in mezzo a loro, frettoloso e allarmato)
Faninal
Zur Stelle.Was wird von mir gewünscht? Qui pronto. Che si vuole da me?
(al Barone)
Wie sieht Er aus?
War mir vermutend nicht, zu dieser Stunde
in ein gemeines Beisl depeschiert zu werden.
Ma come si presenta Lei?
Non potevo aspettarmi di essere convocato
a quest’ora in una taverna popolare.
Il Barone
(costernato e spiacevolmente colpito)
Wer hat Ihn hierher depeschiert? In drei Teufels Namen. Chi L’ha chiamato qui? Per tutti i diavoli.
Faninal
(gli dice a mezza voce:)
Was soll mir die saudumme Frag, Herr Schwiegersohn?
Wo Er mir schier die Tür einrennen läßt mit Botschaft,

ich soll sehr schnell herbei und Ihm in einer üblen Lage
[soutenieren,
in die Er unverschuld’ter Weise geraten ist.
Che senso ha questa domanda idiota, signor genero?
Se è proprio Lei che quasi mi sfonda il portone col
[messaggio
che io devo affrettarmi qui per sostenerLa in un brutto
[episodio
nel quale Ella si trova senza colpa.
(Il Barone si prende la testa tra le mani)
Il Commissario
Wer ist der Herr? Was schafft der Herr mit Ihm? Il signore chi è? Che ha da fare con Lei?
Il Barone
Nichts von Bedeutung. Is bloß ein Bekannter.
Hält sich per Zufall hier im Gasthaus auf.
Niente di rilevante. Non è che un conoscente.
Soggiorna per caso qui in albergo.
Il Commissario
Der Herr geb Seinen Namen an! Il signore dichiari il nome Suo!
Faninal
Ich bin der Edle von Faninal. Sono il nobile di Faninal.
Il Commissario
Somit ist dies der Vater. Dunque costui è il padre.
Il Barone
(si mette in mezzo e copre Octavian allo sguardo di Faninal, poi dice in fretta:)
Beileib’ gar nicht die Spur. Ist ein Verwandter,
ein Bruder, ein Neveu! Der wirkliche
ist noch einmal so dick.
Per carità, neppure per idea. È un parente,
un fratello, un nipote! Quello vero
è grasso il doppio.
Faninal
(costernato)
Was geht hier vor? Wie sieht Er aus?
Ich bin der Vater, freilich!
Qui che succede? Lei come si presenta?
Certo che sono il padre!
Il Barone
(vuole che se ne vada)
Das Weitre findet sich, verzieh Er sich! Tutto si accomoda, Lei si allontani!
Faninal
Ich muß schon bitten – Sono costretto a chiederLe –
Il Barone
(furibondo)
Fahr Er heim in Teufels Namen! Diamine, vada a casa!
Faninal
(sempre più irritato)
Mein Nam und Ehr in einem solchen Händel zu melieren,
Herr Schwiegersohn!
Confondere il mio nome e il decoro in faccende siffatte,
signor genero!
Il Barone
(cercando di far tacere Faninal, dice al Commissario:)
Ist eine idée fixe.
Benennt mich also nur im G’spaß.
È una sua idée fixe.
Mi chiama così solo per scherzo.
Il Commissario
Ja, ja, genügt schon. Sì, sì, per ora basta.
(a Faninal)
Er erkennt demnach
in diesem Herrn Seinen Schwiegersohn?
Riconosce pertanto
Suo genero in codesto signore?
Faninal
Sehr wohl! Wieso sollt ich ihn nicht erkennen?
Leicht weil er keine Haar nicht hat?
Senza dubbio! Perché non dovrei riconoscerlo?
Forse perché non ha capelli?
Il Commissario
(al Barone)
Und Er erkennt nunmehr wohl auch in diesem Herrn
wohl oder übel Seinen Schwiegervater?
Lei riconosce ormai ugualmente, mi sembra, nel signore
bene o male Suo suocero?
Il Barone
(dalla tavola prende il candeliere per guardare Faninal in piena luce)
So so, la la! Ja ja, wird schon derselbe sein.
War heut den ganzen Abend gar nicht recht beinand.
Kann meinen Augen heut nicht traun. Muß Ihm sagen,
liegt hier was in der Luft, man kriegt die Congestion
[davon.
Ma guarda un po’! Sì, sì, sarà lo stesso, credo.
Oggi tutta la sera non mi sentivo a posto.
Dei miei occhi oggi non so fidarmi. E devo dirle
che qui c’è nell’aria qualcosa che dà la congestione.
Il Commissario
(a Faninal)
Dagegen wird von Ihm die Vaterschaft
zu dieser ihm verbatim zugeschob’nen Tochter
geleugnet!
Al contrario è da Lei rinnegata
la paternità su questa figlia
verbatim a Lei ascritta!
Faninal
(vede Octavian ora per la prima volta)
Meine Tochter? Da, der Fetzen
gibt sich für meine Tochter aus?
Mia figlia? Quella pezzente là,
si spaccia per mia figlia?
Il Barone
(sorridendo a forza)
Im G’spaß! Ein purer Mißverstand! Der Wirt
hat dem Herrn Kommissarius da was vorerzählt
von meiner Brautschaft mit der Faninalschen!
Per burla! Null’altro che un equivoco! L’oste
al signor Commissario ha ridetto qualcosa
del mio fidanzamento con la Faninal!
L’Oste
(allarmato)
Kein Wort, kein Wort, Herr Kommissarius, laut eigner
[Aussag!
No, no, neppure una parola io, Commissario, è stata la di
[lui dichiarazione!
Faninal
(fuori di sé)
Das Weibsbild arretieren! Kommt an Pranger!
Wird ausgepeitscht! Wird eingekastelt in ein Kloster!
Ich – ich – ich –
Arrestate la femmina! Alla gogna!
Fustigata! Rinchiusa in un convento!
Io – io – io –
Il Barone
Fahr Er nach Haus.Auf morgen in der Früh.
Ich klär Ihm Alles auf. Er weiß, was Er mir schuldig ist.
Torni a casa. A domattina presto.
Le metto tutto in chiaro. Lei sa quel che mi deve.

Faninal
(fuori di sé dall’ira)
Laut eigner Aussag! È stata la di lui dichiarazione!
(Qualche passo verso il fondo)
Meine Tochter soll herauf!
Sitzt unten in der Tragchaise! Im Galopp herauf!
Mia figlia salga su!
Siede giù nella bussola! Salga al galoppo!
(inveendo ancora contro il Barone)
Das zahlt Er teuer! Bring Ihn vor’s Gericht! Lei me la paga cara! La porto in tribunale!
Il Barone
Jetzt macht Er einen rechten Palawatsch
für nichts und wieder nichts. Ein Kavalier braucht ein
[Roßgeduld,
Sein Schwiegersohn zu sein,
parole d’honneur! Ich will mei’ Perücke!
Lei fa adesso un enorme trambusto
per un niente, un niente dico. Occorre a un cavaliere,

una pazienza d’asino per essere Suo genero,
parole d’honneur! Voglio la mia parrucca!
(Strapazza l’Oste)
Mei’ Perücke will ich sehn! Datemi la parrucca!
(Nel suo agitarsi furioso in cerca della parrucca afferra qualcuno dei bambini e lo spinge da parte)
I Bambini
(in modo automatico)
Papa! Papa! Papa! Papa! Papa! Papà! Papà! Papà! Papà! Papà!
Faninal
(arretra)
Was ist denn das? E questa adesso?
Il Barone
(cercando trova almeno il cappello con cui minaccia i bambini)
Gar nix! Ein Schwindel! Kenn nit das Bagagi!
Sie sagt, daß sie verheirat war mit mir.
Käm zu der Schand’ so wie der Pontius ins Credo.
Ma niente! Un imbroglio! Gentaccia a me ignota!
Quella dice di esser stata sposata con me.
Nello scandalo io c’entro quanto Pilato nel Credo.
(Avvolta nel mantello Sophie entra in fretta e le fanno largo. Alla porta vediamo i servitori di Faninal, ciascuno con una stanga della lettiga. Davanti a Sophie il Barone cerca di coprire la calvizie col cappello, mentre Sophie siavvicina al padre)
Il coro dei presenti
Die Braut! Oh, was für ein Skandal! La sposa! Oh, che scandalo!
Faninal
(a Sophie)
Da schau dich um. Da hast du den Herrn Bräutigam.
Da die Famili von dem saubern Herrn!
Die Frau mitsamt die Kinder! Da das Weibsbild
g’hört linker Hand dazu! Nein, das bist du, laut eigner
[Aussag.
Du! Möchtst in die Erd’n sinken, was? Ich auch.
Guardati intorno. Lì hai il signor fidanzato.
Lì hai la famiglia di quel bravo signore!
La moglie insieme ai figli! E quella là gli spetta
come sposa illegittima! No, quella sei tu, secondo la di
[lui dichiarazione.
Tu! Vorresti sprofondare, no? Be’, anch’io.
Sophie
(mandando un sospiro di sollievo)
Bin herzensfroh! Seh ihn mit nichten an dafür. Sono arcicontenta! Per me colui non è più nulla.
Faninal
Sieht ihn nicht an dafür. Per lei non è più nulla.
(sempre più disperato)
Sieht ihn nicht an dafür.
Mein schöner Nam’! Ich trau mi’ nimmer über’n Graben!
Kein Hund nimmt mehr ein Stück’l Brot von mir!
Per lei non è più nulla.
Il mio bel nome! Non oserò mai più mostrarmi al Graben!
Da me neppure i cani prenderanno più il pane!
(Sta per piangere)
Coro
(quelli che stanno sull’uscio)
Der Skandal! Der Skandal! für Herrn von Faninal! Che scandalo! Che scandalo per il signor Faninal!
Faninal
Die ganze Wiener Stadt! Die schwarze Zeitung! Tutta Vienna! Il Messaggero Nero!
Coro
(al muro ed emergendo dal pavimento)
Der Skandal, der Skandal für Herrn von Faninal! Che scandalo! Che scandalo per il signor Faninal!
Faninal
Da! Aus dem Keller! Aus der Luft! Die ganze Wiener
[Stadt!
Ecco là! Dalla cantina! Dal cielo! Tutta Vienna!
(contro il Barone, a pugni chiusi)
Oh! Er Filou! Mir wird nicht gut! Ein Sessel! Oh, mascalzone! Mi sento male! Una sedia!
(I servitori si precipitano e lo sostengono. In precedenza due di loro avevano gettato le stanghe a uno di quelli che stanno dietro. Tutta preoccupata Sophie soccorre suo padre. Anche l’Oste interviene. Lo sollevano e lo conducono nella stanza accanto. Parecchi Camerieri fanno strada e aprono la porta. In questo momento il Barone scopre la sua parrucca, che è ricomparsa come per magia, ci si butta sopra, se la calca in testa e se la accomoda davanti allo specchio. Con questo cambiamento egli riprende qualche po’ del suo contegno, ma si accontenta di volgere le spalle ad Annina e ai bambini, la cui presenza tuttavia lo mette a disagio. Alle spalle del signore di Faninal e degli accompagnatori si è richiusa la porta a sinistra. L’Oste e i Camerieri ricompaiono subito dopo in silenzio, prendono medicine, caraffe d’acqua e altro che recano all’uscio e Sophie ritira tutto dallo spiraglio della porta)
Il Barone
(ormai con il sussiego di sempre, dice al Commissario:)
Sind desto eher im klaren! Ich zahl’, ich geh’! Tutto chiaro quanto prima! Pago e vado!
(a Octavian)
Ich führ’ Sie jetzt nach Haus. L’accompagno ora a casa.
Il Commissario
Da irrt Er sich! Mit Ihm jetzt weiter im Verhör! Lei si sbaglia! Con Lei l’indagine prosegue!
(A un cenno del Commissario le due guardie allontanano tutta l’altra gente dalla stanza, resta soltanto Annina con i bambini presso laparete di sinistra)
Il Barone
Laß Er’s jetzt gut sein.War ein G’spaß.
Ich sag’ Ihm später wer das Mädel ist.
Geb’ Ihm mein Wort: Ich heirat’ sie wahrscheinlich auch
[einmal.
Da hinten dort, das Klumpret ist schon stad.
Da sieht Er, wer ich bin und wer ich nicht bin!
Lasci perdere adesso. Era uno scherzo.
Le dico dopo chi è questa ragazza.
Le do la mia parola: un giorno forse anche la sposo.

Là dietro la cagnara ormai tace.
Ecco vede chi sono io e chi non sono!
(Fa la mossa di condur via Octavian)
Octavian
(si strappa da lui)
I geh nit mit dem Herrn! Co’ ’sto signore non ci vado!
Il Barone
(a mezza voce)
I heirat’ Sie, verhält Sie sich mit mir.
Sie wird noch Frau Baronin, so gut gefallt Sie mir!
La sposo, se resta buona con me.
Diventa anche signora Baronessa, tanto mi piace lei!
Octavian
(si libera dal braccio del Barone, parlato)
Herr Kommissar, ich geb was zu Protokoll,
aber der Herr Baron darf nicht zuhör'n dabei.
Signor Commissario, voglio mettere una cosa a verbale,
ma il signor Barone non può star qui a sentire.
(A un cenno del Commissario le due guardie spingono il Barone avanti a destra. Sembra che Octavian riferisca al Commissario qualcosa che lo sorprende molto. Il Commissario accompagna Octavian fino all’alcova. Octavian sparisce dietro la tenda)
Il Barone
(alle guardie, con familiarità e a voce bassa, accennando ad Annina)
Kenn’ nicht das Weibsbild dort, auf Ehr’. War grad beim
[Essen.
Hab’ keine Ahnung, was es will.
Hätt’ sonst nicht selber um die Polizei...
Sul mio onore, non conosco quella donna. Stavo giusto
[cenando.
Non so quel che vuole.
Non avrei chiamato proprio io la polizia...
(Sembra che il Commissario si diverta e sta con disinvoltura vicino allo spiraglio della tenda. Il Barone nota l’allegria del Commissario e subito si allarma per il caso inesplicabile)
Was geschieht denn dort? Ist wohl nicht möglich das?
[Der Lackl!
Das heißt Ihr Sittenpolizei?
E che succede là? È impossibile, no? Che villano!

E la chiamate polizia dei costumi?
(Lo trattengono con difficoltà)
Ist eine Jungfer!
Steht unter meiner Protektion. Beschwer’ mich!
Hab’ [da] ein Wörtel dreinzureden!
È una fanciulla!
Sta sotto la mia protezione. Faccio un esposto!
Saprò farmi sentire al riguardo!
(Si libera per correre verso il letto. Lo afferrano e lo trattengono di nuovo. Dall’alcova compaiono, pezzo per pezzo, i vestiti di Mariandel. Il Commissario ne fa un fagotto. Il Barone, sempre alterato, lotta per liberarsi dalle guardie)
Muß jetzt partout zu ihr. Ad ogni costo devo andare da lei.
(Le guardie lo trattengono a fatica, mentre dallo spiraglio della tenda appare la testa di Octavian)
L’Oste
(si precipita in scena)
Ihr hochfürstliche Gnaden, die Frau Fürstin
[Feldmarschall!
Sua Grazia nobilissima, la Principessa Marescialla!
(Entrano Camerieri, spalancano la porta. Per primi si vedono alcuni uomini nella livrée della Marescialla, quindi il cameriere personale del Barone. Tutti si allineano. Entra la Marescialla, il piccolo negro le regge lo strascico. Il Barone si è liberato dalle guardie, si asciuga la fronte sudata, corre verso la Marescialla)
Il Barone
Bin glücklich über Maßen, hab’ die Gnad’ kaum meritiert. Oltre misura sono lieto, non so se ho meritato tanta
[benignità.

Octavian
(con la testa fuori della tenda)
Marie Theres’, wie kommt Sie her? Marie Theres’, perché è venuta?
(La Marescialla, immobile, non risponde e volge intorno il suo sguardo interrogativo)
Il Barone
Schätz’ Dero Gegenwart hier als ein Freundstück
[ohnegleichen.
La Sua presenza qui l’apprezzo come segno superiore
[d’amicizia.
(Il cameriere personale, tutto orgoglioso e soddisfatto, si avvicina al Barone. Questi gli esprime i segni del suo compiacimento)
Il Commissario
(alla Marescialla, in attitudine di ossequio)
Fürstliche Gnaden, melde mich gehorsamst,
als Vorstadts-Unterkommissarius.
Altezza principesca, mi presento servitore Suo,
sono il vice-Commissario del sobborgo.
Il Barone
Er sieht, Herr Kommissar, die Durchlaucht haben selber
[sich bemüht.
Ich denk’, Er weiß, woran Er ist.
Lei vede, Commissario, s’è incomodata l’Altezza
[Serenissima in persona.
Penso che Lei saprà come condursi.
La Marescialla
(al Commissario)
Er kennt mich? Kenn ich Ihn nicht auch? Mir scheint
[beinah’.
Lei mi conosce? Non La conosco anch’io? Mi sembra,
[infatti.
Il Commissario
Sehr wohl! Sì, certo!
La Marescialla
Dem Herrn Feldmarschall sein’ brave Ordonnanz gewest? Del signor Maresciallo il valoroso attendente?
Il Commissario
Fürstliche Gnaden, zu Befehl! Altezza, agli ordini!
(Di nuovo Octavian tira fuori la testa dallo spiraglio della tenda)
Il Barone
(freneticamente fa segni a Octavian di scomparire ed è allo stesso tempo preoccupato che la Marescialla non si accorga di nulla. Sottovoce)
Bleib’ Sie, zum Sakra, hinten dort! Rimanga dentro, ostia!
(Il Barone sente dei passi che si avvicinano alla porta di sinistra, sul davanti; corre lì e si pone con le spalle contro la porta, industriandosi, con gesti di cortesia rivolti alla Marescialla, di dare al suo contegno l’apparenza di una completa naturalezza. La Marescialla si avvia verso sinistra, guardando il Barone conl’aria di chi attende)
Octavian
(in abiti virili, non appena il Barone gli volge le spalle, esce scostando la tenda)
War anders abgemacht, Marie Theres’, ich wunder mich! Era deciso altrimenti, Marie Theres’, sono sorpreso!
(Come se non avesse udito Octavian, la Marescialla non ha mai smesso di tenere fisso il suo sguardo amabilmente interrogativo sul Barone, il quale con estremo imbarazzo divide la sua attenzione tra la porta e la Marescialla. La porta a sinistra è spalancata con violenza, sì che il Barone, il quale aveva tentato invano di appoggiarcisi, è costretto ad arretrare furibondo. Due Camerieri di Faninalora fanno entrare Sophie)
Sophie
(senza vedere la Marescialla, che le resta nascosta dal Barone)
Hab’ Ihm von mei’m Herrn Vater zu vermelden... Ho da annunziarLe a nome di mio padre...
Il Barone
(troncando il discorso a Sophie, dice piano:)
Ist jetzo nicht die Zeit, Kreuzelement!
Kann Sie nicht warten, bis daß man Ihr rufen wird?
Meint Sie, daß ich Sie hier im Beisl präsentieren werd’?
Non è questo il momento, porco diavolo!
Non può aspettare che qualcuno La chiami?
Vuole che io La presenti qui nell’osteria?
Octavian
(è avanzato silenziosamente, e dice piano alla Marescialla:)
Das ist die Fräulein, die um deretwillen – Quella è la signorina, colei per cui –
La Marescialla
(a Octavian, girando solo il viso, sottovoce)
Find’ Ihn ein bissl empressiert, Rofrano.
Kann mir wohl denken, wer sie ist. Find’ sie charmant.
La trovo un po’ turbato, Rofrano.
Immagino da sola chi ella sia. E la trovo charmante.
(Octavian scompare dietro la tenda)
Sophie
(appoggiata alla porta, parla con voce così aspra che il Barone involontariamente retrocede di un passo)
Er wird mich keinem Menschen auf der Welt nicht
[präsentieren,
dieweilen ich mit Ihm auch nicht so viel zu schaffen
[hab’.
Lei non mi presenterà nessuno al mondo,

perché anch’io con Lei non ho più nulla che fare.
(La Marescialla parla sottovoce col Commissario)
Und mein Herr Vater laßt Ihm sagen: wenn Er allsoweit
die Frechheit sollte treiben, daß man Seine Nasen nur
erblicken tät auf hundert Schritt von unserm
[Stadtpalais,
so hätt’ Er sich die bösen Folgen selber zuzuschreiben.
Das ist’s, was mein Herr Vater Ihm vermelden läßt.
E mio padre Le manda a dire: che se Lei spinge
l’insolenza tanto oltre da mostrar solo
il naso sia pure a cento passi dal palazzo,

dovrà incolpare se stesso delle cattive conseguenze.
Questo è quanto mio padre vuole a Lei riferito.
Il Barone
(adirato)
Corpo di Bacco!
Was ist das für eine ungezogene Sprache?
Corpo di Bacco!
Che discorsi screanzati mi fa?
Sophie
Die Ihm gebührt. Quelli che Lei si merita.
Il Barone
(fuori di sé, vuole scansarla e passare la porta)
He, Faninal, ich muß – Ehi, Faninal, io devo –
Sophie
Er untersteh’ sich nicht! Non provi a farlo!
(Sophie raggiunge la soglia e si chiude la porta alle spalle. I due Camerieri di Faninal si fanno avanti, afferrano il Barone e lo respingono)
Il Barone
(rivolto alla porta, urlando)
Bin willens, alles Vorgefall’ne
vergeben und vergessen sein zu lassen!
Sono disposto a perdonare
tutto l’accaduto e a non pensarci più!
La Marescialla
(da dietro si è avvicinata al Barone e gli batte la spalla)
Laß Er nur gut sein und verschwind’ Er auf eins, zwei – Lasci stare e sparisca in un attimo –
Il Barone
(si volta e la fissa)
Wieso denn? Ma come?
La Marescialla
(sorridente, autorevole)
Wahr’ Er seine Dignité und fahr’ Er ab! Salvi la dignité e si allontani!
Il Barone
(ammutolito)
Ich? Was? Io? Che?
La Marescialla
Mach’ Er bonne mine à mauvais jeu:
so bleibt Er quasi doch noch eine Standsperson.
Faccia bonne mine à mauvais jeu:
e può restare ancora, per così dire, tra la gente di
[rango.
(Il Barone la fissa, senza parole. Sophie è rientrata in silenzio. I suoi occhi cercano Octavian. La Marescialla al Commissario, che è restato indietro a destra, come le sue guardie)
Er sieht, Herr Kommissar:
das Ganze war halt eine Farce und weiter nichts.
Lei vede, Commissario:
tutto era solo commedia e nient’altro.
Il Commissario
Genügt mir. Retirier mich ganz gehorsamst. Questo basta. Con rispetto mi ritiro.
(Esce, seguito dalle due guardie)
Sophie
(tra sé, sgomenta)
Das Ganze war halt eine Farce und weiter nichts. Tutto era solo commedia e nient’altro.
(Gli sguardi delle due donne si incontrano; Sophie fa alla Marescialla un titubante inchino)
Il Barone
(resta tra Sophie e la Marescialla)
Bin gar nicht willens! Non ne ho affatto intenzione!

La Marescialla
(impaziente, batte il piede)
Mon cousin, bedeut’ Er ihm! Mon cousin, lo persuada Lei!
(Volta le spalle al Barone)
Octavian
(si avvicina al Barone da dietro, molto virilmente)
Möcht’ Ihn sehr bitten! Devo pregarLa!
Il Barone
(si volge trasalendo)
Wer! Was? Chi è? Che?
La Marescialla
(da destra, dove ora si trova)
Sein’ Gnaden, der Herr Graf Rofrano, wer denn sonst? Sua Grazia, il conte Rofrano, chi altri?
Il Barone
(dopo che ha osservato il viso di Octavian intensamente e da vicino, dice rassegnato:)
Is schon aso! Dunque, è così!
(tra sé)
Hab’ g’nug von dem Gesicht.
Sind doch nicht meine Augen schuld. Is schon ein
[Mandl.
Ne ho abbastanza di quella faccia.
Non è colpa dei miei occhi. È proprio un maschietto.
(Octavian, arrogante e fiero, resta fermo)
La Marescialla
(avvicinandosi di un passo)
Is eine wienerische Maskerad’ und weiter nichts. È una mascherata viennese e nient’altro.
Sophie
(tra sé, un po’ triste, un po’ amara)
Is eine wienerische Maskerad’ und weiter nichts. È una mascherata viennese e nient’altro.
Il Barone
(assai abbattuto)
Aha! Aha!
(tra sé)
Spiel’n alle unter einem Leder gegen meiner! Sono un’unica banda ai miei danni!
La Marescialla
(con cipiglio)
Ich hätt’ Ihm nicht gewunschen,
daß Er mein Mariandel in der Wirklichkeit
mir hätte debauchiert.
Da Lei non mi sarei aspettata
che mi volesse corrompere davvero
la mia Mariandel.
(il Barone è sempre immerso nei suoi pensieri. La Marescialla prosegue, senza guardare Octavian)
Hab’ jetzt einen montierten Kopf gegen die Männer –
so ganz im allgemeinen!
Ora è ostile agli uomini la mia mente –
a tutti in generale!
Il Barone
(a poco a poco afferra la situazione)
Kreuzelement! Komm’ aus dem Staunen nicht heraus!
Der Feldmarschall – Octavian – Mariandel – die
[Marschallin – Octavian –
Porco diavolo! Non finisco di strabiliare!
Il Maresciallo – Octavian – Mariandel – la Marescialla –
[Octavian –
(con un’occhiata intensa che passa dalla Marescialla a Octavian e da Octavian torna di nuovo alla Marescialla)
Weiß bereits nicht, was ich von diesem ganzen qui pro
[quo
mir denken soll!
Non so ancora che cosa devo pensare
di tutto il qui pro quo!
La Marescialla
(guardandolo a lungo)
Er ist, mein’ ich, ein Kavalier? È o non è un gentiluomo?
(poi con grande sicurezza)
Da wird Er sich halt gar nichts denken.
Das ist’s, was ich von Ihm erwart’.
Allora non pensi proprio nulla.
Questo è ciò che io da Lei mi attendo.
(Un silenzio)
Il Barone
(s’inchina e con fare mondano)
Bin von so viel Finesse charmiert, kann gar nicht sagen
[wie.
Ein Lerchenauer war noch nie kein Spielverderber nicht.
Tanta finesse mi incanta, non Le so dire quanto.

Nessuno dei Lerchenau non è mai stato un guastafeste.
(Si avvicina a lei di un passo)
Find’ deliziös das ganze qui pro quo.
bedarf aber dafür nunmehro Ihrer Protection.
Bin willens, alles Vorgefallene
vergeben und vergessen sein zu lassen.
L’intero qui pro quo lo trovo delizioso,
però ora in cambio la Sua protezione mi necessita.
Sono disposto a perdonare
tutto l’accaduto e a non pensarci più.
(Un silenzio)
Eh bien, darf ich den Faninal – Eh bien, a Faninal potrei –
(Fa l’atto di avviarsi alla porta di sinistra)
La Marescialla
Er darf, – Er darf in aller Still’ sich retirieren. Lei potrebbe – potrebbe ritirarsi in silenzio.
(Il Barone cade dalle nuvole)
Versteht Er nicht, wenn eine Sach’ ein End’ hat?
Die ganze Brautschaft und Affär’ und alles sonst,
was drum und dran hängt,
Ma non si accorge se una storia è conclusa?
L’affaire del matrimonio e tutto il resto,
con gli annessi e i connessi,
(con molta fermezza)
ist mit dieser Stund’ vorbei. finisce in questo istante.
Sophie
(tra sé, molto confusa)
Was drum und dran hängt, ist mit dieser Stund vorbei. Con gli annessi e i connessi, finisce in questo istante.
Il Barone
(tra sé, indignato, sottovoce)
Mit dieser Stund’ vorbei. Mit dieser Stund’ vorbei. Finisce in questo istante. Finisce in questo istante.
La Marescialla
(sembra che si guardi intorno in cerca di una sedia, Octavian accorre e gliela porge. La Marescialla si siede a destra e dice a se stessa conaccento significativo:)
Ist halt vorbei. Finisce e basta.
Sophie
(a sinistra, pallida, dice fra sé:)
Ist halt vorbei. Finisce e basta.
(Il Barone non si adatta affatto a questa svolta degli eventi e rotea gli occhi sconcertato e indignato. In quest’attimo viene su l’uomo dalla botola. Valzacchi entra da sinistra, dietro di lui gli uomini equivoci in attitudine modesta. Annina si toglie la cuffia da vedova e il velo, si netta il trucco e appare col suo viso di sempre. Tutto ciò per lo stupore via via crescente del Barone. L’Oste, con in mano un lungo conto, entra dalla porta centrale, dietro di lui Camerieri, suonatori, sguatteri,vetturini)
Il Barone
(vedendo tutti costoro capisce che la partita è persa. Rapido e deciso grida:)
Leupold, wir geh’n. Leupold, ce ne andiamo.
(Alla Marescialla fa un inchino profondo ma collerico. Il cameriere personale afferra un candeliere dalla tavola e si avvia per far strada al suo signore)
Annina
(spavaldamente taglia il cammino al Barone)
«Ich hab’ halt schon einmal ein Lerchenauisch Glück!» «Eccola sempre qua la fortuna dei Lerchenau!»
(alludendo al conto dell’Oste)
«Komm’ Sie nach Tisch, geb’ Ihr die Antwort nachher
[schriftlich.»
«Venite dopo cena e Vi consegno una risposta scritta.»
I Bambini
(corrono tra i piedi del Barone, che li scaccia a colpi di cappello)
Papa! Papa! Papa! Papà! Papà! Papà!
I Camerieri
(facendo ressa attorno al Barone)
Entschuld’gen Euer Gnaden!
Uns geh’n die Kerzen an!
Ci scusi,Vostra Grazia!
Le candele toccano a noi!

L’Oste
(facendosi largo col conto in mano)
Entschuld’gen Euer Gnaden! Mi scusi,Vostra Grazia!
Annina
(davanti al Barone balla all’indietro)
«Ich hab’ halt schon einmal ein Lerchenauisch Glück!» «Eccola sempre qua la fortuna dei Lerchenau!»
Valzacchi
(beffardo)
«Ich hab’ halt schon einmal ein Lerchenauisch Glück!» «Eccola sempre qua la fortuna dei Lerchenau!»
I Suonatori
(intralciando il cammino al Barone)
Tafelmusik über zwei Stunden. Orchestra in sala più di due ore.
I Vetturini
(incalzando il Barone)
Für die Fuhr’, für die Fuhr’! Rösser g’schund’n ham ma
[gnua!
Per la corsa, per la corsa! I cavalli li abbiamo scorticati
[abbastanza!
Il Portinaio
(urta rozzamente il Barone)
Sö, für’s Aufsperr’n, Sö, Herr Baron! Ehi, Lei, Barone, Le ho aperto io!
L’Oste
(seguitando a presentare il conto)
Entschuld’gen Eu’r Gnaden! Mi scusi, Vostra Grazia!
I Camerieri
Zwei Schock Kerzen, uns geh’n die Kerzen an! Candele dieci dozzine, le candele a noi!
Il Barone
(in mezzo alla ressa)
Platz da, Platz da, Kreuzmillion! Largo! Largo! Accidenti a voi!
I Bambini
Papa, Papa, Papa! Papà, papà, papà!
(Da questo momento gridano tutti insieme come matti. Il Barone lotta con violenza per raggiungere la porta di uscita, tutti gli stannoaddosso in un groviglio)
Il Portinaio
Führa g’fahr’n, außagruckt, Sö, Herr Baron! Andiamo, andiamo, Lei, Barone, fuori i quattrini!
(La folla ha raggiunto la porta, qualcuno sottrae il candeliere dalle mani del cameriere del Barone. Il Barone si precipita fuori. Tutti gli corrono dietro, il chiasso si attenua. Frattanto anche i due camerieri di Faninal sono usciti da sinistra. Restano soltanto: Sophie, la Marescialla e Octavian)
Sophie
(sta a sinistra, pallida)
Mein Gott, es war nicht mehr als eine Farce!
Mein Gott, mein Gott!
Wie er bei ihr steht, und ich bin die leere Luft für ihn!
Mio Dio, era solo una commedia!
Mio Dio, mio Dio!
Egli sta lì con lei ed io sono aria per lui!
Octavian
(dietro la sedia della Marescialla, impacciato)
War anders abgemacht, Marie Theres’, ich wunder mich! Era deciso altrimenti, Marie Theres’, sono sorpreso!
(nel massimo imbarazzo)
Befiehlt Sie, daß ich – soll ich nicht – die Jungfer – der
[Vater –
Vuole Ella che io – non dovrei – la signorina – il padre –
La Marescialla
Geh’ Er doch schnell und tu Er, was Sein Herz Ihm sagt. Ma vada dunque e compia ciò che Le dice il cuore.
Sophie
(disperata)
Die leere Luft. O mein Gott! Mein Gott! Sono aria per lui. O mio Dio! Mio Dio!
Octavian
Theres’, ich weiß gar nicht – Theres’, non so davvero –
La Marescialla
Geh Er und mach Seinen Hof. Vada e faccia il Suo omaggio.
Octavian
Ich schwör’ Ihr – Io Le giuro –
La Marescialla
Laß Er’s gut sein. Lasci andare.
Octavian
Ich begreif’’ nicht, was Sie hat. Non comprendo che ha.
La Marescialla
(ride con ira)
Er ist ein rechtes Mannsbild, geh’ Er hin! È un bel tipo, Lei, vada, vada!
Octavian
Wie Sie befiehlt. Come comanda.
(Va dall’altra parte. Sophie resta in silenzio)
Octavian
(presso di lei)
Eh bien, hat Sie kein freundlich Wort für mich?
Nicht einen Blick, nicht einen lieben Gruß?
Eh bien, non ha una parola gentile per me?
Non ha uno sguardo, neppure un buon saluto?
Sophie
(balbettando)
War mir von Euer Gnaden Freundschaft und Behilflichkeit
wahrhaftig einer andern Freud’ gewärtig.
Dall’amicizia e dal sostegno di Vostra Grazia
mi attendevo, in verità, ben altra gioia.
Octavian
(con vivacità)
Wie – freut Sie sich denn nicht? Come – non è contenta, dunque?
Sophie
(sconsolata)
Hab’ wirklich keinen Anlaß nicht. Non ne ho, in verità, nessun motivo.
Octavian
Hat man Ihr nicht den Bräutigam vom Hals geschafft? Non Le hanno levato di dosso il fidanzato?
Sophie
Wär’ all’s recht schön, wenn’s anders abgegangen wär’.

Schäm’ mich in Grund und Boden.Versteh’ sehr wohl,
mit was für einen Blick Ihre fürstliche Gnaden mich
[betracht’.
Sarebbe tutto bellissimo, se fosse finito però
[diversamente.
Sprofondo di vergogna. Capisco bene
con che occhio mi osserva Sua Altezza principesca.

Octavian
Ich schwör’ Ihr meiner Seel’ und Seligkeit! Le giuro sulla salute dell’anima mia!
Sophie
Laß Er mich gehn! Mi lasci andare!
Octavian
Ich laß Sie nicht! No, non La lascio!
(Le prende la mano)
Sophie
Der Vater braucht mich drin. Mio padre, là, ha bisogno di me.
Octavian
Ich brauch’ Sie nötiger. Di Lei ho più bisogno io.
Sophie
Das sagt sich leicht. Non costa nulla a dirlo.
Octavian
Ich hab’ Sie übermäßig lieb. o L’amo più di ogni altra cosa.
Sophie
Das ist nicht wahr.
Er hat mich nicht so lieb als wie Er spricht.
Vergeß Er mich!
No, non è vero.
Lei non mi ama tanto quanto dice.
Deve dimenticarmi!
Octavian
Ist mir um Sie und nur um Sie! Soltanto a Lei io penso, solo a Lei!
Sophie
Vergeß Er mich! Deve dimenticarmi!
Octavian
(con impeto)
Mag Alles drunter und drüber geh’n! Possa cadere il mondo!
Sophie
(appassionatamente)
Vergeß Er mich! Deve dimenticarmi!
Octavian
Hab’ keinen andern Gedanken nicht.
Seh’ alleweil Ihr lieb Gesicht.
Non c’è in me altro pensiero.
Io vedo sempre l’amato Suo volto.
(Stringe tra le mani le mani di lei)
Hab’ allzu lieb Ihr lieb Gesicht. Mi è troppo caro il Suo caro volto.
Sophie
(debolmente respingendolo)
Vergeß Er mich! Deve dimenticarmi!
La Marescialla
(nel frattempo si è alzata, ma si frena e nuovamente si siede, e dice tra sé, in modo sostenuto, durante il colloquio tra Octavian e Sophie)
Heut’ oder morgen oder den übernächsten Tag.
Hab’ ich mir’s denn nicht vorgesagt?
Das alles kommt halt über jede Frau.
Hab’ ich’s denn nicht gewußt?
Hab’ ich nicht ein Gelübde tan?
Daß ich’s mit einem ganz gefaßten Herzen
ertragen werd’...
Heut’ oder morgen oder den übernächsten Tag.
Oggi o domani o l’altro giorno ancora.
Ma non l’avevo già detto a me stessa?
Semplicemente, questo è il destino di ogni donna.
E, dunque, non lo sapevo io?
Non m’ero fatta un giuramento?
Che con l’animo pronto e fermo
io l’avrei sopportato...
Oggi o domani o l’altro giorno ancora.
(Si asciuga gli occhi e si alza)
Sophie
(sottovoce)
Die Fürstin da! Sie ruft Ihn hin. So geh’ Er doch! Sua Altezza là! La chiama a sé. E perciò vada!
(Octavian si è mosso verso la Marescialla di un paio di passi, ma ora si ferma in mezzo alle due donne, incerto. Silenzio. Sophie è all’uscio, indecisa se andare o restare. Nel mezzo Octavian volge il capo dall’una all’altra. La Marescialla si accorge dell’esitazione di lui; un sorriso malinconico trascorre sul suo viso. Sophie presso l’uscio)
Ich muß hinein und fragen, wie’s dem Vater geht. Devo entrare e chiedere come si sente mio padre.
Octavian
Ich muß jetzt was reden und mir verschlagt’s die Red’. È il momento di dire qualcosa e non ho le parole.
La Marescialla
Der Bub, wie er verlegen da in der Mitten steht. Il ragazzo, come rimane incerto qui in mezzo.
Octavian
(a Sophie)
Bleib’ Sie um alles hier! Resti qui. La scongiuro!
(alla Marescialla)
Wie, hat Sie was gesagt? Come, che cosa ha detto?
(Senza considerare Octavian, la Marescialla attraversa la stanza fino a Sophie. Octavian arretra di un passo. La Marescialla si ferma di fronte a Sophie, la guarda studiandola ma benevolmente. Sophie, imbarazzata, fa l’inchino)
La Marescialla
So schnell hat Sie ihn gar so lieb? Se ne è innamorata così presto?
Sophie
(molto rapidamente)
Ich weiß nicht, was Euer Gnaden meinen mit der Frag’. Non so che cosa intende Vostra Grazia con la Sua
[domanda.
La Marescialla
Ihr blaß Gesicht gibt schon die rechte Antwort d’rauf. La risposta vera la dà il pallore del Suo volto.
Sophie
(con grande timidezza e confusione, ma sempre molto rapidamente)
Wär’ gar kein Wunder, wenn ich blaß bin, Euer Gnaden.
Hab’ einen großen Schreck erlebt mit dem Herrn Vater.
Gar nicht zu reden von gerechtem Emportement
gegen den scandalösen Herrn Baron.
Bin Euer Gnaden in Ewigkeit verpflichtet,
daß mit Dero Hilf und Aufsicht –
Non farebbe stupore se sono pallida, Altezza.
Ho avuto un grande spavento con il mio signor padre.
Per non parlare poi del legittimo mio emportement
verso l’indecente signor Barone
A Vostra Grazia sono obbligata in eterno,
che con il Suo aiuto e favore –
La Marescialla
(ricusando)
Red’ Sie nur nicht zu viel, Sie ist ja hübsch genug!
Und gegen dem Herrn Papa sein Übel weiß ich etwa eine
[Medizin.
Ich geh’ jetzt da hinein zu ihm und lad’ ihn ein,
mit mir und Ihr und dem Herrn Grafen da
in meinem Wagen heimzufahren – meint Sie nicht,
daß ihn das rekreieren wird und allbereits
ein wenig munter machen?
Però non parli troppo, Lei è già tanto bella!
Ed il signor papà, quanto al suo male so forse il rimedio.

Adesso entro da lui per invitarlo,
con me, con Lei e con il signor Conte,
a ritornare con la mia carrozza – Lei non pensa
che questo potrebbe consolarlo e presto
rendergli un po’ di allegria?
Sophie
Euer Gnaden sind die Güte selbst. Vossignoria è la bontà in persona.
La Marescialla
Und für die Blässe weiß vielleicht mein Vetter da die
[Medizin.
Il cugino poi, credo, conosce il rimedio al Suo pallore.
Octavian
(con segreta intensità)
Marie Theres’, wie gut Sie ist.
Marie Theres’, ich weiß gar nicht –
Marie Theres’, Lei è tanto buona.
Marie Theres’, proprio non so –
La Marescialla
(piano, con espressione indefinibile)
Ich weiß auch nix. Non so nulla neanch’io.
(con voce spenta)
Gar nix. Nulla, nulla.
(Gli fa cenno di restare dov’è)

Octavian
(indeciso, come se volesse seguirla)
Marie Theres’! Marie Theres’!
(La Marescialla resta ferma alla porta. Octavian le è molto vicino, Sophie più distante, a destra)
La Marescialla
(tra sé, insieme a Octavian e Sophie)
Hab’ mir’s gelobt, ihn lieb zu haben in der richtigen
[Weis’,
daß ich selbst sein’ Lieb’ zu einer andern
noch lieb hab’!
Hab’ mir freilich nicht gedacht,
daß es so bald mir aufgelegt sollt werden.
Così avevo giurato, di amarlo nel modo giusto,

sì che avrei amato anche l’amore suo
per un’altra!
Ma certo non potevo pensare
che tanto presto sarei stata costretta.
(sospirando)
Es sind die mehreren Dinge auf der Welt,
so daß sie ein’s nicht glauben tät’,
wenn man sie möcht’ erzählen hör’n.
Alleinig, wer’s erlebt, der glaubt daran und weiß nicht
[wie –
Da steht der Bub und da steh’ ich und mit dem fremden
[Mädel dort
wird er so glücklich sein, als wie halt Männer
das Glücklichsein versteh’n. In Gottes Namen.
Sono così tutte le cose al mondo,
cui noi non arriviamo a prestar fede,
se mai le ascoltiamo in un racconto.
Soltanto chi le vive, ci crede e non sa come –

Qui se ne sta il ragazzo, qui io e con l’ignota fanciulla

egli sarà felice, almeno quanto sa intendere
un uomo l’esser felice. Così Dio vuole.
Octavian
(insieme alla Marescialla e a Sophie, dapprima tra sé, poi con lo sguardo nello sguardo di Sophie)
Es ist was kommen und ist was g’scheh’n.
Ich möcht’ sie fragen: Darf’s denn sein? und grad’ die
[Frag’,
die spür’ ich, daß sie mir verboten ist.
Ich möcht’ sie fragen:Warum zittert was in mir?
Ist denn ein großes Unrecht gescheh’n? Und grad’ an die
darf ich die Frag’ nicht tun. – Und dann seh’ ich dich an,
Sophie, und seh’ nur dich, spür’ nur dich,
Sophie, und weiß von nichts als nur: dich hab’ ich lieb.
Qualcosa è tra noi ed è accaduto.
A lei vorrei chiedere: può essere? ed è questa domanda

che mi è proibita, io lo sento.
A lei vorrei chiedere: perché mi agita un brivido?
C’è stata, allora, un’ingiustizia grave? E proprio a lei
non mi è lecito fare la domanda. – Ma poi io guardo te,
Sophie, e vedo solo te e solo te io sento,
Sophie, e nulla so altro, soltanto: te io amo.
Sophie
(insieme alla Marescialla e a Octavian, dapprima tra sé, poi con lo sguardo nello sguardo di Octavian)
Mir ist wie in der Kirch’n, heilig ist mir und so bang
und doch ist mir unheilig auch! Ich weiß nicht, wie mir
[ist.
Mi pare d’essere in chiesa, con pietà santa e timore,
eppure ho in me pensieri anche non santi! Non so che mi
[accade.
(con grande espressione)
Ich möcht’ mich niederknien dort vor der Frau und
[möcht’ ihr auch
was antun, denn ich spür’, sie gibt mir ihn
und nimmt mir was von ihm zugleich. Weiß gar nicht wie
[mir ist.
Möcht’ alles versteh’n und möcht’ auch nichts versteh’n.
Möcht’ fragen und nicht fragen, wird mir heiß und kalt.

Und spür’ nur dich und weiß nur eins: dich hab’ ich lieb.
Davanti a quella donna vorrei pormi in ginocchio e vorrei
[anche
vendicarmi di lei, perché sento che è lei che me lo dona
ma di lui a me toglie qualcosa. No, non so che mi
[accade.
Vorrei capire tutto e anche vorrei non capire.
Una domanda vorrei fare e nessuna domanda, di fuoco
[sono e di ghiaccio.
E sento solo te e questo solo io so: te io amo.
(Silenziosamente la Marescialla entra per la porta a sinistra, gli altri due non se ne accorgono. Octavian si è fatto vicinissimo a Sophie, un attimo dopo ella è nelle sue braccia)
Octavian
(insieme a Sophie)
Spür’ nur dich, spür’ nur dich allein
und daß wir beieinander sein!
Geht all’s sonst wie ein Traum dahin
vor meinem Sinn.
Sento te sola, te, te sola sento
e sento che ora siamo uniti!
E dall’anima ogni oggetto come sogno
via si dilegua.
Sophie
(insieme a Octavian)
Ist ein Traum, kann nicht wirklich sein,
daß wir zwei beieinander sein,
beieinand’ für alle Zeit
und Ewigkeit.
È un sogno, non può essere vero,
che noi due ora siamo uniti,
per sempre uniti
nel tempo eterno.
Octavian
(con più energia)
War ein Haus wo, da warst du drein
und die Leute schicken mich hinein,
mich gradaus in die Seligkeit!
Die waren g’scheit!
C’era una casa e tu eri là dentro
e là mi hanno detto di andare,
di andare dritto alla felicità!
Bene hanno fatto!
Sophie
Kannst du lachen! Mir ist zur Stell’
bang wie an der himmlischen Schwell’!
Halt mich, ein schwach Ding wie ich bin,
sink’ dir dahin!
Ma come, ridi? E io adesso
tremo come se entrassi in cielo!
Reggimi, fragile sono
e svengo!
(Ella è costretta ad appoggiarsi a lui. In questo stesso momento i servitori di Faninal aprono la porta ed entrano, ciascuno con un candelabro. Dalla porta compare anche Faninal che porge il braccio alla Marescialla. I due ragazzi restano un attimo confusi, poi fanno una profonda riverenza alla quale Faninal e la Marescialla rispondono)
Faninal
(con gesto paterno e affettuoso accarezza la guancia di Sophie)
Sind halt aso, die jungen Leut’! Eh già, son questi i giovani!
La Marescialla
Ja, ja. Sì, sì.
(Faninal offre il braccio alla Marescialla e la guida alla porta di mezzo, che nel frattempo è stata aperta dalla livrée della Marescialla, nella quale è anche il piccolo negro. Di fuori è chiaro, in scena c’è penombra, perché i due servitori con i candelabri precedono la Marescialla)
Octavian
(sognante)
Spür’ nur dich, spür’ nur dich allein
und daß wir beieinander sein!
Geht all’s sonst wie ein Traum dahin
vor meinem Sinn.
Sento te sola, te, te sola sento
e sento che ora siamo uniti!
E dall’anima ogni oggetto come sogno
via si dilegua.
Sophie
(sognante)
Ist ein Traum, kann nicht wirklich sein,
daß wir zwei beieinander sein,
beieinand’ für alle Zeit
und Ewigkeit.
È un sogno, non può essere vero,
che noi due ora siamo uniti,
per sempre uniti
nel tempo eterno.
(Ella gli si abbandona, Octavian la bacia in fretta. A Sophie, senza che lei se ne accorga, cade di mano il fazzoletto. Poi corrono via in fretta, la mano nella mano. La scena resta vuota, poi si apre di nuovo la porta di mezzo. Entra il negretto con una candela. Cerca il fazzoletto, lo trova, lo raccoglie, e saltellando esce)
(Il sipario cala rapidamente)
Fine


(1) Testo tratto dal programma di sala del Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 15 gennaio 2003

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Ultimo aggiornamento 11 ottobre 2013
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