Glossario



Fantasie und Fuge, S 259

sul corale "Ad nos ad salutarem undam" dell'opera "Prophète" di Giacomo Meyerbeer

Musica:
Franz Liszt
  1. Fantasia: Moderato
  2. Fuga: Allegro con moto
Organico: organo
Composizione: 1850
Prima esecuzione: Merseburg, Cattedrale, 25 settembre 1855
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1852
Dedica: Giacomo Meyerbeer

Pubblicato come n. 4 di "Illustrations du Prophète" S 414
Vedi a S 624 la trascrizione per pianoforte a quattro mani

Guida all'ascolto (nota 1)

Le trascrizioni, le elaborazioni, le parafrasi, gli arrangiamenti e le reinvenzioni in chiave pianistica, orchestrale e organistica della musica di tutti i generi (teatrale, sinfonica e da camera) di moltissimi autori di diverso valore e livello formano un capitolo a sé e niente affatto trascurabile della vita di Liszt come interprete e virtuoso di prepotente e affascinante personalità. E' vero che molto spesso Liszt si serviva delle sinfonie di Beethoven o dei motivi delle opere di Mozart, Wagner, Verdi, Bellini e Donizetti, tanto per citare soltanto qualche nome, per mettere in luce le proprie doti di esecutore trascendentale e di tecnico di straordinaria fantasia inventiva, ma non si può negare che attraverso questa sua singolarissima attività il compositore ungherese è riuscito a divulgare musiche le quali, «dato il gusto di molti pubblici e altri ostacoli di vario ordine, stentavano a entrare nel giro vitale del concertismo o della scena teatrale». Sotto questo aspetto Liszt, forte del suo altissimo e influente prestigio, ha fatto molto per artisti come Berlioz, Schumann, Chopin e Wagner, ma non sempre è stato ripagato adeguatamente per i generosi servizi resi a tanti musicisti nel corso degli innumerevoli recitals tenuti nelle più importanti sale concertistiche europee. Né bisogna dimenticare tutta la battaglia che un tale personaggio, così cosmopolita e per molti versi anticipatore, sostenne non solo a favore di una approfondita conoscenza del «verbo» wagneriano, ma per la diffusione del melodramma franco-italiano, verso cui nutriva una ammirazione tenace e sincera.

Anche la Fantasia e fuga rientra nella vasta produzione di Liszt trascrittore, perché si tratta di una libera rielaborazione del corale «Ad nos, ad salutarem undam» appartenente all'opera Il Profeta (Parigi 1849) di Giacomo Meyerbeer, al quale il lavoro è dedicato. La composizione risale al 1850 e di essa esiste anche una versione per pianoforte; fu l'organista e amico Winterberger che la fece conoscere per la prima volta nel 1855. Scritta nel periodo in cui il musicista era follemente innamorato della principessa Caroline Sayn-Wittgenstein e aveva pubblicato Les Préludes e i due Concerti per pianoforte e orchestra, la Fantasia si impone all'ascolto per lo slancio e la potenza del discorso organistico ricco di effetti e di contrasti di gusto melodrammatico, una vera e propria cattedrale di suoni. Il lavoro è di ampie proporzioni e si apre con il grandioso tema del corale, che attraverso una possente perorazione giunge ad un intermezzo intriso di dolci modulazioni che invitano ad un pensoso raccoglimento. La fuga finale, che appartiene al Liszt più vistosamente charmeur e romantico, dilaga come una fantasmagorica cascata di sovrapposizioni armoniche di travolgente e impetuosa forza polifonica.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Sala Accademica di via dei Greci, 4 giugno 1982

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Ultimo aggiornamento 24 gennaio 2013
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