Enea in Caonia
Serenata in due parti
Testo del libretto
PARTE PRIMA
Ilia
Navi straniere in porto?
Turbe di genti al lido?
Enea
Senti . . . .
Ilia
Qual voce è questa?
Enea
Cacciatrice vezzosa il passo arresta.
Niso
Non paventar.
Ilia
Chi siete?
Niso
Illustri Passaggieri, e questi è il Duce.
Enea
Insegnaci qual sia
L'ignota via, che alla Città conduce.
Ilia
Io vi farò di scorta.
Niso
O cortese Donzella!
Ilia
Andiamo, andiamo, è la Città vicina,
E trovarete in quella
Un Rè benigno, una gentil Reina.
Enea
Se, qual tu sei, qui son sì belle
Le Cacciatrici, le Pastorelle,
E' questo il Regno della Beltà.
Non vidi mai
Più vaghi rai
Spirare amore,
Più nobil core
Aver pietà.
Se, ecc.
Ilia
Signor non hò nel volto
Pregio degno di lode, hò ben nel petto
Un cor, che di se stesso è assai maggiore;
In umile ricetto
Povera abitatrice io qui soggiorno,
Che dalle patrie rive
Crudo mi trasse in queste balze il fato,
E in traccia delle belve
Scorro per mio ristoro, e monti, e selve.
Niso
Ninfa sei, che al bosco, e al monte
Vai coll'arco, e vai col dardo,
Ma il tuo sguardo
M'impiagò.
Lo splendor della tua fronte
Dai miei lumi in un baleno
Giunse ai seno,
E m'infiammò.
Ninfa, ecc.
Ilia
Perdonami, non dei
Dar colpa de' tuoi mali agl'occhi miei.
Niso
Il tuo spirto m'alletta,
Al genio mio è il tuo bel genio eguale:
D'arco armato, e di strale
Più d'una mia saetta
Uccise in Ida . . . .
Ilia
In Ida?
Niso
Sì
Ilia
Sei tu Trojano?
Niso
Appunto.
Enea
E la sua mano
Uomini, e Fere atterra
Famosa nella Caccia, e forte in guerra.
Niso
Niso mi chiamo
Ilia
O Dio:
Enea
Sospiri?
Ilia
Ilia son'io
E nacqui a pie della montagna Idea.
Niso
Questi, che vedi, è il glorioso Enea.
Ilia
Pur s'è placata
La mia Fortuna,
Che meco irata
Mai gioja alcuna
Non mi recò.
Negl'occhi tuoi
Miro gl'Eroi
Di quella
Bella
Città tradita,
Che incenerita
Alfin mancò.
Pur, ecc.
Enea
Ilia, coi miei seguaci
Se vuoi fidarti all'onde,
Troverai miglior sorte in altre sponde.
Ilia
Dentro rozza capanna
Io qui vivo contenta: Eleno il figlio
Di Priamo ucciso ha in questo Regno il Trono.
Niso
Eleno?
Ilia
Ed è sua sposa
Andromaca.
Enea
Già moglie
Dell'oltraggiato Ettorre?
Ilia
Quella
Enea
Che narri!
Ilia
E con soave legge
Ei l'intera Caonia, e frena, e regge.
Niso
O fortunato avviso!
Enea
O impensata ventura!
Ilia
Già siamo appresso alle Reali mura.
Enea
S'affretti il piede.
Ilia
Osserva Enea là dove
Limpido scorre in frà le piante un rio.
Enea
Nobil Donna vegg'io
Che incensi a Cielo aperto offre agli Dei.
Ilia
Andromaca è colei:
L'alma di Ettorre addolorata onora,
E l'Urna vota, e il doppio altare infiora.
Andromaca
Spargo rami di fiori, e di mirti
O grand'Ombra di Ettorre adorato
Qui d'intorno piangendo per te.
Passeggiando tra l'incliti spirti
Forse adesso nel Campo beato
Tu m'ascolti, e ragioni di me.
Spargo, ecc.
Enea
Andromaca.
Andromaca
Ahi che vedo!
Dimmi, vivi, o moristi?
Enea tu sei, o l'anima di lui?
E se cedesti a morte
Valoroso egualmente, ed infelice,
Ettorre mio dov'è? che fa? che dice?
Enea
Vivo son'io, m'invita
La nell'Italia ad alte imprese il fato;
A questo braccio armato
Arriderà la Genitrice mia
Di Citera, e di Cipro eccelsa Dea.
Andromaca
S'avvisi il Rè, che qui comparve Enea.
Enea
Come dalle catene
Passasti al soglio?
Andromaca
Pirro
Ad Eleno mi cesse,
Tolse Ermione ad Oreste, e Oreste un giorno,
Che Pirro all'ara intorno
Incauto gia sagrificando al Padre,
Con furibonde guise
Entrò nel Tempio, e su l'aitar l'uccise.
Eleno eresse allora
In questa parte il trono,
Vi regna in pace, e sua Compagna io sono.
Enea
Gode l'alma, gìuliva
Di tua bella fortuna.
Andromaca
Eleno arriva.
Eleno
Chi mai di noi credea
Di rivedere Enea
In questo suol del montuoso Epiro?
Enea
Tutto lieto ti miro
Coronato la fronte, era ben degno
L'alto figlio d'un Rè di Scettro, e Regno.
Eleno
Ti bacio, t'abbraccio,
Ti vedo,
E non credo
Ne agl'occhi, ne a me;
M'avvampo, m'agghiaccio,
Ti torno a mirare,
E un sogno mi pare,
Ma sogno non è.
Ti, ecc.
Niso
Umile a voi m'inchino.
Enea
Andromaca, egli è Niso.
Andromaca
Ben mi sovvien di lui.
Eleno
Ben lo ravviso.
Enea
Ilia fu nostra guida,
Che alberga non lontano, e nacque in Ida.
Andromaca
Vieni alla Reggia, avrai
Stanza, miglior, che miserabil vita
Viver non devi in povertà romita.
Ilia
E' vero, che son povera,
E' vero, che son misera,
Ma son contenta ancora
Della mia povertà:
Un'antro mi ricovera
Allor che vien la sera,
Ne mai di me primiera
La rubiconda Aurora
Destarsi in Ciel non sà.
E' vero, ecc.
Fine della Prima Parte.
PARTE SECONDA
Eleno
La tua, la Patria mia
Se di scorger sei vago,
Innanzi agl'occhi tuoi
Vedine pur la rinascente imago.
Andromaca
Formar simile a quella
Questa Città noveìla, Eleno brama,
Che già col nome suo, Troja la chiama.
Eleno
In picciola figura
Guarda le Torri sue, guarda le mura,
Ed alle mura accanto
In questo fiumicello osserva il Xanto.
Enea
Troja bella distrutta dal foco
Qui rinasce a poco a poco,
Quale in faccia ai rai del sole
Nascer suole
La Fenice.
Cangi sorte, e ria fortuna
Non infesti la sua cuna,
E sia poi
D'eccelsi Eroi
Fortunata Genitrice.
Troja ecc.
Niso
Dell'arsa Patria nostra
Alzaro al Cielo i venti
Le ceneri cocenti, e i caldi fumi:
Ebber pietade i Numi
Di tua fiera sventura, e di là sopra
Ti destinaro all'opra
Delle nuove Trojane eccelse mura,
E forse a terra ancora
Qui le ceneri sue caddero allora.
Andromaca
E pur dolce il vedere
A chi si trova in si remota riva
Le fide amiche genti
Della perduta sua Città nativa.
Quanto improvise, tanto pia belle
Gioje novelle
Provando vò;
Qual madre afflitta, che vede in porto
Figlio, che in mare credea già morto,
E che cercando più volte andò.
Quanto, ecc.
Eleno
Niso spesso gli sguardi
Tu volgi ad Ilia, e languido la guardi.
Niso
Dall'incendio nemico
Seppi salvarmi
Ed or non sà già il core,
Come libero uscir da quel d'amore,
Che d'Ilia le pupille
Vibrano irreparabili faville.
Dal chiaro lampo
De' suoi bei lumi
Non trova scampo
Questo mio petto,
In cui ricetto
Già prese amor.
E' così adorna
Quell'alma vaga
Di bei costumi,
Che tutto impiaga
L'amante cor.
Dal, ecc.
Ilia
Niso per me s'affanna?
Degna di lui mi crede?
E qual bello in me vede?
Ahi che s'inganna.
Enea
E pur sovente gira
Gl'occhi intorno al tuo volto, e poi sospira.
Ilia
Tu che de' suoi tormenti
Pietà forse ne senti,
Dì, che non s'innamori,
Se non vuol sospirar.
Se con interni ardori,
Si strugge a poco a poco,
Digli ch'estingua il foco,
E che lasci d'amar.
Tu, ecc.
Andromaca
Enea, quanto godrei
Di poter dare adesso
Un'amoroso amplesso
Alla tua deplorabile Consorte!
Enea
Sventurata morì.
Eleno
Barbara sorte,
Enea
Speno viene
Tormentosa
La memoria della sposa
A dar pene
A questo cor:
Io perdei
Nel perder lei
Ogni pace, ed ogni bene,
E perdei me stesso ancor.
Spesso, ecc.
M'apparve l'infelice,
E mi disse così: rasciuga il pianto:
Passa in Italia, avrai
Regno, e sposa Reale al Tebro accanto.
Eleno tn, che sei
Tanto nel divinar famoso, e saggio,
In sì lungo viaggio
Scoprimi quai saranno i cai miei.
Eleno
Vieni d'Apollo al Tempio,
Ivi sia ch'io ti sveli
A qual destin ti riserbaro i Cieli.
Andromaca
Con lusinghieri accenti
Mi parla in petto il core;
Sò ben, che tu nol senti:
Ma vuoi saper, che dice?
Che lieta, che felice
La sorte tua sarà.
Datti coraggio o Duce
Che la nemica stella
Per te con santa luce
Più rilucente, e bella
Nel Ciel risplenderà.
Con, ecc.
Eleno
Qui per placar li Dei
Cadano due Giovenchi al suol svenati,
Ed ecco, e l'uno, e l'altro io stesso uccido.
Or per saper de' fati
Dal veritiero Oracolo l'arcano
Io ti stendo la mano, e a lui ti guido.
Biondo Nume
Col chiaro tuo lume
Il mio spirto presago si fà,
Deh presente
Ravvisi la mente
Navigando Campione sì forte,
Quella sorte,
Che avere dovrà.
Biondo, ecc.
Andromaca
De' vostri mali i Numi
Abbiano alfin pietà.
Ilia
L'abbiano pure
Delle vostre sventure.
Niso
Ilia implorando vai
Pietà per noi, tu che per me non l'hai.
Ilia
Saper tu vuoi perche
Non hò pietà di te?
Perché vuole il mio core
Vivere in libertà.
E' ver, che sembra amore
Dolce nel primo istante,
Ma di chi viene amante
Tiranno poi si fà.
Saper, ecc.
Eleno
Gran Semideo Trojano,
Gloriose venture il Ciel t'appresta,
Ma da soffrir ti resta
Più d'un aspro disaggio; a farti guerra
Seguirà Giuno irata in mare, e in terra.
Guardati ben dall'onde
Di Cariddi, e di Scilla:
Di Cuma la Sibilla
Ti porgerà conforto;
Passa di Circe il monte
E vanne al Tebro, che t'aspetta in porto,
Ivi d'un Regno erede
Sposa alfin stringerai d'eccelse doti:
Gl'incliti tuo' Nipoti
Dovran le mura edificar di Roma:
Coronata la chioma
Quella Città Latina
Sarà del Mondo intier Donna, e Regina.
Ilia
Oh quai cose ci narri affatto ignote!
Eleno
E un dì colà nelle più amene sponde,
Dove il vago Sebeto
Tributario al Tirren corre coll'onde:
Nell'Altera Città, cui diede il nome
La Tessala Reina
Oh con qual gioja! Oh come
Accolta si vedrà Grand'Eroina
Di Reggio sangue ornata,
Che dell'Inclito suo Nipote accanto
In armoniose note
Della mia nuova Troja,
E de' futuri tuoi
Famosissimi Eroi
Godrà sentire espresso il nobil vanto.
Enea
Deh se ti sia palese
Dimmi qual sarà mai Coppia sì chiara.
Eleno
Le memorande imprese
Veggo degl'Avi suoi,
Ma nel ridirle a voi,
La mente si confonde,
E non le sà narrar.
Mitre Diademi, e Troni
Porpore, e Scettri io miro,
Ovunque il guardo giro
Ma non mi sò spiegar.
Le, ecc.
Andromaca
Lieta dunque, e festiva
Del Gran Nome di Enea
Tutta risuoni la Caonia riva.
Coro
Nel suo Nome ogni bene si cela
Nel suo Nome ogni pregio s'aduna,
E immortale il suo Nome vivrà.
Or dal porto si spieghi ogni vela,
Ch'ogni vela sarà di Fortuna,
Che spiegata in suo Nome sarà.
Nel, ecc.
FINE
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Ultimo aggiornamento 10 agosto 2023