Le pardon de Ploërmel (Dinorah)

Opéra-comique in tre atti


Testo del libretto


АТТO PRIMO

LA SERА.

Scena prima

Luogo alpestre e selvaggio.

Rischiarato dagli ultimi raggi del tramonto. Sul davanti la capanna di Corentino. Porta a dritta. In fondo una finestra bassa. A sinistra un vecchio seggiolone; tavola e credenza rustiche. Molti viottoli s'incrociano ai fianchi della collina che domina la capanna. Qua é là macchie ed alberi torti dal vento. Larghe zone luminose solcano l'orizzonte.

Alcuni Caprai attraversano il fondo della scena e s'incontrano coi Contadini, che scendono dalla collina.
CORO PRIMPO
L'azzurro del cielo
Si copre d'un velo;
Il fior di lavanda
Profuma ogni landa.
Caprette gentili
Tornate agli ovili,
Seguite i pastori,
Chè tardi si fa.
Non state più fuori,
Chè veggonsi già
E nani e folletti
Errare per qua.
CORO SECONDO
Tra, la, la,
Andiam giù pel cammino
Che infiora il rosmarino,
Tra, la, la.
La squilla odo echeggiar,
E il suono pio mischiar
Al tintinno argentino
Dell'agnellino,
Tra, la, la,
Seguiamo il bel cammino
Che infiora il rosmarino.

(Le ultime note del Coro si perdono nel lontano. Una capra bianca traversa la scena nel fondo e dispare saltellando. Dinorah accorre dietro le sue traccie, si sofferma ed ascolta. Essa è vestita elegantemente come le fidanzate della Bretagna)

Scena seconda

Entra Dinorah.
DINORAH
Bellah, capretta amata,
Dove ti sei celata?
(con tristezza)
La mia capra nera e bianca
Dal mio tetto sen fuggì . . .
(guardando intorno)
Di cercarti sono stanca;
Vien, Bellàh! già cade il dì.
(cangiando pensiero)
Credon le genti . . . che siam dementi.
Ma non è ver . . . tu il dêi saper.
Di noi felice . . . è men chi'l dice . . .
Ma tornerà . . . eccola qua.
(credendo rivederla)
O qual sorpresa! . . . dal sonno è presa.
(accostandosi con cautela ad un cespuglio)
Non la turbiam . . . non la destiam . . .
Ti possa il mio canto
Al sonno invitar.
(come se cullasse un bambino)
Sì, carina,
Dormi in pace,
Caprettina,
Gentilina;
Tutto tacе
Puoi dormir!
Lieve lieve un venticel
Fa le foglie tremolar;
L'ombra invita a riposar;
Del ruscel . . . che corre al mar,
S'ode il dolce mormorar.
Ahi! sei dì lontan restò;
Nè tornò!
Forse errò sulle colline! . . .
Fra le spine! . . .
Ma dal lupo se sei presa? . . .
Non temer.
Sarò là per tua difesa,
Non temer,
Sì, carina,
Dormi in pace, ecc.
Cari augellin', tregua al garrir,
Chè la mia bella deve dormir.
Non la destate,
Più pian! più pian!

(si allontana con circospezione dietro i cespugli e sparisce. Corentino si mostra all'improvviso sul ciglione della montagna; s'avanza guardando a destra ed a sinistra con inquietudine, soffiando sempre nella sua cornamusa. Egli scende rapidamente il sentiero che conduce alla capanna, entra precipitosamente, e chiude la porta)

Scena terza

Entra Corentino.
CORENTINO
Sto. in casa alfine! vadano all'inferno
I folletti ed i nani,
Le streghe e i Corigani,
Che van vagando qua . . .
(guarda intorno inquieto)
M'han detto or ora
Che la dama dei prati
La notte qui s'aggira,
E che a danzar costringe
L' incauto passaggier infin ch'ei spira.
Può aver per me un capriccio,
(esaminandosi con compiacenza)
Non sono brutto affatto,
Son giovine e ben fatto,
Di me si può invaghir . . .
Ne tremo e raccapriccio,
Mi sembra di svenir!
(la scena s'oscura improvvisamente)
Diavolo! non so se il dì tramonta,
O s'è un nugol che passa
Ma qui fa buio come in un camino.
Si batta l'acciarino . . .
(batte l'acciarino e accende un lume)
Ora accendiamo un lume; ecco ch'è fatto.
(guarda intorno di nuovo)
Ma seguito a tremare,
Ogni leggier rumore
Raddoppia in me il terrore . . .
Sono un poltron, lo so.
Dava il cielo a ciascuno in retaggio
Un umor differente quaggiù;
V'ha chi brilla d'immenso coraggio,
Il valor mia virtù . . . mai non fu.
Mensa regale
L'uno vuol;
L'altro frugale
L'ama sol.
Questi nel pianto
Si smagrì:
Quegli nel riso
Passa i dì.
È questo . . . onesto, Giusto e buon:
L'altro . . . più scaltro
E briccon.
Dava il cielo a ciascuno in retaggio, ecc.
Un le ragazze
Seguir vuol;
L'altro le tazze
Vuotar suol.
Quell'è meschino
Senz'amor;
Quei senza vino
Langue e muor;
Uno ha il candore
Dell'agnel,
L'altro è nel core
Tutto fiel.
Dava il cielo a ciascuno in retaggio, eсс.
Alla fin fine non me ne cale,
Se son poltrone non è un gran male!
(la finestra si apre bruscamente)
Chi è là? Nel mio spavento
Ho creduto un momento
Che la dama dei prati
Fosse entrata in mia casa . . . È stato il vento.
Ma se, per dissipare la paura,
La cornamusa mia
In aiuto chiamassi.
Ea me stesso suonassi
L'arie più favorite?
(va a prendere la cornamusa)
Mezzo non v'ha migliore
D'un tenero concento
Per dare un buon umore,
Per vincer lo spavento.
Più solo non son io
Quando ti stringo al petto,
Strumento mio diletto,
Compagno mio fedel!
(suona un' aria sulla cornamusa. Dinorah entra subitamente nella capanna. Il lume si spegne)

Scena quarta

Corentino e Dinorah.
DINORAH
Ancora! ancora! ancora!
CORRENTINO
Chi va là?
(spaventato cadendo boccone)
Sono giunto all'ultim'ora! . . .
DINORAH
Suona, suona, bel pastor,
Suona, suona, infin ch'hai fiato,
Ed un bacio ben di core
Ti darò dopo suonato.
CORRENTINO
Ahi! dei Nani è la Regina,
N'odo il riso schernitor.
DINORAH
È diman che mi fo sposa,
Senza posa dêi suonar.
CORRENTINO
Buon Gesù, Vergin Maria,
Ah! pieta, di me pietà!
Ne morrò, son ito già! . . .
(suona şulla cornamusa un'aria che Dinorah ripete)
DINORAH
Una ridda! presto! presto!
(spingendo Correntino)
CORRENTINO
(Ci mancava ancora questo!
Per prudenza il deggio far.)
(suona un'aria, Dinorah la ripete)
DINORAH
Solo questo suonar sai?
Voglio suoni un po' più gai,
Presto! un'altra, un'altra, un'altra!
(con impazienza)
CORRENTINO
(spaventato)
(Ahi! son giunto all'ultim'ora.
Vanne, strega, alla malora! . . .
Per prudenza ho da suonar).
DINORAH
Già le spiche bionde son,
Cantar s'odono canzon!. . .
Quanto strepito e che gente! . . .
(Correntino cerca di fuggire. Dinorah si slancia su lui e lo ferma sulla soglia)
Ah! che veggio! Hoel sei tu!
(credendo veder Hoel in Correntino)
A danzar con me ten vieni . . .
CORRENTINO
(Se potessi, un'altra danza
Io vorrei farti girar!)
(Dinorah prende per mano Correntino e lo costringe a ballare con lei)
DINORAH
Non giova indugiar,
Convien profittar
Dell'ora che corre.
CORRENTINIO
(La deggio appagar,
Ch'è forza danzar! . . .
E niun mi soccorre!)
DINORAH
La man nella man;
Sì corre lontan
Danzando per via.
CORRENTINO
(Non oso esitar:
Non giova sperar
Che tregua mi dia.)
DINORAH
Tra danze d'amor,
In mezzo ai pastor,
Il male s'obblia.
CORRENTINO
(Pregare fa van!
Infino a diman,
La stess'armonia!)
(stanco e barcollando)
Non c'è che fare! . . . Deggio crepar!
Mi fa suonare . . . mi fa danzare . . .
Ahi! veggo già che belzebù
Seco all' inferno mi tira giù!
DINORAH
Più palpita il core,
Poi viene un languore,
Vi par di sognare.
CORRENTINO
È vano il terror,
Non son morto ancor.
Mi par di sognare! . . .

(Correntino si lascia cadere sul seggiolone. Dinorah sembra presa dal sonnо e s'appoggia dolcemente sulla spalla di lui. A poco a poco s'addormentano ambidue. Hoel viene dal fondo con una bacchetta in mano. S'orizzonta; scorge la capanna di Corentino, scende rapidamente pel sentiero che vi conduce, e picchia forte all'uscio. Correntino cade a terra e si nasconde dietro il seggiolone. Dinorah si rizza, apre la finestra e si slancia fuori. Il giorno riappare a poco a poco durante la scena seguente)

Scena quinta

Hoel e Correntino.
HOEL
Ehi dì là, vecchio Alano!
(spinge la porta)
Correntino
(spaventato)
Misericordia!
HOEL
Non gridar sì forte;
Sono amico d'Alano è vo' parlargli.
Ov'è?
CORRENTINO
Non saprei dirvi . . .
Son già quindici dì ch'è trapassato.
Io, ch'era suo nipote, ho ereditato
Di questo casolare
Che venni ieri solo ad abitare.
HOEL
(Alano non è più! destin crudele!
Io che su lui contava pel tesoro . . .)
M'odi . . .
(piccandogli sulle spalle)
CORRENTINO
(atterrito)
Che! . . . che volete?
HOEL
Perchè tremi così?
(prendendogli la mano)
CORRENTINO
(con mistero)
Ah! non sapete?
Poc' anzi è qui venuta . . .
Poc'anzi ho qui veduta . . .
HOEL
Chi?
CORRENTINO
La dama dei prati!
HOEL
Visïone!
CORRENTINO
Se non era la regina
Degli spettri e della danza,
Le somiglia . . . a meraviglia.
N'ha il parlar, n'ha la sembianza:
A suonare m'ha costretto,
M' ha voluto far danzar . . .
Ah non ho più lena in petto
Dal girare e dal suonar.
HOEL
Son sogni! fantasie!
CORRENTINO
Ma s'era là!
HOEL
Follie!
Suvvia! per discacciar sì nere idee
Cenar si dee . . . se vôta è la tua borsa,
Se a secco è la cantina,
Nell'osteria vicina
Vanne a cercar del vin.
CORRENTINO
Ma! e come?
HOEL
Ecco uno scudo.
CORRENTINO
Veggo che l'argomento è convincente!
HOEL
(pensoso)
È l'ultimo! che importa a chi domani
Potrà prendere l'oro a piene mani!
CORRENTINO
(in estasi)
A piene mani l'oro!
HOEL
(Ci cade.) Va; discorrerem bevendo.
CORRENTINO
(Dell'oro!) Vado, e torno qui correndo.
(esce in fretta)

Scena sesta

Hoel solo.
HOEL
Se per prendere dei démoni il tesoro
Un di noi perir dee, morrà costui.
Per te, per te, amor mio,
In vita, o Dinorah, restar vogl'io
Magia, magia possente,
Ebbrezza del mio cor,
Delirio seducente,
Prestigio incantator,
Sull'ali del desio
Portate via da me
Il rimorso e il terror,
Lenite il dolor mio,
Tornate al cor la fe.
Ricchezze sconosciute
Nell'ombra contenute,
Tesor che Dio celò,
Che Dio quaggiù rinserra
Sepolto nella terra,
Ove i suoi raggi il sol
Spingere mai non suol!
Il tetto mio paterno
Abbandonai per l'ôr,
Le fiamme dell'inferno
Sentiva nel mio cor.
In preda a rio dolor
Da un anno sto a penare,
Gl'istanti a numerare
E notte e dì . . . sempre così
Vegliando aspetto e spero.
Alfin l'ora è suonata!
Oh sorte! Sol degg'io
Stender la mano, ed il tesoro è mio!
Dell'oro! dell'ôr!
Ancora ed ancor!
Ricchezze, tesor
Già vengono fuor.
I bei scudi d'ôr
C'han tanto valor!
Sì, tutto in mia fè,
Sì, tutto è per me!
Sarò alfine più ricco d'un re!
Solo per te che adoro
Io cerco quel tesoго,
Nol bramo che per te,
Per metterlo al tuo piè.
Dell'oro, dell'ôr!
Ancora ed ancor! ecc.

Scena settima

Corentino ed Hoel.
CORENTINO
Eccomi! se tardai
(arriva correndo con uma brocca al braccio)
Non è mia colpa. L'osteria trovai
Piena di gente. È natural; domani
È il giorno del perdono.
Intesi a conversar tutti là sono.
HOEL
(pensoso)
Alla chiesa del villaggio
Or fa un anno, il veggo ancor,
Pel divin pellegrinaggio
N'andavamo . . . ebbri d'amor;
Scioglievamo . . . i sacri canti
Alla Madre del Signor.
CORENTINO
(apparecchiando la cena)
(Non l'intendo affatto affatto . . .
Parla solo come un matto.)
HOEL
(come sopra)
Quando un turbine repente
A interromper vien la festa;
Imperversa la tempesta,
Rugge il tuono orribilmente.
Dal terror Dinorah sviene . . .
Il mio braccio la sostiene.
CORENTINO
Ma di grazia, mi spiegate,
Di chi mai, di chi parlate?
HOEL
Dal fulmine colpita
La capanna del padre è incenerita . . .
Dinorah sventurata!
Eccola condannata . . . alla miseria! . . .
CORENTINO
La cosa divien seria!
HOEL
(sedendo)
Tonik allora, il vecchio del villaggio,
A me s'appressa e dice:
- Se povera divien Dinorah tua,
Io ricco ti farò; dammi la mano;
Un anno intero a vivere lontano
Dagli uomini ne andremo
In fondo ai boschi, ma no 'l sappia alcuno!
Al termine d'un anno
L'ora suonar s'udra.
La croce brillerà,
Ed il tesoro è là. -
CORENTINO
Qual tesoro?
HOEL
Un di quelli
Che numerosi nani
E Gnomi e Corigani
Difendono nell'ombra e nel mistero.
CORENTINO
(spaventato)
Ah! diamine!
HOEL
Mesciamo . . .
Alla salute tua!
(urta il suo bicchiere a quello di Corentino.)
CORENTINO
(beve)
Grazie! alla vostra!
HOEL
Un anno inter lontano
Con lui mi tenni dal consorzio umano.
L'anno è compito.
CORENTINO
Ed il tesoro?
HOEL
(versandogli da bere)
Ahimè!
Se pria del dì segnato non moria,
(alzandosi)
Tonik diviso insiem con me l'avria.
Pazienza! l'ora è giunta.
Parmi d'udire ancora
La capra bianca ed il sonaglio d'oro
Che guida a me saranno.
CORENTINO
Ed il tesoro?
HOEL
Trovarlo al noto loco
Saprò . . . Tonik mi disse:
- Da Sâtana ti guarda
E dagl' inganni suoi.
Se la tua mano è tarda,
L'oro trovar non puoi.
E sortilegi e incanti
Egli raddoppiera.
Non t'arrestar, va innanti,
Il ciel t'assisterà.
Se credi il padre tuo veder che muore,
Se la madre trafitta dal dolore,
Se l'amata che piange e chiede amore,
Infernal menzogna,
Prestigio ed error
Mentitor . . .
D'uom che sogna
Folle error,
Che appar
E dispar! -
CORENTINO
Ma se un demonio allora
A voi si mostrerà?
HOEL
Tonik mi disse ancora
Le parole di rito:
Ascolta, eccole qua!
- Via fuggite, spettri vani;
Voi guardiani... di quest'ôr.
Negli spechi più lontani
Vi celate, uscite fuor.
Quando suona mezzanotte,
Che la croce brillerà,
E che il gallo cantera,
Mio diviene quel tesor.
Fuggi, arrétrati, Satanno;
Tutto mio sara quell'ôr!
CORENTINO
Vorreste a me ripeterle
Un'altra volta ancor?
HOEL
(ripete le parole)
Via fuggite, spettri vani, ecc.
(Corentino le dice anch'esso per mettersele nella memoria)
CORENTINO
Voi dunque siete certo?
HOEL
Il giorno è giunto.
La capra bianca vidi, colsi il ramo,
Ed ora più gl'istanti non perdiamo.
(durante queste ultime parole Dinorah è apparsa alla finestra; getta nella camera un mazzolino di fiori da prato, da in uno scroscio di riso e dispare)
CORENTINO
Che fu?
HOEL
(raccattando il mazzolinо)
Silenzio! è desso!
quel folletto stesso

Che mi protegge e al piè mi getta i fiori,
Possente talisman contro i demòni.
CORENTINO
(Della dama dei prati
Io pavento gli agguati.)
HOEL
Ebben? seguir mi vuoi?
Risolviti . . . quell'oro
Con me divider puoi.
CORENTINO
Dividere un tesoro
Perchè vuol mai con me?)
La cosa è ben sicura?
Un tesor ?
HOEL
(versandogli da bere)
Bevi ancor.
CORENTINO
(Io non ci credo ancor.)
HOEL
Divider lo poss'io.
CORENTINO
Un tesoro!
HOEL
Sì, un tesor!
Il mio labbro a te lo giura.
La tua man.
CORENTINO
(spaventato)
La mano?
HOEL
Si.
Ma perchè tremar così?
CORENTINO
(accostandosi alla finestra)
È la cosa ben sicura? . . .
Non vedete? . . . il ciel s'abbruna.
HOEL
Ma fra poco vien la luna
Che guidare ci dovrà.
Dunque andiamo. A me la mano!
CORENTINO
Aspettate . . . piano, piano.
Vo' venir . . . ma per partir
Un bicchiere . . . giova bere!
HOEL
Bevi, se il vuoi.
CORENTINO
Ah! mi fa rabbia,
Chè più valor
Non ho nel cor!
Un tesoro?
HOEL
Sì, un tesor, ecc.
Corentino
(bevendo)
Or son pronto, vo' venire,
Mi diè il vino un po' d'ardire.
(quasi ubbriaco)
Andiam, su, non tremo più.
CORENTINO E HOEL
Senz' indugiar,
Senza girar
Indietro i nostri sguardi:
Andiamo, ch'è tardi.
Pensarci che val!
Al vallo infernal
I passi volgiamo.
Andiamo . . . corriam!
HOEL
(trascinando Corentino)
Andiam!
CORENTINO
(risoluto)
Andiam.
HOEL
Mi segui e non temere.
(al momento che sono per uscire s'ode la campanella della capra)
CORENTINO
Udite? non vi pare
Che s' oda tintinnare
La campanella d'oro?
HOEL
È la capra che al sito ov'è il tesoro
Entrambi dee guidare.
(Dinorh appare sulla collina)

Scena ottava

Dinorah, Hoel, Corentino.
DINORAH
Odo la mia capretta.
Alfin, Bellàh, t'avrò!
(sino alla fine della scena si sentirà agitare il sonaglio della capra. Il tintinnio si perde a poco a poco in distanza)
HOEL
Il tintinnar
Ch' odo echeggiar
Non par opra infernale;
La capra è là,
Vieni pur qua,
Più l'indugiar non vale.
CORENTINO
Il tintinnar
Ch'odo echeggiar
Mi sembra opra infernale.
Chi mai di là
Ci tirerà!
Un tremito m'assale!
DINORAH
Il tintinnar
Ch'odo echeggiar
Non par opra d'incanto;
Sì, sì, è Bellàh
Che corre là
Son presto a lei d'accanto!
HOEL
(a Corentino)
T'è forza venir.
CORENTINO
Non vo' più venir.
DINORAH
L'istante cogliam.
HOEL
Sonaglio d'ôr,
Risuona ancor
E il nostro passo guida!
Ah! scuro è il ciel,
Ed ogni stel
Al vento par che strida.
(s'ode soffiare il vento tra le foglie)
DINORAH
Sonaglio d'ôr,
Risuona ancor
Ed il mio passo guida!
Bisogna andar,
Non più tardar;
La troverò,
La prenderò!
HOEL
Inoltriamoci nel bosco
Mentre il cielo è ancora fosco.
Bisogna andar,
Non esitar.
Meco ti vo',
Ti guiderò.
(Hoel trascina Corentino fuori della capanna)
CORENTINO
Bisogna andar,
Non c'è che far!
Dirgli di no
Più non potrò.
Che scuro cielo!
Ho, in core un gelo!
Sento il terrore
Stringermi il core!
(si sente fischiare il vento nelle foglie)
DINORAH
Piano, pianino!
Suono argentino
A te il mio cor s'affida,
Conto su te,
Guida il mio piè.
E Dio dal ciel m'arrida!
CORENTINO
Ahi me meschino!
Pormi in cammino
Vorrei, ma chi mi guida?
Vacilla il piè,
Fermo non è.
Il ciel fausto m'arrida!
HOEL
Presto in cammino!
Quell'argentino
Suono ci sarà guida,
Vieni con me,
Temer non de'
Colui che a me s'affida.
DINORAH
Qual piacer! qual piacer!
Ch'io la possa riveder!
HOEL
Vieni, avanziamo,
Cauti inoltriamo,
Andiamo giù nel bosco
Mentre che il cielo è fosco.
CORENTINO
(gettandosi in ginocchio)
San Corentino!
San Valentino!
San Nicolò!
San Bernabò!
San Celestino!
Sant'Agostino!
Santi del cielo,
A Pietà di me!
(Hoel trascina Corentino, Dinorah sparisce dietro le roccie)

FINE DELL ATTO PRIMO.

ATTO SECONDO

LA NOTTE

Scena prima

Un bosco di betulle, schiarato dalla luna.

Legnajuoli, che vengono dalla taverna.
CORO
Com' è buono! com' è buono!
Il vin schietto
Che il compare Ivon ci dà.
Doman giorno di perdono,
Udì, udà, udà.
Doman, festa di precetto,
Via la noia, su il diletto!

Scena seconda

Un Capraio giovinetto. Rivolgendosi ai legnaiuoli, ed alle donne che entrano in scena.
CAPRAIO
Ditemi, buona gente . . .
Vedeste Dinorah?
Sì lungo tempo assente
Nascosta ove sarà?
Povera figlia! l'ho cercata tanto!
L'infelice è demente!
Il sarto Petronick, da lei respinto,
Per vendetta le disse,
Ch'Hoel, suo fidanzato, era sparito.
Nè più tornar dovea . . .
La poverina il senno ne perdea.

Da quel dì che a lei narrata
fu la storia menzognera,
Ogni dì, da mane a sera
Del suo sposo in traccia va.
Da quel dì la sventurata
Spera, e crede al suo ritorno . . .
Tornerà l'infido un giorno,
La ragion non tornerà.
CORO PRIMO
Tornerà l'infido un giorno,
La ragion non tornerà.
CAPRAIO
Fanciulle che il core
Schiudete all'amore,
Badate, badate!
Incaute non siate!
Il senno e l'amore
Insiem non stan bene:
Appena uno viene
Che l'altro sen va.
CORO
L'amore sen viene,
Il senno sen va!
CAPRAIO
Povera Dinorah! di senno priva
Or pjange, or è giuliva,
Lagrime e riso alterna, danze e canto.
Egli non torna intanto,
Ed ella aspetta abbandonata e sola!
S'asconde in fondo ai boschi, e a noi s'invola.
CORO SECONDO
L'infido, che amore
V'accese nel core,
Sparisce un bel giorno,
Nè più fa ritorno.
Allora l'incauta
Avvedesi alfine
Che cinta è di spine
La rosa d'amor!
CORO
E cinta di spine
La rosa d'amor!
TUTTI
Dinorah! Dinorah! perchè t'ascondi?
Ritorna in mezzo a noi!
Dinorah! dove corri? a noi rispondi:
Perchè venir non vuoi?
(s'allontunano chiamando a voce alta Dinorah)

Scena terza

Dinorah, arriva correndo.
DINORAH
Dov'è Hoel! ah! dov'è Hoel!
Qui m'aspetta il mio fedel . . .
Ma no, qui non veggo alcuno,
(guardando intorno)
Non trovo nessuno,
M'han tutti lasciata.
Ahimè!
(si abbandona su d'un sasso)
Il ciglio perchè
Di pianto si bagna?
Qual nuovo dolor
Fa mesto il mio cor?

L'incantator della montagna
Sclamò, leggendo nella mia man:
- Povero fiore della Bretagna,
Sarai dal gelo côlto doman.

L'usignuolino di duol gemendo
Il mio dolore gravando vien,
In sua favella così dicendo:
- Non v'è più amore! non v'è più imen! -
(guardando intorno con timore)
Ahimè! che notte oscura!
Fra le tenebre errar mi fa paura!
(un raggio di luna proietta l'ombra ai suoi piedi)
Oh gioia! alfin più sola non son io.
Buon dì! fedele mia compagna e amica.
Venuta qui tu sei
Per imparar da me
Quel che cantare e che danzar tu dêi
Alle mie nozze con Hoel dimani?
(alla sua ombra)
Ombra leggera
Non te n'andar,
Non t'involar . . . no, no!
Fata o chimera,
Sei lusinghiera,
Non mi lasciar . . . no, no!
Ombra a me cara,
Corriamo a gara,
Resta al mio piè . . . con me!
Ad ogni auróra
Ti vo' trovar,
Deh resta ancora,
Vieni a danzar.
Se resterai,
Se non ten vai,
M'udrai cantar . . . così!
(siede e si china come per parlare all'ombra che si dilegua ai suoi piedi)
Non sai ch'Hoel m'ama?
Che sposa mi chiama?
Legar seppe amor
Il suo al mio cor!
(una nuvola passa, l'ombra sparisce)
Ma già ti nascondi!
Perchè vuoi partir!
Ah! dimmi, rispondi,
Così non fuggir!
(guardando intorno con terrore)
Qui sola soletta
Nel buio son già.
Deh torna, t'affretta! . . .
(la luna riappare, e con essa l'ombra)
Ah brava sei qua . . .
Ingrata, e tu potesti
Così da me fuggir?
Ombra leggera, ecc.
(si allontana)

Scena quarta

Una landa deserta

Che si estende a perdita di sguardo fino al mare. Qua e là grandi pietre druidiche. In fondo un burrone, di cui un albero rovesciato riunisce i due capi. Più lontano un largo stagno cinto di canne. Le acque sono ritenute da argini che loro impediscono di traboccare e d'inondare la landa. E notte oscura piena. Qualche baleno solca l'orizzonte. Il vento soffia. Spessi nuvoli corrono in cielo.

Hoel e Corentino.
HOEL
T'inoltra.
CORENTINO
Son con voi.
HOEL
Questo è il burrone;
Siam giunti.
CORENTINO
Il ciel s'annera,
Non oso più avanzar.
HOEL
Somiglia al cielo
Dell'anno scorso, il giorno del Perdono.
CORENTINO
Ehi! piove.
HOEL
Temi forse d'annegarti?
CORENTINO
Ma l'argine può rompersi al torrente.
HOEL
Odi!
(s'ode suonar l'ora)
CORENTINO
Son undici ore.
HOEL
A mezzanotte
Vedrai la croce sfolgorar. Mi segui.
CORENTINO
Se v'aspettassi qui?
HOEL
(volendo trascinarlo)
Vieni, poltrone!
Cerchiam la via che mena giù al burrone.
CORENTINO
S'andaste solo? . . . Vi sarei d'impaccio.
HOEL
Vieni; serba in tua mano
Questo piccolo ramo; è un talismano.
(gli dà un ramo di nocciuolo)

Scena quinta

Corentino solo.
CORENTINO
Non c'è che dir! È bello aver coraggio!
Seguirlo anch'io vorrei,
Ma non oso . . . È sul ponte . . . Il varca . . . O cielo!
L'ha varcato! . . . Or son solo! . . . Ho in core un gelo.
Ah! che terrore!
Ah! qual tremore!
Cantiamo un po' per prendere vigore.
(canta presto, ed a voce alta, per darsi coraggio)
- Ci destiamo, spunta il dì,
Suona poscia mezzodì . . .
Alla sera sì è così.
La giornata . . . è terminata,
La giornata . . . e poi l'annata. -
Ah! che tremor!
Ah! che terror!
(canta di nuovo)
Venti e tre fan ventitrè,
Ancor dieci, trentatrè,
Ed ognuno morir dè',
Quanti siam tutti morremo,
Quando arriva il giorno estremo. -
La canzon m'agghiaccia il cor.
Ah! qual tremor! . . .
Ah! che terror!
(vede Dinorah che scende verso di lui di roccia in roccia, avviluppata in un lungo mantello bruno a cappuccio)

Scena sesta

Corentino e Dinorah.
CORENTINO
Gran Dio! chi vien? chi è là? Più non rammento
Le mistiche parole . . . Il gallo canta . . .
La croce splende . . . Io moro . . .
DINORAH
(avvicinandosi)
Sei tu?
CORENTINO
(cadendo)
Più non mi reggo.
DINORAH
Tu pur l'aspetti? ma venir nol veggo . . .
Al tempio lo cercai, non v'era. Il chiamo
E non risponde . . .
CORENTINO
(alzandosi)
Chi? che mai vuol dire?
Non sei tu? . . .
DINORAH
Son la donna del suo core.
Ma taci, la mia gioia, a sparir presta,
E' come l'augellin della foresta:
Il più lieve rumor la fa fuggire.
CORENTINO
Ah! è la pazza!
DINORAH
La pazza!
CORENTINO
Or mi rammento
Che di te m'han parlato. Ti ravviso.
DINORAH
Silenzio!
CORENTINO
Che?
DINORAH
Là, in fondo del burrone
Un sasso a cader venne.
CORENTINO
Il tesoro!
DINORAH
Il tesoro?
CORENTINO
Ei lo rinvenne.
DINORH
(avanzandosi con braccio proteso e col guardo fisso, in tuono solenne)
Sorte sciagurata!
Alma condannata!
La morte toccò . . . a chi lo cercò! -
CORENTINO
(Che sta dicendo? questo canto il so.)
DINORAH
- Sorte sciagurata!
Alma condannata!
Chi primo portò . . . la mano al tesor
Nell'anno spirò. -
CORENTINO
E' un avviso del cielo; è la canzone
Che mia nonna cantava
Quand'ero ancor bambino, e mi cullava.
DINORAH
Chi primo al tesor . . . la mano portò
Nell'anno spirò.
(s'allontana lentamente senza volgere il capo, e sparisce dietro le rupi)

Scena settima

Corentino, poi Hoel.
CORENTINO
Ribaldo! m'avea preso al laccio, e spinto
M'avrebbe a certa morte.
HOEL
(di dentro)
Corentino!
CORENTINO
Son qui.
HOEL
(in scena)
L'ora è giunta. - Conveniamo
Di quel che far dobbiamo.
CORENTINO
(Lasciamolo parlare,
Vo' vedere di me che mai vuol fare.)
HOEL
Quando l'ora suonerà
Giù nel fondo del burrone
Un di noi discenderà.
CORENTINO
(con ironia
Un di noi discendera.
HOEL
Con la magica sua verga
Ogni nano che qui alberga
Egli in fuga metterà.
CORENTINO
(come sopra)
Egli in fuga metterà.
HOEL
Una pietra allor cadrà,
E la croce egli vedrà
Come fiamma scintillar.
CORENTINO
(come sopra)
Come fiamma scintillar.
HOEL
Entro la terra avara
Ei scoprirà il tesor,
Seco lo prenderà,
E qui lo porterà.
CORENTINO
(com sopra)
Seco lo prenderà,
E qui lo portera.
HOEL e CORENTINO
Per fuggire l'uragano,
Ben lontano
Noi n'andremo,
E il tesoro spartiremo.
CORENTINO
Sta ben! che Dio ci assista . . . Dite un poco;
Quando l'ora suonerà,
Giù nel fondo del burrone
Chi di noi discendera?
HOEL
Io ti cedo volentieri
Quest'onor . . .
CORENTINO
Ed il tesor
Chi di noi . . . di me o di voi
Per il primo toccherà?
HOEL
Tu. Consento a questo ancor.
CORENTINO
Usurpare il vostro posto?
HOEL
E perchè, se n' ho piacere?
CORENTINO
A voi spetta, a voi conviene.
HOEL
Perchè a me? chi ti trattiene?
CORENTINO
Tant'onore v'appartiene.
Insieme
HOEL
(Il furbo, lo so,
Di me sospettò.
Si finge poltron,
Ma sa la ragion.
Il fatto è ben certo,
L' inganno ha scoperto . . .
Se oppone un rifiuto
Perduto . . . ho il tesor.)
CORENTINO
(Che vuole lo so,
Capito già l' ho;
Udii la canzon,
Più sciocco non son!
Del fatto son certo,
L' inganno ho scoperto;
E' pallido e muto,
Confessa l'error.)
HOEL
Mi devi seguir,
Mi devi obbedir.
CORENTINO
Ho troppo timor,
Non voglio tesor.
HOEL
Perchè cangiar d'avviso?
CORENTINO
(con dispetto)
Perchè morir non vo'.
Non mi diceste or ora
Che maledetto era il tesoro?
HOEL
Ebbene?
CORENTINO
Offender non vo' il ciel
Per morir poi nel modo più crudel.
HOEL
(ridendo)
Prestar vuoi fede a quella vecchia storia?
CORENTINO
Ci credo ben!
HOEL
(spingendolo)
Va innanzi.
CORENTINO
(cedendogli il passo)
A voi! a voi!
Mostratemi il cammino. Verrò poi.
Insieme
HOEL
(Il furbo, lo so,
Di me sospettò), ecc.
CORENTINO
(Che vuole lo so,
Capito già l'ho), ecc.
HOEL
Andiam, resisti invano.
Dêi porre il primo sul tesor la mano.
CORENTINO
Fatelo voi.
HOEL
Nol posso. Quest'anello
Mel vieta; è benedetto.
CORENTINO
Voi ne avete uno solo, ed io ne ho due.
HOEL
Trema, se mi resisti, ti strascino.
(volendo spingerlo a forza)
CORENTINO
(difendendosi)
Giù la man! Corentino
Quando teme la morte
Diviene ardito e forte,
Più forte d'un leon.
DINORAH
(di dentro)
Chi primo al tesor . . . la mano portò
Nell'anno spirò.
HOEL
Chi favella?
CORENTINO
Siam salvi! A tempo giunge.
HOEL
Chi?
(Dinorah si china sull'orlo del burrone per cogliere fiori)
CORENTINO
Silenzio! È la pazza. Volentieri
L'onor le cedo di toccar la prima
Il tesoro.
HOEL
Una donna! qual viltà!
CORENTINO
Grazie! quanta bontà!
Dunque meno di lei valgo per voi?
Udiste?
(si sente suonar la mezzanotte in lontananza)
HOEL
Mezzanotte!
(la campana suona sino al terzetto seguente)
CORENTINO
Che aspettate?
HOEL
È una dama o uno spettro?
CORENTINO
Attento state.

Scena ottava

Hoel, Corentino e Dinorah.

(Hoel si tiene in disparte. Corentino si accosta a Dinorah, che, seduta su di un sasso, aggiusta un mazzolino di fiori selvatici)
CORENTINO
Ascolta, mia bella,
Parlare ti vo’.
DINORAH
Chi è là? chi favella?
CORENTINO
Io dare ti vo'
In dono un, anel.
DINORAH
A me l'anel? no,
Offrirlo a me
Soltanto ei de'.
CORENTINO
Chi?
DINORAH
Quei che m'amò,
Che sua mi chiamò,
Che aspetto qua,
Che or or verrà.
(cangiando bruscamente d'idea e cantando)
Usignuolin . . . ecco il mattin,
Canta d'amor . . . deh! canta ancor.
HOEL
Che ascolto! la sua voce!
Tonick il disse a me:
Se credi il padre tuo veder che muore,
Se la madre che langue nel dolore,
Se l'amata che piange e chiede amore,
Infernale menzogna,
Prestigio ed error
Mentitor.
D'uom che sogna
Vano error,
Che appar
E dispar. -
(s'allontana di bel nuovo, e resta nell'ombra addossato ad una rupе)
CORENTINO
Vuoi l'anel? . . .
Rispondi.
DINORAH
(cantando)
- L'ali disserra . . . arcano augel,
A me la terra . . . ed a te il ciel.
HOEL
Sì, parmi udire la sciagurata
Da me, l'altr'anno, abbandonata.
CORENTINO
Ascolta: nel burrone
Tu, sola, scenderai,
Un sasso troverai,
Che sfolgorar dovrà.
HOEL
(sottovoce)
Ebben!
CORENTINO
(come sopra)
Restate là . . .
(a Dinorah)
Il sasso spingerai,
Ed un tesor vedrai . . .
Teco pigliar lo dêi.
HOEL
(sottovoce)
Consente?
CORENTINO
(sottovoce)
Non ancor.
(a Dinorah)
Tue le gemme, tuo fia l'oro,
Quelle perle e quel tesoro
Saran tue . . . Le vuoi, sì o no?
DINORAH
(cantando)
- Gorgheggiare in mezzo al prato
S'ode il canto dell'augel,
E quel canto innamorato
Empie l'aria e vola al ciel. -
HOEL
E dessa; no, è Satanno,
Che ridesi di me!
DINORAH
(cantando)
- Svolazzando va tra i fior,
Canta l'inno dell'amor. -
HOEL
Voce infernal, non più!
Tacere non vuoi tu?
DINORAH
(con pena)
- O dolor . . . d'un mesto cor
Come passa, o Dio, l'amor! -
CORENTINO
(a Dinorah)
Quando in ciel l'aurora appare
Questo loco dêi lasciare,
Nel burron, se vuoi cercar,
Il tesor vedrai brillar;
Tue le perle, tuo fia l'ôr . . .
(Ma non par convinta ancor).
Delle gemme lo splendor . . .
(Vedo in fumo quel tesor).
(la tempesta scoppia con violenza)
A tre
CORENTINO
Ah! gia scoppia il temporale . . .
Ecco, un tremito mi assale . . .
Sia vostro l'ôr,
Io non ne vo' . . .
Ah! perchè qui ancor mi sto!
HOEL
Ah! già scoppia il temporale,
Suona già l'ora fatale . . .
Sin del tuono nel muggir
La sua voce parmi udir!
DINORAH
Qual piacer! Il temporale
Sembra dire in suon ferale:
- Sia dannato il traditor
Che potè scordar l'amor!
(strappasi il monile. Un baleno illumina la scena. Vedesi la capra, in fondo al teatro, saltar di roccia in roccia, traversar il ponte e sparire)
HOEL
Che veggo là? La capra! Ecco il segnale!
DINORAH
Bellah! Bellah! Son qua!
(slanciandosi sul ponte)
HOEL
(raccatando il monile)
Cielo! ben lo ravviso, il suo monile!
T'arresta! per pietà!
CORENTINO
Lasciatela! Il tesoro a prender va.
HOEL
(respingendo Corentino)
Dinorah! Dinorah!

(il fulmine scoppia. Gli argini s'infrangono. Le acque del torrente, ingrossate dulla pioggia, si precipitano con fracasso nel burrone. Il ponte precipita sotto il piede di Dinorah, che sparisce nell'abisso gettando un grido. Hoel si slancia in soccorso di Dinorah).

FINE DELL'ATTO SECONDO.

ATTO TERZO

IL MATTINO

Scena prima

Un sito agreste. - Albeggia.

Un Cacciatore sull'alto delle roccie guarda se i suoi compagni arrivano.
CACCIATORE
A caccia! a caccia! a caccia!
All'erta, o cacciator!
E bello alla caccia
Seguire la traccia
Di belva o d'augel.
Il sol si levò,
La pioggia lavò
I clivi ed il piano,
La brezza spirò,
E via si portò
Le nubi lontano,
Più puro, più bel
A noi sembra il ciel.
Sorridono i fior'.
O cacciator,
Spunta l'albor.
A caccia andiamo,
Che più tardiamo?
Dopo la piova
Essa è miglior.
Il sol si levò,
La pioggia lavò, ecc.
A caccia, a caccia, a caccia!
T'affretta, o cacciator!
(s'allontana)

(si avanza un Mietitore colla falce sulla spalla)
MIETITORE
Già mature son le spiche,
Mietitor, vieni a falciar!
Mentre il cielo si rischiara,
Che il granaio si prepara,
Che il mulino è pronto gia,
Io, presa la falce,
Ne affilo l'acciar,
Ne affilo cantando
Sul sasso l'acciar.
Le figliuole . . . lascia sole,
Mietitor .. . corri al lavor.
Mentr' io per falciar
Affilo l'acciar.
Puoi cantare . . . puoi danzare.
Mietitor . . . dopo il lavor.
(s'allontana)

(due piccoli Caprai vengono dall'alto della montagna suonando le loro pive)
I CAPRAI
Sui prati tutt'in fior,
Asilo dei pastor,
Andiamo, andiam, caprette.
Per voi crescean l'erbette,
Per voi si rinverdì
La zolla e si fiorì.
All'ombra assiso io son
Sovra la molle erbetta;
E cerco una canzon
Per la bell'Ivonetta.
E voi, caprette, intanto
Mangiate l'erbe e i fior.
CACCIATORE
Buon dì, Ponick!
(ritornano il Cacciatore ed il Mietitore e i precedenti)
MIETITORE
Buon dì, pastor!
I CAPRAI
Buon dì!
UN CAPRAIO
Già in piedi, mietitore?
MIETITORE
Comincio la giornata.
CAPRAIO
Le mie capre
Stan là pascendo.
CACCIATORE
Ed io mi son levato
Al primo albor . . .
MIETITORE
Che orribile uragano!
CACCIATORE
Ho inteso dir che il fulmine avea rotto
Il ponticel che mena
Al burron maledetto.
MIETITORE
Udir ne parve
Un grido lacerante . . .
CAPRAIO
Io dormito ho sì ben, nè un solo istante
Mi sono ridestato.
MIETITORE
L'uragano s'è alfine dissipato.
Il sole spunta già.
CACCIATORE
Qui ci troviamo,
E tutti sani e salvi quanti siamo.
CAPRAIO
Il cielo è ormai sereno.
MIETITORE
Rinfrescato è il terreno.
CACCIATORE
Or tutti insiem possiamo
Intuonar la preghiera.
GLI ALTRI
Si, preghiamo!
TUTTI
Gran Dio, padre nostro,
Che in terra regnate,
Risplender deh! fate
Nel cielo sereno
I vaghi colori
Dell'arco-baleno!
Signor, padre nostro,
Che in terra regnate
Siccome nei ciel!
(s'allontanano ciascuno per la sua via)

Scena seconda

Corentino solo.

(fuori di sè arriva correndo, e si getta sopra una pietra)
CORENTINO
Non ho più fiato in petto . . .
Sento girar la terra,
Che orribile tempesta!
Non penso più al tesor!
La pazza, il tuono, il ponte,
La furia del torrente . . .
Ho tutto ancor presente . . .
Non so se vivo ancor.
HOEL
(di dentro)
Corentin! Corentino! . . .
CORENTINO
Chi mi chiama?
Che vedo? siete vivo!
HOEL
(portando sulle braccia Dinorah svenuta, e deponendola su di un banco)
Mira! è dessa!
Cadde giù nel burron, sospesa a un ramo.
Accorsi, la salvai, la ravvisai . . .
Qual funereo pallore! . . .
È gelida la mano,
Più non batte il suo core!
Invan la chiamo! Invano!
E Dinorah, la fidanzata mia!
Un portento salvare la potria!
Chi la soccorre? . . .
CORENTINO
Se al villaggio andassi!
HOEL
Va, corri, vola!
CORENTINO
Iddio non vuol che mora:
Fra poco del Perdon suonerà l'ora . . .
(esce corendo)

Scena terza

Hoel e Dinorah svenuta.
HOEL
In questo loco, un anno appunto or compie,
Lo stesso dì scoppiava l'uragano;
Ella un asil cercava;
Io fra le braccia la stringeva, ed ora!
Morta! . . . crederlo, o ciel, no 'l posso ancora!
Sei vendicata assai
Del mio folle abbandono;
Dischiudi, o cara, i rai,
Imploro il tuo perdono.
In un fatal delirio
Io spergiurai la fe';
Morrò, se deggio perderti,
Deh! torna, torna a me!
Ricchezze menzognere,
Tormento del mio cor,
Fallaci ombre, chimere,
Or di voi sento orror . . .
Rispondi a chi t'implora,
O morirò al tuo piè;
Ah! parla, parla ancora,
Ritorna, o cara, in te!
(guarda con ansietà Dinorah, che a poco a poco rinviene ed apre gli occhi)
Gran Dio! la mia preghiera a te salia.
Ah sì! sospira ancora! . . . Gli occhi schiude!
Ma perchè le pupille su me fisa! . . .
Ahi! più non mi ravvisa.
Oh ciel! scordato avea
Che il dolor la ragione le togliea.
(momemto di silenzio)
DINORAH
Hoel!
HOEL
Il nome mio!
DINORAH
(alzandosi)
Che tardi? Andiamo.
La man mi porgi; al tempio ci rechiamo.
HOEL
(Che mai sento!)
DINORAH
Il mio velo, la ghirlanda . . .
Ove son? . . . Ma tu taci . . . non rispondi. . .
Io tremo! . . . Ah! mi rammento . . .
Sogno crudele! Sogno di spavento! . . .
HOEL
(Un sogno! O cielo! Veggo la speranza
Brillare ancor. M'ispira tu, Signore
Fa ch'ella creda che fu solo un sogno
Che con l'alba sparisce.)
Ah sì! mia cara, un sogno t'atterriva.
DINORAH
Un sogno . . . 'ove siam noi? perchè m'avete
Condotta qui?
HOEL
Non vedi dove sei?
Qui favellar d'amor teco io solea!
DINORAH
(ripetendo le parole d'Hoel)
Qui favellar d'amor teco io solea!
HOEL
Riconosci la gotica cappella;
In quest'asilo pio
Noi venivamo ad implorar da Dio
Il celeste favore.
DINORAH
(come sopra)
Noi venivamo ad implorar da Dio
Il celeste favore.
Che! questa mane . . .
(rammentandosi)
Entrambi . . .
HOEL
Sì, vedi là la valle
Ed il ruscello dove a ber va il gregge . . .
DINORAH
Sì, veggo là la valle
Ed il ruscello dove a ber va il gregge . . .
(guardando fisso Hoel, con terrore)
Ma, poco fa, non era il cielo oscuro?
Ed ora è azzurro e puro . . .
HOEL
SCoppiò su noi con furia l'uragano,
E tu, tu vacillante, spaventata,
In braccio a me cadevi.
DINORAH
È vero, è vero! . . .
HOEL
Il turbo alfin vedemmo dissipato . . .
DINORAH
O gioia! tutto questo un sogno è stato!
(agitata)
Ma il tuono! ahi l'odo ancora!
D'un infernal riflesso si colora
Il cielo; e dalle fiamme
Il tugurio paterno è divorato! . . .
HOEL
All'ombra d'un nocciuolo
Non vedi tu quel bianco casolare,
Che all'orizzonte appare
Sul ciglione del colle? E' la capanna,
La tua capanna, che d'un raggio d'oro
Par che dal sol sia carezzata.
DINORAH
Quella!
La mia capanna! O gioia!
Dunque non fu che un sogno?
HOEL
Ah, sì! fu un sogno!
DINORAH
(animandosi)
Felice or son, rinascere mi sento.
Di tutto or mi rammento.
Rive fiorite,
Vi trovo ancor,
Nostr'alme unite
Qui volle amor.
Me sola egli ama,
Me sola brama,
Ah! sol per me
Vivere ei de'!
HOEL
Rive fiorite,
Vi trovo ancor,
Nostr'alme unite
Qui volle amor.
Te sola adoro,
Te sola imploro,
Il ciel ti fè
Solo per me!
DINORAH
Ma pur, me ne sovviene. I nostri amici
Eran tutti con noi.
Ed il pellegrinaggio?
HOEL
(O ciel!)
DINORAH
E i canti
Festivi che restar nella mia mente
Come un suono confuso,
Perchè non gli odo più, come gli udia?
(cercando di ricordarsi)
Par che dicean così: - Santa Maria . . . Santa Maria . . .
(cercando di nuovo)
- Santa Maria!
(al canto del Coro Dinorah è colpita dallo stupore; ed ascolta con gioia e come in estasi. Il Coro, invisibile al pubblico, si ode a cantar da lontano)
CORO
- Santa Maria!
Nostra Donna del Perdono,
Tu ci serba i tuoi favor,
È l'offerta assai modesta,
Sono fior' per la tua festa!
E coi fiori il nostro cor.
Santa Maria!
O madre pia,
Nostra Donna del Perdono,
Benedici il nostro cor,
E ci serba il tuo favor.
(Dinorah cade in ginocchio. Corentino si mostra nel fondo. Hoel corre a lui, gli parla sottovoce)
DINORAH
O Maria!
Madre pia,
Benedici il nostro amor.
(Contadini e Contadine giungono sulla scena, per, unirsi alla processione. Hoel parla anche ad essi sottovoce mоstrando loro Dinorah)
DINORAH
(ravvisandole)
Ivona! Margherita! Anna! compagne!
Amiche, siete voi?
CONTADINE
Perchè fissa così gli occhi su noi?
DINORAH
La campana! . . .
(s'ode la campana)
CONTADINE
Suonò l'Ave Maria!
E per te suona l'ora del contento.
Fra poco Hoel sarà lo sposo tuo.
DINORAH
Lo sposo mio!
(gettandosi nelle braccia di Hoel)
Hoel, ed io sognai
Che non m'amavi più. Ma un sogno è stato.
TUTTI
Un sogno, un sogno è stato!
DINORAH
Ma per fiorita via
Andavamo ambidue. Dietro venìa
Lo stuolo dei fedeli. E come loro
Anch'io portava un ramo benedetto!

(Hoel mostra a Dinorah la processione che arriva da lontano, Tutti si gettano in ginocchio. La processione comincia. I suonatori di cornamusa vanno innanzi; poi vengono le bandiere, есс; finalmente un baldacchino portato da quattro fanciulle vestite di bianco che gettano fiori. Una fanciulla si accosta a Dinorah e le dà un ramoscello benedetto; un'altra le attacca il velo di fidanzata ed il mazzolino di fiori bianchi)
HOEL
Vedi fra i tanti fiori,
Che il sol di raggi veste,
Il segno del perdono,
Il vessillo celeste? . . . Benedici
Il divino favore
Che sperder volle il sogno mentitore.
TUTTI
Gloria al Signor!
A voi pace e amor!
AHOEL E DINORAH
Gloria al Signor!
A noi pace e anor!
CORRENTINO
(sotto voce ah Hoel)
Ed il tesor?
HOEL
Perduto! ma il suo cor
Per me vale assai più d'ogni tesor.

(I Contudini riprendono la via, seguendo la processione con Hoel e Dinorah che camminano innanzi sotto un baldacchino di fiori. Il Coro rimane in mezzo alla scena.
Hoel e Dinorah salgono su per la collina, dirigendosi verso la cappella, ch'è in cima alla montagna)
TUTTI
Santa Maria,
O madre pia,
Nostra Donna del Perdono,
Tu ci serba il tuo favor,
Benedici il nostro cor!

FINE.


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Ultimo aggiornamento 18 febbraio 2026