Larinda e Vanesio

Intermezzo in tre parti


Testo del libretto


INTERMEZZO PRIMO

Larinda in abito d'Uomo sotto nome di Larindo, e poi Vanesio in Veste da Camera.
Larinda
Sotto mentite spoglie
Vanesio aspetto, e diverrò sua moglie,
Spero condurre al fine
Col ballo, e con la scherma il mio disegno,
Son povera di robba, e non d'ingegno.
Il Padre di Vanesio
Era un buon Cittadino, anch'io son tale;
E' vecchio, è brutto è vero,
Mà penso à suoi contanti,
E benche siano tanti
Stimo i difetti suoi zero via zero,
Che ne' luoghi lontani, e ne' vicini,
Non si fa largo chi non ha quatrini.

La moneta è un certo che,
Ch'oggi giorno tutto può,
Tutto spunta, e tutto fà.

Piace à gl'altri, e piace à me,
E perchè
Io son povera, e non l'hò
Vado intorno ad un, che l'ha.
Vanesio
Perdonami Larindo
Se t'ho fatto aspettare, e qual non devo
Se in abito non proprio io ti ricevo.
Larinda
La sua gran cortesia
Troppo mi vuol confondere.
Mi pare, che sia tempo
Di prender la lezzione.
Vanesio
Si Larindo, hai ragione,
E prendere la voglio.
Larinda
Si spogli dell'ovata.
Vanesio
Or me ne spoglio.
Larinda
Signor pigli il Fioretto.
Vanesio
Eccomi già in battaglia.
Larinda
Aspetti.
Vanesio
Aspetto.
Larinda
Bisogna far le cose,
Coi metodi dovuti.
Ella si metta in guardia, e raschi, e sputi.
Tenga un pò più piegato
Il ginocchio sinistro, e dritto il destro.
Vanesio
Và ben signor Maestro?
Larinda
Và bene si, và bene;
Ma però gli conviene
Di coprir meglio il petto.
Vanesio
Così?
Larinda
Si.
Vanesio
Tiro il colpo?
Larinda
Aspetti;
Vanesio
Aspetto,
Larinda
Stendendo la stoccata
In un momento sol libero, e franco
Deve moversi il braccio, il piede, e il fianco.
Attento. Tiri.
Vanesio
Ah . . . . in guardia mi rimetto?
Larinda
No; fermo, aspetti.
Vanesio
Aspetto.
Larinda
Volti un tantino il pugno.
Vanesio
Così?
Larinda
Così ritorni in guardia à un tratto.
Vanesio
Hò ben fatto?
Larinda
Hà ben fatto.
All'altra. Presto.
Vanesio
Ah . . . .
Larinda
Cavi.
Vanesio
Cavo, e ricavo.
Larinda
Bravo
Signor Vanesio.
Vanesio
Bravo, bravo, bravo.
Orsù, veniamo al ballo,
Che m'aspettano poi sella, e cavallo,
Larinda
Dunque servir si lasci,
Ed incominci à fare
Del minuè gli passi
Vanesio
Eccomi in positura.
Larinda
(O che bella figura!)
A lei, faccia un coppè, la . . . ra . . la . .
Le spalle in dietro, il petto avanti dritta
La testa.
Vanesio
Questa gamba
Và ben?
Larinda
Và bene
Vanesio
E questa?
Larinda
Và ben quest'altra ancora;
Sù via la rà la la . . . Tenga li piedi
In fuora.
Vanesio
Eccoli in fuora.
Larinda
Venga à tempo à cadenza, la, ra, la, la,
Basta. La riverenza
Vanesio
Che ne dici Larindo?
Larinda
Osservo, ch'ella
A far profitto in poco tempo arriva;
Viva il Signor Vanesio.
Vanesio
E viva, e viva.

Un Marte furibondo,
Sarò nel far duello.
Mà tutto legiadria
Un Amorino bello
Se muovo al ballo il piè.

E frà le danze, e l'armi,
Vedrai qual io mi sia.
(Non dico per vantarmi.)
Un Uom di più cervello
Non vi fù mai nel mondo,
Non vi sarà non v'è.
Larinda
Mi conceda licenza
Di scoprirli un'arcano.
Vanesio
Non tanta retinenza.
Larinda
L'officio è da mezzano,
Non mi perda il concetto.
Vanesio
No, no, sbrigati, parla.
Larinda
Aspetti.
Vanesio
Aspetto.
Larinda
Signor, v'è una gran Dama,
Che mossa dalla fama
Della beltà di lei,
Incognita partì dal suo Paese,
E poi di notte oscura,
Giunse à questa Città, per cambiatura.
Vanesio
Dimmi come si appella?
Larinda
Si chiama la Signora
Stellidaura d'Arbella.
Vanesio
La voglio consolare.
Larinda
Guardi il ritratto suo; che glene pare?
Vanesio
Si assomiglia all'aurora ,
M'esce l'anima fuora in
rimirarla.
Larinda
Con furtiva maniera
Verrà verso la sera à visitarla.
Vanesio
Tocca à me à visitare
Questa cara Padrona, e voglio andarvi,
E vi änderò in persona.
Larinda
Non vada, che non vuole
Che alcun della sua gente
Di ciò s'accorga, e che ne sappia niente.
Vanesio
Si serva, come brama
Venga dunque la Dama,
Ch'lo la riceverò nel gabinetto;
Mà dov'è? quanto tarda?
Larinda
Aspetti.
Vanesio
Aspetto.
Larinda
(La facenda và bene!)
Vanesio
Che caldo mi viene
Non posso star saldo.
Dov'è mia Signora?
Larinda
Frà poco verrà.
Vanesio
Fà pur, che si sbrighi . . .
Larinda
Più flemma ci vuole . . .
Vanesio
Intanto gli dichi,
Che il cuore mi duole . . .
Che il capo mi gira . . .
Larinda
(Già il sciocco delira!)
Vanesio
Nò nò nò, non voglio,
Non posso aspettar.
Larinda
Sì, sì, gli conviene
Bisogna aspettar.
Vanesio
E' ver, che mi adora?
Larinda
Per voi si consuma
Non trova mai pace . . .
Vanesio
Sua doglia mi spiace.
Larinda
Per voi s'assottiglia.
Vanesio
Ah! povera Figlia.
Andarvi vorrei
Per farne la prova.
Larinda
Non giova, non giova.
Vanesio
L'amor nel mio petto
Crescendo più và.
Larinda
Aspetti.
Vanesio
Si aspetto.
Mà quando sarà?
Larinda e Vanesio
Frà poco verrà
Con sommo diletto
Nel mio / Nel suo Gabinetto
La vò ad / La puole aspettar.

INTERMEZZO SECONDO

Camera con tavolino, e sopra da vestirsi Vanesio, e poi Larında vestita da Donna.
Vanesio
Olà vestir mi voglio;
Già delle cirimonie
Il Maestro primier della Città
M'ha detto come và
Ricevuta da me quella Signora.
Devo, quando s'appressa
Farle tre inchini. Il primo a questo modo;
E dar due passi avanti,
E poi farle il secondo,
Ma, che sia più profondo
Muover due volte nuovamente il passo,
Ed alfin, farle il terzo, assai più basso.
Dopo ho da dir così.
Lustrissima Signora
Ella troppo m'onora;
Troppo grazia è cotesta;
Mà che veggio? la grande Dama è questa;
Olà nulla mi manchi
Presto la spada a i fianchi,
La perucca, il cappello;
Manca nient'altro a me?
Larinda
(Manca il cervello:)
Vanesio
Si portino due sedie
Si pongano nel mezzo!
Larinda
(O che comedie!)
Monsù Vanesio, scusi
Questa Madamusella
Stellidaura d'Arbella.
Vanesio
Innanzi di sedere
Faccia il favor, di ritirarsi alquanto,
Perche possa compire al mio dovere!
Larinda
E qual dover?
Vanesio
Sospiro,
Che si ritiri un poco.
Larinda
Or mi ritiro.
Vanesio
Io per atto di stima
Ho già fatta la prima,
Ho fatta la seconda,
Ed hor con sua licenza
Le devo far la terza riverenza.
Larinda
Obedii per servirla,
Non per mia pretensione.
Vanesio
Ecco la terza mia venerazione.
S'accomodi Illustrissima,
Illustrissima veda . . . Illustrissima . . .
Di farmi onore di sedere, e sieda.
Larinda
M'obbliga il suo bel tratto.
Vanesio
Illustrissima Dama.
Larinda
(E' proprio matto,)
Vanesio
Ella col visitarmi,
Fà gonfiarmi di boria,
Anzi è grazia, anzi è gloria.
Larinda
Mi fà restar confusa
La sua gran cortesia.
Vanesio
Anzi nò. Anzi sì.
Larinda
(Anzi è pazzia!)
Vanesio
Conosco ch'io non merito,
Di meritar con merito . . .
E so, che il mio demerito . . .
E' presente, è futuro, ed è preterito;
Larinda
La sua rara beltà
E' nota a tutti.
Vanesio
Ah.
Larinda
E più di tutti
E' nota a me.
Vanesio
Eh
Larinda
Dir non si può quanto mi piaccia.
Vanesio
Oh,
Larinda
Morta son io, non posso più.
Vanesio
Uh.
Larinda
Dalla mia Patria
Vengo qui per trovarla,
E trovo, che aman lei tutte le Donne.
Vanesio
In quanto a questo, è vero.
Larinda
Onde mercè dispero.
Vanesio
Ne mi lascian campare un'ora in pace.
Larinda
(E'matto da legare,)
Vanesio
Mà per dirla com'è, ritrovo in lei
Un certo brio brillante,
Che piace a gl'occhi miei;
Quel ciglio lampeggiante
Dolcemente mi strazia.
Signora mia, per grazia.
Si levi in piedi, e mi passeggi avanti;
Poi, mi faccia un inchino.
Larinda
Di color porporino
Tingo il mio volto a questa sua dimanda;
Pur son costretta a far quel che comanda.
Vanesio
Che bel taglio di vita?
Che andamento, che alletta?
Par giusto una barchetta.
Che gentil portamento? basta, basta,
Non più; (morir mi sento.)
Larinda
Non bramo la sua morte,
Bramo . . . .
Vanesio
Che brama?
Larinda
D'essergli consorte.

Accanto al mio bel foco
Sento, che a poco a poco
Tutta mi liquefò.

Se non mi porgi aita,
Da questa all'altra vita
Misera, me ne vò.
Vanesio
Anima mia, mia vita
Concludiam gli sponsali,
Non tardiam più, facciamola finita:
Larinda
Per segno del mio affetto
Prenda questa patente.
Vanesio
Che contiene?
Larinda
Un presente
E di tutto il mio aver la donazione,
Vanesio
Dunque mi fà Padrone?
Larinda
E Padrone, e Marito.
Vanesio
Gran liberalità! resto stordito!
Che sono questi così,
Che si veggon qui sotto,
Di sì fatta figura?
Larinda
Sono i sigilli dell'investitura.
Vanesio
Tocchiamoci la mano.
Il mio cor, fe ti giura.
Larinda
Fede ti giura il mio.
Vanesio
Tu porti a questo sen pace, e riposo.
Larinda
Io già son tua.
Vanesio
Ed io sono il tuo Sposo.
Mio dolce amore . . . .
Larinda
Caro Sposetto . . . .
Vanesio
Gioja del core . . . .
Larinda
Cor del mio petto.
Vanesio
Tu bella sei.
Larinda
Tu caro sei.
Vaesio
Sei . . cara tu.
Larinda
Sei . . bello tu.
Vanesio
Tu sei la stella,
Che mi rischiara.
Larinda
Tu sei quel porto,
Che cerca l'alma.
Vanesio
Tu il mio conforto.
Larinda
Tu la mia calma,
O caro . . . .
Vanesio
O cara . . . .
A due
Non più, non più . . .

INTERMEZZO TERZO

Vanesio, e Larinda.
Vanesio
Chi mai avria pensato
A un sì gran tradimento!
Dove mi fuggirò?
Dove m'asconderò?
Larinda
(Oh che contento!)
Vanesio
Dov'è, dov'è la dote?
Dove la signoria, dove i denari?
Larinda
Se non hò dote, sono almen tua pari:
Vanesio
Come mia para? menti,
Larinda
Nulla tu mi spaventi;
Il gridar qui non vale,
Che Cittadin tu sei, anch'io son tale.
V'è sol la differenza
Che tu sei ricco, ed io non hò danari.
Il Ciel però mi diè tanto di spirto
Che infin per maritarmi senza dote
A uno sposo par mio,
Finta pria mi son'io
Mastro di ballo, e scherma;
E poi nobile, e ricca;
Ed or, che il tutto sai,
Crescanti pur le doglie,
Che rimedio non v'è, son già tua moglie.
Vanesio
Dunque . . . mia moglie sei . . . e non hai dote?
Non può essere . . . . .
Non può stare,
Giove non lo può fare;
Sono tutte invenzioni;
L'inferno ancor si volge contro mè?
Spirti maligni à l'armi,
Tutti vi sfido à guerra;
Ohimè! non tocco terra,
Nuoto in un mar di guai,
E sù la riva, non arrivo mai.
Tiratemi vi prego
Fuori da questo luogo.
Correte, ch'io m'annego.
Ajuto, ch'io m'affogo;
Presto venite à volo . . . . .
Mà al fin son giunto al lido, e premo il suolo.
Larinda
(Mi muove à compassione)
Vanesio
Ed hai potuto
Donna ingannarmi?
Larinda
(O Ciel porgimi ajuto.)
Vanesio
Fagotti, e timpani,
Violetti, e cimbali
Or via sonate,
Ch'io vò cantare.

Mà chi mi sturba,
Ohimè, che vedo!
Tutt'à Larinda
Costei somiglia.
Larinda
E Larinda son'io
Dolce marito mio.
Vanesio
Che mio? perfida Maga?
Larinda
(Vò tentar di placarlo.)
Vanesio
Tu, che facesti il nodo, ai da disfarlo.
Larinda
Adorato consorte,
Se disfare lo vuoi dammi la morte.
Vanesio
Morta Larinda cada,
E per farla morir, cavo la spada.
Larinda
Cava pur la spada fuora,
Fà ch'io mora;
Ecco il petto, ed ecco il cor.

In uscir dal gargarozzo
Il singhiozzo
M'interrompe ogni parola;
O m'uccidi, ò mi consola,
Abbia fine il mio dolor.
Vanesio
Oh poveretto me!
Mi tremano le gambe;
Larinda animo. Ohimè!
E' freddo freddo il naso. Oh vago naso
Fatto dalla natura, e non dal caso.
Cor mio respira, e vivi,
Che d'esser tuo ti giuro,
E del passato già, punto non curo.
Larinda
Ahi!
Vanesio
Coraggio Larinda.
Larinda
Frà tanti affanni, in vita
Chi Larinda richiama?
Vanesio
Vanesio tuo, che s'è pentito, e t'ama.
Larinda
Conosci al fin l'errore?
Caro Vanesio, Idolo mio, mio core.
Vanesio
Scusa Larinda, scusa.
Larinda
(La faccenda è conclusa.)
Vanesio
Son tornato in me stesso,
Ed io te ne professo obbligazione.
Larinda
Hò ragione?
Vanesio
Hai ragione.
Farò veder, ch'è falso
Il proverbio, che dice:
Chi nasce matto, non guarisce mai.
Larinda
Tu sei guarito, ed io ti risanai.
Vanesio e Larinda
Che contento, che diletto
Sento al petto,
Larinda
Or che à te mi veggo accanto,
Vanesio
Or che fono à te vicino
larinda
Adorato mio tesoro . . . .
Vanesio
Adorabile visino . . . . .
Quasi moro di dolcezza . . . . .
Larinda
Del piacer quasi mi moro.
Vanesio e Larinda
Ed in segno d'allegrezza
Larinda
Salta il cor di quà, e di là,
Vanesio
Balza il cor di là, e di quà.
Larinda
Dunque ogn'or con saldo affetto
Stretto stretto
Al mio sen t'abbraccierò;
Vanesio
Dunque ogn'or fino alla morte,
Forte forte
Al mio sen ti stringerò.
Larinda
Se venisse,
Vanesio
Se accadesse,
Vanesio e Larinda
Che l'eclisse il Sol facesse
Per disfare il matrimonio,
Larinda
Vorrei prender l'antemonio,
Vanesio
Vorrei prendere il veleno.
Vanesio e Larinda
Pria, che togliermi dal seno
Te mio Sole di beltà.


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Ultimo aggiornamento 13 maggio 2024