Nicolas de Flue
Leggenda drammatica in tre atti per recitante, coro e orchestra
ATTO I
1. Prologo
Coro
Per il Dio santo e forte
che regge solo le terre e i nostri cuori
Eterno dei celesti cori
Davanti a cui sol pieghiamo il ginocchio
Misericordia e grazia siano offerte
A voi tutti che ci ascoltate. Amen.
Recitante
Verso quel tempo, o Federati,
Verso quel tempo già
Salì il vento dai piani
Verso il Gottardo, bastione sacrato. |
Coro
Dateci orecchio!
Come oggi ancor!
Vento a guerra! |
Allora un uom s'è levato,
Divino nuncio nel fracasso della collera,
Laggiù urlano tutti:
Egli resta solo.
È un grido:
Resta povero e sol.
Tutti gridano:
E lui solo dice: Pace! |
Dateci orecchio!
Insieme! Insieme!
Dell'or!
La guerra! |
Coro celeste
Pace in terra e pace in cielo
Recitante
Stasera ancora, o Federati,
Il nostro eroe e il nostro santo ci parla.
Laggiù tutti gridano:
E lui dice: Amore!
Tutti gridano:
E lui tutto solo ancora ci dice:
Coraggio, o popolo, resta unito!
Viene il mattin! |
Coro
Dateci orecchio!
Insieme! Insieme!
A morte!
La guerra!
Il giorno vien! |
Coro celeste
Il giorno vien! Vien la notte!
Tutti
Comincia qui la gesta di Nicola!
Recitante
Nel mattino di un giorno d'estate, sugli alti pascoli alpini,
i bimbi di Nicola corrono verso il padre cantando.
2. Canzone dei fanciulli
Dal mattin fino alla sera
Qual la mia canzon?
Del più bel luogo a vedere
Tal la mia canzon.
Da laghi, roccie e picchi immani
Su, d'argento sonagliere!
Di monti, valli e rii montani
Sonate le meraviglie!
Sotto il cielo più radioso
Qual la mia canzon ?
Lungo il giorno laborioso
Tal la mia canzon.
Per monti, valli e rii montani
Su, d'argento sonagliere!
E del lavor che Dio fa lievi
Sonate le meraviglie!
Recitante
E mentre che, ciascuno verso l'opera sua, s'allontanano i fanciulli,
Nicola li segue con lo sguardo. Nei suoi figli egli rivede la sua
giovinezza. Il passato è di nuovo avanti a lui.. Le grandi pagine
si svolgono l'una dopo l'altra. Tempi di guerra! E Nicola aveva trent'anni.
3. Fanfara
4. Coro
Pensa ancor! Guarda! Ascolta!
Recitante
Le truppe svizzere hanno bruciato un convento dove s'era rifugiato il
nemico. Nel nome del Patto dei Confederati, Nicola si oppone al delitto...
Ma i demoni nascosti fra la soldatesca l'hanno ricoperto d'improperi.
«Se tu vuoi la giustizia» gridavano «non impicciarti più di fare la guerra,
attendi la stagione delle messi!» Nicola lascia l'esercito. E il popolo
lamenta: È il migliore che se ne va!
5. Coro
(Corale I - prima strofa)
Se ne va, ohimè, se ne va,
Il migliore di noi or va!
E sarà in guerra giustizia osservata?
Chi manterrà l'alleanza giurata?
O combattente, lontan dall'armata
Non ti scordar di noi!
Tu, Nicola, nel tuo esiglio
Non scordar nostro periglio!
Coro
Pensa ancor! Guarda! Ascolta!
Recitante
Eccolo giudice nel suo cantone natale; e i suoi pareri sono rispettati da tutti,
fino a quel giorno ch'egli ora in visione rivede. Un povero, accusato da un ricca,
ha dimostrato la sua innocenza: ma i demoni sorti dietro ai giudici forzano la
sentenza iniqua: «Io li ho visti,» dice Nicola «e ho sentito la fiamma puntuta
che lingueggiava dalla loro bocca! Ecco, io fuggirò lungi da voi, perchè ho visto
nella nostra città la violenza e l'iniquità».
Coro
(Corale I - seconda strofa)
Se ne va, ohimè, se ne va, ecc.
Coro
Pensa ancor! Guarda! Ascolta!
Recitante
Era queiio il tempo del ritiro della sua famiglia, in mezzo ai suoi dieci bambini,
che coltivavano con lui la terra. E quel giorno, giorno del suo cinquantesimo anno,
mentre egli sta assorto nella dolcezza dei ricordi, Dorotea, la sua donna, gli si
avvicina, e dice: «Eccoti in pace, caro sposo mio! Noi ci amiamo e i nostri bambini
crescono nel bene che Dio ci dona! Che dovremmo desiderare di più?» Ma Nicola risponde:
«La mia vita sembra felice e benedetta; e tuttavia sopra di me volteggia una grave
minaccia, come un'aquila invisibile al disopra del gregge. Ed ecco che i cerchi si
restringono! O Dorotea! È una strana sensazione! Io non so che cosa Dio voglia da me.
Ho pregato e digiunato a lungo! Ma sono ancora nella notte. E ancora delle voci mi chiamano».
6. Coro celeste
Solitario, solitario!
O più sempre solitario!
Nè tua gente, nè il soldato
Nè tua pace t'han placato.
Solitudo, solitudo,
Solitudo così amata,
Nel deserto t'ho trovata,
Sola beatitudo!
Recitante
O Dorotea, è il mio Dio che mi chiama! È il mio Dio che mi dice di abbandonare la mia
casa; questi piccoli e te! Ho temuto quest'ora in cui avrei dovuto parlarti! Essa mi
angosciava più che la mia sorte... Ed ora tutto dipende da te sola. Se tu accetti andrò.
Coro celeste
Dorotea, Dorotea,
Dorotea predestinata,
Se sarai sacrificata
Mille e mille salverai.
Dura pena! voce mortale,
Ma la pace vien salvata,
Ricompensa eternamente
Di tua gioia immolata.
Recitante
I bambini sono rientrati dai campi, Nicola li ha benedetti, ed è stato come un addio
nel suo cuore. Ora viene la notte dell'Alpe. Egli si allontona della sua casa, per
attendere più in là, inginocchiato, la parola del Signore.
7. La preghiera di Nicola
Coro
O Dio, il servo tuo eleva la voce or nelle tenebre.
Ascoltal tu! Distogli il diavol che s'aggira! O Dio!
Recitante
(con coro vocalizzato)
Mio Signore e mio Dio, spogliami di tutto che mi allontana da te!
Mio Signore e mio Dio, dammi tutto quanto mi avvicina a te!
Mio Signore, e mio Dio, strappami da me stesso e dammi tutto intero a me solo! Amen.
Coro celeste
Nicolò! Nicolò! Nicolò!
Recitante
Tre vegliardi vestiti di bianco sono apparsi nella notte! E hanno detto': L'ora è venuta,
Nicola, l'ora severa! E Nicola grida aiuto verso Dorotea, sua donna, che vegliava. «Occorre
che io parta e vi lasci questa notte, per andarmene dove Dio vorrà». «Non sei tu mio marito?»
dice la sposa «E come l'uomo potrebbe separare ciò che Dio stesso ha unito?» Ma Nicola risponde:
«Ciò che Dio ha unito Dio può separare. Un giorno, più tardi, comprenderemo».
8. Recitante
(con coro vocalizzato)
Dura è la pena, orrendo il sacrificio, nera la notte e la via solitaria. Ma Dio protegge coloro che lo amano.
O donna, senti la voce dei tempi futuri! Un popolo intero sarà salvato per te dalla guerra, che uccide i padri e devasta i focolari.
Per te, per il tuo solo sacrificio, mille e mille conserveranno il bene che Dio ti toglie!
Ecco che tu cedi ora alla grazia severa.
Coro
Alleluja ! Dio penserà!
Recitante
«Io non sono niente» dice la donna «io t'amo. E non voglio più essere sul tuo cammino!
Il Signore me l'aveva dato, ed ora me lo riprende. Che il nome del Signore sia benedetto!»
Essa è rientrata nell'ombra ove dormono i piccoli. Il pellegrino si allontana intanto nella
notte, per i sentieri rocciosi, verso le altezze dell'alba.
9. Corale I
(Terza strofa)
Se ne va, ohimè, se ne va!
Il migliore di noi or va!
E sarà in guerra il diritto osservato?
Chi il peso della pena avrà portato?
Padre, dove son tuoi figli,
Solitario, ove vai tu?
Tu, Nicola, nel tuo esiglio
Non scordar nostro periglio!
10. L'ascesa al Ranft
Il Coro
Solitario, dove vai tu? Fuggi via, vuoi abbandonarci?
Recitante
Si, fuggirò lontano, andrò a soggiornare nel deserto. Poiché ho visto nel mio
popolo la violenza, l'iniquità e le contraddizioni.
Coro
Solitario, dove vai tu? Nel deserto? Orgoglio è il tuo!
Recitante
Il mio cuore trema dentro di me, e il terrore della morte mi avvolge! O Signore, hai
tu ingannato il tuo servitore?
Coro
Solitario, dove vai tu? Il demone s'offre a tua guida.
I demoni
(coro parlato)
Ha, ha, ha! Eccolo, quello là! Che mai fa?
Vile, infedele! Il letto è vuoto e i bambini ti chiamano!
Ha, ha, ha! L'orgoglio ti trascina!
Ha, ha, ha! Tu vieni a noi!
(Danzano)
Recitante
Cani di Satana! Vi conosco! Voi potete abbaiare ma non mordere! in nome di Cristo, via!
Al mio grido i nemici sono fuggiti! Io so che Dio mi difenderà! Perchè egli ha liberato la
mia anima dalla morte. E salverà il mio piede da ogni caduta.
Coro celeste
Nicolò !
Recitante
Siete voi ora, angeli belli, angeli calati là intorno alla vetta? Accoglietemi allora nel
vostro giubilo! Angeli avvolti nella luce, che io possa ascoltare le vostre voci pure! Lodiamo
insieme l'Eterno! Lodiamolo in questi luoghi elevati.
Coro celeste
Nicolò! Nicolò!
Recitante
Lodiamolo al disopra dei ghiacciai!
Coro celeste
Lodino l'Eterno dei cori celesti
Le sommità dell'aurora!
Svegliate su dall'ombra delle valli,
Rispondete al nostro tuon,
Rispondete al nostro appel!
Coro di fanciulli
Con i cori in ciel cantiam
Nelle chiare mattinate;
Il divin padre invochiam
Che protegga le vallate!
Non è orfano nemmen
Il figliuol del dipartito
Se lo tieni nel tuo sen,
O Padre infinito!
Coro celeste e coro di fanciulli
Lodino l'Eterno dei cori celesti
Le sommità dell'aurora,
Svegliate su dall'ombra delle valli
Echi profondi dei canti!
Recitante
O popolo di pastori, intona l'inno del sacrificio amaro che salverà la tua pace!
Sulla patria vegli ora il solitario. Per tutti egli ha lasciato i suoi! Per le
sofferenze di una e d'uno, mille e mille intoneranno:
Salmo delle Alpi
Tutti
Lode all'Eterno per i cieli e dal sen degli abissi.
Lodino l'Eterno tutti gli Angeli, tutti i suoi figli!
Cantate, o popol di pastori!
Lodate Dio sulle cime dei ghiacciai,
Lodate Dio sulle cime sicure,
Lodate Dio pel circuito delle roccie,
Lodate Dio nel fragor dei torrenti!
Terra e ciel, popol, d'un sol cuore.
Lodate l'Iddio degli eserciti,
Amen! Amen!
ATTO II
Recitante
Sono trascorsi diversi anni. Solo davanti a Dio, Nicola ancora medita e prega. Egli ha
fuggito il mondo: ed ecco che ora il mondo viene a lui. Dai paesi vicini e lontani, fin
dove giunge l'eco della sua vita, i pellegrini muovono verso il cantone del suo alto
romitaggio. E il canto li sostiene nella notte.
11. Coro dei pellegrini
Per monti e grotte,
Amici, a Dio;
Marciam nella notte,
Amici, a Dio;
In lungo oblio
Al soffio dello spirito.
Il cane incalza,
Il diavol ride,
Sulla dura balza
Il diavol ride,
Ma al cuore arride
Fe' senza oblianza.
Sono ancor più i nostri mal,
Le nostre colpe
Che nel cielo facelle;
Il nostro mal
Col tuo segnai piegasti
A Dio ribelle.
Coraggio, frati,
Marciamo ancora,
A Dio tutti donati
Andiamo ancora
Verso l'aurora
Da Cristo illuminati.
Recitante
Quando l'alba raggiunge il pascolo al piede della roccia ove Nicola stava
vegliando dalla mezzanotte, il solitario inginocchiato saluta la stella del mattino.
12. Coro celeste e Coro
O stella del mattin, che il vero giorno assempre
In tua chiarità sia il mio risveglio sempre!
Su svegliate e levate
se il Signore amate!
Il giorno è cominciato, la notte è svanita,
che Dio sia lodato e da noi celebrato!
La notte muore e il giorno vien
Con un ciel chiaro seren!
Coro
Preghiam che pace a noi largita
Da Dio sia tutta la vita. Amen.
13. Recitante
Precedendo i pellegrini, un vecchio è apparso dinanzi al rifugio dell'eremita. E chiede
una elemosina a Nicola, che non ha se non il suo mantello e la sua cintura. Eccoli! dice
Nicola. Ma il mendicante gli risponde: Riprendili pure fino al giorno in cui ne avremo
bisogno. Detto questo scompare mentre un canto dolce risuona come un eco.
14. Coro celeste
Dio l'ha voluto, il tempo viene,
Nicolò, che nulla tiene!
Quegli sol può consigliare
Che già sa tutto donare.
Ecco il pover t'ha lasciato
Ma il tuo Dio t'ha visitato.
Che la pace egli vi dia!
Che Gesù lodato sia.
Recitante
È un angelo che t'ha visitato? Qual segno felice, Nicola! Qual segno felice e quale
avvertimento? Quando Dio invia un tale messaggio, ciò significa che la giornata sarà dura.
Recitante
(Recitativo del veggente, con coro vocalizzato)
O sentinella, veggente ad occhi chiusi, testimone frugale e profetico ai confini del cielo e
della terra, una prova severa è promessa al tuo popolo! Tu la indovini nel profondo segreto
della luce troppo serena che bagna oggi queste montagne. O vedetta divina, ti guarda!
L'attacco è prossimo!
Recitante
I pellegrini salgono lentamente lungo i sentieri del romitaggio. Gli uni ricchi e allegri,
affamati gli altri, tutti rievocano dal solitario consigli e avvertimenti.
15. Corteggi
Recitante
Ai ricchi, ai principi della Chiesa egli ha profetato i mali della Patria divisa dalle loro
ambizioni. Ai poveri, che le guerre spogliano del pane, egli ha mostrato l'esempio d'un più
povero ancora che loda Dio e gli rende grazie pei suoi doni.
Coro di pellegrini
Per monti e balze,
Amici, a Dio;
Marciam nella notte,
Amici, a Dio;
In lungo oblio
Al soffio dello spirito.
Il cane incalza,
Il diavol ride,
Sulla dura balza
Il diavol ride,
Ma al cuore arride
Fe' senza oblianza.
Recitante
Ma ecco che, alla loro volta, i Principi e i Re inviano dei messaggeri al Solitario.
Poiché la sua parola è onnipotente, ormai, presso gli Svizzeri. Il Re di Francia e
l'Arciduca d'Austria cercano l'alleanza dei Confederati. Ecco che i loro inviati si
recano a salutare Nicola, e il popolo diviene inquieto dinnanzi alla tentazione.
16. Recitativo e corale
Recitante
(con coro vocalizzato)
Cosi gli affari del mondo — dai più umili ai più grandi — risuonano nella tua solitudine
pura, o tu che sfuggi il mondo per trovare la sola cosa necessaria! Ed ecco che, nel
giorno del pericolo, tutto il tuo popolo si rivolge verso di te per ascoltare.
Coro
(Corale II)
Nicolò! Nicolò! Nicolò!
Or ti guarda!
O sentinella veggente ad occhi chiusi,
Della tua patria è qui la tentazion!
Tendi il cuor, che noi t'ascoltiam!
Per noi prega, il male si leva!
Tu testimon avverti noi!
Continua ad implorare Dio per noi!
Recitante
Gli inviati del Re di Francia e di Sigismondo duca d'Austria offrono agli Svizzeri una
pace perpetua. Da un lato sta la forza, dall'altro l'astuzia: piccolo gregge svizzero:
eccoti ben guardato dalla volpe e dal lupo! Ma pensa alia minaccia che viene là dall'Occidente,
da quel Granducato occidentale posto sotto il regno di un tiranno folle, che la gente
chiama il Temerario! Pesante minaccia per chi non ha alleati potenti e prossimi! Ma Nicola
ha indovinato l'astuzia. È per gettare gli Svizzeri contro il Temerario che il Duca e il
Re propongono la loro alleanza. Allora si leva la voce del profeta: «La vostra pace è
orientata verso la guerra! Io scorgo la sua faccia d'ombra e di sangue attraverso i
riflessi d'oro che le vostre promesse fanno rilucere agli occhi degli Svizzeri. Ricca
contrada, la Borgogna. Vini calorosi e botti d'oro! Ma la povertà fu la nostra forza,
perchè la nostra forza è nell'unione e le ricchezze dividono un popolo» (
gridando)
Confederati! Confederati! Svegliatevi! Non ascoltate il Tentatore!
17. Recitativo e coro
Recitante
(con coro vocalizzato)
Tutto un popolo ha teso l'orecchio. Ma il gran vento della pianura s'è levato, e spazza via
la voce del veggente. Nicola! Nicola! Ahi! È dunque invano che tu vegli lassù? All'orizzonte
appaiono dei presagi. Di qui noi vediamo un'aurora squillante di gloria e oro. Ma tu di lassù,
vedi l'uragano futuro e la distruzione dei legami sacri. Qual sogno è questo, che si leva con
il vento dei piani e della guerra? Ahimè! Dove mai andiamo noi precipitando?
Corale II
(Seconda strofa)
Nicolò! Nicolò! Voce pura!
Che sai dir?
Suoni lontani predicono l'orrore,
Vento dei piani reca l'eco a voi
Voce pia, scendi dalle cime,
Vento grave, soffia sulle terre,
Giorni d'amore, sere angosciate,
Confederati, ora ascoltate!
Recitante
Signore, la voce del solitario è debole! Parla tu stesso ai figli tuoi! Il canto del mondo
echeggia nelle loro orecchie e le rende sorde alle grida del vecchio veggente.
18. Coro delle potenze
Austriaci
(bassi)
Ohe, gli Svizzeri!
Dall'alte cime al duro suol
Voi dominate i piani sì feraci!
E che? Non volete pugnar?
Lasciate le vostre picche?
Francesi
(tenori)
Ohe, voi Svizzeri!
L'armata vien del Temerario.
Eccola qui! Periglio e gloria!
Olà! Tagliate e rovesciate!
Terrore sia il vostro grido in guerra!
Tutti
Suonate il corno turbinoso della guerra
E il nostro braccio vi terrà!
Recitante
O Signore, abbi pietà d'un popolo diviso contro sè stesso. Vedi la follia delle città
e il patto tradito per l'alleanza straniera. Dove sono i presagi certi? Che dice la voce
del Santo lontana? Perchè quest'ombra rossa che ci viene ricoprendo? O Signore, abbi pietà di noi!
Coro dei Francesi e degli Austriaci
Ohe, gli Svizzeri!
Coro degli Svizzeri
Risponderem!
Coro dei Francesi
Qual ora suona? Ora di guerra?
Mezzo coro di Svizzeri
(a destra)
Se tuonar deve il nembo è ben che tuoni!
Hallalì! Viva il Temerario!
Coro degli Austriaci
Qual ora suona? Ora di guerra?
Mezzo coro di Svizzeri
(a sinistra)
Ora orrenda, crudele miseria!
Nicolò! Dio ci ha abbandonati!
Coro del Francesi
Dite su! Dite su!
Mezzo coro
(a destra)
Sì!
Coro degli Austriaci
Dite su! Dite su!
Mezzo coro
(a sinistra)
No!
Tutti
Chi troncherà?
Recitante
È il grande astrologo di Berna che parla: ascoltatelo! Nel cielo visibile Marte entra
nel Leone. L'Orsa è in posizione sollevata con la gola aperta, e il Toro abbassa le corna;
vedo la guerra! Segno del Cielo! Una spada nuda brandita da una mano tronca! In Oriente,
sento muggire un coro lugubre e risuonare un nuovo canto di morte. Il morale dell'armata
è eccellente. In alto i cuori! Unitevi tutti! Un vincolo sacro! Coraggio! Li scorgo già
fuggire laggiù come una nube! Vedo oro, dell'oro, del sangue, dei morti, e oro, oro, ancora
oro. Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ma Nicola dalla cima dell'Alpi, grida: Mercante di vento! Empio!
Chiedete chi l'ha pagato! Egli non apre la bocca che per mentire, e non la chiude che per
tacere la verità! E una voce si leva intanto dalle campagne: Guai, guai, guai al popolo che
crede ad un mago, e non presta più fede ad un santo!
19. II coro della vittoria e della malora
Orror! Orror! Malora!
Recitante
(con coro vocalizzato)
Vedo un messaggero laggiù verso l'Ovest, nei fuochi del tramonto! Fa un segno, grida, ascoltatelo!
Ecco, io lo sento: grida: ascoltatelo! All'armi, Svizzeri! L'armata del Duca ha varcato le nostre
frontiere! Difendiamole! Non siamo stati noi, è il Destino che l'ha voluto. All'armi!
Coro degli Svizzeri
All'armi!
Coro delle potenze
Notte d'ira e di vendetta!
Fuoco! Mal! Frodi! Carnaio!
Guerra! Guerra!
Dilaga, gioia del sangue!
Dilaga selvaggia!
Viva gli Svizzeri! Viva il Temerario!
Vittoria! Vittoria! Vittoria!
Orror! Orror! Orror!
Recitante
(sostenuto dall'orchestra e dalle esclamazioni del coro)
E tu lassù, sentinella di malora, che cosa vedi ora venire? Apri gli occhi! Vedi l'enorme
incendio, l'aurora della nostra potenza! Sentinella, che dici della notte? E Nicola risponde:
«il mattino viene, e ia notte anche».
Mezzo coro
(a destra)
Il mattino viene!
Mezzo coro
(a sinistra)
E la notte anche!
Tutti
Nicolò! Nicolò! Nicolò!
Recitante e Coro
O sentinella veggente ad occhi chiusi! Nel mattino chiaro e sereno, nel cuore segreto
della luce d'un bel giorno, tu lo sapevi, tu ci avvertivi! La notte sanguinosa è discesa!
Che porterà l'aurora malefica?
Ahimè! Ahimè! Ahimè! Che porterà
l'aurora malefica?
Ahimè! Ahimè! Ahimè! O tentazione complice del
coraggio! Non il sangue ne la disfatta è ciò che tu temi per la tua patria, ma la vittoria
portatrice di discordia! Tu, il nostra santo, nel nembo dell'uragano, non cessar d'implorar
Dio per noi!
ATTO III
Recitante
Grandson! Morati Nancy! Una serie di prodigiose vittorie. La sassosa nazione che quegli irrideva
si è abbattuta sulle armate del Temerario, sassosa proprio come una valanga! Ed è stato ritrovato
un cadavere completamente nudo nel ghiaccio della palude: al dito portava l'anello di Borgogna.
Ma il bottino dei campi del Duca ha gettato la discordia fra gli Svizzeri. E ora le città si ergono
arroganti e ricche contro i cantoni campagnuoli, gelosi alla loro volta delle loro ristrette libertà.
E quindici assemblee in un anno non sono riuscite ancora a conciliare i due partiti. Per l'ultima
volta nel paese di Unterwald, che è la patria del Solitario, si riunisce la dieta dei cantoni. Gli
Ambasciatori dei Principi stranieri vi dispiegano il loro fasto tentatore.
20. Marcia degli ambasciatori
Recitante
Frattanto la gioventù delle campagne, assetata d'oro e di gloria, trascina attraverso la Svizzera il
carnevale delle sue bande mascherate, vociferanti e sanguinarie. I compagni della Follevita sono andati
a Berna e a Ginevra a reclamare il tesoro di Borgogna. La tumultuosa sarabanda ha giurato d'essere di
ritorno per l'apertura della Dieta. Ed eccola qua, ora! Buona selvaggina per gli agenti dei Principi
in agguato!
21. Coro
Compagnoni di Follevita,
Danziam la guerra, danziam la vita!
A noi la terra, a noi la gioia!
Le ragazze della terra vanno dietro ai militari
Per i piani che rosseggian,
Le cittadi che fiammeggian.
Danziam la vita! Danziam la guerra!
Duro, duro, è il suol,
L'oro ed il sangue.
Strage!
22. Fanfara
(apertura della Dieta)
Recitante
La Dieta è convocata nei mezzo di questo tumulto. E i discorsi di pace sono delle accuse, le parole
di giustizia delle ingiurie, l'appello al diritto una sfida della forza. Tutto per lo stato — sostiene
il partito cittadino — ciascuno per tutti! — ciascun per sè — risponde la campagna — Lo stato per tutti —
E mentre gii anziani seggono così argomentando, i compagni della Follevita fanno ad un tratto irruzione
nella sala della Dieta, urlando: «La guerra! Dateci un Capo!» Così l'ultima speranza va perduta. O Patria,
Patria mia lacerata! Quale parola è mai uscita dalle loro bocche! Domani la guerra ...
23. Recitante
(con coro vocalizzato e cantato)
Trema ormai, o popolo dei monti e delle vallate, nell'attesa tempestosa sotto un cielo d'angoscia e d'odio.
Disgrazia a noi!
Notte lugubre e senza sonno ritmata d'armi martellate. Muta folla assassina — fragore irreparabile — che dici tu?
Doman la guerra!
Notte di lutto, popolo dei monti e delle vallate, chi potrà, rovesciando i destini, salvare ormai la tua patria?
Terror su noi!
Piangete, donne, singhiozzate sui focolari deserti. In sordo lamento i tamburi coprono la tua voce deplorevole. Che dici tu?
Doman la guerra!
Coro parlato accompagnato da tamburi
Veglia d'armi! Senti? Mezzanotte suona! Donde ci verrà la salvezza? Kyrie eleison!
24. Coro
(Corale II - terza strofa)
Nicolò! Nicolò! Nicolò!
Parla ancora!
O sentinella veggente ad occhi chiusi,
Prima dell'alba, della rossa aurora,
Salva noi, l'ira tua sospendi,
Nella notte la tua man ci tendi!
Ascolta noi! Ritorna a noi!
Continua ad implorare Dio per noi!
Recitante
Nicola! Nicola! Dal fondo dell'angoscia, l'inviato del tuo popolo è salito verso la tua
solitudine dimenticata. Egli t'invoca, ti scongiura: Torna a noi, discendi, tu che sapevi,
che unico ci avvertivi. Se la tua voce discenderà fra noi, il popolo intero ti accoglierà.
Odi come ti chiama e ti supplica?
25. Recitante
(con coro vocalizzato)
Fra noi, popolo, fra noi, fra la folla in grande tumulto innanzi it giorno — preda cieca
dell'orrore invocato — tendente l'orecchio al martellante galoppo del cavallo rosso dell'Apocalisse —
fra noi, folla, fra noi!
Discendi! Clemente e pacificatrice — o voce simile alla rugiada — Vieni a posarti sul nostro
cuore eccitato — recaci la pace nel tumulto, Colomba miracolosa!
Recitante
li mio voto mi lega, il mio voto di solitudine — la mia salute! risponde Nicola. Chi potrà
sciogliermene se non Dio solo? Gli angeli allora cominciano a cantare.
26. Coro celeste
Solitario! Uomo vero!
Dio per noi ti parlerà!
Di tua vita il gran mistero
Al mattin si chiarirà!
Pel tuo popol che giù langue
Il tuo bene sia trasceso
Che in Gesù donante il sangue
Iddio stesso è già disceso.
Recitante
O dura notte dell'ultimo sacrificio! Dio mi chiama e grida — e la sua voce sembra l'eco di una
spaventevole bestemmia: — Nicola! — Nicola! Sacrifica anche la tua salute! — Ed io obbedirò,
discenderò! In Gesù donante il sangue già una volta Dio è disceso. — E il vecchio s'incammina nella notte.
27. Coro
(Corale I - Quarta strofe)
O Signor, discende, discende!
Il santo fra noi discende!
Chi salverà la Croce insanguinata?
Chi manterrà nostra alleanza giurata?
Oh, vieni a noi nell'impazzata!
Non scordar tua gente ingrata!
Nicolò! Lascia il tuo esiglio
E sostienci nel periglio!
Recitante
Sorge l'alba del giorno e della guerra: ma Nicola, spossato dal digiuno, cade sul suo cammino.
«Ascolta» sussurra al compagno, «io ti detterò un messaggio, e tu correrai a gridar loro: «Pace,
fratelli! In nome di Dio che io continuerò a pregare fino alla morte!»
28. Coro celeste
Terra e ciel, prestate ascolto
Al mistero della pace.
Cuore angosciato, cuor sconvolto.
Serba tua fede pugnace!
Come invoca, come implora
L'Iddio di pace nell'aurora!
Finché parla, finché implora
O destin, sospendi l'ora!
Recitante
Presto, accorri, o messaggero! Già sono sellati i cavalli, e l'aria è piena di clangore d'armi e di
trombe laceranti.... Ecco che egli raggiunge la valle, ed entra nei campi già apprestati dei due partiti.
E li scongiura in nome di Dio, di riunirsi un'ultima volta; v'è un messaggio da parte del fratello Nicola! —
Al solo udire il nome del Solitario, i capi esclamano: — In nome di Dio, ascoltiamolo!
29. Recitativo
Recitante
(con coro vocalizzato)
O Popolo mio, ascolta. Io ti avvertirò.
Dio ti parlava, ma tu facesti secondo il cuor tuo. Ed egli ti ha ababbandonato secondo le inclinazioni
del tuo cuore. Ora ebbro del vino della sua collera tu vacilli. - Le nazioni s'agitano, i regni si scuotono,
sotto il tuono del Signore, la terra ammutolisce e paventa! -
Oh, se il popolo mio rinunciasse infine agli idoli! — All'oro, alla potenza alle parole, funeste! — Per un
istante di fede Dio io salverebbe: — in un istante di gioia rinascerebbe la pace! —
Recitante
E la pace miracolosa viene annunziata dinanzi a tutto il popolo. Il proclama, che hanno lanciato deputati e
condottieri, suona: «Che tutti conservino di questo giorno il ricordo delle pene e dei travagli che il Pio
Nicola s'è dato per la patria! Sia dovere di ognuno, ovunque e in tutti i luoghi, celebrare la nostra riconoscenza,
e illustrare questo memorabile esempio! Separiamoci nella pace e nella gioia!» E il popolo risponde: «Uno per tutti,
tutti per uno! Amen, amen, alleluja»!
30. Recitativo delle campane e coro finale
Recitante
(con coro vocalizzato)
Fra di noi, popolo, fra noi — oh, tu rinasci moltiplicato — nei nostri cuori, d'eco in eco, da mille campane —
o gioia del Pacificatore!
Dall'erta Alpe, oh, come è bella la voce della sentinella — che annuncia la salvezza! Oh come agili sulle montagne
i piedi alati del nunciatore - di pace arrecatore!
Coro
(Corale II - Quarta strofe)
Nicolò! Nicolò! Nicolò!
Tu beato!
O sentinella veggente ad occhi chiusi,
Della tua patria resta tu il tutor,
Nicolò,- o tu di cui il nome
Suona come il vincitore!
Tu sol per cui tutti siamo uno!
Sii sempre a noi beato protettore!
Coro dei fanciulli e degli Svizzeri
Signore, non per noi,
Ma per il santo nome tuo
Dacci gloria!
Coro celeste
Gloria in excelsis Deo!
Tutti
Inneggiam, tutto il mondo lieto sia!
Voi tutti in coro levatevi e cantate!
Nella pace ch'oggi Dio c'invia
Voi tutti ancora ridete e giubilate!
E per Nicola battiam le mani
Al clangor delle fanfare,
Fratelli, voi vicini e lontani,
Viva la pace tutti insieme a cantare!
Alleluja! Alleluja! Alleluja!
(1)
Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Teatro Argentina, 14 maggio 1947
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Ultimo aggiornamento 7 giugno 2019