Glossario
Guida all'ascolto



La Senna festeggiante, RV 693

Serenata per tre voci e strumenti

Testo del libretto (nota 1)

Parte Prima

[CORO A 3]
TUTTI
Della Senna in su le sponde
fuor dell'onde, o Ninfe, uscite
e festanti qui venite
fra di noi liete a goder.

Se fra vostre illustri arene
sì ripiene di diletto
sol v'ha pace il bel ricetto
qui è la reggia del piacer.

[RECITATIVO]
L'ETÀ DELL'ORO
lo che raminga errante il pie movea
sol per spiaggie deserte,
per erti colli e solitarii lidi,
di mia cara innocenza e bel riposo
la perdita fatal piangendo ognora,
ecco alfin pur ritrova
dopo tanto soffrir, miserie e pene
la perduta mia pace in queste arene.

[ARIA]
Se qui pace talor vo cercando
l'usignol che sen vola cantando,
ferma il volo e risponde anch'ei pace.

Ma se altrove la pace richiamo
dentro il nido o pur sopra il ramo
l'usignolo m'ascolta ma tace.

[RECITATIVO]
LA VIRTÙ
Anch'io raminga errando
perché trovai su questi lidi impressa
(più ch'in altri non vidi)
l'immagin mia, lasciando
d'altronde ricercar più bel ricetto,
quivi arrestando il piede
pomposa alzai degl'onor miei la sede.

[ARIA]
In quest'onde che feconde
son di gloria più che d'acque
nobil stanza io elessi ancor.

Qui sol provo, qui sol trovo
le delizie mie più care,
il più bel del mio splendor.

[RECITATIVO]
LA SENNA
Illustri amiche, o quanto
col mio tenero amor lieto v'abbraccio
e raddoppiando amplessi al sen vi stringo:
già che sotto il mio ciel sempre provaste
lieta stanza, dolc'esca, aer sereno,
seguasi il bel costume
se della Senna in sul famoso lido
sempre avrete di gloria il nobil nido.

[ARIA]
Qui nel profondo
del cupo fondo
di questo ondoso
mio nido algoso
per noi le ninfe
son tutte amor.

E uscendo fuori
dai dolci umori
spesso vantando
van celebrando
del vostro nome
l'alto splendor.

[RECITATIVO]
L'ETÀ DELL'ORO
Si, si, già che tu brami
ch'in queste sponde ad albergar prosiegua,
quivi mi rimarrò perfin ch'il sole
cinto di raggio lucido e giocondo
feconderà con sua virtude il mondo.
LA VIRTÙ
Ed io che l'orme tue sieguo fedele
già che per mia compagna il Ciel t'elesse,
qui avrò le piante eternamente impresse.

[DUETTO]
L'ETÀ DELL'ORO E LA VIRTÙ
Godrem fra noi la pace
che tanto io bramo ognor,
e il ben che tanto piace
avrem del nostro amor.

Dell'innocenza cara
godrà contento il cor,
né più di sorte avara
soffrir dovrà il rigor.

[RECITATIVO]
LA SENNA
Tutto muor tutto manca
ma da'bei fregi tuoi eterno è il lume.
L'ETÀ DELL'ORO
È ver, ma pur del mio
era già estinto il raggio
se tu no'l raccendevi.
LA VIRTÙ
E il mio valore,
se qui non s'arrivava
in vil letargo affatto sen giacea,
e sol s'udia per qualche nero speco
solinga rimbombarne afflitta un'eco.

[ARIA]
Vaga perla, benché sia
dell'aurora bianca figlia,
chiusa in sen d'una conchiglia
suo candor mostrar non sa.

Cosi ancor se non si scopre
la virtù con nobil opre
non ha vanto il suo valore,
resta inutile beltà.

[RECITATIVO]
L'ETÀ DELL'ORO
Tal di me parlo ancora:
donde saria l'immagin mia
si rediviva al mondo
se il sol di questo ciel con la possanza
del suo real splendor non mi rendea
ciò che da tanti secoli
colma d'amaro duol mesta piangea?

[ARIA]
Al mio sen il pargoletto
quivi almen con labbra intatte
sol di latte io ciberò.

E con spirito sincero,
non con torbido pensiero,
solo in pace il nutrirò.

[RECITATIVO]
LA VIRTÙ
Della ferrea stagion l'acuta asprezza
ove del'aurea età s'alza il trofeo
più temer non si può.
L'ETÀ DELL'ORO
Già che virtude ancor
in si nobil terren meco s'annida
sempre in più bel soggiorno
godremo aura soave e lieto giorno.

[DUETTO]
Qui per darci amabil pace
sempre chiaro il sol riluce,
e con Iride festante
ne l'addita in varia luce.
LA VIRTÙ
Per goder l'antica pace
questo ciel m'è scorta e duce
e qui l'iride cangiante
me'l predice in varia luce.

[RECITATIVO]
LA SENNA
Mà rimirate, amiche,
lo stuol de' bianchi cigni,
delle mie rive abitator famosi,
ch'intorno a noi sen van volando.
O come cercan con dotto stile in dolci canti
alzar sul ciel di vostre glorie i vanti.

[ARIA]
L'alta lor gloria immortale
su la nube innalza il volo
e temer non sà tempesta.
Anzi tanto in alto sale
ch'offuscando i rai del sole
in suo cambio ella poi resta.

[RECITATIVO]
L'ETÀ DELL'ORO
O di qual melodia non anch'intesa
questi canori cigni empion le sfere
col canto lor.
LA VIRTÙ
Con lor soavi accenti
rendono immoti infin nel'aria i venti.
LA SENNA
Ma qui assise anch'un poco
s'attendon l'altre schiere
di boscareccie Dee, silvestri numi
dalle selve vicine, accio d'intorno
s'oda fra liete danze,
cinto di verde allor le bionde chiome,
dell'aurea età sempre famoso il nome.

[CORO A 3]
LA SENNA
Di queste selve
venite o Numi
L'ETÀ DELL'ORO
correte, o Naiadi,
da vostri fiumi;
LA VIRTÙ
scendete, Oreadi,
dagl'alti monti.
TUTTI
E voi, Napée,
lasciate i fonti
e qui venite
liete a goder /danzar.
LA SENNA
Irsuti Satiri
saltate celeri;
L'ETÀ DELL'ORO
correte rapidi
Fauni con naccheri;
LA VIRTÙ
perché si celebri
il nostro giubilo.
TUTTI
Su, non ritardisi
correte, correte,
ch'ognun v'attende
per festeggiar.

Parte Seconda

[RECITATIVO]
LA SENNA
Ma già ch'unito in schiera
veggo un drappel si vago, il primo oggetto
siasi il girne colà dove risiede
in ricco soglio assiso
l'astro maggior che della Gallia è il lume.
Ivi giunti, l'omaggio
di nostra fé se gli rinovi. O come
dal suo giovin sembiante uscir si vede
scintillante quel raggio
ch'a null'altro secondo
umilia il mare e fà tremare il mondo.

[ARIA]
Pietà, dolcezza
fanno il suo volto;
virtù, grandezza
fanno il suo cor.

Del bel pensier
giustizia è duce,
che del suo impero
fassi splendor.

[RECITATIVO]
L'ETÀ DELL'ORO
Non si ritardi. A veder quel si corra
la di cui sacra fronte
cinge di più corone alto diadema;
e con offrirle il nostro umil servaggio
fé se gli giuri in replicato omaggio.
LA VIRTÙ
S'inoltri il passo. Ecco colà già veggo
il bel ricco edificio ove risiede
sopra l'eccelso soglio. O qual tramanda
quel real tetto ancora
un tal nobil splendor ch'in vano oggetto
sveglia tema ed amor, gioia e rispetto.

[ARIA]
Stelle, con vostra pace
di quel vostro splendor
non son più amante.

Con più lucente face
oscura il bel candor
il gran regnante.

[RECITATIVO]
LA SENNA
Vedrete in quest'eroe
che Gallia regge e tutto il mondo onora
meraviglie non mai più viste ancora.
L'ETÀ DELL'ORO
Senza giammai vederle
le sanno ancor de' più remoti lidi
l'incognite contrade
se il sol ch'il ciel per ogni intomo ei gira
le narra altrui perché qui sol le mira.
LA VIRTÙ
Quindi ogni dotto inchiostro
di sì strani portenti ognor favella
e un picciol orbe un sì bel suolo appella.

[DUETTO]
L'ETÀ DELL'ORO
lo qui provo sì caro diletto
che mi fa per dolcezza languir.

L'alta gioia sì cara ch'ho in petto
e piacer e pur sembra martir.
LA VIRTÙ
Qui nel seno ho sì tenero affetto
che mi fa per contento languir.

La dolcezza che m'entra nel petto
l'è un godere me sembra morir.

[RECITATIVO]
LA VIRTÙ
Quanto felici siete,
o spiagge avventurose, o spiagge apriche.
Se rivedervi lice
mercè del vostro nume
nel bel volto terrena unite assieme
d'ogni virtute il più trascelto seme.

[ARIA]
Così sol nell'aurora
allor ch'il cielo indora
spiegan la lor beltà vezzosi i fiori.

E il sol cosi vedrai
con suoi lucenti rai
fra gl'astri comparir pien di splendori.

[RECITATIVO]
LA SENNA
Giunti eccone innante
dov'ei spirando e maestate e amore
luminoso risplende.
LA VIRTÙ
O come assieme
nel giovanil sembiante unisce a gara
bellezza e maestade.
L'ETÀ DELL'ORO
A simil vista
sento un soave affetto
di tenero piacer colmarmi il petto.

[ARIA]
Non fu mai più vista in soglio
ne pietà più maestosa
ne più nobil maestà.

Tal non fù nel Campidoglio,
tal non l'ebbe il Greco impero,
ne l'egual più si vedrà.

[CORO A 3 (4)]
TUTTI
Il destino, la sorte e il fato
prenda leggi dal tuo cor.

Si tu sempre in pace amato
e in guerra paventato
per amor, per maestà,
per giustizia e per valor.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 18 gennaio 2002

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Ultimo aggiornamento 24 luglio 2014
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