Glossario



Due notturni per pianoforte, op. 48, BI 142, C 120 - 121

Musica: Fryderyk Chopin
  1. do minore: Lento
  2. fa diesis minore: Andantino
Organico: pianoforte
Composizione: Parigi, ottobre 1841
Edizione: Schlesinger, Parigi, 1841
Dedica: Laura Duperré

Guida all'ascolto (nota 1)

I Notturni costituiscono la quintessenza dello chopinismo e la più autentica manifestazione creatrice del musicista romantico per antonomasia. Il notturno come genere musicale proveniva dall'epoca classica, specie haydniana e mozartiana, ed era inteso nel senso di serenata o divertimento da suonarsi in una festa serale e all'aperto. Successivamente il sentimento della notte misteriosa e ricca di incanti e seduzioni profonde, tanto esaltato dalla poesia del Romanticismo (vedi Novalis, Young, Jean Paul, ecc.), dilagò nella musica e offrì l'occasione a vari artisti, da Schumann a Chopin fino a Wagner, per scrivere alcune composizioni di elevata e intensa spiritualità. Inoltre il favore incontrastato dell'opera italiana e del suo vocalismo lineare e puro (vedi Bellini) non aveva tardato ad informarne lo stesso stile strumentale. Proprio tenendo presente la vocalità all'italiana il compositore e pianista John Field diede vita nel 1814 al notturno pianistico, concepito come un brano lirico di gusto sentimentale, basato su una melodia accompagnata da semplici accordi arpeggiati. Tale pianismo di Field, delicato e dalle mezze tinte, ebbe enorme successo e il giovane Chopin rimase affascinato da questo modo di esprimersi sulla tastiera e scrisse nel 1827 il primo Notturno in mi minore, cui ne seguirono altri venti, accolti con crescente favore dal pubblico, tanto da far scrivere ad un critico francese nel 1861 il seguente giudizio: «I Notturni di Chopin sono forse il maggior titolo di gloria del compositore: sono le sue opere più perfette. In queste composizioni di squisita eleganza si sviluppa la natura del suo estro, con tutti i suoi pregi, con l'elevatezza del pensiero, con la nitidezza della forma, con l'impronta di sognante malinconia che aggiunge una infinita grazia a tutto quello che egli scrisse».

Naturalmente i Notturni di Chopin sono più complessi ed elaborati armonicamente di quelli di Field, come è facile constatare ascoltando i Deux nocturnes op. 48, composti nel 1841 e dedicati a mademoiselle Laure Duperré. Il primo Notturno è una sintesi delle nuove caratteristiche stilistiche acquisite da Chopin in quel periodo: la marcia (Lento), il corale (Poco più lento) e la scrittura sinfonistica (doppie ottave nella seconda parte del Poco più lento e del successivo Doppio movimento. Nel Lento si sovrappone alla marcia una melodia ampia e ritmicamente ricca, mentre nel Poco più lento il tema del corale è armonizzato con accordi a volte arpeggiati, tale da costituire l'antecedente della scrittura pianistica del Preludio, Corale e Fuga di Franck. Le doppie ottave inserite in un discorso piuttosto denso armonicamente determinano sonorità molto solide e compatte. Nel secondo Notturno in fa diesis minore si trova la inserzione di una nuova forma: il recitativo, disteso e pacato, quasi violoncellistico. La melodia rinuncia a qualsiasi fioritura e sembra scavare all'interno di un soliloquio grave e pensoso.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 17 gennaio 1981

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Ultimo aggiornamento 1 dicembre 2013
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