Glossario
Guida all'ascolto



Matrimonio al convento, op. 86

Opera lirico-comica in quattro atti

Libretto dell'opera (nota 1)

ATTO PRIMO

QUADRO I

Scena I
La piazza davanti alla casa di Don Gerolamo. Mendoza e Don Gerolamo.
DON GEROLAMO
Ma questa cosa è fantastica! Davvero, oh sì, davvero proprio stupenda!
MENDOZA
Proprio stupenda, sì! Uniti come soci senza dubbio noi potremo molto presto incettare tutto il pesce di Siviglia e del Guadalquivir, perché se noi incettiamo tutte le barche e tutti i magazzini, allora tutto il pesce pure sarà incettato.
DON GEROLAMO
Siamo proprio intelligenti.
MENDOZA
Nuota, nuota, pesce, che presto incontrerai le nostre reti e dalle reti nella barca e tosto sopra i banchi!
DON GEROLAMO E MENDOZA
Si, noi ti diamo il benvenuto quando arrivi tutto rosa e tutto argento, bello grasso e succulento, tutto saltellante, dal gran Guadalquivir.
MENDOZA
Non dimenticate l'oceano!
DON GEROLAMO
L'oceano? È un buon affare?
MENDOZA
Lo è pescare nel mare profondo!
DON GEROLAMO
(imitando il pesce che nuota)
Nuota, nuota, pesce, che presto incontrerai le nostre reti.
MENDOZA
Si! Le reti che ti acciufferanno! Non c'è scampo per te.
DON GEROLAMO E MENDOZA
Anche se ti celi nel gran Guadalquivir.
MENDOZA
Ed anche nel profondo oceano blu!
DON GEROLAMO
E allora...
MENDOZA
... noi due...
DON GEROLAMO
... suggelliamo il patto...
MENDOZA
... il nostro patto...
DON GEROLAMO
...e l'amicizia...
MENDOZA
... con la mano della...
DON GEROLAMO
(tende la mano)
... con la mano della...
MENDOZA
... vostra bella figlia!
DON GEROLAMO
Figlia? Ah si, è un'opportuna decisione!
(a parte)
Oh! Che sistemazione, solida e sicura!
MENDOZA
Tutto a posto!
DON GEROLAMO
Senza dubbio!
MENDOZA
Siamo dunque d'accordo?
DON GEROLAMO
Si! Si! d'accordo

Scena II
Mendoza, soddisfatto ma agitato, passeggia avanti e indietro. Don Gerolamo lo osserva con aria di critico.
DON GEROLAMO
Grosso e grasso, tarchiato e tozzo, se soltanto si radesse la barba o la perdesse in mare! Ma barba o no, ci riuscirà! Mi riempirà le tasche d'oro. E come marito non è poi troppo vecchio, sempre meglio insomma di quei giovanotti senza un soldo in tasca.
MENDOZA
Signore, ma ancora io non conosco la vostra bellissima figliuola!
DON GEROLAMO
Ah, ma quando la vedrete ne rimarrete conquistato! Quei capelli d'oro! Quegli occhi neri e ardenti, che accendono d'amore e desiderio! Vi assicuro!
MENDOZA
Caramba!
DON GEROLAMO
E quando poi sorride fa una fossettina sulla guancia, ma solo, solo una.
MENDOZA
Caramba! Ah!
DON GEROLAMO
La sua pelle vellutata è più liscia della seta, ha il colore della rosa.
MENDOZA
Caramba! Oh!
DON GEROLAMO
Ella canta proprio come un usignolo, ora forte, ora piano, ora lieta, ora triste, ora col cuore, ora...
MENDOZA
Caramba!
DON GEROLAMO
Si, voi avrete una perla,
(dando una manata sulla schiena di Mendoza)
che vale più del pesce!
MENDOZA
Signore, ma voi non apprezzate, vedo, i tesori della pesca e il guizzante pesce del gran Guadalquivir! Prendete ad esempio la trota. Un boccone o due mi fanno perdere la testa. Non è, dite, meglio di un bacio?
DON GEROLAMO
Caramba! Caramba!
MENDOZA
Pedro!
PEDRO
(entra di corsa)
Son qui, signore.
MENDOZA
No, Pablo!
PABLO
(entra di corsa)
Comandi, signore.
MENDOZA
Scegli tu una trota! Che bella! Per pranzo
(Carica Don Gerolamo di pesce)
ed anche questa! E questa, e quella, e quella!
DON GEROLAMO
Caramba! Oh!
(Bacia la trota due volte)
MENDOZA
E quando scandagliamo l'oceano... Il mollusco ed il gambero..., si... prendete il gambero! Che cela sotto il guscio la carne rosa e tenera come quella di una donna.
DON GEROLAMO
Caramba! Caramba!
MENDOZA
Michele, qui!
MICHELE
Comandi, signore!
MENDOZA
No, Pablo!
PABLO
Son qui, mi comandi!
MENDOZA
Su, tira fuori un gambero. Guardate la tenera sua carne, ne sento già il sapore! Un tenero bacio di donna cos'è di fronte ad un gambero tenero?
DON GEROLAMO
Caramba! caramba! Ahi! Un dito mi è rimasto negli artigli!
MENDOZA
Negli artigli? Niente affatto! È il suo modo di stringere la mano e di fare conoscenza.
DON GEROLAMO
Oh! oh! oh! Ma ora salutiamoci e andiamo a letto!
MENDOZA
Si, è tardi.
DON GEROLAMO
È molto tardi.
(Entra in casa sua.)
MENDOZA
Pedro! Pablo! Michele! Qui! Andiamo!
(Escono tutti. Dal lato opposto entrano Ferdinando e Lopez)

Scena III
FERDINANDO
Chi sarà mai quel vecchio rettile?
LOPEZ
Mendoza.
FERDINANDO
Chi?
LOPEZ
Mendoza, quel ricco vecchio trafficante in pesce marcio.
FERDINANDO
Mi pareva che ci fosse odore di pesce! Ma a me che importa di Mendoza e del suo pesce, a me che ho il cuore a pezzi? Ah, Clara, Clara, mio amato bene, con quanta pena, con quanto sdegno e quanta leggerezza hai distrutto il riposo delle mie notti!
LOPEZ
E delle mie.
FERDINANDO
E delle tue?
LOPEZ
Andate in giro ed io debbo seguirvi. Andate a spasso sotto la sua finestra e vi portate dietro il vostro servo. Perché non riposate, un poco, anche solo una mezz'ora?
FERDINANDO
Ah Clara, capricciosa, infedele e spietata, ironico è il tuo sguardo, ironico e crudele. Ma quando sorridi, ah! è la mia rovina. Io darei con gioia una fortuna per un solo sorriso. Oh cielo! Io morirò se perderò la mia meravigliosa, stupenda Clara!
(Si è fatto buio. Entra Antonio con una chitarra.)
FERDINANDO
Signore, vedo che siete venuto a turbare il sonno di mia sorella!
ANTONIO
Ferdinando, ma cosa dite mai! Sto solo passeggiando... Io non guardavo dove andavo!
FERDLNANDO
Passeggiando... non guardavo...
ANTONIO
Si erano fatte quattro chiacchiere, si facevano due passi!
FERDINANDO
Lasciarvi qui a svegliare Luisa e a farle girare la testa...
ANTONIO
Oh! Andiamo!
FERDINANDO
No, andate a fare la serenata a qualche altra! Aspettate, ci ho ripensato! Non è difficile mandarlo via, ma se poi va a fare la serenata alla mia Clara? No, è meglio che stia qui!
(ad Antonio)
Su. cantate la vostra serenata, io intanto me ne vado.
(Esce.)

Scena IV
ANTONIO
Io porto un messaggio dalla luna, dalla luna d'argento. Essa vi ordina di alzarvi e di strappare dai vostri occhi il velo del sonno. Il vostro cuore e il mio nella notte silenziosa batteranno uniti nella gioia. Son qui, son qui e vi aspetto, mio dolce amore. Su, alzate il velo del sonno, che le ore della notte voleranno! Amore, per voi si consuma di passione il vostro Antonio.
(Parecchie maschere entrano di corsa.)
I MASCHERA
Ma la bella non si sveglierà...
II MASCHERA
... perché la bella ha il sonno profondo.
I MASCHERA
E nel suo sonno i suoi dolci baci...
III MASCHERA
... sono per un altro uomo.
I MASCHERA
Sono per un altro uomo.
ANTONIO
Andate via di qui o ve ne pentirete. Affilata è la mia spada!
I E II MASCHERA
E i suoi baci sono per il ricco Mendoza, ella bacia il ricco Mendoza.
(Le maschere escono).
ANTONIO
Mentre tutta Siviglia nel profondo silenzio è addormentata, noi cercheremo rifugio nella quiete della notte.
LUISA
Antonio, nella notte ho udito il suono della tua chitarra. Oh caro, per sempre come il monte il fiume ed il ruscello, come alba e giorno, come stella e notte, per sempre uniti, insieme, non importa dove siamo!
ANTONIO
Non aver paura cara, non andremo lontano... alfine, alfine insieme, come il monte il fiume ed il ruscello, in tutta Siviglia tu non vedrai una coppia di amanti più felice di noi.

Scena V
Don Gerolamo appare sulla soglia in veste e berretto da notte.
DON GEROLAMO
Andate al diavolo! Fuori dai piedi!
(Luisa si nasconde. Antonio strimpella nervosamente.)
Sciocco buffone, lascia che ti pigli!
(Corre avanti.)
(Le maschere entrano di nuovo di corsa.)
I MASCHERA
È un gatto senza coda difficile da prendere!
II MASCHERA
Un gatto con gli stivali senza coda!
III MASCHERA
(afferra Don Gerolamo.)
E quale gatto!
DON GEROLAMO
Al diavolo!
III MASCHERA
E quale gatto!
DON GEROLAMO
Al diavolo!
III MASCHERA
L'ha preso!
I MASCHERA
L'ha preso!
II MASCHERA
Tenetelo!
DON GEROLAMO
Andate tutti al diavolo! Da dove siete giunti?
I, II E III MASCHERA
Don Gerolamo, Don Gerolamo, noi vi terremo sveglio fino a giorno, è tempo allegro il carnevale.
(Corrono via.)
DON GEROLAMO
Se voi avete una bambina, ella è il castigo della vostra vita. Pazzi voi diverrete, anche se è morta vostra moglie! Falsa, caparbia, dimentica d'ogni dovere che voi le abbiate insegnato, oh cari, che peste è una figlia ostinata! Che sviene e geme, che piange e sospira, oh cari, che peste è una figlia ostinata!
(Le maschere ritornano.)
I MASCHERA
Un gatto miagola.
III MASCHERA
E gira attorno!
II MASCHERA
Con gli stivali e senza coda.
I MASCHERA
Don Gerolamo, ...
II E III MASCHERA
... prendetegli la coda!
I MASCHERA
Don Gerolamo, ...
II E III MASCHERA
... prendetegli la coda!
I, II E III MASCHERA
Ma come, se lui non ha la coda?
DON GEROLAMO
Perché non andate ad annegarvi?
I, II E III MASCHERA
Don Gerolamo, Don Gerolamo, calmate i vostri nervi e noi andremo a nuotare.
(Corrono via).
DON GEROLAMO
Quando sono ragazze hanno il gusto di tormentarci, con lettere amanti e lacrime sempre ci tormentano! Poi rifiutano lo sposo che voi le portate, con grida, pianti, baruffe e broncio, oh! che castigo una figlia ostinata.

Scena VI
Danza delle maschere.

Scena VII
DON GEROLAMO
Mia figlia deve sposare presto il ricco Mendoza o se la prende qualche sciocco che fa la serenata! Così starò tranquillo. Intanto scorrerà denaro, denaro!
(dando inizio alla danza finale)
Pesci e soldi, pesci e soldi! Pesci, pesci, pesci cari...
(Esce).

Scena VIII
I MASCHERA
Amici, andiamo.
III MASCHERA
Non facciamo rumore, ...
II MASCHERA
... potremmo svegliare di nuovo quel vecchio!
I MASCHERA
Andiamo, non tardiamo, in fretta, è tardi!
II MASCHERA
Siviglia è caduta in un sonno profondo.
I MASCHERA
Pian piano...
II MASCHERA
... si, pian piano...
I MASCHERA
... pian piano...
II MASCHERA
... andiamo via...
III MASCHERA
... andiamo via...
(Le maschere scompaiono. Da lontano un suono di violoncelli. Ora è buio. Appaiono nuove maschere. Si vedono solamente le loro figure stagliate sullo sfondo. La loro danza è silenziosa.)

ATTO SECONDO

QUADRO II

Scena I
Stanza di Luisa nella casa paterna. Luisa e la governante.
LUISA
E davvero possibile? Tu lo puoi rendere possibile? Ah! Promettimi, mia cara, che lo farai accadere.
LA GOVERNANTE
Non vi agitate! Siete buona e libera di sposare il vostro amore!
LUISA
(pensosa)
Io lo devo sposare e subito. Perché soltanto ieri mio padre ha detto che non mi guarderà mai più se io non acconsentirò ad essere la moglie del...
LA GOVERNANTE
... del vecchio Mendoza!
LUISA
(con completo disgusto)
Pfhuh!
LA GOVERNANTE
Hm, pfhuh! Pfhuh o non pfhuh, a vostro padre dobbiamo far fronte, e vostro padre è un mulo.
LUISA
L'aggireremo.
LA GOVERNANTE
Vuol sempre avere ragione! Ma, Luisa, ricordate, una volta fatto il tiro e sposato il vostro Antonio, io sposo il ricco Mendoza e lo sposo per sempre!
LUISA
E sposati come ti piace!
LA GOVERNANTE
La fortuna e il suo denaro saranno miei!
LUISA
Il diavolo si prenda il suo denaro!
LA GOVERNANTE
Il diavolo? No, io lo prenderò!
LUISA
Ti assicuro, Antonio può esser povero...
LA GOVERNANTE
Sicuro, egli è più povero di un topo di chiesa.
LUISA
...ma lui ha il fascino e Mendoza è un villano!
LA GOVERNANTE
E voi prendete il fascino che io prenderò l'oro!
LUISA
E io, io l'amo, si, io l'amo più della vita! Si, più della vita stessa amo il mio amante.
LA GOVERNANTE
Lascia andare.
LUISA
Ti assicuro, mio padre è ricco abbastanza.
LA GOVERNANTE
Si, tanto ricco da comprarci tutti quanti.
LUISA
E può risparmiare un penny ogni tanto.
LA GOVERNANTE
Di più risparmierà a matrimonio fatto!
LUISA
Antonio è orgoglioso. Disprezzerà la sua ricchezza. Ma io riuscirò, lo vincerò e farò della nostra vita un paradiso!
LA GOVERNANTE
Lascia andare! Ecco papà.
LUISA
Nascondi questo.
LA GOVERNANTE
Un altro biglietto!
LUISA
Un biglietto per il mio Antonio!
LA GOVERNANTE
Va bene! Vostro padre è astuto, penserà che vi tenga di mano!
LUISA
Che dici? Hai perso la ragione?
LA GOVERNANTE
Non io, ma vostro padre la perderà se troverà questo biglietto.
LUISA
Si adirerà.
LA GOVERNANTE
E mi caccerà di qui per sempre!
LUISA
Proprio quanto noi vogliamo.
LA GOVERNANTE
Proprio quanto noi vogliamo.
LUISA
Oh! cara Margherita, come siamo furbe e intelligenti!

Scena II
Entra Don Gerolamo e Ferdinando.
DON GEROLAMO
Non è distinto, signore, no, non sta bene! Sospirate tutta la notte alle finestre, e mentre sospirate un milione di simili buffoni sta a far la serenata a vostra sorella. Come cani e gatti essi vengono abbaiando e miagolando, e non potrò dormire! Quanto a voi, Luisa, voi sposerete il mio amico Mendoza.
LUISA
Io non sposerò quel babbuino!
DON GEROLAMO
Si, Mendoza.
FERDINANDO
Ma voi, signore, che siete tanto bello, come mai scegliete un genero così!
DON GEROLAMO
Bene, per il vostro bene vi dirò solamente: non ve ne occupate! Non sono affari vostri! Per me, signore, questa è un'ottima scelta!
FERDINANDO
Così vecchio e grasso, guardate la sua pancia!
DON GEROLAMO
Che altro c'è?
FERDINANDO
La fama che lui ha! Venderebbe anche l'odore dei suoi pesci! E vuol frodare tutti quanti i suoi clienti.
DON GEROLAMO
Che altro c'è? Che altro c'è?
FERDINANDO
Basta così!
DON GEROLAMO
Che altro c'è? Che altro c'è?
FERDINANDO
Che altro c'è? La sua astuzia è la sua sola raccomandazione, dirò per vostra informazione.
DON GEROLAMO
Ah! Fate solo ingiuste accuse, ingiuste accuse, ah! sragionate! Queste non sono verità!
(avanzando)
Poi che c'è? Poi che c'è?
FERDINANDO
Basta così!
DON GEROLAMO
Dite su, dite su!
LUISA
Papà, dirò io un'altra cosa: non l'amo e odio fare discussioni! Queste nozze non si faranno in Paradiso!
DON GEROLAMO
Che cosa intendete dire?
LUISA
Che il matrimonio vale soltanto in Paradiso!
DON GEROLAMO
Giusto! Voi siete il Paradiso e la gioia terrena di Mendoza! E ora basta con ciò!
LUISA
Un uomo così di cui odio il camminare ed il parlare, se sarà mio sposo dovrà aspettarsi... Io non posso frenare la mia collera!
DON GEROLAMO
Ah! Svergognata d'una figlia! Basta con le sciocchezze! Andrete a nozze con Mendoza!
LUISA
No!
DON GEROLAMO
No?
LUISA
No!
DON GEROLAMO
No?
LUISA
No!
DON GEROLAMO
No?
LUISA
No!

Scena III

DON GEROLAMO
Dimmi, orgogliosa bellezza, qual è il dovere di una figlia?
LUISA
Papà caro, se io devo tutto a voi, come posso amare Mendoza? Come posso essere tenera con mio padre ed anche con quel vecchio grasso? E così io vi prometto, io vi prometto, sì, che mai sposerò il vecchio Mendoza! E vi risparmierò pene e dolori, non affliggerò i vostri anni in declino, non vi spezzerete il cuore per il triste destino della vostra figliuola infelice, infelice, infelice e disgraziata.
DON GEROLAMO
Oh! Basta! Avete parlato troppo! Ma io vi metterò sotto chiave!
FERDINANDO
Don Gerolamo, per lei non ci sono chiavi!
DON GEROLAMO
Ma voi non potrete liberarla! Fin quando non ubbidirete a me, non lo starò a ripetere, noi non ci vedremo più!
LUISA
(sulla soglia)
Fate pure, ma lui resterà sempre una scimmia!
DON GEROLAMO
(sbatte la porta)
Domani cambierete tono!
FERDINANDO
Signore, vi supplico umilmente...
DON GEROLAMO
Ali! Un consiglio ancora! Certo sarà buono!
FERDINANDO
Perché non prendete un genero, che adori mia sorella come si deve?
DON GEROLAMO
Vi ho già, mi sembra, il mio parere sul vostro Antonio!
FERDINANDO
Si! Il suo nome è fra i più illustri di Siviglia.
DON GEROLAMO
Si, di lui ci dovremo vergognare! Quanto a voi ora tacete!
FERDINANDO
Ma che sarà, del cuore spezzato di Luisa?
DON GEROLAMO
Il cuore suo? Che importa al mio capo dolente! State quieto!
FERDINANDO
Signore, se solo permettete...
DON GEROLAMO
Si, vi permetto di star zitto!
FERDINANDO
Sto zitto, si! Ma ancora, se permettete...
DON GEROLAMO
Oh Cielo! quante chiacchiere!
(esce)
FERDINANDO
Non mi piace tutto ciò! Antonio, ora che ha perso Luisa, può ricordare che un giorno amò la mia Clara! Ah! Clara, Clara! Cos'è la vita senza Clara, mio unico amore, Clara!

Scena IV

DON GEROLAMO
(fuori scena)
La voglio!
LA GOVERNANTE
(fuori scena)
Ah! Ah!
DON GEROLAMO
Su, dammela qui subito!
LA GOVERNANTE
Ah! Ah!
DON GEROLAMO
Si, voglio quella lettera! Non ti vergogni!
LA GOVERNANTE
Ah! Ah!
DON GEROLAMO
Uh!
LA GOVERNANTE
Ahi! Ahi!
DON GEROLAMO
Uh!
LA GOVERNANTE
Ahi!
DON GEROLAMO
(afferra la lettera)
L'ho presa!
(Legge)
Mio bene, mio amore, mio tesoro...
(Fa fatica a decifrare)
... eh... eh... eh... se voi solo sapeste... eh... eh... eh... per sempre vostra Luisa... Tu dovevi custodire la virtù di mia figlia, che cos'hai fatto? Tu mi hai tradito e hai fatto da mezzana! Vergogna, pfhuh!
LA GOVERNANTE
(offesa)
Ah! Ma voi, signore, voi leggete le sue lettere! Vergogna, pfhuh!
DON GEROLAMO
(offeso)
Ah! Così voi dite a me com'è che devo trattare mia figlia! Vergogna, pfhuh!
LA GOVERNANTE
Ah! Non c'è bisogno che voi mi insultiate per quello che ho fatto! Vergogna, pfhuh!
DON GEROLAMO
Ah! Lasciate che vi dica nel mio modo più gentile che io non vi tratterò più a lungo!
LA GOVERNANTE
Lasciate che vi dica nel mio modo più gentile che con voi non resterò un minuto di più!
DON GEROLAMO
(con un profondo inchino)
Grazie, signora!
LA GOVERNANTE
(inchinandosi in modo caricaturale)
Signore, grazie a voi!
DON GEROLAMO
(inchinandosi)
Sarò felice se ve ne andrete subito!
LA GOVERNANTE
Prenderò il mantello il velo ed il cappello e me ne andrò, signore.
(Esce a raggiungere Luisa)
DON GEROLAMO
Oh! Si davvero, il velo e il cappello, o qualche giovane impetuoso farà pazzie per la vostra beltà. Ma voi con la vostra grazia disarmatelo.
(Con liberazione)
Pfhuh!

Scena V
DON GEROLAMO
Se voi avete una bambina, ella è il castigo della vostra vita. Pazzi voi diverrete, anche se è morta vostra moglie! Falsa, caparbia, dimentica di ogni dovere che voi le abbiate insegnato; oh cari, che peste è una figlia ostinata! Che sviene e geme, che piange e sospira; oh cari, che peste è una figlia ostinata!
(Entra Luisa vestita con gli abiti della governante: col mantello, il cappuccio ed il velo. Fa finta di piangere)
È troppo tardi per piangere, signora! Dovrei aver pietà? Troppo tardi! È inutile sembrare desolata! È troppo tardi, la porta è là!
(Escono da porte opposte)

Scena VI
LA GOVERNANTE
(curiosando dentro)
Il primo atto è stato recitato senza errore, ma temo il nuovo ruolo di signora! Si, Margherita, se va tutto bene, fino alla morte sarai una bella signora.
(Scompare)
(Rientra Don Gerolamo che grida dietro a Luisa)
DON GEROLAMO
La vecchia è stata liquidata! Va a prenderti un amante! Perché no? Di notte... al buio... potreste... di notte tutti i gatti sono grigi... ecco là! All'angolo c'è uno sciocco che sembra tutto Antonio. Con la vostra grazia, coi vostri inchini cerimoniosi, su, sollecitate la sua conoscenza, poi vedrete come andrete lontano.
(quasi ballando)
Bene, ora che se ne è andata non vi sarà più ribellione; di nuovo avrò la devozione di Luisa. Mentre lei sta dimenticando il suo gran bel sogno, il mio denaro scorrerà come un fiume d'oro!

QUADRO III

Scena I

La banchina del porto. Le pescivendole vendono le loro mercanzie.
I PESCIVENDOLA
Hey, hey, pesce fresco, pesce fresco del Signor Mendoza!
II PESCIVENDOLA
Comprate il pesce da Mendoza!
III PESCIVENDOLA
Comprate il pesce!
I PESCIVENDOLA
A buon mercato, pesce fresco del signor Mendoza!
II PESCIVENDOLA
Comprate il pesce da Mendoza!
I, II E III PESCIVENDOLA
Pesce saltellante del gran Guadalquivir!
III PESCIVENDOLA
Il tonno, la trota, il gambero! La trota, il gambero!
I PESCIVENDOLA
Appena preso il pesce del signor Mendoza!
II PESCIVENDOLA
A buon mercato... Mendoza...
III PESCIVENDOLA
Comprate il pesce!
I E II PESCIVENDOLA
Il pesce più fresco della città!
III PESCIVENDOLA
Il tonno, la trota, il gambero!
I E II PESCIVENDOLA
Il vostro piatto è qui!
III PESCIVENDOLA
La trota, il gambero!
I PESCIVENDOLA
Hey, hey, pesce fresco, pesce fresco del signor Mendoza.
II PESCIVENDOLA
Comprate il pesce da Mendoza!
(Entrano Mendoza e Don Carlo)
MENDOZA
Gridate, gridate, intanto cresce la mia fortuna!
DON CARLO
Ah! Ma caro Mendoza, cos'è che poi vendete? Pesci... Se fossero delle gemme, se fosse vino o spezie, ma pesci... questa è una merce volgare!
MENDOZA
Se siete così sensibile, state alla larga. Ma in Siviglia è meglio fare affari che rifiutarli! Voi vedete pesci, io denaro...
(Escono)

Scena II

Entrano Clara e Rosina.
CLARA
Rosina, Rosina, sono libera dalla tirannide. Sono fuggita di casa. Ed in questa misteriosa città sono sola e senza amici, vagabonda e abbandonata...
ROSINA
Il vostro amore sarà felice di proteggervi.
CLARA
No, no, lui che ha offeso tutto quanto una donna ha di più caro! Fare una chiave ed entrare nella mia stanza di notte!
ROSINA
Però la chiave fu assai utile!
CLARA
Utile?
ROSINA
L'altra notte chiusa nella vostra stanza voi sognavate di fuggire ma senza sapere come, e lui vi ha liberata!
CLARA
Si, lui mi ha liberata, sono fuggita di prigione, ma vi ripeto che lui mi ha offeso, sì, offeso, profondamente offeso.
(Escono)
(Entra Luisa)
LUISA
Mio padre mi ha aperto lui stesso la porta onde io fuggissi, e mi ha lasciato gentilmente andare ad incontrare il mio Antonio! Ma non mi è stato possibile trovarlo in città stamattina! Dove sarà e dove andrò a trovare il mio Antonio? Andare da Clara? Ma Clara è una santarellina ed io non oso. Che dirà mai l'amica Clara?
CLARA
(entra)
Luisa... Che cosa penserà di me ora? Meglio andare via!
(Ella cerca di andare via ma si scontra invece con Luisa)
LUISA
Clara!
CLARA
Oh! Luisa!
LUISA
Voi!
CLARA
Voi! Vi siete travestita!
LUISA
Io travestita?
CLARA
Siete scappata?
LUISA
Si, sono scappata!
CLARA
Io invece mi nascondo!
LUISA
Io no, son scappata!
CLARA
Ah, lei è scappata!
LUISA
Lei non si nasconde, lei è scappata!
CLARA
Noi siamo scappate!
LUISA
Noi siamo scappate!
LUISA E CLARA
Tutte e due siamo scappate!
CLARA
Ora dove andrete?
LUISA
Certamente da Antonio, e voi? Cercherete mio fratello!
CLARA
Come posso se egli mi ha offeso, offeso profondamente!

Scena III
CLARA
Il mio amore per cui ho sofferto tanto dolore, quello che volevo rivedere ancora, il solo mio tesoro in un mondo di pene, mi ha tradito, si, mi ha tradito! Dorme tutta Siviglia, mentre io giaccio sveglia, ho sfidato mio padre per il mio amore, la mia casa è un'orrida prigione piena di odio, è giunto il momento di scappar via! Dorme tutta Siviglia nell'oscura notte. Io sola non posso dormire. Ad un tratto odo un sussurro. Ecco giungere il mio amore! Ma sebbene egli giurasse di essere venuto per salvarmi, e mi prendesse in giro gentilmente per il mio timore, parlò con tale passione che risvegliò il mio ardore con i baci, ma anche la paura e la vergogna. Lo accusai, rimproverai il mio amore per la sua passione, ma il cuore mi diceva: dagli la tua fiducia! Mentre il cuore mio soffriva ancora, gli ordinai di andare via e all'alba se ne andò! Ora lui dissiperà il mio amore, mentre io sono rimasta sola ad aspettare il sorgere del giorno!

Scena IV
LUISA
Se soltanto avessi saputo qualche cosa, già da tempo mio fratello vi avrebbe chiesto perdono, ed avrebbe fatto penitenza per le lacrime che ha fatto versare! Clara carissima, triste è il vostro stato! Abbandonata. Dove troverete una casa?
CLARA
Sono sola, però c'è un luogo dove le abbandonate sono benvenute; è un convento dove mi conoscono e nasconderanno. .. E voi che cosa farete?
LUISA
Non temete, vedete quei baffi che vengono qua; là è il mio piano segreto, là è la mia salvezza.
CLARA
Quello?
LUISA
Si, quel vecchio...
CLARA
Luisa, siete impazzita?
LUISA
Quello è l'uomo scelto da mio padre come mio futuro sposo! Guardate il mio Mendoza che partito! Per fortuna lui però non mi conosce ancora; è un mercante di pesce stantio ed un magro acquisto. Ho un piano che non può fallire se soltanto mi aiutate, se soltanto mi prestate il vostro nome per un giorno.
CLARA
È vostro.
LUISA
Io l'incontrerò fra poco e lo saluterò come fossi Clara. Non vi farò disonore, lo giuro!
CLARA
Mi fido. Ma, Luisa, in cambio acconsentite, se incontraste vostro fratello e chiedesse di me, a rispondergli che voi non mi avete vista... e non ditegli che io sono andata al Convento di santa Caterina, quello vecchio, col giardino; dove la strada fa una curva, c'è una porticina mezza aperta perché nessuno la custodisce. Ma vi prego, Luisa, non fate cenno alcuno di quella strada in curva e di quella porticina.
LUISA
Non farò parola intorno a quella porta.
CLARA
Addio, Luisa!
LUISA
Addio, Clara.
CLARA
E buona fortuna!
LUISA
Buona fortuna!
(Esce)

Scena V
Entrano Mendoza e Don Carlo
MENDOZA
Togliermi la barba? Ma la barba è così distinta...
DON CARLO
I grandi amanti non hanno barba!
MENDOZA
... ed ha una sua bellezza, virile, nobile...
DON CARLO
(esaminando Mendoza con aria di critico)
Non discuto che la barba in sé... sia distinta... ma quanto a darvi bellezza e distinzione, ciò è aperto a discussione.
MENDOZA
Però forse voi converrete che ho ragione io e torto voi! Guardate là quella fanciulla, il cui sguardo dolce e tenero mi seduce. Ammetterete che non è maggiore di mia figlia se l'avessi...
(a Luisa)
Permettete...
LUISA
Signore, voi soltanto potete aiutarmi! oh, vi prego, non andate via!
MENDOZA
Bene, forse voi ed io, chissà, potremo essere buoni amici, signorina!
(a Don Carlo)
Che bocconcino, eh? Permettete che vi chieda il vostro nome signorina?
LUISA
(a parte)
Grazie al cielo ne ho uno pronto! Io mi chiamo Clara d'Almanza.
MENDOZA
La figlia di d'Almanza! La meravigliosa figliuola di casa d'Almanza! Da stamattina io so che vostro padre è adirato con voi per la vostra scomparsa.
LUISA
Molti uomini di minore dignità certo avrebbero approfittato della mia ingenuità.
MENDOZA
Avete udito quello che ha detto, Don Carlo? Che sia innamorata della mia barba? Amica cara, voi parlate d'onore con ragione: io non vi tradirò! Amare voi sarebbe tradimento per colei che sposerò...
LUISA
A proposito di amore...
MENDOZA
Non vi permetto di farmi quei sorrisi! Non crediate che le vostre astuzie femminili mi facciano trascurare i miei doveri; mi rincresce, ma' Mendoza non scherza con la figlia di d'Almanza.
LUISA
Allora portate un messaggio al mio amore Antonio! Se solo lo trovassi...
MENDOZA
Antonio? Ma ora, cosa c'entra Antonio?
LUISA
Ho vagato tutto il giorno sola e timorosa, ma accada quel che accada io sarò davvero sua...
MENDOZA
Aspettate, prego, devo sapere ciò; tutto quell'ardore, quel rossore di poco fa non erano per me?
LUISA
Oh, no!
MENDOZA
No?
DON CARLO
Ah!
MENDOZA
È una bambina capricciosa! Vorrei portarla a casa dal suo papà!
LUISA
La cavalleria è morta.
DON CARLO
Mendoza, voi vi comportate volgarmente.
MENDOZA
Si, si, portarla a casa dal suo papà.
DON CARLO
Sia pure il pesce la vostra fama, basta con questi vostri modi...
MENDOZA
Ma forse, posso soddisfare la mia cavalleria! Don Carlo, è questo il problema: Antonio fa la corte a Luisa, e quindi è mio rivale ancora. Diamogli la figlia di Don Almanza e prenderemo due piccioni con una fava! Una mossa abile!
DON CARLO
Una mossa astuta... Ma posso io approvarla?
MENDOZA
A te, Mendoza, a te. Ora disporrai di lui e di lei come una volpe! E, Don Carlo? A te, Mendoza, a te, Mendoza... Signora, non temete, troverò il vostro amante! L'amico Don Carlo vi assisterà mentre sono via...
DON CARLO
(s'inchina) Signora...
LUISA
Signore mio, debbo fidarmi di voi?
DON CARLO
Non si appoggia la vite sulla quercia?
MENDOZA
Don Carlo, accompagnate la Signora a casa mia, mentre io vado a conoscere Luisa che è promessa a Mendoza! La conoscete? Si dice che sia bella.
LUISA
La bellezza della tarda estate...
MENDOZA
Sono lucenti i suoi capelli?
LUISA
Quanto le si addice il buio!
MENDOZA
Ah! ah! Quale donna ha mai lodato la bellezza di un'altra! Eppure troverò il vostro Antonio!

Scena VI
DON CARLO
Ormai lontano dall'amore chi è innanzi con gli anni sorride, ricordando, alla giovane pena dell'amante... Potrei, bambina, farvi del male? Ah! no, non cercate sempre di trovare l'inganno in ogni estraneo, che vorrebbe soltanto lenire i vostri mali e amarvi se potesse...
I PESCIVENDOLA
(da lontano)
Il pesce più fresco della città!
III PESCIVENDOLA
La trota ed il gambero!
I PESCIVENDOLA
Hey! hey! pesce fresco, pesce fresco, del signor Mendoza!
II PESCIVENDOLA
Comprate il pesce da Mendoza!
LUISA
Di chi è il pesce?
DON CARLO
Che? Parlano di pesce?
III PESCIVENDOLA
La trota ed il gambero! Comprate il pesce da Mendoza!
LUISA
Mendoza! Sempre questo nome! Mendoza!
DON CARLO
Non riesco a udire, fanno chiasso e urlano a squarciagola!
I PESCIVENDOLA
Son trote fresche di fiume.
III PESCIVENDOLA
Il gambero, il re dei pesci!
I PESCIVENDOLA
Venite a scegliere il vostro pesce!
III PESCIVENDOLA
Il gambero, il re dei piatti!
LUISA
Perdonate se vi chiedo come un nobile può abbassarsi a un simile mestiere.
DON CARLO
(offrendole il braccio)
Non è poi tanto brutto, non pensateci.
LUISA
Ma non vi sembra assai avvilente?
DON CARLO
Deprimente! Su, pensiamo adesso a voi e basta con il pesce!
LUISA
Don Carlo, voi siete un nobile cavaliere!
(Escono)
I PESCIVENDOLA
Hey! hey! Pesce fresco, pesce fresco del signor Mendoza!
II PESCIVENDOLA
Comprate il pesce da Mendoza!
III PESCIVENDOLA
Venite a scegliere il vostro pesce!
I PESCIVENDOLA
Hey! hey! Pesce fresco, pesce fresco del signor Mendoza!
II PESCIVENDOLA
Comprate il pesce da Mendoza!
III PESCIVENDOLA
Pesci!
I E II PESCIVENDOLA
Pesci!

QUADRO IV

Scena I
Una stanza nella casa di Don Gerolamo. Don Gerolamo e Mendoza
DON GEROLAMO
Ah! ah! ah! ah! bene, bene. È proprio buffo sentirvelo dire! La gentile Clara scappò via in cerca del suo amante!
MENDOZA
Si dice che d'Almanza non si riavrà mai più.
DON GEROLAMO
Furba!
MENDOZA
E scaltra.
DON GEROLAMO
Una figlia è scaltra quando i genitori mancano di prudenza. Lauretta!
(Entra Lauretta)
Forse Luisa avrebbe una simile idea?
(A Lauretta)
Su, va dalla tua padrona e dille che il signor Mendoza è qui che l'attende.
MENDOZA
Attende la sua venuta con impazienza ed umiltà.
DON GEROLAMO
Oh si! Oh si! Senz'altro dite così!
(Lauretta esce)
Adesso la vedrete! Quegli occhi neri e lucenti predicono indicibili delizie.
MENDOZA
Caramba!
DON GEROLAMO
E quando ella è mossa al riso una fossettina le giuoca sulla guancia delicata, ma una, solamente una.
MENDOZA
Caramba!
(Lauretta ritorna e sussurra qualche cosa a Don Gerolamo)
DON GEROLAMO
(seccato)
Che c'è?
LAURETTA
(sussurra ancora qualche cosa all'orecchio di Don Gerolamo)
DON GEROLAMO
(dopo aver sussurrato a sua volta qualche cosa all'orecchio di Lauretta)
Svelta!
(Lauretta corre via)
E canta come il flauto magico, e d'argento è la sua voce, chiara come una campana, e canta bene!
MENDOZA
Caramba! Oh!
DON GEROLAMO
(a Lauretta che è ritornata)
Ora che c'è?
LAURETTA
(sussurra ancora qualcosa all'orecchio di Don Gerolamo)
DON GEROLAMO
Non vuole?
LAURETTA
(facendo la riverenza)
No, signore!
DON GEROLAMO
Non viene?
LAURETTA
(facendo un'altra riverenza)
No, signore!
DON GEROLAMO
Ma vuole forse provocarmi? Insomma venga qui subito!
MENDOZA
Qualche cosa che non va?
DON GEROLAMO
(a Mendoza)
Capricci infantili, è sciocca e smorfiosa... Non sa che gonna indossare per sembrarvi più bella...
(a Lauretta)
Non viene se io sto qui?
LAURETTA
(con una riverenza)
No, signore!
DON GEROLAMO
Insiste perché me ne vada?
LAURETTA
(ancora con una riverenza)
Così dice, signore...
DON GEROIAMO
E sfida suo padre?
LAURETTA
(con un 'ultima riverenza)
Si, signore...
DON GEROLAMO
Io non sopporto le sciocchezze! Oh, dille che sono andato...
(Lauretta corre via)
Auguri, caro Mendoza, tanti auguri!
(Esce. Mendoza si trova solo e a disagio)
 
Scena II
(Lauretta ritorna. Dopo essersi assicurata che Don Gerolamo se ne è andato, esce. Entra la governante vestita come Luisa.)
MENDOZA
Oh bella signora del mio cuore! Oh mia graziosa signora!
LA GOVERNANTE
Signore, sempre una figlia rispettosa...
MENDOZA
Oh bella signora... signorina... mi commuovete!
LA GOVERNANTE
E voi me!
MENDOZA
Io speravo che voi aveste una parola per me!
LA GOVERNANTE
Ed io speravo... Ma noi andiamo d'accordo...
MENDOZA
(prendendo una decisione)
Lasciate che io faccia un buffetto su quella fossetta che avete!
(Vede il suo volto e non gli riesce più di parlare.)
E... hm... non potete... essere... ugh! ugh!
LA GOVERNANTE
(lisciandosi il vestito)
Vi piace il mio abito?
MENDOZA
Il colore mi pare un po' troppo violento.
LA GOVERNANTE
Ah!
MENDOZA
Ma voi chi siete?
LA GOVERNANTE
Donna Luisa, la figlia di Gerolamo.
MENDOZA
Voi, Luisa? Ma vostro padre è cieco!
LA GOVERNANTE
Signore!
MENDOZA
Intendevo dire, che l'amore l'ha reso cieco.
LA GOVERNANTE
Non vi capisco, mio signore!
MENDOZA
Intendevo dire che egli vi ama molto... e l'amore è cieco, veramente cieco,..
LA GOVERNANTE
Signore, voi mi sorprendete, mi sorprendete molto! Mi dicevano che i vostri modi erano villani al di là d'ogni sopportazione! Li trovo invece nobili e piacevoli.
MENDOZA
Suo padre deve aver perso la testa! Crede di smerciare questo sacco di pretese!
LA GOVERNANTE
Mi volevano fare dispetto.
MENDOZA
Che dite? Che vi fan dispetto? Che io vi piaccio?
LA GOVERNANTE
Ho sognato per tanti anni un marito con la barba...
MENDOZA
Forse non è brutta come io temevo.
LA GOVERNANTE
Sognavo sempre una barba così lunga!
MENDOZA
Forse chiamarla orrenda è un po' eccessivo; dirò che è comune. Ma debbo disdegnare la sua bella fortuna solo perché suo padre è sciocco e cieco?
LA GOVERNANTE
Dicevate?
MENDOZA
Pazzo è chi non vede i vostri pregi!
LA GOVERNANTE
Ah!
MENDOZA
Uniti in matrimonio noi potremo presto prosperare, fare invidia a tutti in Siviglia e lungo il Guadalquivir... Carissimo tesoro.
LA GOVERNANTE
Dunque allora vi piaccio?
MENDOZA
Mi piacerebbe una canzone...
LA GOVERNANTE
Vi canto una canzone.

Scena III
LA GOVERNANTE
Quando intorno a una fanciulla ingenua un giovanotto tremante ed impaurito viene a fare la corte, lei arrossisce a quegli sguardi! Ella è troppo timida e il suo cuore batte quando lui le si avvicina. Egli vede il suo rossore e la sua timidezza e se le toccasse soltanto le labbra lei sverrebbe di sorpresa. Ma fate passare un anno, il tempo farà il suo lavoro, e lei non arrossirà più e se lui le prenderà la mano lei sorriderà, e infine avrà la grazia di arrossire quando lui la chiederà. Poi quando andranno all'altare lei non vacillerà più, e si sposerà col batticuore e in fretta per essere condotta nella camera nuziale.
MENDOZA
Venite, cara, una benedizione da vostro padre...
LA GOVERNANTE
Oh no! No, no, no!
MENDOZA
Non volete?
LA GOVERNANTE
Non sarò gentile se voi non trovate un modo per rapirmi. Allora sarò una moglie devota!
MENDOZA
Scappare?
LA GOVERNANTE
È quello che ho sognato sempre!
MENDOZA
Scappare?
LA GOVERNANTE
Si!
MENDOZA
Par che l'abbia combinato!
LA GOVERNANTE
Forse voi, signore, esitate?
MENDOZA
Non ho più tanta destrezza e... e poi mi sembra di complicare...
LA GOVERNANTE
Si! Voi esitate.
MENDOZA
Oh no, signora, no, no, no! Eppure si, lo faccio! Pensate, fuggire con voi!
LA GOVERNANTE
Stanotte la luna è piena, e amica è la sua luce, aperta è la porta del giardino! Siamo favoriti...
MENDOZA
La mia canozza tirata da un cavallo arabo attenderà al cancello. Impaziente aspetterò.
LA GOVERNANTE
Il vento gentile agiterà la vostra barba, e fuggiremo attraverso la città che dorme.
MENDOZA
Ah! che romanzo, che romanzo, che romanzo! Tutto sarà fatto e niente trascurato!
LA GOVERNANTE
Le ore scorrono troppo adagio! Viene papà! Addio!
(Esce)
MENDOZA
Tutto va bene!
(fantasticando)
La carrozza, la luna, due agili cavalli ed io, ben presto sposo...

Scena IV
Entra Don Gerolamo con due bottiglie di champagne.
DON GEROLAMO
E così?
MENDOZA
I miei cavalli, la mia carrozza!
DON GEROLAMO
Eh!
MENDOZA
Non ho mai incontrato una donna così inquietante!
DON GEROLAMO
L'avete dunque vista?
MENDOZA
Oh si!
DON GEROLAMO
Non è affascinante?
MENDOZA
Io direi che è una civetta astuta...
DON GEROLAMO
Le piacete?
MENDOZA
Oh certo!
DON GEROLAMO
Voi siete un mago, amico Mendoza! Uh! Non è bella! La la la la...
MENDOZA
Bene...
DON GEROLAMO
La mia graziosa erede, la la la la...
DON GEROLAMO
Bene, bene...
DON GEROLAMO
Seducente...
MENDOZA
Lo sarebbe di più se fosse velata!
DON GEROLAMO
Affascinante...
MENDOZA
Anch'io lo dissi quando il resto...
DON GEROIAMO
Il suo canto...
MENDOZA
Delizioso se sta zitta!
DON GEROLAMO
Se non smettete di scherzare mi offendo!
MENDOZA
Che brivido incontrare vostra figlia!
(inchinandosi)
Ciò dovrebbe farvi tacere!
DON GEROLAMO
Ali si, che brivido, davvero, ah che brivido!
(Stappa una bottiglia di champagne mentre Mendoza fa saltare il tappo dell'altra bottiglia.)
DON GEROLAMO E MENDOZA
Beviamo alla nostra salda amicizia. Quando sono ubriaco io non temo disgrazie; ubriaco affronterò con cortesia la vanità della stessa mia figlia.
DON GEROLAMO
Pesce ed oro presto noi raccoglieremo più di quanto possiamo tenere.
MENDOZA
Io posseggo già adesso pesce ed oro in quantità.
DON GEROLAMO E MENDOZA
Beviamo alla nostra salda amicizia. Quando sono ubriaco io non temo disgrazie. Qui c'è del vino! Bevi! Bevi! È di vino!
 
ATTO TERZO

QUADRO V

Scena I
Appartamento dì Mendoza. Don Cario e Luisa.
LUISA
Ah! Il tempo è ostinato, non passa mai, ma prova grande piacere a indugiare pigro...
DON CARLO
Mia bella signora, si muove, non è mai fermo, e vi porta il vostro amore sempre più vicino.
(Fa per andarsene)
LUISA
C'è forse qualcuno che sia più felice di me? Io sono nascosta a chi più vorrei essere nascosta e lui porterà il mio sposo al mio fianco senza alcun sospetto! Ma è giusto, Don Carlo, che il tempo indugi? Dite al tempo di volare e di portarmi la mia gioia!
DON CARLO
Mia bella signora, il tempo corre fin troppo svelto, e correndo lascia il suo fardello, il fardello degli anni che passano.
LUISA
Sono qui, sono qui! Voglio tormentare un poco il mio amante e mi nascondo! Mi troverà!
(Va a nascondersi nella stanza vicina)

Scena II
Entrano Mendoza e Antonio.
MEND0ZA
Venite, venite dentro, e benvenuto!
ANTONIO
No, qualcosa non è come dovrebbe! Clara, fuori di sé per l'amore, vi ha chiesto di condurmi qui? No, qualcosa non è come dovrebbe.
MENDOZA
Vi convincerete presto che è così.
ANTONIO
Incredibile!
MENDOZA
Credeteci o non credeteci entrate e ve ne accorgerete. Don Carlo, dov'è la signora? Il mio amico Carlo.
ANTONIO
(inchinandosi)
Servo vostro.
DON CARLO
Servo vostro.
(con aria misteriosa)
La signora vi attende!
ANTONIO
La signora Clara?
DON CARLO
D'Almanza!
ANTONIO
Ora tutto è chiaro: la signora sola e abbandonata vuole essere riportata dal suo amico che ama Clara più della sua vita.
MENDOZA
Può darsi che anche lui sia il suo tesoro, ma ora ella langue per voi! Andate dentro, Antonio!
(Apre l'uscio)
ANTONIO
Entrare solo con l'amata del mio amico? Ma l'onore certo...
MENDOZA
Lo vieta, si, signore... ma voi non ci pensate...
(Spinge dentro Antonio)
L'amata del suo amico! Ora vedremo come se la intendono.
DON CARLO
Ah! Giovane amore, il dono più prezioso della vita.

Scena III
MENDOZA
E se spiassi dentro?
DON CARLO
Ma, Mendoza, vi par bello?
MENDOZA
Dal buco della serratura?
(Spia attraverso il buco della serratura)
Oooooh!
DON CARLO
Ma smettete, non sta bene!
MENDOZA
Incredibile! Oooooh!
DON CARLO
Cosa c'è?

MENDOZA
Si stanno rendendo assai felici!
DON CARLO
Caro Mendoza, adesso basta; vi state comportando da ruffiano! Dovrò lasciarvi!
MENDOZA
Oooooh!
DON CARLO
Ed ora cosa fanno?
MENDOZA
Certamente stanno parlando dell'amico che sembrava tanto ignobile tradire.
DON CARLO
E voi li spiate! Una simile condotta è insopportabile! Me ne vado disgustato!
MENDOZA
Oooooh! Oooooh!
DON CARLO
Che c'è ancora?
MENDOZA
La sua mano piccola sta sulla sua spalla, mentre intorno alla sua vita strisciano le sue mani!
DON CARLO
No!
MENDOZA
Ed ora ridono. Scordato è l'amico...
DON CARLO
Mendoza, quello che fate è orribile! Vi prego di finirla! È una vergogna! Senza cuore!
MENDOZA
Oooooh!
DON CARLO
Che c'è adesso?
MENDOZA
Un lieto fine! Lui le ha baciato le mani: così e così!
 DON CARLO
(fuori di sé)
Davvero, Mendoza!
MENDOZA
Perfetto! Sono a posto! E anche loro sono a posto, eccoli qua.

Scena IV
Entrano Antonio e Luisa, il braccio di lui intorno alla vita di lei.
DON CARLO
Io mi vergogno per voi due. Spiare è ignobile e vile. Però quello che ha fatto Antonio, rubare l'amata all'amico, è ancora più vile!
(ad Antonio, con sdegno)
Signore!
ANTONIO
Signore?
(a Mendoza)
Che cosa lo turba?
MENDOZA
Venite, Don Carlo, meno parole indignate! Bisogna che gli amanti siano astuti!
LUISA
Signor Mendoza, come sono vere le vostre parole! Gli amanti sanno sempre trovare una via se l'amore è in pericolo!
MENDOZA
Io vedo che vi amate l'un l'altro; Antonio, non c'è più motivo di inimicizia! Stringiamoci le mani, perché sono vostro fratello!
ANTONIO
Che buono, gentile, pietoso e generoso, voi siete!
MENDOZA
Ah! si! amici, sono furbo e astuto, perché sono Mendoza e devo sempre trovare la mia via! E poi sono così romantico! (Prende Antonio e Luisa sotto braccio)
Stanotte la luna è piena, andrò alla porta di Don Gerolamo molto tardi e non esiterò!
LUISA
Mamma mia!
ANTONIO
Quanto è furbo!
MENDOZA
E rapirò la sua figlia ed erede così bella e giovane e graziosa.
LUISA
Mamma mia!
ANTONIO
Quanto è furbo!
LUISA
Mamma mia!
ANTONIO
Quanto è furbo!
MENDOZA
Con tremito e paura attenderà finché apparirò e poi l'avrò vicina a me.
LUISA
Oh! oh! oh!
ANTONIO
Non è così!
MENDOZA
Andrò al galoppo con mia moglie in braccio e se ci inseguiranno...
LUISA
Oh! oh! oh!
ANTONIO
Ma che bello!
MENDOZA
... essi vedranno una nuvola di polvere ed alte sopra a tutto una barba fluente ed una sciarpa di seta...
ANTONIO
Luisa, lasciate che fantastichi, guardate il cielo!
LUISA
Amore mio, il sole!
(Luisa e Antonio vanno all'ampia finestra, spalancano i tendaggi; al di là si stende Siviglia. Tramonto)
MENDOZA
Barba e sciarpa alte e svolazzanti sopra a tutto ciò.

Scena V
LUISA
Nubi di seta e sole al tramonto, da questo istante noi siamo uniti per sempre... Luce del sole, tu sei gloria e splendore del sole radioso! Da questo istante noi siamo uniti per sempre. Il destino non può tenerci divisi. Qual è la porta che gli amanti non riescono ad aprire? La nostra fede, la nostra speranza nascono dal bisogno, dal dolore e dall'ardente passione! Come un torrente montano in primavera quando si sciolgono i ghiacci la nostra passione spezzò le catene, Antonio, amore mio. Amore, presto la gioia adempirà le nostre speranze, ed i nostri desideri, perché so che Antonio mi ama!
ANTONIO
Amore, guardate il bagliore d'oro! Da questo istante d'oro noi siamo uniti per sempre... Sono giunti momenti d'oro. Siete qui, amore mio, ora mio per sempre! Da un destino amaro crudelmente divisi, ma ora uniti, cara, alfine uniti. La nostra fede, la nostra speranza nascono dal bisogno, dal dolore e dall'ardente passione! Come in primavera quando si sciolgono i ghiacci la nostra passione spezzò le catene, amore. Oh, dimentica tutte le pene. Per sempre mia! Ecco la felicità. Da quest'attimo d'incanto, amore mio, verranno giorni felici, con te, mia gioia, mio tesoro!
DON CARLO
Carlo, Carlo, la tristezza non t'aiuta, la giovinezza è fuggita... Tutti cambiano i modi della gente intorno a te, ed i modi degli amanti, ma tu non riuscirai mai ad accettarli! Un giorno, si, amai profondamente e costante fu il mio cuore per sempre, e questo ardore brucia per sempre! E sopravvive per sempre! Cuore costante il cui ardore brucia per sempre! Ecco la felicità. Carlo, Carlo, la rabbia adesso non t'aiuta! Sii contento che gli amanti hanno trovato una via tranquilla e felice, ah quanto felice!
MENDOZA
No, no, non sei poi tanto vecchio, amico Mendoza! Tu ridi di ogni serratura e presto godrai d'una sposa la cui bellezza sarà tua, si, sarà tua! Come un torrente montano che sradica le querce ed i pini, così io spazzerò tutto quanto sulla mia via! Rapirò Luisa stanotte. Che piani astuti! Col silenzio della notte, i miei piani si svolgeranno.
 
QUADRO VI

Scena I
La casa di Don Gerolamo. Don Gerolamo suona il clarinetto, un amico (o un servo) suona la cornetta, Sancho (un servitore) suona la grancassa.
DON GEROLAMO
Voi stonate, signore!
(Irritato suona un passaggio sul clarinetto)
(Continuano a fare musica)
DON GEROLAMO
(Interrompendo)
È davvero incomprensibile! Luisa è scappata con uno che la scorsa notte lei respinse con tanta passione! Come una bambina, senza benedizione! Ah, le donne sono strane, piace loro simulare!
(Suonano. Entra Lopez. Don Gerolamo e l'amico smettono di suonare mentre Sancho continua)
DON GEROLAMO
La piantate con quel fracasso; venerate qualche Dio del suono?
LOPEZ
C'è un signore che vi aspetta.
DON GEROLAMO
Siamo qua.

Scena II
Lopez fa entrare Don Carlo.
DON CARLO
(cerimoniosamente)
Sebbene non ci si conosca, vi saluto.
DON GEROLAMO
Vi do il benvenuto, signore.
DON CARLO
Se non disturbo, permettete che io vi preghi...
DON GEROLAMO
Su, dite...
DON CARLO
Scusate l'intrusione, vi imploro...
DON GEROLAMO
(a parte)
Venite al sodo, insomma!
DON CARLO
Il mio amico Mendoza, con rispetto, manda a voi questo biglietto e vi prega di leggerlo da buon amico.
DON GEROLAMO
Mendoza? Che cosa dice?
(L'amico e Sancho hanno ripreso a suonare).
DON GEROLAMO
(interrompendoli)
Basta musica, un momento!
(Legge la lettera)
«Resterete sbalordito...» lo sono già... «la vostra... vostra... bambina, signore, la nostra fuga così romantica...» Buffone! «speriamo che voi non siate in collera...»
(L'amico e Sancho suonano di nuovo)
DON GEROLAMO
Basta la musica, ho detto basta!
(Continua a leggere)
«Ci perdonate? Possiamo inginocchiarci ai vostri piedi ed implorare la benedizione paterna?» Eccetera, eccetera, eccetera...
(a Don Carlo).
Oh, ma certo, io li benedico.
DON CARLO
E questo ciò che io debbo dire loro?
DON GEROLAMO
Se volete!
DON CARLO
Servo vostro, signore!
DON GEROLAMO
Servo vostro.
(Don Carlo esce)

Scena III
(Sancho batte la grancassa ricordando a Don Gerolamo la sua esistenza)
DON GEROLAMO
Avanti! Riprendiamo!
(Suonano)
Chi l'avrebbe creduto! Scappare col proprio marito! Un vero controsenso!
(Suonano)
(Entra un monello stracciato. Don Gerolamo e l'amico smettono improvvisamente di suonare mentre Sancho continua. Ad uno sguardo adirato del suo padrone, Sancho si arresta immobile)
DON GEROLAMO
(prende la lettera del ragazzo)
Luisa! Non potevano mandare un solo messaggero?
(Legge:)
«Io cerco invano parole che mi aiutino a spiegare il mio sotterfugio» Vediamo queste parole! «Noi non siamo ancora sposi, ma il mio amante è qui con me; caro padre, non vorrete che io sia sua moglie?» Bene, bene, quel furbo di Mendoza l'ha incantata!
(Sancho batte di nuovo la grancassa per ricordargli la sua presenza)
No, no, aspetta! Ora ci sono due pagine piene di sciocchezze... «Noi imploriamo la vostra benedizione e la felicità sarà completa. Saremo sposi prima del nuovo giorno, il mio amore allora sarà vostro figlio!» Non esageriamo... Lui mio figlio! Le donne, che fantasia... e Luisa sogna reti d'oro che la fanno prigioniera!
(Scrive una risposta. Il suo amico lo tira per la manica con aria interrogativa)
Sì, sì, ora suoniamo!
(Continua a scrivere. L'amico e Sancho suonano)
DON GEROLAMO
(dà al monello la sua risposta)
Ritorna e di corsa mentre noi suoniamo ancora. Ra-ta-ta-ta!

Scena IV
DON GEROLAMO
Lopez!
LOPEZ
Sì, signore!
DON GEROLAMO
Lopez!
DON GEROLAMO
Sono qui, signore!
DON GEROLAMO
Un grande banchetto, il più grande di tutta Siviglia, coronerà stanotte il carnevale in casa di Don Gerolamo!
LOPEZ
Sì, signore!
DON GEROLAMO
Suvvia, presto!
LOPEZ
Sì, signore!
DON GEROLAMO
Aspetta! Manda a comperare trote e gamberi e tutto quello che vedi! Cacciagione e vini scintillanti per questo lieto giorno.
LOPEZ
Sì, signore!
DON GEROLAMO
Presto!
LOPEZ
Sì, signore!
DON GEROLAMO
Avanti! Presto! Annuncia che questa notte il mio buon vino sconerà liberamente! Corri!
(Lopez esce)
Ed ora un po' di musica!
(Tutti e tre suonano. Don Gerolamo con appassionato abbandono)

QUADRO VII

Scena I
Giardino del Convento. Clara, vestita da monaca.
CLARA
(sola)
Ahimé, sola e abbandonata sono salva alfine dalla lotta, ma sto sciupando vita e giovinezza! Salute a te, rifugio solitario, dona a me la pace, a me che ho seppellito l'amore!
LOPEZ
(entra)
Clara, amica mia, sto io sognando?
CLARA
Sì!
LUISA
Così vestita? Ma che significa?
CLARA
Non c'è da spiegare nulla!
LUISA
Non negherò che quel vestito si addice al vostro viso!
CLARA
Mi si addice?
LUISA
Sì, però non oltre domani. Pensate al povero Ferdinando.
CLARA
Vostro fratello! Ah! Non nominate quella persona che mi ha tanto offeso!
LUISA
L'amore ha bandito da lui ogni discrezione!
CLARA
(pensierosamente)
Fu l'amore a farlo scortese? Eppure nonostante io l'abbia cacciato via da me per le sue azioni vergognose di quella notte, ah! mi fosse adesso accanto io lo perdonerei non con la lingua ma con gli occhi certo!
LUISA
Antonio!
(Entra Antonio )
ANTONIO
Le buone notizie vanno adagio.
LUISA
Mio padre cederà, darà presto il suo consenso e noi ci sposeremo.
ANTONIO
Io temo che dirà di no o peggio non risponderà.
LUISA
Mi risponderà.
ANTONIO
Io temo la risposta.
(Entra il monello con la lettera)
LUISA
Ecco qui la risposta!
(Legge)
«La vostra scelta non mi potrebbe essere più gradita, quindi non temete... io benedico la vostra unione e con grande gioia mi riconcilio; tornate dal vostro papà».
ANTONIO
Luisa, scherzate!
LUISA
Leggi tu!
ANTONIO
Ah! Vi prego, perdonate! Sebbene la fortuna ora ci sorride, la ragione consiglia prudenza; su, non tentiamo gli Dei, mia cara, e non lasciamo che passi un'ora prima delle nozze!
LUISA
Io prima voglio la benedizione di mio padre!
ANTONIO
No, prima le nozze, e poi la benedizione. Credete a me, meglio avere prudenza! Suvvia, venite, amore mio!
LUISA
Ah sì, amore, andiamo! Arriva Clara.
ANTONIO
La nostra Clara? Si è travestita?
LUISA
Si è travestita solo per un giorno!
CLARA
Temo per la vita. Ahimé per la vita!
ANTONIO
Il vostro dolore, così grande, presto passerà.
(Luisa e Antonio se ne vanno, le braccia intorno alla vita l'uno dell'altro)
LUISA
Amore e cuore mio, ora non ci lasceremo più! Vivremo nella gioia e nell'amore, insieme felici. Non ho mai visto un cielo così bello ed una così bella primavera; adesso gli anni scorreranno dolcemente; con voi, con voi soltanto il mio cuore è felice.
ANTONIO
Amore e cuore mio, noi vivremo d'un eterno amore, ed io custodirò la nostra felicità! Non ho mai visto un cielo così bello ed una così bella primavera; le nostre vite insieme, mio tesoro, insieme unite scorreranno.

Scena II
CLARA
Sono andati! Nella gioia, nel piacere, dimenticando me. Non potevo certo pensare, quando fuggii di casa all'alba, che così presto questo rifugio mi avrebbe inghiottito. Se ho perduto il mio amore, se davvero egli non mi ama, anche libera, non v'è più gioia terrena per me che ho perduto il mio solo tesoro! Adesso lascerò ogni speranza, ogni sorriso, ogni gaiezza, seppellendo per sempre la speranza.

Scena III
Entra Ferdinando
FERDINANDO
Deve essere qui!
CLARA
Ah!
FERDINANDO
Io vengo, o Santa Madre... Ah! Se sapessi parlare il suo linguaggio! Vi prego, dite, bella dama, chi sono quei due innamorati laggiù?
CLARA
Signore...
FERDINANDO
Sì, sì, li riconosco, Antonio, è lui! Insieme... non mi volete rispondere, casta beltà!
CLARA
Signore...
FERDINANDO
Vi rifiutate di dire chi sono? Lo so anche troppo bene! La signora è l'infedele Clara d'Almanza!
CLARA
Ah!
FERDINANDO
Lo ammettete dunque? Ahimé! Ahimé!
Te ne pentirai, Antonio, infedele amico!
(Si precipita fuori dietro gli innamorati che sono scomparsi)
CLARA
Mio Ferdinando, ma voi siete geloso! Amore, oh amore! La rabbia mia svanisce! Non esiterò. Prima di giorno ancora una volta noi saremo uniti. Luisa non sarà la sola sposa, lo giuro!
(Esce)

ATTO QUARTO

QUADRO VIII

Scena I
Il Monastero: Padre Agostino, fratello Chartreuse, fratello Elixir, fratello Benedettino con molti altri monaci stanno bevendo del vino.
FRATELLI E MONACI
La caraffa è il sole della nostra mensa, che splende radioso di vino spumeggiante. E noi siamo i suoi pianeti che splendono sempre mentre egli gira e gira. Intorno a noi tutto gira, tutto turbina, tutto il mondo gira in un vortice vertiginoso! Sì, turbina, e gira, sì, gira e turbina, tutto è gaio! Tu sei il più caldo sole, tu versi i raggi nel nostro ventre.
FRATELLO BENEDETTINO
(percuote il suo enorme ventre)
I nostri fratelli sono davvero benedetti!
FRATELLI E MONACI
La caraffa è il sole della nostra mensa che splende radioso di vino spumeggiante e noi siamo i suoi pianeti che splendono sempre mentre egli gira e gira. Sì, turbina, e gira, sì, gira e turbina, tutto è gaio!

Scena II
FRATELLO ELIXIR
(Alza il bicchiere)
Su, brindiamo adesso all'ordine delle sorelle di Santa Caterina!
FRATELLO BENEDETTINO
Brindiamo sempre a loro!
FRATELLO ELIXIR
È vero! Brindiamo allora solamente alla novizia dagli occhi neri!
FRATELLO CHARTREUSE
Prosit!
FRATELLO ELIXIR
Un occhio alla bellezza è nostro vanto e quella bimba merita un brindisi!
FRATELLO BENEDETTINO
Ma i suoi occhi non sono neri! Sono pro-prio azzurri!
FRATELLO ELIXIR
Neri, più della notte!
FRATELLO BENEDETTINO
Sono come il cielo blu...
FRATELLO ELIXIR
Neri più del carbone!
FRATELLO BENEDETTINO
Sono azzurri, azzurri!
PADRE AGOSTINO
Fratelli, che vergogna litigare quando il vino è rosso e dolce! Chi ci diede i soldi è morto, riposi in pace. Ci lasciò l'oro perché potessimo celebrare una messa in suo suffragio!
FRATELLO ELIXIR
Ah sì, riposi in pace!
FRATELLO CHARTREUSE
Beviamo alla sua salute, fratelli!
FRATELLO BENEDETTINO
Meglio tardi che mai!
FRATELLO ELIXIR
Possa la sua anima vivere sempre lieta nell'inferno come viviamo sulla terra!
FRATELLO CHARTREUSE
Ah sì, riposi in pace!
FRATELLO BENEDETTELO
La caraffa è il sole della nostra mensa...
FRATELLO ELIXIR
Che splende radioso di vino spumeggiante!
FRATELLI CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
E noi i suoi pianeti che splendono sempre, mentre egli gira e gira.
(Bussano alla porta)
FRATELLO CHARTREUSE
Figliuolo, vi sentiranno!
FRATELLO ELIXIR
Non me ne importa.

Scena III
Entra il primo servo.
I SERVO
C'è qui un cliente!
FRATELLO CHARTREUSE
Di che specie?
I SERVO
Uno ricco!
FRATELLO CHARTREUSE
Per che cosa?
I SERVO
Non l'ha voluto dire!
FRATELLO ELIXIR
Uno ricco!
(Entra il secondo servo)
II SERVO
C'è qui un cliente!
PADRE AGOSTINO
Lo so...
II SERVO
Un altro!
PADRE AGOSTINO
Uno ricco?
II SERVO
Un altro ricco!
PADRE AGOSTINO
Dicci altro.
II SERVO
Sembra un po' nervoso...
FRATELLO ELIXIR
Chiudi l'uscio...
PADRE AGOSTINO
Fateli aspettare...
I E II SERVO
Padre...
PADRE AGOSTINO
Possono sentirci?
I E II SERVO
Perfettamente.
FRATELLO ELIXIR
(comincia a girare cantando)
Ah! Noi giriamo e turbiniamo, sì, noi giriamo e turbiniamo.
PADRE AGOSTINO
Fa più piano, figliuolo!
FRATELLO ELIXIR
Sì! Tutto turbina, tutto gira, sì, tutto turbina e gira intorno a noi!
PADRE AGOSTINO
(ai monaci)
Su, fratelli, cantiamo inni sacri!
FRATELLO ELIXIR
Sì! Turbina e gira e turbina e gira per confonderci! Che canto è questo? Perché così triste? Sì, tutto turbina e tutto gira e gira!
GLI ALTRI MONACI
Noi disprezziamo le cose terrene, e i piaceri della carne! Disprezziamo le cose terrene!...
FRATELLO CHARTREUSE
Avanti figliuolo, cantiamo un salmo sacro!
FRATELLO ELIXIR
Che triste! Sì, gira e turbina e gira e turbina e gira!
GLI ALTRI MONACI
... e i piaceri della carne!
FRATELLO CHARTREUSE
Suvvia! I ricchi penitenti aspettano!
FRATELLO ELIXIR
Ah!
(Finalmente capisce)
PADRE AGOSTINO
(al servo)
Socchiudi adesso l'uscio che ci sentano cantare.
FRATELLI CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
Infelici peccatori!
PADRE AGOSTINO
Su, ora va a chiamarli!
GLI ALTRI MONACI
Noi preghiamo per voi!
(Entrano Antonio e Mendoza. Entrambi turbati e nervosi)
I SERVO
Entrate, prego.
FRATELLI ELIXIR, CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
Salvateci dal male!
PADRE AGOSTINO
Figliuolo!
ANTONIO
Siamo qua umilmente...
PADRE AGOSTINO
Figliuolo!
ANTONIO
Siamo venuti...
FRATELLI ELIXIR, CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
Disprezziamo la carne...
ANTONIO
Ora come cominciamo?
MENDOZA
So io come si deve fare.
FRATELLI ELIXIR, CHARTREUSE, BENEDETTELO E MONACI
Amen...
MENDOZA
Vostro onore, noi siamo due poveri innamorati o, piuttosto, non siamo poveri, ma innamorati.
ANTONIO
Benedite la nostra grande gioia...
MENDOZA
Noi vorremmo essere legati da matrimonio...
ANTONIO
Voi mi ricordate stranamente il Dio dell'amore.
MENDOZA
La vostra bocca rotonda e le guance...
PADRE AGOSTINO
Come osi, tu peccatore! Che scopi sconvenienti vi hanno condotto qui per tentarci? Ci prendete per i figli di Satana? Noi per tutto il giorno preghiamo e digiuniamo. E se il mio naso è rosso è perché arrossisco del mondo peccatore.
FRATELLO ELIXIR
(ubriaco)
È rosso più della rosa!
PADRE AGOSTINO
Per la vergogna di molti peccatori!
FRATELLI ELIXIR, CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
Mondo di Satana!
MENDOZA
Vi dissi che so come fare!
FRATELLI ELIXIR, CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
Salvateci dal male!
MENDOZA
Seguite i miei saggi consigli.
FRATELLI ELIXIR, CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
Infelici peccatori!
MENDOZA
Mendoza è un genio... vostro onore, voi date sempre la benedizione agli uomini umili che chiedono aiuto!
(Lascia cadere la sua borsa di denaro)
FRATELLO ELIXIR
Vi sono caduti i soldi.
MENDOZA
No, sono caduti a voi!
FRATELLO ELIXIR
E vostra quella borsa!
MENDOZA
No, non può essere! Non ne ho due.
(Tira fuori la seconda borsa)
Ecco!
PADRE AGOSTINO
(a Elixir)
Questa certo è vostra! Vediamo se c'è dentro quello che ci dev'essere... Ah, che strano frutto è nato, guardate che frutto portentoso è nato dall'amore unito al rispetto!
FRATELLO ELIXIR
(sussurrando ad Agostino)
Ne ho contati cinquanta.
PADRE AGOSTINO
Oro o argento?
FRATELLO ELIXIR
Oro puro come il sole!
ANTONIO E MENDOZA
Reverendo Padre, pietà di due poveri innamorati...
PADRE AGOSTINO
La compassione è la mia debolezza, vengano le vostre future mogli!

Scena IV
LUISA
(corre dentro)
State attento, Antonio!
(Copre il volto con un velo)
FERDINANDO
(corre dentro infuriato)
Signore!
MENDOZA
Chi volete di noi due?
FERDINANDO
Non voi, seccatore!
MENDOZA
Fratello, futuro fratello, aspettate: Luisa ed io ci amiamo, cominceremo presto la nostra luna di miele legale; se permettete... adesso vado... così, con un inchino... sì, me ne vado subito.
(Corre via)
FERDINANDO
Non vi verrà alcun male, babbuino!
(ad Antonio)
Signore!
ANTONIO
Signore!
FERDINANDO
Facciamo i conti!
ANTONIO
Che conti?
FERDINANDO
Voi, sciagurato, che vi siete abbassato al vile disonore di rapirmi il mio amore, come osate guardarmi in faccia?
ANTONIO
Ciò non merita risposta...
PADRE AGOSTINO
Un canto di pace!
ANTONIO
... perché è menzogna!
FRATELLO BENEDETTINO E MONACI
Sia pace!
ANTONIO
Non ho rapito il vostro amore, ella è fuggita senza aiuto.
FERDINANDO
Traditore! Dite l'ultima preghiera.
PADRE AGOSTINO
Un canto di pace!
ANTONIO
Non vi ho tradito, ho rapito... Luisa.
FRATELLO BENEDETTINO E MONACI
Sia pace.
FERDINANDO
Al diavolo Luisa!
ANTONIO
Ma voi siete impazzito! Luisa...
FERDINANDO
Vi ucciderò!
LUISA
Ah!
(Sviene fra le braccia di Agostino)
ANTONIO
(furente)
Come osate? L'avete offesa!
FERDINANDO
Soltanto il vostro sangue mi compenserà!
ANTONIO
No! Sarà il vostro!
(Incrociano le spade)
(Entra Clara, senza velo, ma ancora in abito da suora)
FERDINANDO
(vede Clara mentre sta attaccando Antonio)
Aspettate!
ANTONIO
(attaccando)
Adesso in guardia! Il duello non è finito!
FERDINANDO
Aspettate! Aspettate!
(Luisa avanza e si getta davanti ad Antonio)
FRATELLO ELIXIR
(con gli occhi fissi su Clara)
Ha gli occhi neri!
FRATELLO BENEDETTINO
(incantato)
Ha proprio gli occhi azzurri...
FRATELLO ELIXIR
Neri come la notte!
FRATELLO BENEDETTINO
Sono proprio azzurri, azzurri!
FERDINANDO
(completamente confuso)
Clara? Luisa?
LUISA, CLARA E ANTONIO
Che vergogna quell'amante che non riconosce il proprio amore! Quando vuol versare del sangue noi non l'approviamo!
LUISA
Lancia accuse come un pazzo e noi lo rimproveriamo!
CLARA E ANTONIO
Che vergogna quell'amante che non ri-conosce il proprio amore... Lo rimpro-veriamo!
PADRE AGOSTINO
Una zuffa in questo rifugio di pace!

Scena V
ANTONIO
Date retta al mio consiglio! Sposate al più presto la vostra Clara!
CLARA
Oh! Mio amato Ferdinando!
FERDINANDO
Oh! Clara, amore mio!
ANTONIO
Faremo un doppio matrimonio.
FRATELLO ELIXIR
Ha gli occhi neri!
FRATELLO BENEDETTINO
Ha proprio gli occhi azzurri!
FERDINANDO
Ed ora cosa faccio?
ANTONIO
La vostra borsa è piena. Lasciatela cadere...
FRATELLO ELIXIR
Ha gli occhi neri!
FRATELLO BENEDETTINO
Io dico che sono azzurri!
(Ferdinando lascia cadere la sua borsa)
FRATELLO ELIXIR
Sono proprio neri!
FRATELLO BENEDETTINO
Sono proprio azzurri, azzurri!
PADRE AGOSTINO
(vede la borsa)
Ma non ci vedete più?
(Elixir afferra una scopa e scopa la borsa)
(I quattro giovani stanno con le braccia l'uno intorno all'altro intrecciate)
PADRE AGOSTINO
E ora chi si sposa?
FERDINANDO
Noi due.
ANTONIO
Noi due.
PADRE AGOSTINO
Benedetto sia l'amore unito al rispetto.
(Esce con Antonio e Luisa; poi seguono Ferdinando e Clara)
FRATELLI ELIXIR, CHARTREUSE, BENEDETTINO E MONACI
Da tempo abbiamo imparato la saggezza: non desiderate la donna d'altri, non desiderate ricchezze, e avrete vita lunga!

QUADRO IX

Scena I
Sala da ballo nella casa di Don Gerolamo.
DON GEROLAMO
(solo)
Ciò mi stupisce! Luisa è in ritardo! Gli ospiti sono già tutti qui, ma dov'è Luisa, dov'è lo sposo che io devo abbracciare?
LOPEZ
(corre dentro)
Arrivano Don Sebastian e Donna Sebastian e Don... Don... Don... Don-don-don-don-don.
DON GEROLAMO
Adesso verrò, servite del vino! Presto!
LOPEZ
Va bene, ne servirò ancora...
DON GEROLAMO
È accordata l'orchestra?
LOPEZ
Accordata, accordata, signore!
DON GEROLAMO
Fate allor suonare il mio inedito minuetto! Dov'è andato Ferdinando?
LOPEZ
Scomparve senza una parola... Fuggì via come un invasato.
DON GEROLAMO
Qualche donna!
LOPEZ
Oh no, signore!
DON GEROLAMO
Sì, egli va dietro alle donne!
LOPEZ
Può darsi.
(Esce)

Scena II
DON GEROLAMO
Ah! Finalmente ecco Mendoza!
(Entra Mendoza)
Bene, bene, vi benedico. E Luisa?
MENDOZA
Sta tremando dietro a quella porta...
DON GEROLAMO
Ma perché? Che cosa teme? Portatela qui.
MENDOZA
(chiama)
Mia dolce micina! Mia topolina!
(Entra la Governante)
DON GEROLAMO
Non siate timida, correte qui da me.
(al pubblico)
La chiama piccola micina!
(Riconosce la Governante)
Hey, ma che diavolo!
(L'orchestra fuori scena suona un minuetto. Si sentono ridere gli ospiti)
MENDOZA
Don Gerolamo, non avrete dimenticato la benedizione promessa.
DON GEROLAMO
La benedizione? Per lei? Che dite mai!
MENDOZA
Ma perché così adirato? Ci avete perdonati. Mia topolina, mia dolce micina, un bacio al vostro papà. Papà sarà contento!
DON GEROLAMO
Papà!
MENDOZA
Non siate timida.
(La spinge nelle braccia di Don Gerolamo)
(La Governante abbraccia Don Gerolamo)
DON GEROLAMO
Mi soffoca! Aiuto!... Muoio!
(La Governante lo fa tacere baciandolo sulla bocca)
(Lopez e due altri serri accorrono)
LOPEZ
Signore... Ah... Dio ci aiuti! Il padrone sta abbracciando Margherita!
(ai servi)
Il padrone ha un'amante... un'amante...
(Escono in punta di piedi)
DON GEROLAMO
(liberatosi dalla Governante)
Andiamo!
MENDOZA
(riassettando l'abito della Governante)
È molto strano vostro padre!
DON GEROLAMO
Andate!
MENDOZA
Ci aveva perdonato, ed ora guardate come ci riceve.

Scena III
Minuetto e voci fuori di scena. Entrano Antonio e Luisa e si inginocchiano davanti a Don Gerolamo.
DON GEROLAMO
Perché vi inginocchiate davanti a me?
(ad Antonio)
Vorrei sapere chi siete voi.
ANTONIO
Signore, il felice marito di colei che adoro...
MENDOZA
Sono io che ho combinato il loro matrimonio!
DON GEROLAMO
Possa io morire se ci capisco qualche cosa!
LOPEZ
(entrando di corsa)
Signore, ci sono altri invitati, devo versare il vino migliore?
DON GEROLAMO
Ma certo, bestione, il vecchio Madera è il migliore!
LOPEZ
Sì, signore!
DON GEROLAMO
Svelto!
LOPEZ
Sì, signore!
DON GEROLAMO
E attento! Tutto sia fatto bene, e ognuno sia servito a dovere!
LUISA
Papà, potete negare di avere scritto questo biglietto! Voi mi diceste che la scelta non poteva essere migliore e mi diceste di stare pure tranquilla che la mia unione doveva terminare in una festa per tutti.
DON GEROLAMO
Oh sciocco, chi credete di avere sposato?
MENDOZA
L'unica figlia vostra e sono molto fortunato!
DON GEROLAMO
Vecchio babbuino, voi avete sposato la governante!
MENDOZA
Una burla? Un inganno?
LA GOVERNANTE
Mio caro amato padrone, voi stesso mi avete rapita, mi avete condotta all'altare senza esitare.
LOPEZ
(entrando di corsa)
Signore, sono giunti altri ospiti, devo versare ancora il miglior vino?
DON GEROLAMO
Ancora voi! Ma certamente, il più vecchio Madera!
LOPEZ
Si, signore!
(Esce)
LUISA E ANTONIO
(inginocchiandosi ancora)
Furbo Mendoza! Adesso disporrà di voi e di me come una volpe! Accidenti al vecchio Mendoza, un bue quella volpe!

Scena IV
Entrano Clara e Ferdinando
DON GEROLAMO
Oh! Oh! Eccolo che arriva! Dove diavolo eravate? E chi è la vostra ospite?
(Ferdinando e Clara si inginocchiano di fianco a Luisa ed Antonio)
FERDINANDO
Benedite la mia vita di sposo, questa è mia moglie.
DON GEROLAMO
Un altro matrimonio? Non ci capisco ancora niente! Sposato ad una suora?
MENDOZA
Voi siete la governante?
LA GOVERNANTE
Lo ero. Adesso però sono vostra moglie!
MENDOZA
No! Non mia!
LA GOVERNANTE
Adesso mi chiamo Signora Mendoza!
MENDOZA
Voi, brutta strega? me ne libererò!
(agli altri)
Vi maledico tutti.
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
A casa, a casa, Mendoza! Dovete tenervi la moglie da voi scelta!
LA GOVERNANTE
È dunque il matrimonio una tale disgrazia?
MENDOZA
Lo è per me! Ma c'è un mezzo per sfuggire ai vostri piani! Maledico voi tutti e i vostri trucchi! E le mie maledizioni vanno a segno! Micina! Micina! Mostriciattolo!
LA GOVERNANTE
Ciò nonostante sono ancora vostra moglie!
(Corre dietro a Mendoza)
(Clara si toglie il mantello da suora).
DON GEROLAMO
La mia testa gira e gira... La novizia... Ma dov'è svanita? Clara d'Almanza? Che vuol dire tutto ciò?
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
O padre, la vostra benedizione è quanto chiediamo per essere felici!
DON GEROLAMO
È quanto vi chiediamo!... No, basta!
(a parte)
Consideriamo la faccenda: che cosa ci guadagno in tutto questo? Il marito di mia figlia è povero se pure bello, la nostra Clara invece è tanto tanto ricca. Non va poi così male... Il conto si equilibra.
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
O padre, la vostra benedizione!
DON GEROLAMO
Vi benedico tutti, miei cari figli!

Scena V
(Alcuni ospiti irrompono)
CORO
Don Gerolamo, Don Gerolamo, venite, gli invitati aspettano!
DON GEROLAMO
Sono stato trattenuto, ma voi capirete quando dico che ho sposato tutti e due i miei figli!
CORO
Ha benedetto i suoi due figli in una sola volta. È proprio fortunato! La sua famiglia è benedetta! Non c'è da stupirsi se è un po' tronfio! Salute! Salute!
(Alzano i bicchieri)
Ricchezza! E gioia!
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
Noi pure meritiamo lode, perché agimmo saggiamente.
CORO
Leviamo il bicchiere a tutti voi ed ora il ballo può alfine cominciare. Salute!
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
Salute!
CORO
Ricchezza!
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
E gioia!
DON GEROLAMO
Salute, ricchezza, ricchezza e gioia. Felice vita a tutti quanti, ad ogni marito, ad ogni moglie. Capisco bene la gioventù perché anch'io mi ribellai da giovanotto; amavo i baci, amavo bere, mi piace pensare che so il mio compito!
CORO
Gerolamo ha ragione!
DON GEROLAMO
Non è così difficile un tale compito se i genitori non sono troppo severi coi figli!
CORO
Un padre affettuoso fa dei rimproveri ai suoi figli, però nessuno lo teme, sebbene si sappia che abbaia terribilmente. Mangiare e bere da Don Gerolamo è un gran piacere. Chi può misurare la nostra gioia? Ballare e ridere da Don Gerolamo è un gran piacere. Chi può misurare la nostra gioia?
DON GEROLAMO
Comprendo i giovani ed i loro desideri perché giovane è il mio cuore.
LUISA E CLARA
Ma più non sai cos'è il fuoco dell'amore.
DON GEROLAMO
E così so che i figli miei la penseranno come me nei fatti importanti.
LUISA E CLARA
Non è del tutto esatto, spesso siamo in disaccordo.
DON GEROLAMO
E vero.
LUISA E CLARA
Ma non importa, perché sappiamo che egli si corregge e tutti rimaniamo buoni amici.
CORO
Mangiare e bere da Don Gerolamo è un gran piacere. Chi può misurare la nostra gioia? Ballare e ridere da Don Gerolamo è un gran piacere. Chi può misurare la nostra gioia?
CLARA E LUISA
Ha tutto lieto fine! Papà può andare in collera, ma non sarà duro come il ferro.
DON GEROLAMO
Non sarà duro come il ferro.
CORO
Questa notte è gaia, tutto è festa, tutto è luce; noi faremo festa e danzeremo fino al nuovo dì!
DON GEROLAMO
Fin che avrò oro nelle tasche, sarò felice coi miei figli e verserò fiumi d'oro...
CORO
Una volta sposi i figli suoi non si affanni il padre! Il nostro buon Don Gerolamo può stare allegro e intanto beviamo il suo cherry!
DON GEROLAMO
Quando i giovani sono ostinati così, essi trovano la loro via con benedizione o senza.
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
Ah! I giovani hanno una saggezza dimenticata dai vecchi, noi cerchiamo mentre voi sognate!
CORO
Cin! cin! cin! cin! Mangiare e bere da Don Gerolamo è un gran piacere. Chi può misurare la nostra gioia? Ballare e ridere da Don Gerolamo è un gran piacere. Chi può misurare la nostra gioia?
LUISA E CLARA
Noi siamo le vostre ospiti e vi accoglieremo quanto meglio si potrà!
ANTONIO
La scorsa notte mi scacciaste quando venni a fare la serenata!
DON GEROLAMO
La scorsa notte vi scacciai quando veniste a fare la serenata!
LUISA E CLARA
La serenata adesso non occorre più!
FERDINANDO
La notte scorsa ormai così lontana!
CORO
Cin! cin! cin! cin!
ANTONIO
Cantai, un po' troppo, è vero, e vi rapii dalle braccia di Morfeo!
DON GEROLAMO
Ma cantavate troppo forte, ammetterete, e mi disturbavate!
FERDINANDO
Adesso invece non più bestemmie!
LUISA E CLARA
Se canterete, canterete sottovoce.
LUISA
Papà sarà al piano di sotto!
CLARA
Gerolamo dormirà in pace, perché se brillano le stelle più non ci sono le chitarre!
ANTONIO E FERDINANDO
Don Gerolamo potrà dormire tranquillo come un bimbo appena nato, perché se c'è la bianca luna e brillano le stelle più non ci sono le chitarre!
LUISA
E tutta un'armonia e noi andiamo d'accordo!
DON GEROLAMO
Mi adatterò al piano di sotto! Sono d'accordo, non dico altro! Si è fatto tardi, dobbiamo bere!
LUISA
Si sta facendo tardi e ancora dobbiamo bere!
CORO
Cin! cin! cin! cin! Mangiare e bere da Don Gerolamo è un gran piacere! Chi può misurare la nostra gioia? Ballare e ridere da Don Gerolamo è un gran piacere. Chi può misurare la nostra gioia?
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
Ci siamo sposati tutti e Don Gerolamo ora vivrà libero come l'aria. Potrà dormire tutta la notte, sì, è davvero molto giusto che sia così.
CORO
Beviamo!
LUISA, CLARA, ANTONIO E FERDINANDO
Vino! Vino!
CORO
Ecco il vino! Spumeggiante!
LUISA, CLARA, ANTONIO, DON GEROLAMO E FERDINANDO
Beviamo!
CORO
Brindiamo!
LUISA, CLARA, ANTONIO, DON GEROLAMO E FERDINANDO
Brindiamo! Su, brindiamo!
(Tutti ballano)
CORO
Balla, ridi, brinda, bevi! Presto passa questa gioia! Balla, ridi, brinda, bevi! Fate luce, fate largo, tutti devono ballare, siamo tutti molto allegri, tutti siamo felici! Balla, ridi, brinda, bevi! Passa presto questa gioia! Su, balliamo, su, beviamo fino al sorgere del dì!

Fine dell'opera

(Traduzione di Flavio Testi)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 5 ottobre 1996

I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
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Ultimo aggiornamento 24 marzo 2017
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