Glossario



Tre Lieder di Ophelia da Amleto, op. 67

per voce e pianoforte

Musica:
Richard Strauss
Testo: William Shakespeare (traduzione Karl Simrock)
  1. Wie erkenn ich mein Treulieb vor andemnun? - Leicht bewegt
  2. Guten Morgen, 's ist Sankt Valentinstag - Lebhaft
  3. Sie trugen ihn auf der Bahre bloss - Ruhig gehend
Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1918
Edizione: Bote & Bock, Berlino, 1919

Testo (nota 1)
I
Wie erkenn ich, mein Treulieb
vor ändern nun?
An dem Muschelhut und Stab
und den Sandalschuhn.

Er ist tot und lange hin,
tot und hin, Fräulein!
Ihm zu Häupten grünes Gras,
ihm zu FUSS ein Stein.
Oho!

Auf seinem Bahrtuch, weiss wie Schnee,
viel liebe Blumen trauern.
Sie gehn zu Grabe nass, o weh!
vor Liebesschauern.
Come riconosco l'amor mio
da un altro?
Dal suo cappello a conchiglia, dallo scettro
e dai suoi sandali.

Egli è morto e da tanto tempo,
morto da tempo, fanciulla!
Sulla sua testa erba verdeggiante,
una pietra ai piedL
Oh, oh!

Sul suo sudario, bianco come neve,
molti fiori soavi si dolgono.
Entrano irrorati nella tomba, ahimè!
di vera pioggia d'amore.
II
Guten Morgen, 's ist Sankt Valentinstag,
so früh vor Sonnenchein
Ich junge Maid am Fensterschlag
will euer Valentin sein.


Der junge Mann tut Hosen an,
tat auf die Kammertür,
liess ein die Maid, die als Maid
ging nimmermehr herfür.

Bei SankTNiklas xmd Charitas!
ein unverschämt Geschlecht!
Ein junger Mann tut's, wenn er kann,
fürwahr, das ist nicht recht.
Sie sprach: Eh Ihr gescherzt mit mir,
verspracht Ihr mich zu frein.
Ich brach's auch nicht beim Sonnenlicht,
wärst du nicht kommen herein.
Buon dì, è il giorno di San Valentino,
presto, prima di giorno
io, fanciulla, alla finestra mi metterò
affinchè tu mi ricordi
il giorno di San Valentino.

Il giovane si abbigliò,
aprì la porta della stanza,
vi fece entrare la fanciulla
che da quella porta più non uscì fanciulla.

Per San Nicolo e Charitas!
Una razza dannata!
Un giovane lo fa appena può,
è da biasimare invero.
Ella disse: ma prima di scherzare con me
mi avevate promesso di sposarmi.
E così avrei fatto, in nome del sole,
se tu con me non fossi venuta.
III
Sie trugen ihn auf der Bahre bloss,
leider, ach lieder, den Liebsten!
Manche Träne fiel in des Grabes Schoss
fahr wohl, fahr wohl, meine Taube!

Mein junger frischer Hansel ist's,
der mir gefällt -
und kommt er nimmermehr?
Er ist tot, o weh! In dein Totbett geh,
er kommt dir nimmermehr.

Sein Bart war weiss wie Schnee,
sein Haupt wie Flachs dazu.
Er ist hin, er ist hin,
kein Trauern bringt Gewinn:
Mit seiner Seele Ruh
und mit allen Christenseelen!
Darum bet ich! Gott sei mit euch!
Sulla bara lo portarono scoperto
ahimè, ahimè, il beneamato.
Molte lacrime caddero sulla sua tomba,
addio, addio, mio colombo!

E' il caro giovane
che io amo
e non verrà più?
Egli è morto, ahimè! Vai sul tuo letto di morte,
a te non tornerà mai più.

La sua barba era bianca come la neve,
la sua chioma come canapa.
Se ne andò, se ne andò,
non giovano i lamenti:
pace all'anima sua
e a tutte le anime cristiane!
Perciò io prego: Dìo sia con voi!

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 22 novembre 1968

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Ultimo aggiornamento 8 agosto 2013
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