Glossario
Libretto



Risurrezio­ne

Dramma lirico in quattro atti

Musica:
Franco Alfano
Libretto: Cesare Hanau e Camillo Antona Traversi da Tolstoj

Ruoli:

Organico: orchestra
Composizione: 1903
Prima rappresentazione: Torino, Teatro Vittorio Emanuele, 30 novembre 1904
Edizione: Ricordi, Milano, 1904

Guida all'ascolto (nota 1)

Dopo essersi diplomato al conservatorio della sua città, il compositore napoletano Franco Alfano si era perfezionato a Lipsia, prima di approdare a Parigi quale autore di balletti di notevole successo. È lì che si imbatte nella versione teatrale di Risurrezione, ricavata nel 1902 da Henri Bataille dal romanzo (1899) di Tolstoj. Deciso a musicarla, e rivelatosi troppo esoso Bataille quale collaboratore, Alfano si rivolge ai giornalisti e commediografi Cesare Hanau e Camillo Antona Traversi per la stesura di un libretto, musicato poi (quale prima opera impegnativa, dopo una giovanile e mai rappresentata Miranda da Fogazzaro e La fonte d’Enscir, derivata da una Fantasia araba uscita dalla penna di Illica, rappresentata nel 1898 a Breslavia e, tra il 1903 e l’anno successivo, a Parigi, Berlino, Mosca e Posillipo).

Dmitri, di ritorno per la sola notte di Pasqua nella casa della zia Sofia, prima di partire per la guerra contro i Turchi, vi ritrova la giovane orfana Katiusha; l’amore già sbocciato in passato tra i due ora rinasce più forte, ed ella si abbandona al principe. Alcuni mesi dopo, essendo stata cacciata dal suo posto di cameriera perché incinta, Katiusha tenta di rivedere Dmitri in una stazione ferroviaria; egli vi giunge però in compagnia di una donna, e Katiusha non riesce a parlargli giacché il treno riparte poco dopo. Successivamente ella viene condannata per avvelenamento; e, benché innocente, sconta la pena dapprima a Pietroburgo – dove Dmitri, pentito, la va a cercare, offrendosi di sposarla e sentendosi ridere in faccia da una donna sconvolta dal dolore – poi in Siberia. Il principe la segue anche qui, ma Katiusha ha intanto deciso di sposare il detenuto politico Simonson, nonostante continui ad amare Dimitri: ma soltanto nella rinuncia sarà possibile la redenzione.

Il libretto riprende in parte la disposizione della versione teatrale di Bataille, aggiungendo, quale secondo atto, un episodio tratto dalla prima parte del romanzo, che in scena risulta comunque travisato. Nell’opera ne è stata infatti attenuata la carica di critica sociale; inoltre in Alfano la vicenda prende una tinta romantica – ne deriva comunque una piacevole effusione lirica, nei tre grandi duetti dei protagonisti – e infine i tratti violententemente anticlericali del romanzo, laddove la risurrezione è intesa in senso morale, sono stati tramutati in una più tradizionale conversione religiosa (come nel coro polifonico “Cristo è risuscitato” che suggella il finale dell’opera, riprendendo un momento dell’inizio del primo atto). Grazie all’impegnativo ruolo di Katiusha, però, impersonata da una schiera di grandi cantanti, da Mary Garden a Magda Olivero (che hanno reso celebre anche l’aria “Giunge il treno – Dio pietoso”) e agli ingredienti a effetto della scuola verista italiana (dall’intermezzo orchestrale del terzo atto alla scrittura vocale tesa fino allo spasimo), Risurrezione si è imposta internazionalmente (da Bruxelles a Berlino, da Parigi a Chicago) quale partitura di sicuro successo, toccando il migliaio di recite già nel 1951; le ultime messinscene si sono registrate a Verona (1981) e Palermo (1990).


(1) Dizionario dell'Opera 2008, a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, Firenze

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Ultimo aggiornamento 23 agosto 2017
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