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Guida all'ascolto



Les nuits d'été, raccolta di sei melodie per voce e orchestra, op. 7


Testo delle parti vocali (nota 1)

Villanelle Villanella
Quand viendra la saison nouvelle,
Quand auront disparu les froids,
Tous les deux nous irons, ma belle,
Pour cueillir le muguet aux bois;
Sous nos pieds égrenant les perles
Que l'on voit ou matin trembler,
Nous irons écouter les merles
Siffler.

Le printemps est venu, ma belle,
C'est le mois des amants béni,
Et l'oiseau, satinant son aile,
Dit des vers au rebord du nid.
Oh, viens, donc, sur ce banc de mousse
Pour parler de nos beaux amours,
Et dis-moi de ta voix si douce:
"Toujours".

Loin, bien loin, égarant nos courses,
Faisant fuir le lapin caché
Et le daim au miroir des sources
Admirant son grand bois penché;
Puis chez nous, tout heureux, tout aises,
En panier enlaçant nos doigts,
Revenons rapportant des fraises
Des bois.
Quando verrà la nuova stagione,
quando sarà scomparso il freddo,
tutti e due ce ne andremo, mia bella,
a cogliere i mughetti nei boschi;
sotto i nostri passi sgranando le perle
che al mattino si vedon tremare
andremo a sentir i merli
fischiare.

La primavera è arrivata, mia bella,
è il mese benedetto dagli amanti,
e l'uccello, lustrando l'ala,
dice dei versi sulla sponda del nido.
Oh, vieni, dunque, su questo banco di muschio
a parlare dei nostri amori belli,
e dimmi con la tua voce dolce:
"Per sempre".

Lontano, ben lontano, si perdon le nostre corse,
e fanno fuggire il coniglio nascosto
e il daino che allo specchio delle sorgenti
ammira il grande bosco circostante;
poi a casa nostra, felici e contenti
con le nostre dita intrecciate,
facciamo ritorno, portando le fragole
dei boschi.

Le spectre de la rosé Lo spettro della rosa
Soulève ta paupière close
Qu'effleuré un songe virginal;
Je suis le spectre d'une rose
Que tu portais hier au bal.
Tu me pris encore emperlée
Des pleurs d'argent de l'arrosoir,
Et parmi la fête étoilée.
Tu me promenas tout le soir.

Oh, toi qui de ma mort fus cause,
Sans que tu puisses le chasser,
Toutes les nuits mon spectre rose
A ton chevet viendra danser,
Mais ne crains rien, ne te réclame
Ni messe ni "De Profundis";
Ce léger parfum est mon âme,
Et j'arrive du Paradis.

Mon destin fut digne d'envie,
Et pour avoir un sort si beau
Plus d'un aurait donné sa vie,
Ça sur ton sein j'ai mon tombeau,
Et sur l'albâtre où je repose
Un poète avec un baiser
Ecrivit: Ci gît une rose
Que tous les rois vont jalouser.
Solleva la palpebra chiusa
che sfiora un sogno verginale;
io sono lo spettro della rosa
che tu portavi ieri al ballo.
Tu mi hai preso ancora adornata
delle perle d'argento dell'innaffiatoio
e alla festa stellata
tu mi hai portato con te tutta la sera.

Oh, tu che sei stata la causa detta mia morte,
senza che tu potessi evitarla,
tutte le notti il mio rosato spettro
verrà a danzare al tuo capezzale,
ma non temere, non reclama da te
né una messa né un De Profundis;
la mia anima è questo leggero profumo,
e io giungo dal Paradiso.

Il mio destino fu degno d'invidia,
e, per avere una sorte sì bella,
più d'uno avrebbe dato la vita,
perché sul tuo seno ho la mia tomba,
e su quella bianchezza d'alabastro ove riposo
un poeta con un bacio
scrive: qui giace una rosa
di cui tutti i re sono gelosi.

Sur les lagunes Sulle lagune
Ma belle amie est morte:
Je pleurerai toujours;
Sous la tombe elle emporte
Mon âme et mes amours.
Dans le ciel, sans m'attendre,
Elle s'en retourna;
L'ange qui l'emmena
Ne voulut pas me prendre.
Que mon sort est amer!
Ah! Sans amour s'en aller sur la mer!

La blanche créature
Est couchée au cercueil.
Comme dans la nature
Tout me paraît en deuil!
La colombe oubliée
Pleure et songe à l'absent:
Mon âme pleure et sent
Qu'elle est dépareillée.
Que mon sort est amer!
Ah! Sans amour s'en aller sur la mer!

Sur moi la nuit immense
S'étend comme un linceuil;
Je chante ma romance
Que le ciel entend seul.
Ah! Comme elle était belle
Et comme je l'aimais!
Je n'aimerai jamais
Une femme autant qu'elle.
Que mon sort est amer!
Ah! Sans amour s'en aller sur la mer! Ah!
La mia bella amica è morta:
per sempre piangerò;
nella sua tomba reca con sé
la mia anima e i miei amori.
In cielo, senza attendermi,
lei se ne sta tornando;
l'angelo che la guida
non ha voluto prender anche me.
Ah, quant'è amara la mia sorte!
Ah, viaggiare sul mare senza amore!

La bianca creatura
giace nel suo feretro!
Come nella natura
tutto mi sembra in lutto!
La colomba dimenticata
piange e sogna l'assente;
la mia anima piange e sente
d'essere spaiata, senza lei.
Ah, quant'è amara la mia sorte!
Ah, viaggiare sul mare senza amore!

Su di me la notte immensa
si stende come una coltre funebre;
io canto la mia romanza
che il cieìo ascolta solo.
Ah, come lei era bella
e come io l'amavo!
Non amerò mai più
un'altra donna come lei.
Ah, quant'è amara la mia sorte!
Ah, viaggiare sul mare senza amore! Ah!

Absence Assenza
Reviens, reviens ma bien aimée!
Comme une fleur loin du soleil,
La fleur de ma vie est fermée
Loin de ton sourire vermeil.

Entre nos coeurs quelle distance!
Tant d'espace entre nos baisers!
0 sort amer! O dure absence!
O grands désirs inapaisés!

Reviens, reviens ma bien aimée...

D'ici là-bas, que de campagnes,
Que de villes et de hameaux,
Que de vallons et de montagnes,
A lasser le pied des chevaux!

Reviens, reviens ma bien aimée...
Ritorna, ritorna o mia amatissima!
Come un fiore lontano dal sole,
s'è arrestato il fiore della mia vita
lungi dal tuo sorriso vermiglio.

Tra i nostri cuori, quale distacco!
Quanto spazio tra i nostri baci!
O sorte amara! O dura assenza!
O grandi desideri inappagati!

Ritorna, ritorna o mia amatissima...

Da qui là in fondo, quante campagne,
quanti paesi e quanti paeselli,
quante valli e quante montagne,
da stancare il piede dei cavalli!

Ritorna, ritorna o mia amatissima...

Au Cimitière Al cimitero
Connaissez-vous la blanche tombe
Où flotte avec un son plaintif
L'ombre d'un if?
Sur l'if, une pâle colombe,
Triste et seule, au soleil couchant,
Chante son chant:
Un air maladivement tendre,
A la fois charmant et fatal,
Qui vous fait mal,
Et qu'on voudrait toujours entendre,
Un air, comme en soupire aux cieux
L'ange amoureux.
On dirait que l'âme éveillée
Pleure sous terre à l'unison
De la chanson,
Et du malheur d'être oubliée
Se plaint dans un roucoulement
Bien doucement.
Sur les ailes de la musique
On sent lentement revenir
Un souvenir;
Une ombre une forme angélique
Passe dans un rayon tremblant,
En voile blanc.
Les belles de nuit, demi-closes,
Jettent leur parfum faible et doux
Autour de vous,
Et le fantôme aux molles poses
Murmure en vous tendant les bras:
"Tu reviendras!"
Oh! Jamais plus, près de la tombe,
Je n'irai quand descend le soir
Au manteau noir,
Ecouter la pâle colombe
Chanter sur la pointe de l'if
Son chant plaintif!
Conoscete la bianca tomba
dove ondeggia con un suono lamentoso
l'ombra d'un tasso?
Sul tasso, una pallida colomba,
Triste e sola a! tramonto,
canta il suo canto:
un motivo morbosamente tenero,
affascinante e allo stesso tempo fatale,
che vi fa del male,
e che si vorrebbe ascoltare sempre,
un motivo come quelli che sospira verso il cielo
l'angelo innamorato.
Si direbbe che l'anima risvegliata
pianga sotto la terra all'unisono
con la canzone,
e si lamenti della sfortuna
d'essere dimenticata con un tubare
dolcissimo.
Sulle ali della musica
si sente lentamente tornare
un ricordo;
Un'ombra, una forma angelica
passa in un raggio tremolante,
in un bianco velo.
Le belle di notte, semichiuse,
spandono il loro profumo debole e dolce
intorno a voi
e il fantasma dalle pose mollicce
mormora tendendovi le braccia:
"Ritornerai!"
Oh! Mai più, vicino alla tomba
io andrò quando scende la sera
col suo nero manto,
ad ascoltare la pallida colomba
cantare sulla cima del tasso
il suo canto lamentoso!

L'île inconnue L'isola sconosciuta
Dites, la jeune belle!
Où voulez-vous aller?
La voile enfle son aile.
La brise va souffler!
L'aviron est d'ivoire,
Le pavillon de moire,
Le gouvernail d'or fin;
J'ai pour lest une orange,
Pour voile une aile d'ange,
Pour mousse un séraphin.

Dites, la jeune belle...

Est-ce dans la Baltique
Dans la mer Pacifique,
Dans l'île de Java?
Ou bien est-ce en Norvège,
Cueillir la fleur de neige,
Ou la fleur d'Angsoka?

Dites, dites, la jeune belle,
Dites, où voulez-vous aller?

Menez-moi, dit la belle,
A la rive fidèle
Où l'on aime toujours.
Cette rive, ma chère,
On ne la connaît guère
Au pays des amours.

Où voulez-vous aller?
La brise va souffler.
Dite, bella giovane,
ove volete andare?
La vela gonfia la sua ala,
la brezza sta per soffiare!
Il remo è d'avorio,
il padiglione di stoffa marezzata,
il timone d'oro fino;
per zavorra ho un arancio
per vela l'ala di un angelo,
per mozzo un serafino.

Dite, bella giovane...

È verso il Baltico,
o nel Pacifico,
nell'isola di Giava?
o è in Norvegia,
a cogliere il fior di neve,
o il fior d'Angsokd ?

Dite, bella giovane
ove volete andare?

Conducetemi, dice la bella,
alla riva della fede
ove si ama sempre.
Tale riva, mìa cara,
non la si conosce affatto
nel paese degli amori.

Ove volete andare?
la brezza sta per soffiare.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 2 gugno 2002

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