Glossario
Guida all'ascolto



Ariadne auf Naxos (Arianna di Naxos), op. 60/II

Seconda versione, con l’aggiunta di un prologo

Testo del libretto (nota 1)

PROLOGO
Nel palazzo di un gran signore, un locale con pochi mobili e male illuminato. A sinistra e a destra due porte per lato. In mezzo un tavolino rotondo. Nel fondo si vedono i preparativi per uno spettacolo in casa. Tappezzieri e operai hanno alzato una scena di cui è visibile la parte posteriore. Tra questa zona del palcoscenico e il davanti c’è in diagonale un corridoio libero.
Entra il Primo maggiordomo:
Maestro di musica
(gli va incontro)
Mein Herr Haushofmeister! Sie suche ich im ganzen Hause Signor maggiordomo! La sto cercando per tutta la casa
Primo maggiordomo
Womit kann ich dienen? Muß allerdings bemerken, daß ich pressiert bin. Die Vorbereitungen zur heutigen großen Assemblée im Hause des reichsten Mannes von Wien – wie ich meinen gnädigen Herrn wohl betiteln darf In che posso servirla? Devo però far notare che ho fretta. I preparativi per il gran ricevimento qui in casa dell’uomo più ricco di Vienna – così posso ben dire di Sua Grazia il mio padrone
Maestro di musica
Ein Wort nur! Ich höre soeben, was ich allerdings nicht begreifen kann – Soltanto una parola! Ho appena sentito una cosa che proprio non comprendo –
Primo maggiordomo
Und das wäre? E sarebbe?
Maestro di musica
– und was mich in erklärliche Aufregung versetzt – – e che mi agita, come si può capire –
Primo maggiordomo
In Kürze, wenn ich bitten darf! Sia breve, se permette!
Maestro di musica
– daß bei der heutigen festlichen Veranstaltung hier im Palais – nach der Opera seria meines Schülers – kaum traue ich meinen Ohren – noch eine weitere, und zwar gleichfalls sozusagen musikalische Darbietung in Aussicht genommen ist – eine Art von Singspiel oder niedrige Posse in der italienischen Buffo-Manier! Das kann nicht geschehen! Dicono che nella cerimonia di oggi qui a palazzo – dopo l’opera seria del mio allievo – non credo alle mie orecchie – si prevede anche un’altra esibizione, musicale diciamo – una qualche commedia, una farsaccia nelgenere buffo degli italiani! No, non può essere!
Primo maggiordomo
Kann nicht? Wieso? Non può? E perché?
Maestro di musica
Darf nicht! Non deve essere!
Primo maggiordomo
Wie beliebt? Che ha detto?
Maestro di musica
Das wird der Komponist nie und nimmer gestatten! Non lo permetterà l’autore mai e poi mai!
Primo maggiordomo
Wer wird? Ich höre: gestatten. Ich wüßte nicht,wer außer meinem gnädigen Herrn, in dessen Palais Sie sich befinden und Ihre Kunstfertigkeiten heute zu produzieren die Ehre haben, etwas zu gestatten – geschweigedenn anzuordnen hätte! Chi dovrebbe, se ho sentito, permettere? Non so proprio chi, oltre Sua Grazia, il mio padrone, nel cui palazzo Ella si trova ed ha oggi l’onore di dimostrare la Sua bravura,
abbia qualcosa da permettere – e tanto meno ordinare!
Maestro di musica
Es ist wider die Verabredung. Die Opera seria “Ariadne” wurde eigens für diese festliche Veranstaltung komponiert. È contro i patti. L’opera seria “Arianna” è stata scritta apposta per questa cerimonia.
Primo maggiordomo
Und das ausbedungene Honorar wird nebst einer munifizenten Gratifikation durch meine Hand in die Ihrige gelangen. E l’onorario convenuto insieme a una generosa gratifica passerà dalle mie mani nelle Sue.
Maestro di musica
Ich zweifle nicht an der Zahlungsfähigkeit eines steinreichen Mannes. Non ho dubbi sulla solvibilità di un uomo arciricco.
Primo maggiordomo
Für den Sie samt Ihrem Eleven Ihre Notenarbeit zu liefern die Auszeichnung hatten. – Was dann steht noch zu Diensten? Al quale Ella e il Suo scolaro hanno avuto il gran favore di consegnare quelle vostre note. – Posso servirLa d’altro?
Maestro di musica
Diese Notenarbeit ist ein ernstes bedeutendes Werk. Es kann uns nicht gleichgültig sein, in welchem Rahmen dieses dargestellt wird! Le nostre note sono un lavoro serio e grave. Per noi non è cosa indifferente in quale cornice sia eseguito!
Primo maggiordomo
Jedennoch bleibt es meinem gnädigen Herrn summo et unico loco überlassen, welche A rten von Spektakel er seinen hochansehnlichen Gästen nach Vorsetzung einer feierlichenKollation zu bieten gesonnen ist. Come che sia, riguarda summo et unico loco Sua Grazia il padrone di casa che genere di spettacoli egli intenda donare agli ospiti illustrissimi, dopo che abbia offerto una magnificacena.
Maestro di musica
Zu diesen die Verdauung fördernden Genüssen rechnen Sie demnach die heroische Oper “Ariadne”? Tra questi svaghi destinati a favorire la digestione Ella annovera dunque l’opera eroica “Arianna”?
Primo maggiordomo
Zuvörderst diese, danach das für punkt neun Uhr anbefohlene Feuerwerk und zwischen beiden die eingeschobene Opera buffa.Womit ich die Ehre habe, mich zu empfehlen. Questa per cominciare, poi i fuochi d’artificio fissati alle nove in punto, e infilata tra i due l’opera buffa. E con ciò ho l’onore di riverirLa.
(Se ne va.)
Maestro di musica
Wie soll ich das meinem Schüler beibringen? Come posso informarne il mio scolaro?
(Esce dall’altro lato. Un giovane Lacchè, facendo lume con un candeliere, introduce un Ufficiale.)
Il Lacchè
Hier finden Euer Gnaden die Mamsell Zerbinetta.
Sie ist bei der Toilette. Ich werde anklopfen.
Sua Signoria trova qui madamigella Zerbinetta.
Si sta truccando. Ora busso.
(Ascolta e bussa alla porta sul davanti a destra.)
L’Ufficiale
Laß Er das sein und geh’ Er zum Teufel. Finiscila e va’ al diavolo.
(Con violenza spinge via il Lacchè ed entra.)
Il Lacchè
(barcolla, riesce a posare il candeliere su una mensola a destra tra le due porte e si ricompone)
Das ist die Sprache der Leidenschaft, verbunden mit einem unrichtigen Objekt. Questa è la voce della passione, unita all’oggetto sbagliato.
Compositore
(entra in fretta da destra)
Lieber Freund! Verschaffen Sie mir die Geigen. Richten Sie ihnen aus, daß sie sich hier versammeln sollen zu einer letzten kurzenVerständigungsprobe. Amico mio! Mi mandi qui i violini. Faccia loro sapere che ci riuniamo qualche minuto per un’ultima prova d’insieme.
Il Lacchè
Die Geigen werden schwerlich kommen, erstens weil’s keine Füß’ nicht haben, und zweitens, weil’s in der Hand sind! Sarà difficile che vengano i violini, primo perché non hanno gambe, secondo perché c’è chi li tiene!
Compositore
(ingenuamente saccente, senza accorgersi di essere beffato)
Wenn ich sage:die Geigen, so meine ich die Spieler. Quando dico: i violini, intendo i suonatori.
Il Lacchè
(grossolano, dall’alto in basso)
Ach so! Die sind aber jetzt dort, wo ich auch hin sollt’! und wo ich gleich sein werd’ – anstatt mich da mit Ihnen aufzuhalten. Ah, bene! Però adesso stanno dove anch’io devo andare! e dove sarò presto – invece di attardarmi qui con Lei.
Compositore
(ingenuo, gentile)
Wo ist das? E dove mai?
Il Lacchè
(con volgarità)
Bei der Tafel! A tavola!
Compositore
(allarmato)
Jetzt? Eine Viertelstunde vor Anfang meiner Oper beim Essen? Ora? A mangiare un quarto d’ora prima dell’inizio della mia opera?
Il Lacchè
Wenn ich sag’: bei der Tafel, so mein’ ich natürlich bei der herrschaftlichen Tafel, nicht beim Musikantentisch. Se dico: a tavola, naturalmente intendo alla tavola del padrone, non alla mensa dei suonatori.
Compositore
Was soll das heißen? Ma che vuol dire?
Il Lacchè
Aufspielen tun sie. Capito? Sind also für Sie derzeit nicht zu sprechen. Suonano alla cena. Capito? Per ora, dunque, Lei non li può incontrare.
Compositore
(allarmato, inquieto)
So werde ich mit der Demoiselle die Arie der “Ariadne” repetieren – Allora con la signorina ripasso l’aria dell’“Arianna” –
(Si avvia verso la porta a destra sul davanti.)

Il Lacchè
Hier ist nicht die Demoiselle darin, die Sie suchen, diejenige Demoiselle aber, der hier drin ist, ist derzeitig für Sie ebenfalls nichtzu sprechen. Qui dentro non c’è la signorina che Lei cerca, qui c’è un’altra ragazza, e Lei per ora non può incontrare neanche questa.
Compositore
(con ingenuo orgoglio)
Weiß Er, wer ich bin? Wer in meiner Oper singt, ist für mich jederzeit zu sprechen! Lei sa chi sono io? Chi canta la mia opera, io l’incontro in qualunque momento!
Il Lacchè
(ride con scherno)
Hehehe! Eh eh eh!
(Fa un gesto di degnazione e se ne va.)
Compositore
(bussa alla porta di destra senza avere risposta; poi, rosso di stizza improvvisa, contro al Lacchè)
Eselsgesicht! sehr unverschämter frecher Esel!
Der Eselskerl läßt mich allein hier vor der Tür –
Hier vor der Tür mich stehn und geht.
Oh, ich möcht’ vieles ändern noch
In zwölfter Stund – und heut wird meine Oper –
O der Esel! Die Freud’! Du allmächtiger Gott!
O mein zitterndes Herz! Du allmächtiger Gott!
Somaro! Che asino insolente e sfacciato!
Quell’asino mi lascia da solo sulla porta –
mi pianta qui e va via.
Oh, vorrei cambiare ancora molto
all’ultimo momento – e oggi la mia opera –
Quell’asino! Che gioia! Tu, dio grande e potente!
O mio cuore in tumulto! Tu, dio grande e potente!
(Ripensa alla sua melodia, cerca un foglio per musica nella tasca della giacca, lo trova, lo distrugge, si batte la fronte.)
Dem Bacchus eintrichtern, daß er ein Gott ist! Ein seliger Knabe! Kein selbstgefälliger Hanswurst mit einem Pantherfell!
Mir scheint, das ist seine Tür.
Cacciare in testa a Bacco che egli è un dio! Un fanciullo divino! Non un fatuo imbecille in pelle di pantera!
Credo che la sua porta è questa.
(Corre alla seconda porta a sinistra, bussa; nel frattempo ripete a gran voce la melodia che ha trovato.)
O du Knabe! Du Kind! Du allmächtiger Gott! Tu, piccino! Fanciullo! Tu, dio grande e potente!
(Si spalanca la porta, ne esce barcollando il Parrucchiere e riceve in quell’istante un ceffone dal Tenore, che, nelle vesti di Bacco, ma calvo e con una parrucca in mano, lo segueinfuriato.)
Il Tenore
Das! Für einen Bacchus! Das mir aufzusetzen mutet Er zu. Da hat Er, Lump, für Seinen Bacchuskopf! Che roba! A un Bacco! E vuoi che me la metta in testa. Prendi questo, pezzente, per i ricci di Bacco!
(Gli dà una pedata.)
Compositore
(che ha fatto un salto all’indietro)
MeinWertester! Sie allerdringendst muß ich sprechen! Egregio amico! Ho urgenza di parlarLe!
Il Parrucchiere
(al Tenore)
Dero mißhelliges Betragen kann ich belächelnd nur einer angenommenen Gemütsaufwallung zurechnen! I Suoi atti scortesi io li ascrivo ridendo a congenita insania!
Compositore
(che si era tratto indietro, ora si riavvicina)
Mein Wertester! Egregio amico!
(Il Tenore sbatte la porta.)
Il Parrucchiere
(urla alla porta chiusa)
Habe meinerseits keine Ursache, wegen meiner Leistungen vor Ihnen zu erröten! Quanto a me, non ho motivo alcuno di arrossire con Lei del mio lavoro!
Compositore
(gli si avvicina, con candida modestia)
Hat der Herr leicht ein Stückerl Schreibpapier?
Hätt’ mir gern was aufnotiert!
Ich vergeß nämlich gar so leicht.
Ha Ella forse un pezzetto di carta?
Vorrei farmi un appunto!
Sa, dimentico facilmente.
Il Parrucchiere
Kann nicht dienen! No, non posso servirLa!
(Corre via.)
Zerbinetta
(ancora in vestaglia, esce dalla stanza a destra con l’Ufficiale)
Erst nach der Oper kommen wir daran. Es wird keine kleine Mühe kosten, die Herrschaften wieder lachen zu machen, wenn sie sich erst eine Stunde gelangweilt haben. Tocca a noi soltanto dopo l’opera. Sarà una fatica non da poco far ridere di nuovo quei signori, che si sono annoiati per un’ora.
(con civetteria)
Oder meinen Sie, es wird mir gelingen? O Lei crede che ne sarò capace?
(In silenzio l’Ufficiale le bacia la mano. Vanno verso il fondo seguitando a parlare.
La Primadonna con il Maestro di musica esce dalla porta davanti a sinistra. Sopra il costume di Arianna porta lo scialletto per la pettinatura. Si arresta sulla soglia. Il Maestro di musica fa l’atto di congedarsi.)
Primadonna
Schnell, lieber Freund! Einen Lakai zu mir!
Ich muß unbedingt sofort den Grafen sprechen.
In fretta, amico mio! A me venga un lacchè!
Devo assolutamente parlare al Conte subito.
(Chiude la porta. Il Compositore l’ha vista, fa per avvicinarsi.)
Maestro di musica
(lo trattiene)
Du kannst jetzt nicht eintreten – sie ist beim Frisieren. Adesso non puoi entrare – la stanno pettinando.
(Dal fondo viene il Maestro di ballo, si avvicina a Zerbinetta e all’Ufficiale.)
Compositore
(si accorge solo ora di Zerbinetta; al Maestro di musica)
Wer ist dieses Mädchen? Chi è questa ragazza?
Maestro di ballo
(a Zerbinetta)
Sie werden leichtes Spiel haben, Mademoiselle. Die Oper ist langweilig über die Begriff e, und was die Einfälle anlangt, so steckt in meinem linken Schuhabsatz mehr Melodieals in dieser ganzen “Ariadne auf Naxos”. Guiderà il gioco Lei, Mademoiselle. Quest’opera è noiosa oltre ogni credere, e quanto a ispirazione nel tacco della mia scarpa sinistra c’è più melodia che non in “Arianna
a Nasso” tutta quanta.
Maestro di musica
(sul davanti col Compositore)
Sei sie wer immer! Chi vuoi che sia!
Compositore
(insistendo)
Wer ist dieses entzückende Mädchen? Chi è quest’incantevole ragazza?
Maestro di musica
Um so besser, wenn sie dir gefällt. Es ist die Zerbinetta. Sie singt und tanzt mit vier Partnern das lustige Nachspiel, das man nachdeiner Oper gibt. Tanto meglio, se ti piace. È Zerbinetta. Con quattro colleghi canta e balla nell’epilogo buffo che si dà dopo la tua opera.
Compositore
(con un balzo all’indietro)
Nach meiner Oper? Ein lustiges Nachspiel?
Tänze und Triller, freche Gebärden und zweideutige
Worte nach “Ariadne”! Sag’ mir’s!
Dopo l’opera mia? Un epilogo buffo?
Balli, gorgheggi, gestacci, doppi sensi dopo “Arianna”!
Parla!
Maestro di musica
(esitante)
Ich bitte dich um alles – Ascoltami, ti prego –
Compositore
(si scosta da lui; nobilmente)
Das Geheimnis des Lebens tritt an sie heran, nimmt sie bei der Hand – Si accosta loro l’enigma della vita e li prende per mano –
(con furore)
und sie bestellen sich eine Affenkomödie, um das Nachgefühl der Ewigkeit aus ihrem unsagbar leichtfertigen Schädel fortzuspülen! ed essi domandano una farsa che sciacqui
via da quelle teste frivole il senso dell’eterno!
(ride convulsamente)
O ich Esel! Oh, l’asino che sono!
Maestro di musica
Beruhige dich! Càlmati ora!
Compositore
(furioso)
Ich will mich nicht beruhigen! Ein heiteres Nachspiel! Ein Übergang zu ihrer Gemeinheit! Dieses maßlos ordinäre Volk will sich Brücken bauen aus meiner Welt hinüber in die seinige! O Mäzene! Das erlebt zu haben, vergiftet mir die Seele für immer. Es ist undenkbar, daß mir je wieder eine Melodie einfällt! In dieser Welt kann keine Melodiedie Schwingen regen! Io non voglio calmarmi! Un epilogo allegro! Per tornare alla loro bassezza! Questa gente oltremodo ordinaria vuole gettare un ponte dal mio mondo nel suo! O mecenati! Dover vivere questo mi intossica l’anima per sempre. È impensabile che mai più scenda in me una melodia! In questo mondo nessuna melodiapuò avere ali!
(silenzio, poi con voce diversa, cordialmente)
Und gerade früher ist mir eine recht schöne eingefallen! Ich habe mich über einen frechen Lakaien erzürnt, da ist sie mir aufgeblitzt – dann hat der Tenor dem Perückenmacher eine Ohrfeige gegeben – da hab’ ich sie gehabt! – Ein Liebesgefühl, ein süß bescheidenes, ein Vertrauen, wie diese Welt esnicht wert ist – da: Appunto poco fa ne ho trovata una assai bella! Mi sono adirato per un lacchè villano, e ho avuto come un lampo – poi il Tenore ha dato uno schiaffo al Parrucchiere – ecco, era mia! – Un affetto amoroso, dolcemente discreto, una fiducia quale il mondo nonmerita – così:
(improvvisando il testo)
Du,Venus’ Sohn – gibst süßen Lohn
Für unser Sehnen und Schmachten!
Lalalala – mein junges Herz
Und all mein Sinnen und Trachten:
O du Knabe, du Kind,du allmächtiger Gott!
Figlio di Venere – tu ricompensi
le nostre ansie e le pene!
La la la la – ciò che ho in cuore,
i miei sforzi, i miei sensi:
tu piccino, fanciullo, tu, dio grande e potente!
(rasserenato in fretta)
Hast ein Stückerl Notenpapier? Hai un pezzetto di carta?
(Il Maestro di musica glielo dà. Il Compositore prende appunti. Zerbinetta conversando scoppia a ridere.
Arlecchino, Scaramuccio, Brighella, Truffaldino sono usciti dal camerino di Zerbinetta in fila uno dietro l’altro.)
Zerbinetta
(fa le presentazioni)
Meine Partner! Meine erprobten Freunde!
Jetzt mir meinen Spiegel, mein Rot!  Meinen Crayon!
I miei colleghi! Amici miei fidati!
Subito a me il mio specchio, il minio! E la matita!
(I quattro corrono nel camerino, ne escono subito, portano una sediola di paglia, specchio, barattoli, piumini per la cipria.)

Compositore
(dando un’occhiata a Zerbinetta, si ricorda in un attimo; con tono quasi tragico)
Und du hast es gewußt! Du hast es gewußt! E lo sapevi! Tu lo sapevi!
Maestro di musica
Mein Freud,ich bin halt dreißig Jahrl’n älter als wie du und hab’ halt gelernt, mich in die Welt zu schicken! Amico, ho trenta annetti più di te e ho imparato
ad adattarmi al mondo!
Compositore
Wer so an mir handelt, der ist mein Freund gewesen, gewesen, gewesen! Chi mi tratta così, era mio amico, era, era!
(Straccia con furore i suoi appunti. La Primadonna apre la porta.
Il Compositore getta i pezzi di carta, si morde rabbioso le unghie, cammina avanti e indietro, poi verso il fondo.)
Primadonna
(con un cenno al Maestro di musica)
Haben Sie nach dem Grafen geschickt? Ha fatto cercare il Conte?
(si avanza un po’, nota Zerbinetta e gli altri)
Pfui! Was gibt’s denn da für Erscheinungen! Puah! Che tipi si vedono qui!
(Sul davanti a destra Zerbinetta si è accomodata sulla sediola di paglia e finisce di truccarsi, servita dai colleghi; Arlecchino regge laluce, Brighella lo specchio.)
Primadonna
(al Maestro di musica, non proprio sottovoce)
Uns mit dieser Sorte von Leuten in einen Topf! Weiß man hier nicht,wer ich bin? Wie konnte der Graf – Noi nello stesso mazzo con gente di tal sorta! Ma sanno qui io chi sono? Come ha potuto il Conte –
Zerbinetta
(con un’occhiata insolente alla cantante e a voce intenzionalmente alta)
Wenn das Zeug so langweilig wird, dann hätte man doch uns zuerst auftreten lassen sollen, bevor sie übellaunig werden. Haben sie sich eine Stunde lang gelangweilt, so istes doppelt schwer, sie lachen zu machen. Se quella roba è tanto noiosa, avrebbero dovuto cominciare con noi, prima che li prenda la stizza. Quelli si sono annoiati un’oraintera e allora è una bella fatica farli ridere.
Maestro di ballo
(a Zerbinetta)
Im Gegenteil. Man kommt vom Tisch, man ist beschwert und wenig aufgelegt, man macht unbemerkt ein Schläfchen, klatscht dann aus Höflichkeit und um sich wach zu machen. Indessen ist man ganz munter geworden: “Was kommt jetzt?” sagt man sich. “Die ungetreue Zerbinetta und ihre vier Liebhaber”, ein heiteres Nachspiel mit Tänzen, leichte, gefällige Melodien; ja! eine Handlung, klar wie der Tag, da weiß man, woran man ist, das ist unser Fall, sagt man sich, da wacht man auf, da ist man bei der Sache! – Und wenn sie in ihren Karossen sitzen, wissen sie überhaupt nichts mehr, als daß sie die unvergleichliche Zerbinettahaben tanzen sehen. Al contrario. Arrivano dal pranzo, provano pesantezza e poca voglia, si fanno di nascosto un sonnellino, poi applaudono per cortesia e per svegliarsi. Intanto hanno ripreso il buonumore: “Che c’è adesso?” si chiedono. “Zerbinetta infedele e i quattro amanti”, un epilogo allegro con balli, melodie facili e gradite; e anzi! una vicenda chiara come il giorno, non c’è bisogno di pensarci su, è ciò che fa per noi, si dicono tra sé, si svegliano, si interessano a tutto! – Poi seduti in carrozza, proprio non ricordano altro, se non che hannovisto ballare la Zerbinetta senza uguali.
Maestro di musica
(alla Primadonna)
Erzürnen Sie sich nicht um nichts und wieder nichts. “Ariadne” ist das Ereignis des Abends, um “Ariadne” zu hören, versammeln sich Kenner und vornehme Personen im Hause eines großen Mäzens, “Ariadne” ist das Losungswort, Sie sind Ariadne, morgen wird überhaupt niemand mehr wissen, daß esaußer “Ariadne” noch etwas gegeben hat. Non si incolleri per un niente che è un niente. Resta “Arianna” l’evento della sera, per ascoltare “Arianna” si incontrano in casa di un grande mecenate intenditori e persone distinte, “Arianna” è la parola d’ordine, Arianna è Lei, e certo domani nessuno saprà più che oltre all’“Arianna” c’era qualchealtra cosa.
Il giovane Lacchè
(passa correndo sul fondo)
Die Herrschaften stehen vom Tisch auf! Man sollte sich hier beeilen. I signori si alzano da tavola! Qui bisogna sbrigarsi.
Maestro di musica
Meine Damen und Herren, an Ihre Plätze. Gentili Signore e Signori, ai Loro posti.
(Agitazione generale, gli operai sul fondo hanno finito. Il Tenore, nei panni di Bacco, e con lui Najade, Driade, Eco, vengono fuoridalla seconda porta a sinistra.)
Primo maggiordomo
(entra frettoloso da dietro a sinistra,si avvicina al Maestro di musica; con importanza)
Ihnen allen habe ich eine plötzliche Anordnung meines gnädigen Herrn auszurichten. Ho da riferire a Loro tutti una richiesta improvvisa del mio illustre signore.
Maestro di musica
Ist schon geschehen, wir sind bereit, in drei Minuten mit Oper “Ariadne” anzufangen. Già tutto fatto, siamo pronti a cominciare l’opera “Arianna” fra due minuti.
Primo maggiordomo
(con gran sussiego)
Der gnädige Herr haben sich nunmehr wiederum anders besonnen. L’illustre signore ha ormai cambiato idea.
Maestro di musica
Es soll also nicht mit der Oper begonnen werden? Non si comincia dunque con l’opera?
Primadonna
Was ist das! Ma insomma!
Primo maggiordomo
(con sussiego)
Um Vergebung. Wo ist der Herr Tanzmeister? Ich habe einen Auftrag meines gnädigen Herrn an Sie beide. Permettano. Dov’è il signor Maestro di ballo? Ho un incarico del mio illustre signore per Loro entrambi.
Maestro di ballo
(si avvicina)
Was wünscht man von mir? Che si vuole da me?
Primo maggiordomo
Mein gnädiger Herr belieben das von ihm selbst genehmigte Programm umzustoßen – Il programma da lui stesso approvato il mio illustre signore desidera rovesciarlo –
Maestro di musica
Jetzt im letzten Moment! Ah, das ist doch ein starkes Stückl! Adesso all’ultimo momento! Ah,questo sì è un bel tiro!
Primo maggiordomo
- umzustoßen und folgendermaßen abzuändern. – rovesciarlo e correggerlo come segue.
Maestro di ballo
Das Nachspiel wird Vorspiel, wir geben zuerst “Die ungetreue Zerbinetta”, dann “Ariadne”. Sehr vernünftig. L’epilogo diventa prologo, diamo prima “Zerbinetta infedele”, poi “Arianna”. Molto accorto.
Primo maggiordomo
Um Vergebung. Die Tanzmaskerade wird weder als Nachspiel noch als Vorspiel aufg eführt, sondern mit dem Trauerstück “Ariadne” gleichzeitig. Permettano. Il balletto di maschere non si darà né come epilogo né come prologo, sì invece contemporaneamente al dramma tragico “Arianna”
Tenore
Ha, ist dieser reiche Herr besessen? Ah,questo riccone è pazzo?
Maestro di musica
Will man sich über uns lustig machen? Ci vogliono prendere in giro?
Primadonna
Sind die Leute wahnsinnig? Ich muß augenblicklich den Grafen sprechen! Sono tutti dementi? Devo parlare al Conte ora all’istante!
(Il Compositore si avvicina sbigottito. Zerbinetta ascolta da destra.)
Primo maggiordomo
(con altezzosa ironia)
Es ist genau so, wie ich es sage. Wie Sie es machen werden, das ist natürlich Ihre Sache. È proprio così come lo dico. Come Loro faranno, naturalmente è affar Loro.
Maestro di musica
(tetro)
Unsere Sache! Affar nostro!
Primo maggiordomo
Mein gnädiger Herr ist der für Sie schmeichelhaften Meinung, daß Sie beide Ihr Handwerk genug verstehen, um eine solche kleine Abänderung auf eins, zwei durchz
uführen; und es ist nun einmal der Wille meines gnädigen Herrn, die beiden Stücke, das lustige und das traurige, mit allen Personen und der richtigen Musik, so wie er sie
bestellt und bezahlt hat, gleichzeitig auf seiner Bühne serviert zu bekommen.
È opinione, per Loro lusinghiera, del mio illustre signore che Loro entrambi sappiano tanto bene il mestiere da compiere sul momento una così piccola modifica; ed è volontà precisa del mio illustre signore di ricever serviti sulla scena i due lavori insieme, l’allegro e il tragico, con tutti i personaggi e con le note giuste, come egli ha richiesto epagato.
Maestro di musica
Warum gleichzeitig? Perché insieme?
Zerbinetta
(frivola)
Da muß ich mich ja beeilen! Devo proprio sbrigarmi!
(Corre nel camerino.)
Primo maggiordomo
Und zwar so, daß die ganze Vorstellung deswegen auch nicht einen Moment länger dauert. Denn für Punkt neun Uhr ist ein Feuerwerk im Garten anbefohlen. E tutto in modo che l’intero spettacolo non duri in conseguenza neppure un minuto di più. Infatti alle nove in punto sono stati ordinatiin giardino i fuochi d’artificio.
Maestro di musica
Ja , wie um aller Götter willen stellt sich denn Seine Gnaden das vor? Ma, in nome degli dèi, come immagina Sua Eccellenza una cosa del genere?
Compositore
(tra sé, sottovoce, solo a se stesso)
Eine innere Stimme hat mir von der Wiege an etwas Derartiges vorausgesagt. Sin dalla culla una voce segreta mi ha predetto un simile accidente.
Primo maggiordomo
Es ist wohl nicht die Sache meines gnädigen Herrn, wenn er ein Spektakel bezahlt, sich auch noch damit abzugeben, wie es ausgeführt werden soll. Seine Gnaden ist gewohnt, anzuordnen und seine Anordnungenbefolgt zu sehen. Non è certo affare del mio illustre signore, se egli ha pagato uno spettacolo, doversi anche occupare com’esso sia eseguito. Sua Eccellenza ha l’abitudine di dare ordini e divedere i suoi ordini attuati.
(Dopo un silenzio si gira ancora, con tono altezzoso)
Zudem ist mein gnädiger Herr schon seit drei Tagen ungehalten darüber, daß in einem so wohlausgestatteten Hause wie das seinige ein so jämmerlicher Schauplatz wie eine wüste Insel ihm vorgestellt werden soll, und ist eben, um dem abzuhelfen, auf den Gedanken gekommen, diese wüste Insel durch das Personal aus dem anderen Stück einigermaßen anständig staffieren zulassen. Per di più già da tre giorni il mio illustre signore è irritato che in una casa di tanto ricchi arredi qual è la sua, gli si debba allestire uno scenario così miserabile come un’isola deserta, e appunto per porvi rimedio è giunto all’idea di far decorare almeno decentemente quest’isola deserta con la compagniadell’altro lavoro.

Maestro di ballo
Das finde ich sehr richtig.
Es gibt nichts Geschmackloseres als eine wüste Insel.
Lo trovo ragionevole.
Nulla manca di gusto tanto quanto un’isola deserta.
Compositore
Ariadne auf Naxos, Herr.
Sie ist das Sinnbild der menschlichen Einsamkeit.
Arianna a Nasso, signore.
Ella è il simbolo della solitudine umana.
Maestro di ballo
Eben darum braucht sie Gesellschaft. Proprio per questo ha bisogno di amici.
Compositore
Nichts um sich als das Meer, die Steine, die Bäume, das fühllose Echo. Sieht sie ein menschliches Gesicht, wird meine Musik sinnlos. Intorno a sé null’altro che mare, scogli, alberi e un’eco senz’anima. Se vede un volto umano, perde significato la mia musica.
Maestro di ballo
Aber der Zuhörer unterhält sich. So wie es jetzt ist, ist es, um stehend einzuschlafen. Lo spettatore invece si diverte. Così com’essa è ora, è da dormire in piedi.
(Fa una piroetta.)
Primo maggiordomo
Um Vergebung, aber ich bitte, sich höchlich zu beeilen, die Herrschaften werden sogleich eintreten. Permettano, ma devo chiedere di affrettarsi parecchio, i signori giungeranno fra poco.
(Esce.)
Maestro di musica
Ich weiß nicht,wo mir der Kopf steht.Wenn man zwei Stunden Zeit hätte, über die Lösung nachzudenken – Non so più dove ho la testa. Se avessimo qualche ora di tempo per pensare a un ripiego –
Compositore
Darüber willst du nachdenken? Wo menschliche Gemeinheit, stier wie die Meduse, e inem entgegengrinst. Fort, was haben wir hier verloren? E tu ci vuoi pensare? Qui la bassezza umana contro di noi ha il ghigno di Medusa. Via, via, che abbiamo qui da perdere?
Maestro di musica
Was wir hier verloren haben? Die fünfzig Dukaten unter anderm, von denen du das nächste halbe Jahr zu leben gedachtest! Che abbiamo qui da perdere? Tra l’altro i cinquanta ducati con cui pensavi di vivere i prossimi sei mesi!
Compositore
Ich habe nichts mit dieser Welt gemein!
Wozu leben in ihr?!
Con questo mondo non ho niente in comune!
A che vivere in esso?!
Maestro di ballo
(trae il Maestro di musica da parte)
Ich weiß wirklich nicht, warum Sie beide einem so vernünftigen Vorschlag solch übertriebene Schwierigkeiten entgegensetzen! Io davvero non vedo perché voi tutti e due opponete così enormi obiezioni a una proposta tanto sensata!
Maestro di musica
Meinen Sie denn im Ernst, es ließe sich machen? Pensa sul serio che si possa fare?
Maestro di ballo
Nichts leichter als das. Es sind Längen in der Oper – Niente è più facile. Ci sono indugi in quest’opera –
(a voce più bassa)
gefährliche Längen.Man läßt sie weg. Diese Leute wissen zu improvisieren, finden sich in jede Situation. soste pericolose. Si tagliano. Questa gente sa improvvisare e ritrovarsi in ogni situazione.
Maestro di musica
Still, wenn er uns hört, begeht er Selbstmord. Zitto, se ci sente, commette suicidio.
Maestro di ballo
Fragen Sie ihn,ob er seine Oper lieber heute ein wenig verstümmelt hören will, oder ob er sie niemals hören will. Schaffen Sie ihm Tinte, Feder, einen Rotstift, was immer! Gli chieda allora se preferisce ascoltare oggi l’opera un poco mutilata oppure non ascoltarla mai più. Dategli inchiostro, penna, unamatita rossa e tutto il resto!
(al Compositore)
Es handelt sich darum, Ihr Werk zu retten! Si tratta di salvare il Suo lavoro!
Compositore
(si stringe al petto con passione tutte le pagine di musica che gli porgono da ogni lato)
Lieber ins Feuer! Meglio alle fiamme!
(Gli portano inchiostro, penna e inoltre un lume; tirano in avanti uno scrittoio.)
Maestro di ballo
Hundert große Meister, die wir auf den Knien bewundern, haben sich ihre erste Aufführung mit noch ganz anderen Opfern erkauft. Cento grandi maestri, che ammiriamo in ginocchio, con ben altri sacrifici ottennero la loro prima esecuzione.
Compositore
(tenero, disarmato)
Meinen Sie? Hat er recht,du? Darf ich denn?
Muß ich denn?
Lei crede? Dimmi, ha ragione?
Allora posso?
Maestro di ballo
(lo spinge gentilmente verso lo scrittoio, dove è stata posata, aperta, la partitura e accanto il lume; poi al Maestro di musica)
Sehen Sie zu, daß er genug streicht. Ich rufe indessen Zerbinetta her, wir erklären ihr in zwei Worten die Handlung! Sie ist eine Meisterin im Improvisieren; da sie immer nur sich selber spielt, findet sie sich in jeder Situation zurecht, die anderen sind auf sieeingespielt, es geht alles wie am Schnürchen. Provveda che i tagli siano molti. Io nel frattempo cerco Zerbinetta, in due parole le spieghiamo il fatto! Lei nell’improvvisare non ha eguali; sempre mette in scena se stessa e si destreggia in ogni situazione, gli altri con lei sono affiatati, va tutto liscio liscio.
(Chiama Zerbinetta fuori dal camerino, le parla. Alla luce della candela il Compositore comincia a tagliare.)
Primadonna
(al Maestro di musica, sottovoce)
Sehen Sie zu, daß er dem Bacchus einiges wegnimmt; man erträgt es nicht, diesen Mann so viel singen zu hören. Provveda Lei che si tolga un po’ a Bacco; a sentirlo cantare tanto, è insopportabile.
Tenore
(si avvicina di soppiatto al Compositore, gli parla chinandosi)
Der Ariadne müssen Sie streichen. Niemand hält es aus,wenn diese Frau unaufhörlich auf der Bühne steht. Molti tagli ad Arianna. Se quella non lascia mai la scena, non la regge nessuno.
Maestro di musica
(prende il Tenore da parte e gli sussurra)
Er nimmt ihr zwei Arien weg, Ihnen keine Note.
Verraten Sie mich nicht.
Alla donna leva due arie, ma a Lei non una nota.
Non mi tradisca.
(Va anche verso la Primadonna, la prende da parte.)
Sie behalten alles. Er nimmt dem Bacchus die halbe Rolle, lassen Sie sich nichts merken. La Sua musica è intatta. La parte di Bacco è dimezzata, ma non faccia vedere che lo sa.
Maestro di ballo
(a Zerbinetta, con allegra arguzia)
Diese Ariadne ist eine Königstochter. Sie ist mit einem gewissen Theseus entflohen, dem sie vorher das Leben gerettet hat. Questa Arianna è la figlia di un re. È scappata con un certo Tèseo, al quale prima ha salvato la vita.
Zerbinetta
(proprio sulla soglia)
So etwas geht selten gut aus. Cose così di rado vanno bene.
Maestro di ballo
Theseus wird ihrer überdrüssig und läßt sie bei Nacht auf einer wüsten Insel zurück! Poi Tèseo se ne stanca e la lascia di notte su un’isola deserta!
Maestro di musica
(sottovoce e insieme, rivolto al Compositore)
Noch das, es muß sein! Via anche questo, bisogna!
Zerbinetta
(comprensiva)
Kleiner Schuft! Il bricconcello!
Maestro di ballo
Sie verzehrt sich in Sehnsucht und wünscht den Tod herbei. Lei si strugge nel ricordo e chiama a sé la morte.
Zerbinetta
Den Tod! Das sagt man so. Natürlich meint sie einen anderen Verehrer. La morte! Così dicono. Invece pensa certo a un nuovo spasimante.
Maestro di ballo
Natürlich, so kommt’s ja auch! Certo, ed è ciò che accade!
Compositore
(ha seguìto il colloquio, si avvicina)
Nein, Herr, so kommt es nicht! Denn, Herr! sie ist eine von den Frauen, die nur einem im Leben gehören und danach keinem mehr. No, non è ciò che accade, signore! Ella, signore!, è una delle donne che nella vita sono di un uomo solo e poi più di nessuno.
Zerbinetta
Ha! Ah!

Compositore
(confuso, la fissa)
– keinem mehr als dem Tod. – più di nessuno, se non della morte.
Zerbinetta
(si avanza)
Der Tod kommt aber nicht.Wetten wir. Sondern ganz das Gegenteil.Vielleicht auch ein blasser, dunkeläugiger Bursche, wie du einer bist. E la morte non viene. Scommettiamo. Anzi, tutto l’opposto. Forse un ragazzo pallido, dall’occhio scuro, come sei tu.
Maestro di musica
Sie vermuten ganz recht.Es ist der jugendliche Gott Bacchus, der zu ihr kommt! Ha proprio indovinato. Quello che la raggiunge, è il giovane iddio Bacco!
Zerbinetta
(gaia, ironica)
Als ob man das nicht wüßte! Nun hat sie ja fürs nächste, was sie braucht. Lo sa chiunque! E lei immediatamente ha ciò di cui ha bisogno.
Compositore
(con grande solennità)
Sie hält ihn für den Todesgott. In ihren Augen, in ihrer Seele ist er es, und darum, einzig nur darum – Ella lo crede il dio della morte. Tale è ai suoi occhi e nell’anima, e per questo, solo per questo –
Zerbinetta
(dalla porta)
Das will sie dir weismachen. Lei te lo vuol far credere.
Compositore
Einzig nur darum geht sie mit ihm – auf sein Schiff! Sie meint zu sterben! Nein, sie stirbt wirklich. Per questo va con lui – sul suo battello! Si illude di morire! No, è vera la sua morte.
Zerbinetta
(mentre indossa qualcosa)
Tata. Du wirst mich meinesgleichen kennen lehren! La la. Tu vuoi spiegare a me come siam fatte!
Compositore
Sie ist nicht Ihresgleichen! Voi due non siete uguali!
(gridando)
Ich weiß es, daß sie stirbt. Io lo so che lei muore.
(sottovoce)
Ariadne ist die eine unter Millionen, sie ist die Frau, die nicht vergißt. Arianna è unica tra milioni, lei è la donna che non dimentica.
Zerbinetta
(viene avanti)
Kindskopf. Ingenuo.
(Gli volta le spalle; parla ai quattro colleghi che le sono venuti accanto)
Merkt auf, wir spielen mit in dem Stück “Ariadne auf Naxos”. Das Stück geht so: eine Prinzessin ist von ihrem Bräutigam sitzen gelassen, und ihr nächster Verehrer ist
vorerst noch nicht angekommen. Die Bühne stellt eine wüste Insel dar. Wir sind eine muntere Gesellschaft, die sich zufällig auf dieser Insel befindet. Die Kulissen sind Felsen, und wir plazieren uns dazwischen. Ihr richtet euch nach mir, und sobald sich eine Gelegenheit bietet, treten wir auf und mischen uns in die Handlung!
Attenti voi, recitiamo nel dramma “Arianna a Nasso”. La storia è questa: una principessa è stata piantata dal fidanzato, e per ora non arriva lo spasimante prossimo. La scena rappresenta un’isola deserta. Noi siamo un’allegra comitiva che si trova per caso sull’isola. Le quinte sono scogli, ci mettiamo lì in mezzo. Seguite bene me, e quando si presenta l’occasione, entriamo e ci mischiamo alla vicenda!
Compositore
(tra sé, mentre lei parla)
Sie gibt sich dem Tod hin – ist nicht mehr da weggewischt – stürzt sich hinein ins Geheimnis der Verwandlung – wird neu geboren – entsteht wieder in seinen Armen! – Daran wird er zum Gott. Worüber in der Welt könnte eins zum Gott werden als über diesem Erlebnis? Ella si abbandona alla morte – non c’è più – sparita – immersa nel mistero della trasformazione – e rinasce – vive di nuovo tra le braccia di lui! – Egli così diventa un dio. Nel mondo per che mai ci eterniamo se non per
questa sorte?
(Balza in piedi.)
Zerbinetta
(gli si avvicina, lo guarda negli occhi)
Courage! Jetzt kommt Vernunft in die Verstiegenheit! Courage! Entra il buon senso nella stramberia!
Compositore
Lebendig war’s! Stand da – so! C’era la vita! Davanti a me – così!
(Le mani disegnano nell’aria.)
Zerbinetta
Und wenn ich hineinkomme, wird’s schlechter? Se arrivo io, va peggio?
Compositore
(tra sé)
Ich überlebe diese Stunde nicht! A questa ora io non sopravvivo!
Zerbinetta
Du wirst noch ganz andere überleben. Anche a ben altre sopravviverai.
Compositore
(smarrito)
Was wollen Sie damit – in diesem Augenblick – sagen? Con ciò Lei – in questo istante – che intende?
Zerbinetta
(con estrema civetteria, ma schietta all’apparenza)
Ein Augenblick ist wenig – ein Blick ist viel. Viele meinen, daß sie mich kennen, aber ihr Auge ist stumpf. Auf dem Theater spiele ich die Kokette, wer sagt, daß mein Herz dabei im Spiele ist? Ich scheine munter und bin doch traurig, gelte für gesellig und bin doch so einsam. Poco è un istante – tante cose uno sguardo. Immaginano molti di conoscermi, ma il loro occhio è opaco. Se sul teatro io faccio la civetta, chi può dire che recita il mio cuore? Sembro allegra, eppure sono triste, mi credono socievole e sono solitaria.
Compositore
(con innocente rapimento)
Süßes, unbegreifliches Mädchen! Dolce fanciulla misteriosa!
Zerbinetta
Törichtes Mädchen, mußt du sagen,das sich manchmal zu sehnen verstünde nach dem einen, dem sie treu sein könnte, treu bis ans Ende. – Tu devi dire: fanciulla sciocca, che talvolta vorrebbe desiderare l’uomo unico, al quale esser fedele, fedele fino all’ultimo. –
Compositore
Wer es sein dürfte, den du ersehnest! Du bist wie ich – das Irdische unvorhanden deiner Seele. Chiunque sia colui che è nei tuoi sogni! Sei come me – ciò che è terrestre, non ti tocca l’anima.
Zerbinetta
(rapida, delicata)
Du sprichst was ich fühle. – Ich muß fort.
Vergißt du gleich wieder diesen einen Augenblick?
Tu esprimi ciò che provo. – Devo andare.
E questo solo istante potrai perderlo presto?
Compositore
Vergißt sich in Äonen ein einziger Augenblick? Si perde un solo istante nelle ere infinite?
(Zerbinetta si stacca da lui, corre via nel suo camerino a destra. Durante il loro dialogo: Il Maestro di musica, quale direttore di scena nell’opera, ha accompagnato verso il fondo, dove si suppone sia il palcoscenico, gli altri personaggi, il Tenore, poi le tre Ninfe, e ora frettoloso ritorna sul davanti per cercare la Primadonna, che nuovamente è sparita nelsuo spogliatoio.)
Maestro di musica
An Ihre Plätze, meine Damen und Herren! Ariadne! Zerbinetta! Scaramuccio, Harlekin!
Auf die Szene, wenn ich bitten darf!
Ai Loro posti, signore e signori! Arianna! Zerbinetta! Scaramuccio, Arlecchino!
Tutti in scena, per favore!
Primadonna
(con un’occhiata a Zerbinetta, che esce in quel momento dal camerino, manda un bacio al Compositore, poi corre verso il fondo)
Ich soll mit dieser Person auf einer Szene stehen!
Woran denken Sie!
Io sulla scena con una donna come quella!
Che idea la Sua!
Maestro di musica
Seien Sie barmherzig! Bin ich nicht Ihr alter Lehrer? Sia generosa! Non sono il Suo vecchio maestro?
Primadonna
Jagen Sie mir die Kreatur von der Bühne – oder ich weiß nicht, was ich tue! Cacci via dalla scena quell’ignobile – o non so quel che faccio!
Maestro di musica
Wo hätten Sie eine schönere Gelegenheit als auf der Bühne, ihr zu zeigen, welch unermeßlicher Abstand zwischen Ihnen befestigt ist! Dove avrebbe un’occasione più bella che in teatro, per mostrarle quale incommensurabile distacco è fissato tra voi!
Primadonna
Abstand! Ha! Eine Welt, hoffe ich. Distacco! Ah! C’è un mondo, dico io.
Maestro di musica
Legen Sie diese Welt in jede Gebärde und – man wird Ihnen anbetend zu Füßen sinken. Questo mondo lo metta in ogni gesto e – saranno tutti adoranti ai Suoi piedi.
(Le bacia la mano, la guida per qualche passo verso il fondo, poi torna indietro per cercare il Compositore.)
Compositore
(abbraccia il Maestro di musica con impeto)
Seien wir wieder gut! Ich sehe jetzt alles mit anderen Augen! Die Tiefen des Daseins sind unermeßlich! – Mein lieber Freund, es gibt manches auf der We l t , das läßt sich nicht sagen. Die Dichter unterlegen ja rechtgute Worte, recht gute – Mi voglia ancora bene! Ora io guardo tutto con occhi differenti! Gli abissi dell’esistenza sono insondabili! – Amico caro, tante cose nel mondo noi non possiamo dirle. I poetiforniscono, sì, belle parole, belle certo –
(con l’esultanza nella voce)
jedoch, jedoch, jedoch, jedoch, jedoch! – Mut ist in mir, Freund.– Die Welt ist lieblich und nicht fürchterlich dem Mutigen – undwas ist denn Musik? eppure, eppure, eppure, eppure, eppure! – C’è in me coraggio, amico. – Sereno è il mondo e nulla da temere cosa è la musica?
(con una solennità quasi ebbra)
Musik ist heilige Kunst, zu versammeln alle Arten von Mut wie Cherubim um einen strahlenden Thron! Das ist Musik, und darum ist sie die heilige unter den Künsten! È musica un'arte santa, per raccoglere ogni idea di ardimento come i cherubini intorno a un trono raggiante! Musica è questo, e quindi è la santa tra le arti!
(Zerbinetta compare sul fondo per chiamare con un fischio sfrontato i colleghi sulla scena. Arlecchino arriva frettoloso dal camerino adestra, corre in scena, allacciandosi la cinta.)

Compositore
Was ist das? Wohin? E che è? Dove va?
(Scaramuccio come Arlecchino termina anche lui il suo abbigliamento correndo.)
Compositore
Diese Kreaturen! – Questa gentaglia! –
(Truffaldino, Brighella, sullo stesso percorso degli altri)
– in mein Heiligtum hinein ihre Bocksprünge! Ah! – che fa le capriole nel mio tempio! Ah!
Maestro di musica
Du hast es erlaubt! Tu l’hai permesso!
Compositore
(con rabbia)
Ich durfte es nicht erlauben! Du durftest mir nicht erlauben,es zu erlauben! Wer hieß dich mich zerren, mich! in diese Welt hinein? Laß mich erfrieren, verhungern, versteinenin der meinigen! Non potevo permetterlo! Tu non dovevi permettermi di permetterlo! Chi ti ha chiesto di trascinare me, me! in questo mondo? Ch’io resti gelato, consunto, impietrato nelmio!
(In preda alla disperazione corre via dalla parte anteriore. Il Maestro di musica lo segue con lo sguardo, scuote il capo.)
Cala rapidamente il sipario
OPERA
Davanti alla grotta Arianna distesa in terra, immobile. Najade a sinistra, Driade a destra. Eco in fondo, presso la parete della grotta.
Najade
Schläft sie? Dorme?
Driade
Schläft sie? Dorme?
Najade
Nein! sie weinet! No! ella piange!
Driade
Weint im Schlafe! horch! sie stöhnet. Piange e dorme! Ascolta! Geme.
In due
Ach! so sind wir sie gewöhnet. Ahi! Ci siamo abituate.
Najade
Tag um Tag in starrer Trauer. Giorni e giorni in lutto rigido.
Driade
Ewig neue bittre Klagen. E singhiozzi sempre nuovi.
Najade
Neuen Krampf und Fieberschauer. Nuovi brividi convulsi.
Driade
Wundes Herz auf ewig, ewig – Piaga in cuore sempre, sempre –
Eco
Ewig! Ewig! Sempre! Sempre!
Driade
Unversöhnet! Irremovibile!
In tre
Ach, wir sind es eingewöhnet.
Wie der Blätter leichtes Schaukeln,
Wie der Wellen sanftes Gaukeln
Gleitet’s über uns dahin –
Ihre Tränen, ihre Klagen,
Ach, seit wieviel, wieviel Tagen,
Sie beschweren kaum den Sinn!
Ah,ci siamo abituate.
Come un brivido di fronde,
come un fremito di onde
che ci sfiora e via sparisce –
quel lamento ormai, quel pianto,
ah, da quanto tempo, quanto,
tocca il cuore e non ferisce!
Arianna
(reclinata al suolo)
Wo war ich? tot? und lebe, lebe wieder
Und lebe noch?
Und ist ja doch kein Leben, das ich lebe!
Zerstückelt Herz, willst ewig weiter schlagen?
Dov’ero? Morta? In vita, torno in vita
e vivo ancora?
Eppure no, questa mia non è vita!
Infranto cuore, vuoi battere per sempre?
(si rialza a metà)
Was hab ich denn geträumt? Weh! schon vergessen!
Mein Kopf behält nichts mehr,
Nur Schatten streichen
Durch einen Schatten hin.
Und dennoch, etwas zuckt dann auf und tut so weh!
Ach!
Che sogno ho mai fatto? Ahi! L’ho scordato!
La mia mente non trattiene più nulla,
solo ombre via strisciano
attraversando un’ombra.
Eppure, qualcosa in me sussulta e duole tanto!
Ahimè!
Eco
(in quinta)
Ach! Ahimè!
Arlecchino
Wie jung und schön und maßlos traurig! Giovane, bella e troppo malinconica!
Zerbinetta
Von vorne wie ein Kind, doch unterm Aug’ wie dunkel! La fronte è di bambina, ma tenebre ha nell’occhio!
Brighella, Truffaldino
Und schwer, sehr schwer zu trösten, fürchte ich! Sarà ben arduo confortarla, temo!
Arianna
(non si accorge affatto di loro; parla a sé, in un monologo)
Ein Schönes war, hieß Theseus-Ariadne
Und ging im Licht und freute sich des Lebens!
Warum weiß ich davon? ich will vergessen!
Dies muß ich nur noch finden: es ist Schmach,
Zerrüttet sein, wie ich!
Man muß sich schütteln: ja, dies muß ich finden:
Das Mädchen, das ich war!
Jetzt hab’ ich’s – Götter! daß ich’s nur behalte!
Den Namen nicht – der Name ist verwachsen
Mit einem anderen Namen, ein Ding wächst
So leicht ins andere, wehe!
Una creatura bella, aveva nome Tèseo-Arianna,
andò verso la luce e gioì della vita!
Ma perché io ne parlo? L’obblio voglio!
Questo devo trovare ancora: ed è vergogna
essere tanto affranta come io sono!
Ch’io mi riscuota: già, ecco che cerco:
la fanciulla che ero!
Ora l’afferro – O dèi! La trattenessi!
No, non il nome – il nome si è confuso
in altro nome, una cosa si muta
così presto in un’altra, ahimè!
Najade, Driade, Eco
(come se volessero destare i suoi ricordi, la chiamano)
Ariadne! Arianna!
Arianna
(ribellandosi)
Nicht noch einmal! Sie lebt hier ganz allein,
Sie atmet leicht, sie geht so leicht,
Kein Halm bewegt sich, wo sie geht,
Ihr Schlaf ist rein, ihr Sinn ist klar,
Ihr Herz ist lauter wie der Quell:
Sie hält sich gut, drum kommt auch bald der Tag,
Da darf sie sich in ihren Mantel wickeln,
Darf ihr Gesicht mit einem Tuch bedecken
Und darf da drinnen liegen
Und eine Tote sein!
No, non più! Lei qui ora è sola,
respira lieve ed è lieve il suo passo,
e dove avanza, resta fermo il prato,
puro è il suo sonno, il suo pensiero è chiaro,
il cuore è trasparente come fonte:
ora è tranquilla, e dunque verrà il giorno
in cui si potrà avvolgere nel manto,
potrà coprirsi il viso con un velo
e giacere nascosta
ed essere una morta!
(Tra sé ella continua il suo sogno.)
Arlecchino
(in quinta)
Ich fürchte, großer Schmerz hat ihren Sinn verwirrt. Temo che il gran dolore le abbia tolto il senno.
Zerbinetta
Versucht es mit Musik! Tu prova con la musica!
Brighella, Truffaldino
Ganz sicher, sie ist toll! Siamo sicuri, è pazza!
Arianna
(senza girare il capo, tra sé; come se le ultime parole le avesse udite nel sogno)
Toll, aber weise, ja! – Ich weiß, was gut ist,
Wenn man es fern hält von dem armen Herzen.
Pazza, sì, e anche saggia! – Io lo conosco il bene,
se dal povero cuore sta lontano.
Zerbinetta
(in quinta)
Ach, so versuchet doch ein kleines Lied! E su, una canzonetta può servire!
Arlecchino
(in quinta, canta)
Lieben, Hassen, Hoffen, Zagen,
Alle Lust und alle Qual,
Alles kann ein Herz ertragen
Einmal um das andre Mal.

Aber weder Lust noch Schmerzen,
Abgestorben auch der Pein,
Das ist tödlich deinem Herzen,
Und so darfst du mir nicht sein!

Mußt dich aus dem Dunkel heben,
Wär’ es auch um neue Qual,
Leben mußt du, liebes Leben,
Leben noch dies eine Mal!
Ama, odia, temi, spera,
ogni gioia, ogni dolor,
tutto può reggere un cuore
questa volta ed altre ancor.

Senza più tristezza o gioia,
se il tuo pianto inaridì,
questa è morte nel tuo cuore,
no, non essere così!

Da te il buio scaccia via,
se pur vedi altro dolor,
viver devi, vita mia,
vivi questa volta ancor!
(Eco ripete la melodia della canzone di Arlecchino, senza sentimento, come un uccello. Immobile, Arianna sèguita a sognare.)
Zerbinetta
(parlando, a voce bassa)
Sie hebt auch nicht einmal den Kopf. Quella neppure alza la testa.

Arlecchino
(come sopra)
Es ist alles vergebens. Ich fühlte es während des Singens. Fiato sprecato. L’ho capito cantando.
(Eco ripete un’altra volta la melodia.)
Zerbinetta
Du bist ja ganz aus der Fassung. Sei davvero turbato.
Arlecchino
Nie hat ein menschliches Wesen mich so gerührt. Mai mi ha commosso tanto una creatura umana.
Zerbinetta
So geht es dir mit jeder Frau. Ti capita così con ogni donna.
Arlecchino
Und dir vielleicht nicht mit jedem Mann? E forse a te non con ogni uomo?
Arianna
(tra sé)
Es gibt ein Reich, wo alles rein ist:
Es hat auch einen Namen: Totenreich.
So che c’è un regno dove tutto è puro:
regno dei morti, questo è il nome suo.
(mentre parla si solleva da terra)
Hier ist nichts rein!
Hier kam alles zu allem!
Qui nulla è puro!
Qui tutto è una cosa ed un’altra!
(si stringe il manto intorno al corpo)
Bald aber naht ein Bote,
Hermes heißen sie ihn.
Mit seinem Stab
Regiert er die Seelen:
Wie leichte Vögel,
Wie welke Blätter,
Treibt er sie hin.
Du schöner, stiller Gott! sieh! Ariadne wartet!

Ach, von allen wilden Schmerzen
Muß das Herz gereinigt sein,
Dann wird dein Gesicht mir nicken,
Wird dein Schritt vor meiner Höhle,
Dunkel wird auf meinen Augen,
Deine Hand auf meinem Herzen sein.
In den schönen Feierkleidern,
Die mir meine Mutter gab,
Diese Glieder werden bleiben,
Schön geschmückt und ganz allein,
Stille Höhle wird mein Grab.
Aber lautlos meine Seele
Folget ihrem neuen Herrn,
Wie ein leichtes Blatt im Winde,
Folgt hinunter, folgt so gern.
Du wirst mich befreien,

Mir selber mich geben,
Dies lastende Leben,
Du nimmst es von mir.
An dich werd’ ich mich ganz verlieren,
Bei dir wird Ariadne sein.
Ma ecco giunge un araldo,
Hermes, così è chiamato.
Con la sua verga
guida gli spiriti:
come uccellini
o foglie secche,
egli li spinge.
Tu, bel dio silenzioso! Guarda! Arianna attende!

Ah, da tanti fieri strazi
deve il cuore esser lavato,
dal tuo volto giunge un cenno,
odo il passo presso l’antro,
si fa buio sui miei occhi,
e la tua mano posa sul mio cuore.
Nel bell’abito festivo,
che mia madre mi ha donato,
le mie membra giaceranno,
adornate e tutte sole,
qui in silenzio avrò la tomba.
Senza un suono la mia anima
segue il nuovo suo signore,
giù lo segue, lieta, pronta,
come al vento un lieve fiore.

Tu vorrai liberarmi,
rendere me a me stessa,
il peso della vita,
presto lo togli da me.
In te devo io disperdermi,
con te vivrà Arianna.
(Arlecchino [sfrontato]; Brighella [giovane, goffo]; Scaramuccio [un briccone, cinquant’anni]; Truffaldino [un vecchio stolto]; dietro di loro Zerbinetta. Arrivano sulla scena dal davanti, si accingono a divertire Arianna con un ballo. Zerbinetta resta in disparte presso la quinta. Eco, Najade, Driade sonoscomparse durante il monologo di Arianna.)
I quattro
Die Dame gibt mit trübem Sinn
Sich allzusehr der Trauer hin.
Was immer Böses widerfuhr,
Die Zeit geht hin und tilgt die Spur.

Wir wissen zu achten
Der Liebe Leiden,
Doch trübes Schmachten,
Das wollen wir meiden.
Sie aufzuheitern,
Naht sich bescheiden
Mit den Begleitern
Dies hübsche Kind.
La bella dama con cuore oppresso
del suo dolore tocca l’eccesso.
Se mai qualcosa penar ci faccia,
passando il tempo leva ogni traccia.

Noi rispettiamo
le pene amorose,
i cupi spasimi
noi li evitiamo.
A offrir conforto
cauta si affretta
col nostro apporto
la ragazzetta.
(Ballano.)
Es gilt, ob Tanzen,
Ob Singen tauge,
Von Tränen zu trocknen
Ein schönes Auge.
Es trocknet Tränen
Die schmeichelnde Sonne.
Es trocknet Tränen
Der lose Wind:
Sie aufzuheitern
Befahl den Begleitern,
O traurige Dame,
Dies hübsche Kind.
Chissà se bastano
i balli e il canto
per asciugare
degli occhi il pianto.
Il sol lo asciuga
con la carezza.
Lo asciuga il vento
con lieve brezza:
di farti festa
chiese ai compari,
signora mesta,
la ragazzetta.
Zerbinetta
(intanto i quattro continuano a ballare)
Wie sie sich schwingen,
Tanzen und singen,
Gefiele der eine
Oder der andere
Gefiele mir schon.

Doch die Prinzessin
Verschließt ihre Augen,
Sie mag nicht die Weise,
Sie liebt nicht den Ton.
Per come saltano,
ballano, cantano,
io amerei l’uno
oppure l’altro
sceglierei già.

La principessa
tien chiusi gli occhi,
odia quei versi
e la canzon.
(interponendosi tra i quattro ballerini)
Geht doch! Laßt’s doch! Ihr fallet zur Last! Andate! Basta così! Siete noiosi!
I quattro
(continuando a ballare)
Sie aufzuheitern,
Befahl den Begleitern,
O traurige Dame,
Das hübsche Kind!

Doch wie wir tanzen,
Doch wie wir singen,
Was wir auch bringen,
Wir haben kein Glück.
Di farti festa
chiese ai compari,
signora mesta,
la ragazzetta!

Ma il nostro ballo,
il nostro canto,
quello che offriamo,
frutto non dà.
Zerbinetta
(spingendoli via a forza)
Drum lasset das Tanzen,
Lasset das Singen,
Zieht euch zurück!
Zurück! Versteht ihr nicht! Ihr seid nur lästig!
Perciò smettete
il ballo e il canto,
fatevi in là!
Via! Non capite! Siete seccanti!
(Se ne libera. I quattro si allontanano, due a destra, due a sinistra.)
Zerbinetta
(comincia con una profonda riverenza ad Arianna)
Großmächtige Prinzessin, wer verstünde nicht,
Daß so erlauchter und erhabener Personen Traurigkeit
Mit einem anderen Maß gemessen werden muß
Als der gemeinen Sterblichen. – Jedoch
Eccelsa principessa, e chi non capirebbe
che il dolore di personaggi tanto rari e illustri
con altro metro misurar si debba
di quello dei comuni mortali. – Però
(avvicinandosi di un passo, ma Arianna non le dà nessuna attenzione)
Sind wir nicht Frauen unter uns, und schlägt denn nicht
In jeder Brust ein unbegreiflich, unbegreiflich Herz?
non siamo qui donne tra noi, non batte
in ogni petto un misterioso, misterioso cuore?
(Ancora più vicino, con una piccola riverenza. Arianna, senza guardarla, si copre il volto)
Von unserer Schwachheit sprechen,
Sie uns selber eingestehen,
Ist es nicht schmerzlich süß?
Und zuckt uns nicht der Sinn danach?
Sie wollen mich nicht hören –
Schön und stolz und regungslos,
Als wären Sie die Statue auf Ihrer eigenen Gruft –
Sie wollen keine andere Vertraute
Als diesen Fels und diese Wellen haben?
Parlare della nostra debolezza,
confessarla tra noi,
non è penosamente dolce?
E non ci trema l’anima a pensarci?
Ella non vuole ascoltarmi –
bella, superba, immobile,
come fosse Ella già statua sulla propria tomba –
non vuole avere altri confidenti
se non questo scoglio e queste onde?
(Arianna si ritrae presso l’ingresso della grotta.)
Prinzessin, hören Sie mich an – nicht Sie allein,
Wir alle – ach, wir alle – was Ihr Herz erstarrt,
Wer ist die Frau, die es nicht durchgelitten hätte?
Verlassen! in Verzweiflung! ausgesetzt!
Ach, solcher wüsten Inseln sind unzählige
Auch mitten unter Menschen, ich – ich selber,
Ich habe ihrer mehrere bewohnt –
Und habe nicht gelernt, die Männer zu verfluchen!
Principessa, mi ascolti – non Ella sola,
noi tutte – tutte, ahimè – ciò che gela il Suo cuore,
può esserci donna che non l’ha sofferto?
Abbandonata! Nell’angoscia! Esclusa!
Ah, di isole deserte ce ne sono
tante anche tra gli uomini, io – io stessa,
io ne ho abitate molte –
e non riesco a maledire gli uomini!
(Arianna si ritira del tutto nella caverna, a lei che è ormai invisibile Zerbinetta continua a rivolgere le sue parole di conforto)
Treulos – sie sind’s!
Ungeheuer, ohne Grenzen!
Eine kurze Nacht,
Ein hastiger Tag,
Ein Wehen der Luft,
Ein fließender Blick
Verwandelt ihr Herz!
Aber sind denn wir gefeit
Gegen die grausamen-entzückenden,
Die unbegreiflichen Verwandlungen?
Noch glaub’ ich dem einen ganz mich gehörend,
Noch mein’ ich mir selber so sicher zu sein,
Da mischt sich im Herzen leise betörend
Schon einer nie gekosteten Freiheit,
Schon einer neuen verstohlenen Liebe
Schweifendes, freches Gefühle sich ein!
Noch bin ich wahr, und doch ist es gelogen,
Ich halte mich treu und bin schon schlecht,
Mit falschen Gewichten wird alles gewogen –
Und halb mich wissend und halb im Taumel
Betrüg’ ich ihn endlich und lieb’ ihn noch recht!
Noch mein’ ich mir selber so sicher zu sein,
Da mischt sich im Herzen leise betörend
Schon einer neuen verstohlenen Liebe –
Perfidi – ecco che sono!
Mostri, senza limiti!
Una breve notte,
un giorno fugace,
un soffio di vento,
il lampo di un occhio,
non sono più loro!
Ma siamo noi immuni
dalle atroci-dolci,
dalle incredibili trasformazioni?
Credo di appartenere tutta a uno,
ancora penso di essere certissima,
ecco che con soave seduzione
nel cuore scende un vago, ardito affetto
di libertà mai prima assaporata,
di qualche nuovo amore clandestino!
Sono sincera, eppure già lo inganno,
mi credo salda, e sono già sleale,
tutto è pesato con pesi alterati –
un po’ cosciente, un po’ esaltata
certo lo inganno e l’amo ancor!
Ancora penso di essere certissima,
ecco che con soave seduzione
di qualche nuovo amore clandestino –
(interrompendosi all’improvviso)
So war es mit Pagliazzo
Und [mit] Mezzetin!
Dann war es Cavicchio,
Dann Burattin,
Dann Pasquariello!
Ach, und zuweilen,
Waren es zwei!
Doch niemals Launen,
Immer ein Müssen!
Immer ein neues
Beklommenes Staunen.
Daß ein Herz so gar sich selber,
Gar sich selber nicht versteht!

Als ein Gott kam jeder gegangen,
Und sein Schritt schon machte mich stumm,
Küßte er mir Stirn und Wangen,
War ich von dem Gott gefangen
Und gewandelt um und um!
Als ein Gott kam jeder gegangen,
Jeder wandelte mich um,
Küßte er mir Mund und Wangen,
Hingegeben war ich stumm!
Kam der neue Gott gegangen,
Hingegeben war ich stumm!
Così fu con Pagliaccio
e [con] Mezzettin!
Toccò poi a Cavicchio,
poi Burattin,
poi Pasquariello!
E, ahimè, talvolta
erano in due!
Non mai incostante,
sempre costretta!
Sempre un’ansiosa
nuova sorpresa.
Ah, che un cuore neppur se stesso,
neppur se stesso possa capir!

Ognuno s’è accostato come un dio,
già solo il passo mi rendeva muta,
sulla fronte un suo bacio e sulle guance
del mio dio mi faceva prigioniera
e subito ero a me stessa sconosciuta!
Ognuno s’è accostato come un dio,
e subito ero a me stessa sconosciuta,
sulla fronte un suo bacio e sulle guance,
lì mi arrendevo senza più parlar!
Se il nuovo dio s’è avvicinato,
mi sono arresa senza parlar!
Arlecchino
(salta fuori dalla quinta)
Hübsch gepredigt! Aber tauben Ohren! Bella orazione! Per orecchie sorde!
Zerbinetta
Ja, es scheint, die Dame und ich sprechen verschiedene Sprachen. Sì,sembra che la signora ed io parliamo due lingue differenti.
Arlecchino
Es scheint so. Così sembra.
Zerbinetta
Es ist die Frage, ob sie nicht schließlich lernt, sich in der meinigen auszudrücken. La questione è se alla fine lei non impari a parlare la mia.
Arlecchino
Wir wollen’s abwarten. Was wir aber nicht abwarten wollen – E noi aspettiamo. Ma una cosa non possiamo aspettare –
(Con un salto le si accosta e tenta di abbracciarla.)
Zerbinetta
(si libera)
Wofür hältst du mich? Per chi mi prendi?
Arlecchino
Für ein entzückendes Mädchen, dessen Beziehungen zu mir dringend einer Belebung bedürfen – Per un’incantevole fanciulla, i cui rapporti con me necessitano di un’urgente ripresa –
Zerbinetta
Unverschämter! und außerdem: hier!
Zwei Schritte von der Wohnung der Prinzessin!
Svergognato! e per di più: qui!
A due passi dalla casa della principessa!
Arlecchino
Pah! Wohnung, es ist eine Höhle. Bah! Casa, è una grotta.
Zerbinetta
Was ändert das? E che cambia?
Arlecchino
Sehr viel, sie hat keine Fenster. Molto, non ci sono finestre.
(Tenta di nuovo di baciarla.)
Zerbinetta
(si libera con decisione)
Ich glaube, du wärest wirklich fähig! Credo che ne saresti capace!
Arlecchino
Zweifle nicht, zu allem! Capace di tutto, sta’ sicura!
Zerbinetta
(lo misura con un’occhiata, poi quasi tra sé)
Zu denken, daß es Frauen gibt, denen er ebendarum gefiele – Pensare che ci sono donne che lo vorrebbero per questo –
Arlecchino
Und zu denken, daß du von oben bis unten eine solche Frau bist! E pensare che sei una di queste, dalla testa ai piedi!
(Nuova occhiata di Zerbinetta. Brighella, Scaramuccio, Truffaldino si affacciano a destra e a sinistra dalla quinta.)
Brighella, Scaramuccio, Truffaldino
Pst! Pst! Zerbinetta! Pst! Pst! Zerbinetta!
Zerbinetta
(si è sottratta ad Arlecchino, corre al proscenio, parla tra sé e quasi ad spectatores)
Männer! Lieber Gott, wenn du wirklich wollt est, daß wir ihnen widerstehen sollten, warum hast du sie so verschieden geschaffen? Gli uomini! Buon Dio, se davvero volevi che noi li respingessimo, perché li hai fatti tanto differenti?
(Dalla prosa conclude il discorso con un gorgheggio.)

I quattro
Eine Störrische zu trösten,
Laßt das peinliche Geschäft!
Will sie sich nicht trösten lassen,
Laß sie weinen, sie hat recht!
Consolare una testarda
è davvero impresa ardua!
Se non vuol consolazioni,
pianga, avrà le sue ragioni!
(Zerbinetta volteggia dall’uno all’altro e sa civettare con tutti.)
Brighella
(con voce da sciocco)
Doch ich bin störrisch nicht,
Gibst du ein gut Gesicht.
Ach, ich verlang’ nicht mehr,
Freu’ mich so sehr.
Ma io non sono testardo,
dopo un tuo dolce sguardo.
Non ho altra volontà,
questa è felicità.
Scaramuccio
(con espressione astuta)
Auf dieser Insel
Gibt’s hübsche Plätze.
Komm’, laß dich führen,
Ich weiß Bescheid!
Ci son nell’isola
begli angoletti.
Fàtti guidare,
so io che fare!
Truffaldino
(goffamente lascivo)
Wär’ nur ein Wagen,
Ein Pferdchen nur mein,
Hätt’ ich die Kleine
Bald wo allein!
Datemi un carro
e un cavallino,
porto la piccola
non qui vicino!
Arlecchino
(con prudenza, dal fondo)
Wie sie vergeudet
Augen und Hände,
Laur’ ich im stillen
Hier auf das Ende!
Fa la civetta
con l’occhio e il gesto,
io qui tranquillo
aspetto il resto!
Zerbinetta
(volteggiando dall’uno all’altro)
Immer ein Müssen,
Niemals Launen,
Immer ein neues
Unsägliches Staunen!
Sempre costretta,
non mai incostante,
sempre un’arcana
nuova sorpresa!
(I quattro, con Zerbinetta, in varie pose a piacere.)
Brighella
Ich bin nicht störrisch. Non sono testardo.
Arlecchino
Ich laure im stillen. Tranquillo aspetto.
Zerbinetta
(ballando)
So war es mit Pasquariello
Und [so mit] Mezzetin!
Così con Pasquariello
e [con] Mezzettin!
Scaramuccio
Hätt’ ich das Mädchen – Porto la piccola –
Truffaldino
Ich wüßte Bescheid! So io che fare!
Zerbinetta
(ballando)
Dann mit Cavicchio
Und [mit] Burattin!
Poi con Cavicchio,
e [con] Burattin!
In due
Komm, laß dich führen,
Ich laure im stillen!
Fàtti guidare,
tranquillo aspetto!
Zerbinetta
(ballando)
Ach, und zuweilen
Waren es zwei!
Ahimè, talvolta
erano in due!
In due
Es gibt hübsche Plätze:
Ich weiß Bescheid!
Begli angoletti:
so io che fare!
Zerbinetta
Ach, und zuweilen
Waren es zwei!
Ahimè, talvolta
erano in due!
(Pare che nella danza ella perda una scarpa. Scaramuccio, sollecito, la afferra e la bacia. Da lui Zerbinetta si fa infilare la scarpa, mentre si appoggia a Truffaldino, che le si èinginocchiato accanto dall’altra parte.)
Zerbinetta
(a Truffaldino)
Wie er feurig sich erniedert! Quanto ardore in umiliarsi!
(A Scaramuccio ha dato la mano da baciare. A destra e a sinistra Scaramuccio e Truffaldino indietreggiano. Goffamente Brighella fa un salto in avanti per abbracciare Zerbinetta,ella abilmente gli sfugge.)
Zerbinetta
(riprende a ballare)
Mach ich ihn auf diese neidig,
Wird der steife – wie geschmeidig,
Wird der steife Bursch sich drehn!
Se gli mostro in lui un rivale,
quell’austero – come pronto
quell’austero ballerà!
Brighella
(balla e canta rigidamente)
Macht sie mich auf diese neidig,
Ach, wie will ich mich geschmeidig
Um die hübsche Puppe drehn!
Se mi mostra in lui un rivale,
presto presto sono pronto
con la bambola a ballar!
Scaramuccio
(ballando anche lui)
Macht sie uns auf diesen neidig,
Hei, wie alle sich geschmeidig,
Hui, um ihre Gunst sich drehn!
Lei ci fa tra noi rivali,
ah, ciascun di noi è pronto
per sedurla a volteggiar!
Truffaldino
(come sopra)
Wie sie jeden sich geschmeidig,
Einen auf den andern neidig,
Ohne Pause weiß zu drehn!
Ella piega a sé ciascuno,
rende ostile l’uno all’altro
e ci obbliga a ballar!
Scaramuccio, Brighella, Truffaldino
Mir der Schuh!
Mir der Blick!
Mir die Hand!
Das war das Zeichen,
Schlau aus dem Kreise muß ich mich schleichen!
Mich erwartet das himmlische Wesen,
Mich zum Freunde hat sie erlesen!
La scarpa a me!
A me il suo sguardo!
Mia è la sua mano!
Lei un cenno ha fatto,
li pianto agile e me la batto!
La dea celeste aspetta me,
migliore amico per lei non c’è!
(Tutti e tre s’infilano furtivi nelle quinte, subito dopo compare sul davanti della scena per primo Scaramuccio venendo da destra,mascherato.)
Scaramuccio
(tra sé)
Pst, wo ist sie? Wo mag sie sein? Pst, dov’è? Dove può esser?
(Si guarda intorno, gira per la scena a destra.)
Brighella
(entra da sinistra mascherato, dice piano con sciocca furbizia)
Pst, wo ist sie? Wo mag sie sein? Pst, dov’è? Dove può esser?
(Si volge a destra, si scontra con Scaramuccio che torna indietro.)
Truffaldino
(da sinistra mascherato, compare all’angolo sinistro nel preciso momento in cui Brighella fa il primo passo verso destra)
Pst, wo ist sie? Wo mag sie sein? Pst, dov’è? Dove può esser?
(Anche lui urta su gli altri due che si sono scontrati; e tutti e tre arrivano barcollando nel mezzo.)
Tutti e tre
(ognuno tra sé)
Verdammter Zufall!
Aber man erkennt mich nicht!
Caso dannato!
Ma non mi riconoscono!
(Sul davanti a sinistra riappaiono Zerbinetta e Arlecchino.)
Zerbinetta
Daß ein Herz so gar sich selber,
Gar sich selber nicht versteht!
Ah, che un cuore neppur se stesso,
neppur se stesso possa capir!
(Brighella, Scaramuccio, Truffaldino si guardano l’un l’altro.)
Arlecchino
Ach,wie reizend, fein gegliedert! Belle forme seducenti!
Zerbinetta
Hand und Lippe, Mund und Hand! Mani e labbra, bocca e mani!
I tre compari
Ai! Ai! Ahi! Ahi!

Arlecchino e Zerbinetta
(insieme)
Hand und Lippe, Mund und Hand,
Welch ein zuckend Zauberband.
Il tuo bacio, la carezza,
che tremor, che tenerezza.
I tre compari
(tristi e incolleriti si allontanano ballando)
Ai! ai! ai! ai! Der Dieb! Der Dieb!
Der nieder-, niederträchtige Dieb!
Ai! ai! ai! ai!
Ahi! Ahi! Ahi! Ahi! Che ladro! Ladro!
Perfido ladro, vile!
Ahi! Ahi! Ahi! Ahi!
(Dopo l’uscita delle cinque maschere – Zerbinetta, Arlecchino ecc. – la scena resta vuota.
Interludio orchestrale che si riferisce a Bacco, straordinario e misterioso; subito dopo: entrano in fretta, quasi insieme, da destra, a sinistra e dal fondo Najade, Driade, Eco.)
Driade
(agitata)
Ein schönes Wunder! Un bel prodigio!
Najade
Ein reizender Knabe! Un fanciullo stupendo!
Driade
Ein junger Gott! Un dio giovanetto!
Eco
Ein junger Gott, ein junger Gott! Un dio, dio giovanetto!
Driade
So wißt ihr –? Dunque sapete –?
Najade
Den Namen? Il nome?
Driade
Bacchus! Bacco!
Najade
Mich höret! Udite!
Eco
Mich höret doch an! Udite me!
Driade
Die Mutter starb bei der Geburt. Alla sua nascita morì la madre.
Najade
Ein Königstochter. Di un re la figlia.
Driade
Eines Gottes Liebste, eines Gottes Liebste! L’amante di un dio, di un dio!
Najade
Was für eines Gottes? Qual era il dio?
Eco
(con entusiasmo)
Eines Gottes Liebste, eines Gottes Liebste! L’amante di un dio, di un dio!
Najade
(con eccitazione)
Was für eines Gottes? Qual era il dio?
Driade
Aber den Kleinen – hört doch!
Nymphen zogen ihn auf!
Ma il piccolo – udite!
lo nutrirono Ninfe!
Eco
(esultante)
Nymphen zogen ihn auf! Lo nutrirono Ninfe!
Najade, Driade
Nymphen! das zarte, göttliche Kind!
Ach, daß nicht wir es gewesen sind.
Ninfe! Il tenero bimbo divino!
Ah, se fosse toccato a noi.
Eco
(come un uccello)
Ach, daß nicht wir es gewesen sind. Ah, se fosse toccato a noi.
Driade
Es wächst wie die Flamme unterm Wind. Cresce il bimbo come fiamma al vento.
Najade
Ist schon kein Kind mehr – Knabe und Mann! Non è più un bimbo – un giovane, un uomo!
Driade
Schnell zu Schiffe mit wilden Gefährten! Veloce salpa con fieri compagni!
Najade
Mächtig im Wind die Segel gestellt! Forte dà le vele al vento!
Driade
Er am Steuer! Egli alla guida!
Najade
Kühn! der Knabe! È un ragazzo! Che ardimento!
Eco
(come un uccello)
Er am Steuer! Egli alla guida!
Driade, Najade
Heil dem ersten Abenteuer! Vincerà la prima sfida!
Driade
Das erste! Ihr wißt, was es war? Sì, la prima! Lo sapete quale è stata?
Najade
Circe! Circe! an ihrer Insel
Landet das Schiff, zu ihrem Palast
Schweift der Fuß, nächtlich mit Fackeln –
Circe! Circe! L’isola
tocca il vascello, verso il palazzo
vaga il suo passo, di notte con torce –
Driade
(le toglie le parole di bocca)
An der Schwelle empfängt sie ihn,
An den Tisch zieht sie ihn hin,
Reicht die Speise, reicht den Trank –
Sulla soglia ella lo attende,
alla tavola l’invita,
offre cibo, offre quel vino –
Najade
(in fretta)
Den Zaubertrank! die Zauberlippen!
Allzu süße Liebesgabe!
Vino magico! magiche labbra!
Troppo soavi doni d’amore!
Eco
Allzu süße Liebesgabe! Troppo soavi doni d’amore!
Driade
(con tono trionfante)
Doch der Knabe – doch der Knabe! –
Wie sie frech und überheblich
Ihn zu ihren Füßen winkt –
Ihre Künste sind vergeblich,
Weil kein Tier zur Erde sinkt!
Ma il ragazzo – ah, il ragazzo! –
Quando ardita e prepotente
gli comanda di piegarsi –
non c’è bestia china a terra,
la magia non vale niente!
In tre
Alle Künste sind vergeblich,
Weil kein Tier zur Erde sinkt!
Non c’è bestia china a terra,
la magia non vale niente!

Driade
Aus den Armen ihr entwunden,
Blaß und staunend, ohne Spott –
Nicht verwandelt, nicht gebunden
Steht vor ihr ein junger Gott!
Liberato dal suo abbraccio,
smorto, attonito, sereno –
non deforme, non costretto
fermo sta, dio giovinetto!
Eco
(come un uccello, con dolce suono)
Nicht verwandelt, nicht gebunden
Steht vor ihr ein junger Gott!
Non deforme, non costretto
fermo sta, dio giovinetto!
Najade, Driade
(all’ingresso della grotta)
Ariadne! Arianna!
Najade
Schläft sie? Dorme?
Driade
Schläft sie? Dorme?
Najade
Nein! sie hört uns! No! Ci ascolta!
Driade
(dà l’annuncio ad Arianna)
Ein schönes Wunder! Un bel prodigio!
Eco, Najade
Ein Knabe! Ein Gott! Un giovane! Un dio!
Driade
(sempre parlando verso l’interno della grotta)
Gestern noch der Gast der Circe,
Mit ihr liegend bei dem Mahle,
Nippend von dem Zaubertrank –
Ieri ospite di Circe,
a banchetto accanto a lei,
sorseggiava il vino magico –
Eco
Nicht verwandelt! Nicht verwandelt! Ma non fu reso deforme!
Najade
Heute ist er hier bei uns! Oggi è giunto qui da noi!
Driade
Hörst du? Odi?
Najade
Hörst du? Odi?
In due
(sottovoce)
Ariadne! Arianna!
(Si ode la voce di Bacco. Nello stesso istante, come tratta da una magia, esce Arianna dalla grotta e ascolta. Le tre Ninfe, ascoltando anch’esse, arretrano di lato e indietro.)
Bacco
(appare sullo scoglio, ma non è visibile ad Arianna e alle Ninfe)
Circe, kannst du mich hören?
Du hast mir fast nichts getan –
Doch die dir ganz gehören,
Was tust du denen an?

Circe, ich konnte fliehen,
Sieh, ich kann lächeln und ruhn –
Circe, was war dein Wille,
An mir zu tun?
Circe, puoi tu ascoltarmi?
Quasi nulla tu mi hai fatto –
Ma quelli che son tue vittime,
a loro che facesti?

Circe, potei fuggire,
ora, io rido e riposo –
Circe, tu che volevi
fare di me?
Arianna
(perduta in quel canto, tra sé, pianissimo)
Er greift durch alle Schmerzen,
Auflösend alte Qual: ans Herz im Herzen greift’s.
Vince tutti i dolori,
sperde un’antica pena: tocca il cuore nel cuore.
Najade, Driade, Eco
(sottovoce, esitanti)
Töne, töne, süße Stimme,
Fremder Vogel, singe wieder,
Deine Klagen, sie beleben,
Uns entzücken solche Lieder!
Canta, canta, dolce voce,
canta ancora, strano uccello,
ci conforta il tuo lamento,
il tuo canto è così bello!
Bacco
(malinconico, gentile)
Doch da ich unverwandelt
Von dir gegangen bin,
Was haften die schwülen Gefühle
An dem benommenen Sinn?

Als wär’ ich von schläfernden Kräutern
Betäubt, ein Waldestier!
Circe – was du nicht durftest,
Geschieht es doch an mir?
Se io senza alcun danno
mi allontanai da te,
sui miei sensi storditi
grava un’ansia, perché?

Per le erbe sonnolente
non divenni animale! –
Circe – se tu hai fallito,
mi opprime ora il tuo male?
Arianna
(come sopra)
O Todesbote! süß ist deine Stimme!
Balsam ins Blut, und Schlummer in die Seele!
Araldo della morte! soave è la tua voce!
Balsamo nelle vene, e all’anima sopore!
Najade, Driade, Eco
(piano, dopo che la voce sembra tacere)
Töne, töne, süße Stimme,
Süße Stimme, töne wieder!
Deine Klagen, sie beleben!
Uns entzücken deine Lieder!
Canta, canta, dolce voce,
dolce voce, caro incanto!
Ci conforta il tuo lamento,
ci seduce questo canto!
Bacco
(allegro, con un po’ di graziosa derisione)
Circe, ich konnte fliehen!
Sieh, ich kann lächeln und ruhn!
Circe – was war dein Wille,
An mir zu tun?
Circe, potei fuggire!
Ora, io rido e riposo!
Circe – tu che volevi
fare di me?
Arianna
(canta con lui, piano, gli occhi chiusi, le mani levate verso il luogo da dove giunge la voce)
Belade nicht zu üppig
Mit nächtlichem Entzücken
Voraus den schwachen Sinn!
Die deiner lange harret,
Nimm sie dahin!
Non schiacci il tuo rigoglio
nell’incanto notturno
ora l’anima mia!
Qui da tanto io t’aspetto,
con te portami via!
(Bacco entra in scena, si ferma davanti ad Arianna.)
Arianna
(per improvviso terrore, si copre il volto con le mani)
Theseus! Tèseo!
(poi rapidamente s’inchina)
Nein! nein! es ist der schöne stille Gott!
Ich grüße dich, du Bote aller Boten!
No! No! È il bel dio silenzioso!
Salute a te, araldo degli araldi!
(Tra profondi inchini Najade, Driade, Eco si sono ritirate in ogni direzione.)
Bacco
(giovanissimo, con voce molto delicata)
Du schönes Wesen? Bist du die Göttin dieser Insel?
Ist diese Höhle dein Palast? sind diese deine
[Dienerinnen?
Singst du an deinem Webstuhl Zauberlieder?
Nimmst du den Fremdling da hinein
Und liegst mit ihm beim Mahl,
Und tränkest du ihn da mit einem Zaubertrank?
Und ach, wer dir sich gibt, verwandelst du ihn auch?
Weh! Bist du auch solch eine Zauberin?
Bella creatura? Tu sei la dea dell’isola?
In questa grotta hai il palazzo? Queste sono tue serve?
Al telaio tu canti i sortilegi?
Inviti anche tu lo straniero
e con lui fai banchetto,
poi lo sazi col tuo vino fatato?
Ah, chi ti cede, anche tu lo trasformi?
Ahimè! Anche tu sei una maga?
Arianna
(delicatamente, perché è pronta a morire)
Ich weiß nicht, was du redest.
Ist es, Herr, daß du mich prüfen willst?
Mein Sinn ist wirr von vielem Liegen ohne Trost!
Ich lebe hier und harre deiner, deiner harre ich
Seit Nächten,Tagen, seit wie vielen, ach, ich weiß es
[nicht mehr!
Ciò di cui parli, ignoro.
Forse, Signore, vuoi mettermi alla prova?
Buio è in me perché da troppo giaccio desolata!
Vivo qui e ti aspetto, aspetto te
da notti e giorni, quanti, ah!, non lo so più!
Bacco
Wie? kennest du mich denn?
Du hast mit einem Namen mich gegrüßt.
Come? Tu mi conosci?
Mi hai salutato dicendo un nome.
Arianna
Nein! nein! Der bist du nicht,
Mein Sinn ist leicht verwirrt!
No! No! Non sei tu quello,
ho la mente confusa!
Bacco
Wer bin ich denn? Chi sono io dunque?
Arianna
(s’inchina)
Du bist der Herr über ein dunkles Schiff,
Das fährt den dunklen Pfad.
Tu sei il sovrano sull’oscura nave,
che viaggia per un cammino oscuro.
Bacco
(annuisce)
Ich bin der Herr – über ein Schiff. Sono il sovrano – sopra una nave.
Arianna
(con impeto)
Nimm mich! Hinüber! Fort von hier mit diesem Herzen!
Es ist zu nichts mehr nütze auf der Welt.
Portami! All’altra riva! Via con questo mio cuore!
Nel mondo esso non serve a nulla.

Bacco
(con delicatezza)
So willst du mit mir gehen auf mein Schiff? Sulla mia nave dunque vuoi salire?
Arianna
Ich bin bereit.Du fragst? Ist es, daß du mich prüfen willst? Son pronta. E lo chiedi? Vuoi mettermi alla prova?
(Bacco scuote il capo.)
Arianna
(con ansia trattenuta)
Wie schaffst du die Verwandlung? mit den Händen?
Mit deinem Stab? Wie, oder ist’s ein Trank,
Den du zu trinken gibst? Du sprachst von einem Trank!
Come mi muterai? Con le mani?
Con lo scettro? Ah, forse è un vino,
che tu fai bere? Tu parlavi di un vino!
Bacco
(immerso nella contemplazione di lei)
Sprach ich von einem Trank,
Ich weiß nichts mehr.
Se parlavo di un vino,
nulla più io ricordo.
Arianna
(annuisce)
Ich weiß, so ist es dort, wohin du mich führest!
Wer dort verweilet, der vergißt gar schnell!
Das Wort, der Atemzug ist gleich dahin!
Man ruht und ruht vom Ruhen wieder aus –
Denn dort ist keiner matt vom Weinen, –
Er hat vergessen, was ihn schmerzen sollte:
Nichts gilt, was hier gegolten hat, ich weiß –
Lo so, così è laggiù dove mi guidi!
Chi là dimora, tutto presto scorda!
La parola finisce ed il respiro!
Là è il riposo un continuo riposo dal riposo –
nessuno là si consuma nel pianto, –
dimentichiamo ciò che ci affliggeva:
nulla conta di ciò che qui contava, lo so –
(Chiude gli occhi.)
Bacco
(profondamente commosso, con spontanea solennità)
Bin ich ein Gott, schuf mich ein Gott,
Starb meine Mutter in Flammen dahin,
Als sich in Flammen mein Vater ihr zeigte,
Versagte der Circe Zauber an mir,
Weil ich gefeit bin, Balsam und Äther
Für sterbliches Blut in den Adern mir fließt.
Hör’ mich,Wesen, das vor mir steht,
Hör’ mich, du, die sterben will:
Dann sterben eher die ewigen Sterne,
Als daß du stürbest aus meinen Armen!
Se sono un dio, se un dio m’ha creato,
se le fiamme hanno ucciso mia madre,
quando tra fiamme mio padre le apparve,
non mi ha toccato la magia di Circe,
perché sono immune, etere e balsamo
non sangue umano nelle vene mi scorre.
Ascoltami, creatura che ho davanti,
ascoltami, tu che vuoi morire:
le stelle eterne moriranno prima
che la morte ti strappi dal mio abbraccio!
Arianna
(per la forza della voce indietreggia atterrita)
Das waren Zauberworte! Weh! So schnell!
Nun gibt es kein Zurück. Gibst du Vergessenheit
So zwischen Blick und Blick?
Entfernt sich alles,
Alles von mir?
Die Sonne? Die Sterne?
Ich mir selber?
Sind meine Schmerzen mir auf immer, immer
Genommen? Ach!
L’incantesimo è questo! Ahimè! Già ora!
Ora non c’è ritorno. Doni l’oblio così
tra un battito e un’altro di ciglia?
Tutto dilegua,
tutto da me?
Il sole? Le stelle?
Io dileguo a me stessa?
Si allontana per sempre il mio dolore,
per sempre? Ah!
(con un sospiro sfinito)
Bleibt nichts von Ariadne als ein Hauch? Di Arianna rimane solo un alito?
(Si abbandona, egli la sorregge. Tutto scompare, un cielo stellato si stende sopra loro due.)
Bacco
(con voce commossa più che forte)
Ich sage dir, nun hebt sich erst das Leben an Für dich und mich! Dico a te, solo ora s’inizia la vita per te e per me!
(La bacia.)
Arianna
(si stacca da lui, inconsapevole, si guarda intorno con ansioso stupore)
Lag nicht die Welt auf meiner Brust? hast du,
Hast du sie fortgeblasen?
Da innen lag die arme Hündin
An’ Boden gedrückt, auf kalten Nesseln
Mit Wurm und Assel, und ärmer als sie –
Sopra il mio petto non gravava il mondo?
L’hai fatto sparire per magia?
La misera cagna là giaceva
costretta a terra, su fredde ortiche
tra lombrichi e vermi, più di loro misera –
Bacco
Nun steigt deiner Schmerzen innerste Lust
In dein’ und meinem Herzen auf!
Ora dei tuoi dolori la segreta gioia
s’espande nel tuo cuore e nel mio!
Arianna
Du Zauberer, du! Verwandler, du!
Blickt nicht aus dem Schatten deines Mantels
Der Mutter Auge auf mich her?
Ist so dein Schattenland! also gesegnet!
So unbedürftig der irdischen Welt?
Tu, tu che fai sortilegi e mutazioni!
Dall’ombra del tuo manto non è fisso
su me lo sguardo di tua madre?
Tale è il paese delle ombre! Sia benedetto!
È così libero dalle ansie terrene?
Bacco
Du selber! du bist unbedürftig,
Du meine Zauberin!
Tu stessa! Sei libera tu,
tu incantatrice!
Arianna
Gibt es kein Hinüber?
Sind wir schon da?
Wie konnt’ es geschehen?
Sind wir schon drüber?
Auch meine Höhle, schön! gewölbt
Über ein seliges Lager,
Einen heiligen Altar!
Wie wunder-, wunderbar verwandelst du!
Un transito non c’è?
Siamo già là?
Come è accaduto?
Siamo dall’altra parte?
La mia grotta, bella!, s’inarca
su un beato giaciglio,
su un santo altare!
Meravigliosa, meravigliosa la tua trasformazione!
Bacco
Du! Alles du!
Ich bin ein anderer, als ich war!
Der Sinn des Gottes ist wach in mir,
Dein herrlich Wesen ganz zu fassen!
Die Glieder reg’ ich in göttlicher Lust!
Die Höhle da! Laß mich, die Höhle deiner Schmerzen
Zieh’ ich zur tiefsten Lust um dich und mich!
Tu! Da te tutto!
Un altro io sono da quel che ero!
La mia divinità in me si desta,
per possedere la tua essenza superba!
Mi trema il corpo divinamente!
La grotta là! Attendi, la grotta del dolore
su noi la chiudo per l’immensa delizia!
(Un baldacchino scende dall’alto lentamente sui due e li nasconde.)
Arianna
(sostenendosi al braccio di lui)
Was hängt von mir
In deinem Arm?
Oh, was von mir,
Die ich vergehe,
Fingest du Geheimes
Mit deines Mundes Hauch?
Was bleibt, was bleibt von Ariadne?
Laß meine Schmerzen nicht verloren sein!
Quale parte di me si sostiene
al tuo braccio?
Oh, se io
mi spengo,
in me quale segreto afferri
col soffio del tuo labbro?
Che resta di Arianna, che resta?
Il mio dolore, fa’ che non si perda!
La voce di Arianna
Laß meine Schmerzen nicht verloren sein,
Bei dir laß Ariadne sein!
Il mio dolore, fa’ che non si perda;
Arianna resti accanto a te!
Zerbinetta
(esce dalla quinta, col ventaglio indica dietro di sé Bacco e Arianna e ripete il rondò con sarcastico accento di trionfo)
Kommt der neue Gott gegangen,
Hingegeben sind wir stumm!
Se il nuovo dio s’è avvicinato,
ci siamo arrese senza parlar!
La voce di Bacco
Deiner hab’ ich um alles bedurft!
Nun bin ich ein anderer, als ich war,
Durch deine Schmerzen bin ich reich,
Nun reg’ ich die Glieder in göttlicher Lust!
Und eher sterben die ewigen Sterne,
Eh’ denn du stürbest aus meinen Armen!
Te sopra tutto mi mancavi!
Un altro sono da quel che ero,
e i tuoi dolori m’hanno arricchito,
divinamente mi trema il corpo!
Le stelle eterne morranno prima
che la morte ti tolga al mio abbraccio!
Su di loro si è chiuso il baldacchino.
(Traduzione italiana di Franco Serpa)

(1) Testo tratto dal programma di sala del Teatro alla Scala,
Milano, Teatro alla Scala, 1 giugno 2006

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Ultimo aggiornamento 15 dicembre 2016
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